Presentazione di “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi – Venerdì 19 Luglio ore 21 al Parco comunale di Bottagna
15 Luglio 2024 – 22:56

Presentazione di
“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi
Venerdì 19 Luglio ore 21
Parco comunale di Bottagna
Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia …

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La nuova legge urbanistica ignora il dissesto ligure

a cura di in data 12 Aprile 2015 – 18:44

Primocanale 9 aprile 2015 – La campagna elettorale vede in campo quattro candidati, che si affrontano secondo dinamiche lontane dai bisogni dei liguri, cioè senza un confronto di merito sui temi più sentiti. Un solo esempio: nel silenzio generale, anche dei candidati, il Consiglio Regionale ha approvato, pochi giorni fa, la nuova legge urbanistica. “Abbiamo cancellato la nozione di espansione edilizia, in quanto solo marginalmente e in condizioni di sicurezza idrogeologica sono consentiti interventi di completamento delle aree urbane esistenti”, ha dichiarato l’assessore Cascino. Ma è veramente così? In realtà potevano essere introdotte nella legge misure davvero innovative dal punto di vista della riduzione del consumo di suolo, così come proposto dalle associazioni ambientaliste e di difesa del paesaggio e dal consigliere Benzi, ma sono state tutte bocciate dal “partito unico della regione”: l’introduzione di vincoli di inedificabilità assoluta nelle aree a rischio idrogeologico, in quelle costiere poste a meno di 500 metri dal mare ancora libere da edificazioni, in quelle poste a 100 metri dai principali fiumi e torrenti; così come la previsione di interventi insediativi e infrastrutturali solo nell’ambito del territorio urbanizzato, analogamente a quanto previsto dalla legge regionale toscana, anch’essa approvata in questi giorni. Mancano, inoltre, come ha rilevato il circolo di Genova di “Libertà e Giustizia”, sia misure capaci di salvaguardare e tutelare i territori non urbanizzati , sia mezzi e modalità per agevolare la rigenerazione urbana, che significa creare lavoro e ridurre nel contempo il consumo di suolo. Solo con queste radicali modifiche la “nozione di espansione edilizia” sarebbe stata davvero cancellata: ma ci si è ben guardati dal farlo. Eppure il dissesto idrogeologico riguarda il 98% dei Comuni liguri. E negli ultimi due decenni il 63% del totale della nostra costa è stato modificato da interventi edilizi. Sono i temi più scottanti in Liguria, direi drammatici. Lo scontro non è tra il partito dello sviluppo e il partito del no, come recita la propaganda del sistema dominante, ma tra una politica ancorata agli interessi privati e una politica che assume come proprio punto di vista gli interessi collettivi e i bisogni della cittadinanza; e dunque tra un modello di sviluppo ormai sterile e autodistruttivo e un modello diverso e innovativo perché capace di tenere insieme lavoro, ambiente e salute.

La lezione della legge urbanistica, approvata senza un vero confronto politico e una discussione pubblica, ci insegna che bisognerebbe evitare una campagna elettorale a senso unico, dall’alto verso il basso, con i candidati che fanno chiacchiere e lanciano slogan generici e i cittadini ridotti a spettatori. Ne servirebbe una bifronte, con i cittadini e le associazioni che fanno proposte precise e chiedono impegni concreti: niente impegni niente voto. Il voto è uno strumento di influenza democratica che va usato con grande intelligenza, indirizzandolo verso le soluzioni ai grandi problemi della nostra terra. Così si è fatto in Toscana: la sudatissima approvazione della legge urbanistica è anche e soprattutto il frutto di una straordinaria mobilitazione culturale e sociale. Diamoci da fare, altrimenti le cose peggiori continueranno a passarci tutte sopra la testa. E “sviluppo” continuerà a essere sinonimo di “cemento”.

Giorgio Pagano

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