L’Italia che ha fiducia nell’Africa. Riflessioni su un’esperienza di cooperazione<br />Genova, Palazzo Ducale – Munizioniere Giovedì 23 Novembre ore 17.30
17 novembre 2017 – 14:05 | No Comment

L’Italia che ha fiducia nell’Africa. Riflessioni su un’esperienza di cooperazione
Genova, Palazzo Ducale – Munizioniere
Giovedì 23 Novembre ore 17.30
Giorgio PAGANO – autore del libro «Sao Tomé e Principe – Diario do Centro do Mundo»
Giorgio MUSSO – …

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Il messaggio del Papa in difesa degli ultimi

a cura di in data 16 novembre 2016 – 09:23Nessun commento

Il Secolo XIX, 12 novembre 2016 – Sono appena tornato dall’Incontro mondiale dei movimenti popolari, tenutosi in Vaticano per iniziativa di Papa Francesco. Eravamo in migliaia, credenti e non credenti, delegati di movimenti di oltre 60 Paesi: dai campesinos e cartoneros (raccoglitori di stracci) latino americani ai contadini africani, dai resistenti curdi alle associazioni italiane ed europee. L’obbiettivo: partire da chi sta in basso per ricostruire una pratica dell’emancipazione che si batta per la giustizia sociale e ambientale, per la prima volta -con l’enciclica Laudato sì- connesse e interdipendenti tra loro.

Questo Papa “rivoluzionario” ci costringe a fare i conti con la realtà di un’umanità e di una Terra vivente ferite dall’aggressione di un sistema economico insostenibile, governato dal denaro, e ci propone un radicale cambiamento del modello di sviluppo, ma anche una sfida a tutti noi a cambiare e a batterci per lo Sviluppo Umano Integrale. L’ex Presidente dell’Uruguay Pepe Mujica e don Ciotti ci hanno ricordato che la politica è muta e incapace in questa fase storica perfino di pensare al cambiamento, perché ha smesso di essere al servizio del bene comune. Ma la politica potrà rinascere, ha detto Francesco, solo attraverso la forza e l’immaginazione dei movimenti popolari.Il Papa ci ha invitati a non farci “incasellare nelle politiche sociali” e a “mettere in discussione la politica economica e la politica del potere”, oggi “monopolizzata da piccole caste”. E a non farci “corrompere”, a “praticare l’austerità morale e personale e l’umiltà”, contro “ogni attaccamento alle cose materiali, allo specchio, al denaro”.

Nella nostra realtà l’insegnamento dell’Incontro, e il suo documento conclusivo, ci spingono a rimettere al centro la questione sociale e la lotta alle diseguaglianze, a batterci per rispondere alle esigenze dei poveri con il reddito di dignità, ad accogliere i migranti, a lottare giornalmente contro le mafie e la corruzione, a impegnarci contro gli sfratti e la privatizzazione dell’acqua. Francesco ci ha chiesto di fare più apertamente la nostra parte per difendere la dignità e la vita dell’umanità e della Terra vivente.

Giorgio Pagano
Presidente delle Associazioni Mediterraneo e Funzionari senza Frontiere

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