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Siamo stufi di essere pazienti
Manifestazione alla Spezia
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La politica fragile minaccia il ruolo dei Comuni

a cura di in data 21 Gennaio 2008 – 18:23

Il  Secolo  XIX – 21 gennaio 2008 – Il Secolo XIX ha dato rilievo alla mobilitazione dei Comuni, sfociata nel ricorso al Tar, contro i tagli governativi. A fine 2007, infatti, c’è stata una riduzione dei contributi ai Comuni, giustificata con il previsto maggior gettito derivante dalle operazioni di riclassificazione catastale. Peccato che questo gettito non ci sia stato: si parla di 100 milioni di euro, ma i tagli ammontano a 600 milioni. Il rischio è che,per il 2008,il Governo vari una manovra analoga. L’Anci è fortemente impegnata  per il rimborso dei tagli  del 2007 e per evitare i tagli del 2008.
Credo, però, che abbia ragione Massimo Baldini quando, sul Secolo XIX, si sofferma su quello che secondo lui è il fatto più grave nel rapporto tra Governo e Comuni: il taglio della detrazione Ici deciso nella Finanziaria 2008, che -come lui scrive- “limita davvero l’autonomia dei Comuni”. Il limite più serio della Finanziaria, per quel che riguarda i Comuni, è proprio questo: l’invasione di campo della nostra autonomia.
E’ vero che la legge prevede, in molti settori, più risorse: per il trasporto pubblico, l’ ambiente, il sociale, la casa. Ma è anche vero che l’Ici  è un’imposta comunale, che è stata oggetto di “invadenza” da parte dello Stato. Era giusto che lo Stato diminuisse le tasse, ma potevano esserci altri modi per raggiungere un obiettivo da noi condiviso. E, al di là delle questioni di principio, anche in questo caso non abbiamo garanzie sul rimborso delle risorse che ci mancheranno e ci battiamo per averle.
Siamo stati timidi su questo punto, come scrive ancora Baldini? E’ vero: non abbiamo protestato più di tanto, perché siamo consapevoli che il problema del carico fiscale è reale. E che i Comuni sono stati costretti, in questi anni di tagli, dopo averle tentate tutte per riorganizzare la spesa nel segno dell’efficienza e della produttività, ad aumentare la pressione fiscale. Per non tagliare i servizi, perché i cittadini ci chiedono sempre più servizi: per gli anziani, per l’infanzia, per le nuove emergenze come la sicurezza e l’immigrazione.
Ora dobbiamo andare a una svolta sul tema centrale: il federalismo fiscale. Questi avrebbero dovuto essere gli anni della traduzione in atti concreti dei principi fissati nel Titolo V della Costituzione per cui i Comuni non sono la cenerentola del sistema istituzionale, ma un cardine dello Stato,  equiordinato agli altri livelli. Invece è diminuita la nostra autonomia ed è tornato il centralismo. Lo stesso libro verde sulla finanza pubblica del Ministero dell’Economia sostiene che lo stato attuale della distribuzione delle risorse è irrazionale.
E’ necessario davvero disegnare un nuovo sistema istituzionale che abbia al centro il riconoscimento pieno e forte del ruolo dei Comuni, che costituiscono la spina dorsale del Paese sotto il profilo dello sviluppo e della coesione sociale. La svolta deve venire dal confronto serrato che l’ Anci vuole aprire da subito con il Governo e il Parlamento innanzitutto sul “Codice delle autonomie”.
Certo, tutto dipenderà dalla politica. Perché una politica in crisi, e una situazione politica nazionale così fragile come quella attuale,non spingono alle riforme, ma semmai a scaricare le contraddizioni sui livelli istituzionali più bassi.

Giorgio Pagano
Presidente ANCI Liguria

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