Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, sabato 18 aprile ore 17 a San Terenzo
13 Aprile 2026 – 22:39

Presentazione di
“Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
sabato 18 aprile ore 17
San Terenzo, Sala Itala Mela – locali parrocchiali
Viale della Vittoria 4
La Coop. Primo Maggio organizza, sabato 18 aprile alle 17, la presentazione a …

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Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” – Giovedì 26 marzo ore 17 a Santo Stefano Magra, Biblioteca Civica

a cura di in data 18 Marzo 2026 – 21:50

Invito

Presentazione di
Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto
Giovedì 26 marzo ore 17
Santo Stefano Magra – Biblioteca Civica

Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato giovedì 26 marzo alle ore 17 alla Biblioteca Civica Arzelà di Santo Stefano Magra (via Cesare Arzelà 5, viale della Stazione).
Interverranno Giorgio Pagano, curatore del libro, Mario Amilcare Grassi, poeta, e Luigi Leonardi, storico.
L’iniziativa è organizzata dal Comune di Santo Stefano Magra, dalla Biblioteca Civica Arzelà e dall’Associazione Culturale Mediterraneo.
Il libro ospita scritti di: Giorgio Pagano, Marcello Flores, Luisa Passerini, Chiara Dogliotti, Giovanni Gozzini, Alessandro Santagata, Alfonso Maurizio Iacono, Massimo Cappitti, Luca Basile, Marcello Montanari, Guido Viale.
Sessant’anni fa, il 30 novembre 1964, iniziò l’occupazione di Sproul Hall, nel campus di Berkeley. Joan Baez intonò Blowin’ in the wind di Bob Dylan («Su quante strade deve camminare un uomo / Prima di essere chiamato tale?»). Mario Savio, leader del Free Speech Movement, tenne un brevissimo discorso agli studenti, basato sul concetto che «la storia non è finita» e che «è possibile una migliore società». Il Sessantotto fu la richiesta di un cambiamento di civiltà all’insegna della fratellanza: l’essere persone nuove e il sentirsi reciprocamente legati. Più che un movimento nato nelle sedi istituzionali della politica, un movimento “morale” che poi scoprì la politica ma non assunse una forma definita. E che volle rispondere alle sfide della secolarizzazione ricercando un nuovo senso della vita, intrecciando in questo tentativo spinte di provenienza marxista, cattolica, libertaria. Fu utopia, ma anche realismo, lotta per conquistare qui e ora una scuola e una fabbrica più libere e democratiche, una radicale riforma del sapere e della cultura, una maggiore giustizia sociale.
In questo libro storici, filosofi e studiosi di diversa provenienza riflettono e discutono ancora sugli anni Sessanta e sul Sessantotto. Forse perché l’utopia concreta di «una migliore società» non può esaurirsi, e la storia può e deve ricominciare. Quegli anni sono ormai molto lontani da noi, ma l’approccio umanistico contro un mondo disumanizzato è più che mai necessario.


Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” è stato presentato alla Biblioteca Civica Arzelà di Santo Stefano Magra. Giorgio Pagano, curatore del libro, ha dialogato con Mario Amilcare Grassi, poeta, Luigi Leonardi, storico, e i cittadini presenti.
Tanti i temi affrontati. Di particolare attualità quello del rapporto tra Sessantotto e attuazione della Costituzione. Pagano ha citato le parole del filosofo Marcello Montanari, uno degli autori del libro: “Il Sessantotto era il momento conclusivo di un processo di democratizzazione iniziato con la Costituzione. E, se la generazione degli anni Quaranta aveva reinventato la democrazia e la libertà politica, quella degli anni Sessanta mostrava di voler ritrovare la democrazia nella vita quotidiana (nel lavoro come nelle relazioni intersoggettive)”.
Il Sessantotto portò infatti – hanno convenuto i relatori – all’attuazione di tante parti della Costituzione, fino ad allora inattuata: dallo Statuto dei diritti dei lavoratori all’introduzione del divorzio, fino alle tante riforme, quella sanitaria in primo luogo. Don Lorenzo Milani – tra coloro che più influenzarono il Sessantotto – chiamava la Costituzione “la legge che Cristo si aspettava da noi da secoli”: perché la sua lingua è il “sì, sì; no, no” del Vangelo.
La sconfitta delle idee del Sessantotto portò al blocco del processo di attuazione della Costituzione. Oggi, dopo che il popolo italiano si è mosso collettivamente per la difesa della Costituzione, “quel sogno può essere ripreso”. “Le persone si riportano a votare e a partecipare – ha concluso Pagano – parlando la lingua radicale della Costituzione. Parlando di giustizia, di solidarietà, di rifiuto della guerra, di difesa dei più deboli in Italia e nel mondo, di diritto alla diversità e diritto all’eguaglianza”.
L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Santo Stefano Magra, dalla Biblioteca Civica Arzelà e dall’Associazione Culturale Mediterraneo.

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