“Magnifica Humanitas e le derive del post umano”. Incontro con Geminello Preterossi e don Enrico Nuti, Giovedì 29 ottobre ore 17 – Sala di Tele Liguria Sud
21 Ottobre 2026 – 21:07

“Magnifica Humanitas e le derive del post umano”
Incontro con Geminello Preterossi e don Enrico Nuti
Giovedì 29 ottobre ore 17
Sala di Tele Liguria Sud
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“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi, Venerdì 16 ottobre ore 18 a Fosdinovo

a cura di in data 13 Ottobre 2026 – 13:25[21989]

Invito

“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista”
di Dino Grassi
Venerdì 16 ottobre ore 18
Fosdinovo

Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” sarà presentato venerdì 16 ottobre alle ore 18 a Fosdinovo, nella Biblioteca comunale (piazza Matteotti).
Dopo l’introduzione di Giuseppe Marchini, presidente del Circolo Fratelli Rosselli di Fosdinovo, Giorgio Pagano, curatore del volume, dialogherà con Matteo Del Vecchio, segretario della CGIL di Massa Carrara, e con Luca Comiti, segretario della CGIL della Spezia. L’incontro sarà coordinato da Mario Amilcare Grassi.
L’iniziativa è organizzata dal Circolo Fratelli Rosselli di Fosdinovo.
Dino Grassi (1926-2023) è stato un operaio del Cantiere del Muggiano alla Spezia, per oltre dieci anni segretario della Commissione Interna. Fu poi consigliere regionale del PCI dal 1970 al 1980. In quella fase continuò a fare l’operaio.
Il libro è stato pubblicato da ETS edizioni nell’ambito della collana “Verba manent”, dedicata alle storie di donne e uomini testimoni del loro tempo, spesso impegnati a costruire un mondo più giusto e solidale.
La “memoria” annota la vita lavorativa di Grassi al Cantiere del Muggiano tra il 1940 e il 1980 del secolo scorso. Dai ricordi che mette su carta emerge l’esperienza di una persona, ma anche della comunità che lo accoglie, investita dai grandi eventi storici: il 25 luglio e l’8 settembre 1943; gli scioperi del 1944 e la Resistenza; la ricostruzione del paese e la rottura dell’unità sindacale; la restaurazione degli anni Cinquanta, la caduta del mito di Stalin, la progressiva riscossa operaia dai primi anni Sessanta, l’Autunno caldo e la successiva sconfitta. Alla Spezia, lungo il decennio che va dai primi anni Sessanta ai primi anni Settanta, fu epica la lotta per la salvezza del Cantiere del Muggiano.
La pubblicazione della “memoria” è stata curata da Giorgio Pagano, autore di un’intervista a Grassi e di una Postfazione che completano il libro.
In una fase di rimozione delle vicende del proletariato industriale, la “memoria” di Grassi, insieme all’intervista, ci invitano a indagare le storie di fabbrica e a recuperare la ricchezza politica e culturale allora prodotta, affinché non vada perduto un patrimonio che ancora ci può essere utile.


Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” è stato presentato nella Biblioteca di Fosdinovo, per iniziativa del Circolo Fratelli Rosselli.
Dopo l’introduzione di Giuseppe Marchini, presidente del Circolo, sono intervenuti, in dialogo fra loro, Mario Amilcare Grassi, Giorgio Pagano, curatore del volume, e Luca Comiti, segretario della CGIL della Spezia.
Mario Amilcare Grassi ha sottolineato la moralità e la gentilezza di Dino Grassi, e la sua capacità di dialogare con i giovani del Sessantotto. Pagano si è soffermato sull’incontro – intreccio, in quegli anni, tra la cultura del movimento operaio e la nuova cultura antigerarchica e ugualitaria del movimento degli studenti:
“Dino Grassi aprì agli studenti, definendo il Sessantotto ‘un soffio di libertà’, quasi un termine da Maggio francese. Poi chiuse ai gruppi extraparlamentari. Ma l’idea di fratellanza accomunò Dino al Sessantotto degli inizi”.
Per Luca Comiti “il libro dovrebbe essere letto nelle scuole, nonché da ogni sindacalista, per capire come sono stati raggiunti in settant’anni di lotte risultati importantissimi per la dignità del lavoro e come siamo tornati indietro su tanti aspetti”. Ai tempi di Dino Grassi i lavoratori del Muggiano ottennero conquiste che oggi non ci sono più: “quando c’è un infortunio sul lavoro, c’è differenza tra l’assistenza per i dipendenti di Fincantieri e quella per i dipendenti delle ditte di appalto”, e mentre allora “uscivano tutti puliti, oggi i lavoratori delle ditte in appalto escono sporchi perché non hanno docce e stipetti”. “Bisogna vincere l’apatia e il disinteresse e riprendere la lotta di classe, perché le classi dominanti la stanno facendo e vincendo”, ha concluso Comiti.
Per Pagano la ripresa della lotta di classe è imposta anche dal tema della guerra: “L’ulteriore peggioramento secco delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori – ha osservato – c’è stato da quando nel mondo, a partire anche dall’Europa, è stata sdoganata la guerra”, il che ha portato inflazione e ulteriori tagli al welfare: “le proteste in tutto il mondo sulla scuola, la sanità, sulla casa nascono anche per questo… c’è chi nel mondo vuole sostituire la politica e la diplomazia con la guerra ma senza politica e senza diplomazia non c’è nemmeno la giustizia sociale”. Su questo terreno “è possibile costruire una nuova alleanza tra lavoratori e giovani, basata sulla rivolta morale e su concreti interessi materiali”.

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