“O capitano! Mio capitano”. Adulti e giovani, ieri e oggi. Lunedì 21 Settembre dalle ore 17.15 al Circolo Arci di Solaro
“O capitano! Mio capitano”, adulti e giovani, ieri e oggi
Lunedì 21 Settembre dalle ore 17.15
Circolo Arci di Solaro
Lunedì 21 settembre alle ore 17,15, con prosecuzione dopocena, al Circolo ARCI Solaro (Lerici) si terrà l’iniziativa “O capitano! Mio capitano. Adulti e giovani, ieri e oggi”. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dalla Sezione ANPI Lerici, dalla CGIL e dall’Unione degli Studenti, è articolata in tre
distinte occasioni di discussione, dopo i saluti di Giuliana Seratini, presidente della Sezione ANPI Lerici: il confronto tra Luca Comiti, segretario della CGIL spezzina, e Giulia Badini, dell’esecutivo UDS, su “Quale scuola pubblica contro la scuola neoliberale”; il dialogo su “Insegnare a pensare con la propria testa” tra Giorgio Pagano, storico, autore di “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”, Luca Basile, storico del pensiero politico, e Raffaele Mantegazza, pedagogista, autore di “L’educazione e il tempo”; il dialogo su “Quell’attimo in più” tra Raffaele Mantegazza, Giorgio Pagano e Laura Scotti, segretaria della Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL. Sarà possibile cenare in una delle più belle terrazze sul Golfo dei Poeti. Prenotazioni entro il 18 settembre: scrivere a spmediterraneo@gmail.com o a d.lombardo@laspezia.cgil.it , o telefonare a Giuliana 338 3266856.
L’iniziativa si propone di discutere sulle riforme e le pratiche pedagogiche capaci di contrastare la scuola neoliberale, frutto della nuova centralità sociale delle dinamiche di mercato: formazione piegata alle esigenze delle imprese, gestione aziendalistica, sapere ridotto a quiz standardizzati a scapito del pensiero critico. Riforme e pratiche pedagogiche con un obiettivo di fondo: trasmettere il sapere nella sua complessità insegnando a “pensare con la propria testa”, svincolando la scuola dall’autoritarismo e da la logica efficentista, che privano le ragazze e i ragazzi di ogni autonomia.
“In una società che si dica democratica – sostengono gli organizzatori – la centralità della scuola è fondamentale. Vogliamo che si spenda meno in armi e più nella scuola. Vogliamo che gli insegnanti abbiano stipendi degni della missione che svolgono. Vogliamo una scuola libera, aperta al confronto. Difendere la scuola pubblica e il ruolo dei docenti è difendere il pensiero critico, difendere il potere di mettere in dubbio quello che ci dicono, e quindi il potere di decidere del nostro futuro”.
Interesse e partecipazione, al Circolo ARCI Solaro di Lerici, per l’iniziativa “O capitano! Mio capitano. Adulti e giovani, ieri e oggi”, organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dalla Sezione ANPI Lerici, dalla CGIL e dall’Unione degli Studenti.
Dopo i saluti di Giuliana Seratini, presidente della Sezione ANPI Lerici, Luca Comiti, segretario della CGIL spezzina, e Giulia Badini, dell’esecutivo UDS, hanno discusso su “Quale scuola pubblica contro la scuola neoliberale”. Comiti ha delineato il quadro di una scuola pubblica “sempre più depotenziata”, con “insegnanti pagati male e pochi strumenti di supporto” e un “precariato crescente”. Molti giovani se ne vanno via dalla Spezia, ha aggiunto, anche a “a causa di un modello economico e di un modello formativo che non funzionano e vanno riformati”. Per Giulia Badini l’obiettivo è “una scuola pubblica finanziata, accessibile, libera e sicura”: alla Spezia “ci si impegna per la militarizzazione, per progetti scuola-lavoro in divisa”, mentre mancano “gli spazi per la socialità e la cultura”.
I due confronti successivi si sono soffermati sulle riforme e sulle pratiche pedagogiche capaci di contrastare l’attuale scuola neoliberale e aziendalistica, in cui il sapere è ridotto a quiz standardizzati a scapito del pensiero critico. Giorgio Pagano, storico, autore di “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”, Luca Basile, storico del pensiero politico, e Raffaele Mantegazza, pedagogista, autore di “L’educazione e il tempo” hanno dialogato su “Insegnare a pensare con la propria testa”; poi Raffaele Mantegazza, Giorgio Pagano e Laura Scotti, segretaria della Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL, hanno discusso su “Quell’attimo in più. Il tempo della relazione educativa nella società della fretta”. Molti gli insegnanti ed ex insegnanti intervenuti nella discussione.
Ennio Carando è emerso negli interventi dei relatori come “un simbolo dell’educazione socratica”, che anche durante il fascismo fu capace di educare i giovani al “sapere critico” e all’”autonomia di pensiero”: “è l’insegnante, è l’adulto come dovrebbero essere gli insegnanti e gli adulti”. Carando seppe creare “comunità con i giovani”, ha detto Pagano, aggiungendo: “la prevenzione di quanto di spaventoso sta accadendo nelle scuole non è nei tornelli, è nei legami tra pari, in una scuola dove ci si senta davvero parte di una comunità”.
Nel secondo incontro è emerso come sia centrale il tempo: “la frenesia, la voglia di immediatezza e di velocità – ha affermato Mantegazza – rischiano di soffocare la dimensione educativa, di fare scomparire l’uomo che pensa”. E “fanno crescere l’ansia di prestazione”, ha aggiunto. Tutti i relatori hanno convenuto che “l’educazione lavora su tempi medi e lunghi” mentre la politica di oggi “ha il pensiero corto” e va riformata perché riconosca il ruolo dell’educazione: “la scuola è il luogo della riflessione e dell’educazione, non dell’azienda”.
Popularity: 2%











