Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, Giovedì 28 Maggio a Vezzano Ligure, Sabato 30 Maggio a Pitelli e Lunedì 1 Giugno a Tellaro
25 Maggio 2026 – 22:19

Presentazione di
“Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
giovedì 28 maggio ore 17.30 a Vezzano Ligure
sabato 30 maggio ore 18 a Pitelli
lunedì 1° giugno ore 18 a Tellaro
Tre presentazioni, nei prossimi giorni, del libro di …

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Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, sabato 16 maggio ore 17 a Moneglia

a cura di in data 13 Maggio 2026 – 09:32

Invito

Presentazione di
Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza
di Giorgio Pagano
sabato 16 maggio ore 17
Moneglia

Sabato 16 maggio, alle ore 17, presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Moneglia sarà presentato il libro “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano. L’iniziativa è organizzata da Anpi in collaborazione con il Comune di Moneglia.
Ennio Carando, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa di La Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il Pci nel Cln provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’oro al Valor militare.
Il libro di Giorgio Pagano, attraverso un intreccio di documenti, testimonianze e lettere costruisce una inedita biografia di Carando, ma va anche oltre: dà un quadro significativo del mondo della filosofia italiana e dei suoi protagonisti nel Ventennio fascista.
La figura di Ennio Carando, scrive Pagano «esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: la fiducia in un futuro politicamente migliore, la fiducia nella vita e nell’umanità. E colpisce per il legame tra la ferrea coerenza del suo pensiero e il suo rivelarsi nella capacità di promuovere e dirigere l’azione per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di trascendenza rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando».
Per Carando «una vera riforma dev’essere contemporaneamente morale, sociale, economica … l’azione morale è al primo posto, è la priorità assoluta per la politica».
Secondo lui, l’intellettuale è un privilegiato e deve ricambiare questo privilegio, esercitando una funzione etico-civile: coscienza critica della società e voce di chi privilegiato non è.
Ennio Carando fu anche un educatore straordinario, capace di parlare di filosofia e di storia come di cose non estranee alla vita dei giovani. La sua arte maieutica era fondata sul dialogo, sull’impegno alla formazione globale delle coscienze, sull’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia. Il suo antifascismo, consisteva nella sua scuola critica, che insegnava ad adoperare la propria testa. Per lui, trasmettere ai giovani l’amore per la libertà era un’azione concreta di lotta contro la dittatura. «Un’esperienza irripetibile» sottolinea Giorgio Pagano «che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora».
Giorgio Pagano è stato, dal 1997 al 2007, sindaco di La Spezia, dove ora è Copresidente del Comitato unitario della Resistenza e Presidente dell’Associazione culturale Mediterraneo.
Da anni è impegnato in progetti di cooperazione internazionale in Africa e Palestina e, come giornalista e storico, scrive per Patria Indipendente, Critica Sociale, Critica Marxista, il quotidiano online Città della Spezia. Tra le sue pubblicazioni librarie degli ultimi anni figurano: il volume Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana, scritto con Maria Cristina Mirabello; l’e-book Africa e Covid-19. Storie da un continente in bilico; i due volumi di Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia e in provincia, scritti con Maria Cristina Mirabello. Nel 2023 ha curato il libro di Dino Grassi Io sono un operaio. Storia di un maestro d’ascia diventato sindacalista; nel 2024 Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto, con testi di vari autori.


Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” è stato presentato con successo a Moneglia, per iniziativa della Sezione Anpi in collaborazione con il Comune di Moneglia.
Dopo il saluto del sindaco Claudio Magro, l’autore è stato intervistato da Giuliano Modesti. Sono stati affrontati tutti gli aspetti della vita di Carando, strettamente legati tra loro: il filosofo morale, l’educatore, il partigiano.
Un rilievo particolare è stato dato al Carando educatore, e all’attualità del suo metodo socratico dinanzii ai problemi della scuola di oggi.
“Si sta andando verso una scuola sempre più anticamera del sistema produttivo – ha sostenuto Pagano – ma se la scuola si riduce a questo perde la sua funzione più profonda, che per Carando era quella di formare una mente capace di pensare, di costruire pensiero critico, autonomia, lettura della complessità.” “Come diceva Edgar Morin – ha concluso Pagano – serve ‘una testa ben fatta”, non solo una ‘testa piena’ ma una mente capace di interpretare, comprendere, riflettere. L’attualità di Carando sta nella sua concezione della scuola come spazio di costruzione della libertà intellettuale. Carando non indottrinò mai, ma spinse tutti i suoi allievi a cercare la propria strada. Tanti divennero partigiani, non a caso di tuTte le tendenze politiche: comunisti, cattolici, azionisti”.

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