Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”, Venerdì 17 luglio ore 21 a Arzengio
11 Luglio 2026 – 15:13

Presentazione di
“Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”
Venerdì 17 luglio ore 21
Arzengio
Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato venerdì 17 luglio alle ore 21 ad Arzengio (Pontremoli) per iniziativa …

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Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, Giovedì 28 Maggio a Vezzano Ligure, Sabato 30 Maggio a Pitelli e Lunedì 1 Giugno a Tellaro

a cura di in data 25 Maggio 2026 – 22:19

Inviti

Presentazione di
Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza
di Giorgio Pagano
giovedì 28 maggio ore 17.30 a Vezzano Ligure
sabato 30 maggio ore 18 a Pitelli
lunedì 1° giugno ore 18 a Tellaro

Tre presentazioni, nei prossimi giorni, del libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”: giovedì 28 maggio alle 17,30 a Vezzano Ligure, nella Sala consiliare “Sandro Pertini” (Palazzo comunale, via Goito 2); sabato 30 maggio alle ore 18 a Pitelli, al Circolo Arci; lunedì 1° giugno a Tellaro, nell’oratorio ‘n Selàa.
La presentazione a Vezzano Ligure è organizzata dalla Sezione ANPI di Vezzano Ligure, dal Comune di Vezzano Ligure e dall’Associazione Culturale Mediterraneo. Nell’occasione, dopo i saluti del Sindaco Massimo Bertoni e del presidente della sezione Anpi Federico Sommovigo, l’autore dialogherà con l’avvocato Roberto Lamma.
La presentazione a Pitelli è organizzata dalla Sezione ANPI e dal Circolo ARCI di Pitelli. Dopo i saluti degli organizzatori, l’autore dialogherà con Roberto Centi, insegnante.
La presentazione a Tellaro, infine, è organizzata dalla Società di Mutuo Soccorso di Tellaro, in collaborazione con il Comune di Lerici. Nell’occasione, dopo i saluti degli organizzatori, l’autore dialogherà con Stefania Novelli, presidente del Comitato territoriale ARCI La Spezia. Interverrà Aurora Minichini, figlia di Enzo, che fu allievo di Carando al Liceo Classico Costa della Spezia e partigiano con lui in Piemonte.
Le iniziative si tengono nei giorni precedenti il 2 giugno: 80 anni fa nasceva la Repubblica antifascista, 80 anni fa le donne votavano per la prima volta. Con la presentazione del libro “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” gli organizzatori uniscono il ricordo all’attualizzazione dei principi e dei valori che mossero tutte e tutti coloro che si sono battuti per la libertà, la democrazia, la pace, e poi hanno dato vita alla Repubblica.
Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Scrive Pagano nella Premessa:
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.


Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato nei giorni scorsi a
Vezzano Ligure, a Pitelli e a Tellaro, in incontri sempre partecipati e “sentiti”.
Roberto Lamma, Roberto Centi e Stefania Novelli, che hanno dialogato con l’autore nei tre incontri, hanno tutti sottolineato il grande fascino del “personaggio” Carando, e l’attualità della sua “lezione” sia politica – la morale al primo posto – sia educativa: la capacità di creare comunità tra giovani e adulti e di superare le distanze intergenerazionali.
Giorgio Pagano ha spiegato così la scelta di riscoprire Carando e di dedicargli un libro:
“Vent’anni fa ho lasciato la politica tradizionalmente intesa perché ero sgomento per la perdita di moralità e spiritualità che la caratterizzava sempre più. Ho scelto di impegnarmi quotidianamente come attivista e come cooperante, e nel contempo di lavorare con una prospettiva più lunga, educativa e culturale: cambiare le idee e le coscienze per cambiare la politica. Come storico ho lavorato sul Sessantotto e ora sulla Resistenza e su Carando: in entrambi i casi esperienze morali che mettono al centro l’educazione, la scuola, la cultura”.
Pagano ha condiviso la tesi dell’attualità di Carando e ha citato il discorso di papa Leone agli studenti della Sapienza: la scuola come comunità capace di costruire e condividere strumenti per desiderare un mondo diverso, la scuola non come istituzione che conservi lo stato delle cose ma come laboratorio di democrazia, il sapere che serve non solo a raggiungere scopi lavorativi ma a discernere chi si è. “Sono esattamente le stesse parole di Carando”, ha aggiunto: “che senso avrebbe formare un lavoratore che però non coltiva la propria coscienza morale?”. Su questi temi si è soffermata, a Tellaro, Aurora Minichini, figlia di Enzo, allievo di Carando al Liceo Costa e partigiano con lui in Piemonte: “la scuola è indispensabile per il pensiero critico”.
Circa la politica, i quattro interventi iniziali nei tre incontri – quelli di Federico Sommovigo dell’Anpi e di Massimo Bertoni sindaco di Vezzano, di Mara Biso dell’Anpi di Pitelli e di Lauro Cabano della SMS di Tellaro – si sono soffermati sul significato dell’ottantesimo del 2 giugno. “Il 2 giugno 1946 eleggemmo per la Costituente politici di alto profilo culturale e dalla indubbia moralità – ha detto Pagano. A loro e a Carando, che probabilmente sarebbe stato insieme a loro se non fosse stato ucciso dai fascisti, si deve fare riferimento come giudizio e sanzione nei confronti di un panorama oggi a dir poco deprimente, in cui la politica ha perso il proprio primato, inabilitata a competere con poteri economici e finanziari, tecnocrazia, sistemi di informazione e soggetti extraistituzionali. Ma anche come speranza che quanto è stato non sia dimenticato e sia di aiuto e stimolo a ricostruire una Politica all’altezza della Storia”.

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