“O capitano! Mio Capitano”, adulti e giovani, ieri e oggi. Lunedì 21 Settembre dalle ore 17.15 al Circolo Arci di Solaro
9 Settembre 2026 – 11:14

“O capitano! Mio Capitano”, adulti e giovani, ieri e oggi
Lunedì 21 Settembre dalle ore 17.15
Circolo Arci di Solaro
Lunedì 21 settembre alle ore 17,15, con prosecuzione dopocena, al Circolo ARCI Solaro (Lerici) si terrà l’iniziativa “O …

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Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, lunedì 31 agosto ore 18 ad Arcola

a cura di in data 25 Agosto 2026 – 21:54

Invito

Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
lunedì 31 agosto ore 18
Arcola – area verde Circolo Arci Guernica

Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” sarà presentato lunedì 31 agosto ad Arcola – nell’area verde del Circolo Arci Guernica in piazza della Resistenza – per iniziativa della Sezione Anpi di Arcola, del Comune di Arcola e dell’Associazione Culturale Mediterraneo.
L’autore dialogherà con Cinzia Forma, già docente di latino e greco al Liceo Classico Costa.
Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Scrive Pagano nella Premessa:
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità.


Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato ad Arcola – nell’area verde del Circolo Arci Guernica – per iniziativa della Sezione Anpi di Arcola, del Comune di Arcola e dell’Associazione Culturale Mediterraneo.
L’incontro è stato introdotto da Cinzia Forma, già docente di latino e greco al Liceo Classico Costa. “La storia della vita di Ennio Carando è stata per me una scoperta emozionante”, ha esordito Forma che, sulla scia di autorevoli studiosi, ha paragonato Carando a Socrate:
“Come Socrate, Carando applica al suo insegnamento, non nozionistico, ma ricco di suggestioni ed emozioni, l’arte maieutica fondata sul dialogo, sullo stretto rapporto docente-discente, sull’attenzione alla formazione globale dei giovani ed alla pratica analitica della complessità, contro dogmatismi ed ideologie sterili e stereotipate, nella cura di una conoscenza critica che punta alla autonomia del pensiero. Quando docenti e studenti, adulti e giovani camminano insieme sulla strada della conoscenza consapevole, motivati da spinte morali, eticamente motivate e sostenute, nasce e si mantiene un solido sentimento di comunità, legata e tenuta insieme dai medesimi ideali”.
Per Carando l’opposizione intellettuale a un regime oppressivo e limitante della libertà porta naturalmente ad una opposizione politica, ha continuato Forma, che in lui approda “a una sorta di ‘comunismo evangelico’ che nutre le coscienze” e a una adesione al comunismo che “nasce dall’esigenza di combattere il ‘male morale del mondo’, che ricorda ed evoca la figura di Dietrich Bonhoeffer, teologo, partigiano, pastore protestante tedesco, protagonista della Resistenza al nazismo che, arrestato con l’accusa di cospirazione nel 1943, venne impiccato nel campo di concentramento di Flossenburg il 9 aprile 1945, due mesi dopo Ennio Carando”.
Il dialogo con l’autore e i numerosi interventi del pubblico si sono soffermati sulla straordinaria attualità di Carando politico morale, per il quale la riforma della società non può essere solo economica e sociale ma anche e soprattutto morale, e di Carando educatore. “Questione morale e questione educativa sono centrali se vogliamo cambiare un mondo sempre più disumanizzato” – ha concluso Pagano – perché “è fallita la politica che riconosce solo il valore della forza e dell’astuzia e c’è bisogno di una politica ponga sopra di tutto un ordine di valori morali” e perché “la politica morale ha come presupposto che vengano formate persone che sappiano pensare con la propria testa, quindi autonome e pronte a ribellarsi al male nel mondo”.

Questo il link all’intervento di Cinzia Forma: Clicca qui per il PDF

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