Giovedì 5 Febbraio alle ore 17.30 “Innocence” al cinema Il Nuovo per la rassegna “Cinema per un mondo disarmato”
Giovedì 5 Febbraio ore 17.30
“Innocence”
Cinema Il Nuovo di La Spezia
per la rassegna “Cinema per un mondo disarmato”
Il quarto film della rassegna cinematografica “Cinema per un mondo disarmato”, organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo in collaborazione con il Film Club Pietro Germi Cinema Il Nuovo e con la Rete spezzina Pace e Disarmo, è ”Innocence” di Guy Davidi, che verrà proiettato giovedì 5 febbraio alle ore 17,30 al Cinema Il Nuovo (via Colombo, 99).
Girato da un regista israeliano, il film è un viaggio psicanalitico nella cultura militarista di Israele. Una storia che racconta questo Paese tramite il suo esercito, guardandosi all’interno, nell’animo oscuro della società israeliana e dei valori assoluti a cui essa sacrifica le sue generazioni che si affacciano all’età adulta: le armi, il dominio, la sopraffazione.
Attraverso frammenti di video casalinghi ed estratti dai diari privati, l’infanzia innocente dei giovani israeliani che crescono nel culto di una società militarizzata viene messa a contrasto con l’esperienza dell’esercito, alienante e psicologicamente devastante. “Sapete, mamma e papà, qui nell’esercito ti accorgi di avere due possibilità: essere un bravo soldato, o una brava persona.” Questo il distillato che racconta uno dei protagonisti dopo aver toccato con mano la realtà del servizio di leva, ben diverso dalla retorica che viene inculcata nelle menti dei bambini fin dall’asilo.
Le storie di tanti ragazzi si incrociano nella loro fase iniziale, destinate a rimanere tragicamente corte perché appartenenti a giovani soldati che hanno scelto di togliersi la vita dopo aver servito nell’esercito, che nel Paese è uno sbocco obbligatorio e fa intensamente parte della costruzione dell’identità di ciascun individuo. Guy Davidi ci fa conoscere alcune delle vite di questi giovani che, diversamente, dalla maggioranza, non solo rifiutano ogni relazione con le armi, ma sono costretti a vivere una insostenibile contraddizione che logora le loro esistenze. Tutto inevitabilmente accade fino al tragico epilogo del suicidio che interrompe ogni deriva e ogni negazione della propria identità.
Guy Davidi ha lasciato da lungo tempo il suo Paese e ha trascorso l’intera carriera a documentare le sfaccettature, anche quelle periferiche e per questo più istruttive, dell’occupazione militare di Gaza da parte di Israele e dei soprusi di cui è fatto oggetto il popolo palestinese.
Il più famoso è forse “Five broken cameras” che fu candidato agli Oscar e vinse diversi premi con la storia di un villaggio attorno al quale vengono erette barriere per separarlo da un insediamento israeliano.
Ma in “Innocence”, forse la più intimamente provocatoria e profonda tra le sue opere, la Palestina non c’è, o almeno non direttamente; questo ibrido di forma documentaristica e raccolta di materiali d’archivio guarda (e si guarda) invece all’interno di Israele.
Il film è una commovente testimonianza della violenza silenziosa, finora taciuta, che domina nel Paese. “Innocence” rompe un lungo e colpevole silenzio, si aggiunge a quel cinema del dissenso che si fa strada in Israele gettando una potente luce su questi eventi che oscurati da ogni informazione non fanno cronaca, ma pesano come una dolorosa eredità che si fonda e si tramanda grazie alla complicità del silenzio e alla diffusa responsabilità del potere. /p
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