Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”, Venerdì 17 luglio ore 21 a Arzengio
11 Luglio 2026 – 15:13

Presentazione di
“Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”
Venerdì 17 luglio ore 21
Arzengio
Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato venerdì 17 luglio alle ore 21 ad Arzengio (Pontremoli) per iniziativa …

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Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, Venerdì 12 Giugno a Sestri Levante ore 17.30 e Domenica 14 Giugno a Levanto ore 17

a cura di in data 10 Giugno 2026 – 08:50

Invito

Presentazione di
Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza
di Giorgio Pagano
Venerdì 12 Giugno a Sestri Levante ore 17.30
Domenica 14 Giugno a Levanto ore 17

Nei prossimi giorni si terranno due presentazioni del libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”: venerdì 12 giugno alle 17,30 a Sestri Levante (Genova) nella Sala Carlo Bo di Palazzo Fascie e domenica 14 giugno alle ore 17 a Levanto (Ospitalia del mare).
In entrambe le occasioni l’autore dialogherà con Irene Guerrini del Comitato Scientifico dell’Istituto ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea.

La presentazione a Sestri Levante è organizzata dalla Sezione ANPI di Sestri Levante, dal Comune di Sestri Levante (Sistema museale e Sistema bibliotecario) e da Mediaterraneo.
La presentazione a Levanto è organizzata dalla Sezione ANPI, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Interverranno il Sindaco Giambattista Acerbi e Martina Ferrari, insegnante, della Sezione ANPI di Levanto. Saranno presenti i familiari di Marco Fornesi, il sedicenne di Levanto che accompagnò Ennio Carando ai monti e fu con lui fino a pochi minuti prima della morte: un sacerdote riuscì a salvarlo quando era già davanti al plotone di esecuzione fascista.

Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Scrive Pagano nella Premessa:
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.


Il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato nei giorni scorsi a Sestri Levante (Sala Carlo Bo di Palazzo Fascie) e a Levanto (Ospitalia del mare), suscitando vivo interesse sia dove, come a Sestri Levante, Carando non era conosciuto, sia dove, come a Levanto, pure essendo stato un protagonista della vita cittadina per qualche anno, era stato quasi dimenticato.
Irene Guerrini, del Comitato Scientifico dell’Istituto ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, ha definito il libro di Pagano “di piacevole lettura e insieme complesso”, perché “non è solo una biografia, ma inserisce la biografia nella società e nella cultura del tempo”, grazie all’“utilizzo scientifico di tutte le fonti”. L’autore si sofferma sulla formazione del filosofo, a contatto con gli intellettuali del tempo, in primo luogo Piero Martinetti, uno dei dodici insegnanti che non fecero il giuramento al fascismo. “Molti intellettuali ebbero un atteggiamento compromissorio con il regime”: lo stesso Carando giurò, “ma per avere un ampio contatto con i giovani cercando di insegnare loro l’amore per la libertà”. Carando fu infatti, soprattutto, “un grande educatore”. Approdato dalla filosofia morale al comunismo, il professore “scelse il PCI perché era la forza più coerentemente impegnata nella lotta al fascismo”, come ”mezzo principale per tradurre il pensiero nell’azione”, e anche “per l’impegno sui temi della giustizia sociale” cui Carando era sensibile. “Rappresentante del PCI e principale animatore del CLN spezzino”, Carando fu scoperto nel luglio 1944: “gli fu offerto di avere un ruolo dirigente nel partito a Torino ma scelse un ruolo attivo in montagna, nel Cuneese, pur aggravandosi la sua cecità”. Dopo essersi soffermata sulla morte eroica di Carando, Guerrini ha affrontato il tema, presente nei suoi scritti, della “funzione etico-civile degli intellettuali” e degli “intellettuali che vanno al popolo”, fino alla scelta della morte.
Interrogato sulle motivazioni della ricerca, Pagano si è soffermato sull’attualità di Carando come filosofo e come politico morale, ricordando quando entrò in classe furioso dopo l’annessione della Cecoslovacchia da parte di Hitler. Disse: “se la politica non è fondata su un ordine morale obiettivo, essa non è realistica, è assurda, pazzesca”. “In un mondo senza diritto, senza regole, senza morale, la lezione di Carando è attualissima”, ha proseguito. Più in generale, “il martinettiano Carando”, contrapponeva due concezioni della politica: “quella che riconosce solo il valore della forza e dell’astuzia e quella che pone sopra di esso un ordine di valori morali”. Anche questa è “una lezione attualissima: non può esserci una riforma economica e sociale che non sia anche morale e spirituale”.
Pagano ha rilevato poi l’attualità del Carando educatore, che “non indottrina ma punta, contro tutti i pregiudizi, a far sentire ai giovani la voce della propria coscienza, a spingere a discernere chi si è”, notando la straordinaria sintonia con le parole di papa Leone ai giovani della Sapienza.
Pagano ha ricordato infine che, quando Carando venne a insegnare al Liceo Costa della Spezia nell’ottobre del 1942, andò ad abitare a Levanto: “per poter usare il treno e dialogare con i giovani e con il popolo”. Così faceva in ogni città in cui insegnava. Carando – ha concluso – ci insegna che “è essenziale il risveglio morale degli intellettuali”: “L’Italia è il Paese popolato, a destra e a sinistra, da intellettuali insani, servitori dei potenti di turno, servitori di se stessi, cortigiani. Ma è anche il Paese che forse più di ogni altro ha conosciuto nella sua storia uomini e intellettuali sani. Liberi dai potenti, esuli fuori dalla Patria – Dante –, esuli in Patria – Leopardi, Gramsci, Pasolini – , servitori dell’emancipazione degli umili. Con un autentico obiettivo etico-politico: fare degli ultimi e dei penultimi un popolo. Intellettuali sanamente partigiani, come Ennio Carando”.

Questo il link al testo dell’intervento di Irene Guerrini: Clicca qui per scaricare il pdf

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