Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, lunedì 15 Dicembre ore 17 alla Spezia, Mediateca via Firenze
Presentazione di
“Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
lunedì 15 Dicembre ore 17
La Spezia, Mediateca via Firenze
Il nuovo libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” sarà presentato lunedì 15 dicembre alle ore 17 alla Spezia (Mediateca, via Firenze 37). Interverranno, insieme all’autore, lo storico Aldo Agosti, professore emerito di Storia Contemporanea all’Università di Torino, e il filosofo Amedeo Vigorelli, professore emerito di Filosofia Morale all’Università di Milano, autore della prefazione al libro.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo e dal Comitato Provinciale ANPI.
Ennio Carando, filosofo formatosi a Torino, allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti, insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, alla Spezia, al liceo classico Costa. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori.
Scrive Pagano nella Premessa:
A ottant’anni dalla Resistenza assistiamo a tragedie, in Italia e nel mondo, che non ci saremmo più aspettati. Il nucleo maledetto della prima metà del Novecento sembra riemergere. Viviamo nel tempo delle difficoltà dell’antifascismo e degli scricchiolii dell’ordinamento costituzionale, ma anche dell’apparente superfluità dell’interrogativo morale e della spoliticizzazione dei cittadini, sulla quale prospera la politica ridotta a tecnica ed esercizio del potere,
È un tempo che ci invita a riflettere sull’eredità della Resistenza e sulla sua “moralità”. Ecco perché la storia della vita di Ennio Carando ci appare di grande interesse. Filosofo, educatore, “comunista non marxista”, primo “animatore” e organizzatore del CLN della Spezia, poi ispettore del Comando di Raggruppamento delle Divisioni Garibaldi del Cuneese, Carando – medaglia d’oro al V. M. – morì eroicamente a Villafranca Piemonte il 5 febbraio 1945.
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.
- Giorgio Pagano e Maria Chiara Carando – 15 dicembre 2025 – foto Enrico Amici
- L’intervento di Amedeo Vigorelli – 15 dicembre 2025 – foto Enrico Amici
- L’intervento di Aldo Agosti – 15 dicembre 2025 – foto Enrico Amici
- L’intervento di Giorgio Pagano – 15 dicembre 2025 – foto Enrico Amici
- L’intervento di Giorgio Pagano – 15 dicembre 2025 – foto Ercole Buoso
Il nuovo libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato lunedì 15 dicembre alla Mediateca della Spezia, in un incontro organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo e dal Comitato Provinciale dell’ANPI. Introdotti da Paolo Pucci, presidente provinciale dell’ANPI, sono intervenuti il filosofo Amedeo Vigorelli, professore di Filosofia Morale all’Università di Milano, autore della prefazione, lo storico Aldo Agosti, professore emerito di Storia Contemporanea all’Università di Torino, e, in conclusione, l’autore.
Pucci ha tracciato un breve ritratto di Carando. Filosofo formatosi a Torino, allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti, insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, alla Spezia, al liceo classico Costa. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori.
Amedeo Vigorelli ha affermato:
“Il libro di Giorgio Pagano è un ottimo esempio di come i due termini ‘storia’ e ‘memoria’ si possano coniugare in modo produttivo e virtuoso. I protagonisti di cui il testo fa memoria, sottraendoli a un comune destino di dimenticanza – il filosofo Piero Martinetti e il partigiano comunista Ennio Carando – sono due figure di spicco dell’antifascismo italiano, di cui la storiografia ufficiale si è precocemente e frettolosamente sbarazzata”. Vigorelli ha sottolineato che Pagano “ha offerto un contributo originale al ritratto morale di Piero Martinetti” gettando “una luce inedita sugli ultimi anni della vita del filosofo”. Attorno a Martinetti, Maestro di filosofia e di vita di Ennio Carando, si creò infatti quella che Pagano definisce nel libro una “comunità socratica” formata da alcuni giovani allievi, in primis Matteo Sandretti, Ludovico Geymonat e Carando, che ebbero tra loro e con il Maestro un rapporto molto intenso, fino alla morte di Martinetti nel marzo 1943.
Vigorelli ha suggerito una rilettura delle vicende parallele di Martinetti e Carando alla luce di un concetto che ha acquisito di recente una sua rilevanza etico-politica: quello di “Giusto”. I “Giusti” sono personalità che si sono battute e spesso sacrificate per la difesa dei diritti umani e a salvaguardia contro i genocidi in ogni parte del mondo: “nel contesto della vicenda biografica che li unisce e nella cornice storica dell’antifascismo – ha detto Vigorelli – potremmo definire Martinetti e Carando ‘due Giusti dimenticati’”.
Per Aldo Agosti “si tratta di un libro molto interessante, dietro il quale c’è una scrupolosissima ricerca d’archivio e una conoscenza aggiornata del dibattito storiografico sulla Resistenza”. “Un dibattito – ha aggiunto – che per fortuna, anche in tempi come questi, non cessa di arricchirsi e di approfondirsi, di portare alla luce temi e anche figure poco studiati e non abbastanza conosciute” e il cui “punto imprescindibile, dopo l’accumulo di meritorie ricerche locali e l’apertura di nuove prospettive interpretative che aveva caratterizzato il decennio a cavallo fra anni ’60 e anni ’70 e la stagnazione degli anni ’80, è costituito dal libro di Claudio Pavone del 1991, ‘Una guerra civile. Saggio sulla moralità nella Resistenza’”.
Il libro di Pagano, sulla scia di Pavone, ha aggiunto Agosti, “riporta il tema della ‘moralità’ al centro dell’attenzione” e “vi giunge ripercorrendo un itinerario molto interessante, quello che potremmo definire del cenacolo martinettiano”, ma anche analizzando il ruolo che svolse e l’influenza che ebbe su questo gruppo di giovani “un uomo che è un altro eroe sostanzialmente sconosciuto della Resistenza: Luigi Capriolo”, artigiano comunista torinese che “come Carando, cadde nella lotta, impiccato dai tedeschi il 31 agosto 1944”, un militante “strettamente legato alla tradizione comunista, che interpreta in una maniera originale, un po’ anomala”, non settaria e non dogmatica.
Giorgio Pagano ha spiegato la nascita del libro: nato come un saggio per una rivista, è diventato su richiesta della rivista stessa un volume. “Non ho avuto dubbi a scriverlo, interrompendo la ricerca a cui sto lavorando da tempo, perché ero troppo ‘preso’ dal personaggio. In Carando ci sono la moralità, la verità, la fiducia nella vita e nell’umanità, i tratti migliori di tutti i movimenti di Resistenza”. Il libro, ha spiegato, è diviso in tre parti: “quella sulla formazione culturale e politica, sull’influenza di Martinetti e di Capriolo”; “quella sull’esperienza di insegnante: il suo fu una sorta di apostolato, nel libro ci sono testimonianze straordinarie sul suo metodo di insegnamento, che mirava a svegliare nei giovani la coscienza morale e a far crescere in loro la responsabilità e la voglia di libertà”; “quella sull’esperienza partigiana, prima a Spezia, poi in Piemonte”. In Piemonte Carando andò nonostante l’aggravamento della vista. “Un martinettiano come lui – ha aggiunto Pagano – non poteva stare nelle retrovie, come pure gli avevano offerto. Soprattutto dopo la morte di alcuni suoi allievi. Diventò Ispettore delle Brigate Garibaldi, lo assisteva Marco Fornesi, un sedicenne di Levanto, fratello di un suo allievo, un’altra bellissima figura di cui ho ricostruito la biografia”. “La morte – ha concluso – è la parte più nobile della vita di Carando, coerente con la sua filosofia morale: meglio morire che essere schiavi. Nello scontro tra i due principi del valore della vita e dei valori che trascendono la vita Carando scelse senza incertezze i secondi”.
Dopo l’intervento di Giorgio Pagano ha portato il suo saluto Maria Chiara Carando, nipote di Ennio, l’unica persona ancora in vita ad averlo conosciuto. La sua testimonianza è contenuta nel libro.
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Di seguito (o al seguente url: https://www.youtube.com/watch?v=-dBQF5yi6lg) l’intervista di Giorgio Pagano a Tele Liguria Sud – 13 Dicembre 2025
Questo il pdf dell’intervento di AMEDEO VIGORELLI (clicca qui per scaricare il pdf)
Questo il pdf dell’intervento di ALDO AGOSTI (clicca qui per scaricare il pdf)
Questo il pdf dell’intervento di GIORGIO PAGANO (clicca qui per scaricare il pdf)
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