Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”, Venerdì 17 luglio ore 21 a Arzengio
11 Luglio 2026 – 15:13

Presentazione di
“Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”
Venerdì 17 luglio ore 21
Arzengio
Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato venerdì 17 luglio alle ore 21 ad Arzengio (Pontremoli) per iniziativa …

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Presentazione di “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, a Ceparana il 17 Giugno ore 21, alle Pianazze il 19 Giugno alle ore 18.30 e a Fivizzano il 20 Giugno alle ore 18

a cura di in data 15 Giugno 2026 – 21:02

Invito

Presentazione di
Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza
di Giorgio Pagano
Mercoledì 17 Giugno a Ceparana ore 21
Venerdì 19 Giugno alle Pianazze ore 18.30
Sabato 20 Giugno a Fivizzano alle ore 18

Nei prossimi giorni si terranno tre presentazioni del libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”: mercoledì 17 giugno alle ore 21 a Ceparana (SP) nella Biblioteca di via Verdi, venerdì 19 giugno alle ore 18,30 alle Pianazze (SP) nel Centro sportivo Fantasy; sabato 20 giugno alle ore 18 a Fivizzano (MS) nel Centro Dal libro alla solidarietà. L’autore dialogherà con Roberto Centi a Ceparana, con Aurora Minichini alle Pianazze, con Carmine Mezzacappa e Daniele Rossi a Fivizzano.
La presentazione a Ceparana è organizzata dall’Amministrazione Comunale di Bolano, quella alle Pianazze dalla Sezione Anpi Levante, quella a Fivizzano dall’associazione Dal libro alla solidarietà.
Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Scrive Pagano nella Premessa:
La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.
Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.


Nei giorni scorsi il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza” è stato presentato a Ceparana, nella Biblioteca comunale, alle Pianazze, nel Centro sportivo Fantasy, e a Fivizzano (MS) nel Centro Dal libro alla solidarietà. L’autore ha dialogato con Roberto Centi a Ceparana, con Federico Colombo e Aurora Minichini alle Pianazze, con Carmine Mezzacappa e Daniele Rossi a Fivizzano.
Ovunque il libro ha suscitato interesse e dibattito.
A Ceparana, in particolare, molto si è discusso su un aspetto del libro di Pagano, che è anche uno spaccato della storia della cultura italiana tra le due guerre, dal quale emerge quella che l’autore definisce “complessità della vita”. Il maestro di Carando fu il grande filosofo morale Piero Martinetti, uno dei dodici professori universitari che non prestò giuramento al fascismo; Carando firmò invece l’adesione al Pnf con una motivazione molto semplice: la necessità di garantirsi una presenza educativa nel mondo della scuola, ricorrendo ai valori della tradizione umanistica per far crescere coscienza morale e lievitare pensiero critico. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e alla Spezia: un pellegrinaggio, in cui esercitò una sorta di apostolato. Ovunque diede vita a “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Entrambe le scelte ebbero valore, ha detto Pagano: la scelta dell’opposizione ma anche quella della testimonianza dall’interno, per “utilizzare” la scuola contro il fascismo.
Il tema di Carando educatore è stato al centro anche nell’iniziativa alle Pianazze. E’ stato ricordato il film “L’attimo fuggente” di Peter Weir, in cui il professore John Keating, interpretato da Robin Williams, utilizza un metodo didattico che desidera aprire la mente dei ragazzi, educarli al pensiero libero e alla lotta contro il conformismo. Pagano ha convenuto sulle analogie, citando un frase che un giorno Carando disse in classe, riportata da uno studente:
“Questa è la mia missione: sgombrare dal vostro cammini tutti gli ostacoli, tutti i pregiudizi che vi impediscono di ragionare con la vostra testa, di sentire la voce della propria coscienza. La vostra via dovete trovarla voi, non posso indicarvela io”.
A Fivizzano, infine, al centro è stato posto il tema di Carando filosofo morale e filosofo pratico, fino alla militanza antifascista. E’ stato descritto il percorso di Carando dall’opposizione intellettuale a quella politica, all’insegna di un “comunismo morale”, non marxista, e di un antifascismo esistenziale, quasi un dato antropologico, che poi diventerà politico. Fondamentale fu l’incontro con Luigi Capriolo, tornitore torinese, il tipico esponente di una classe operaia risoluta nel non piegarsi al regime. La scelta di adesione al Partito comunista da parte di Carando e del gruppo dei suoi amici, da Ludovico Geymonat ad Antonio Giolitti, fu per la forza politica che a loro avviso più coerentemente e tenacemente combatteva “il male morale nel mondo”. Ripensare al magistero di Carando significa parlare della nostra attualità, ha detto Pagano:
“Se la politica è in crisi e ha imboccato una deriva che sembra inarrestabile, è perché i suoi fondamenti prepolitici, la cultura e la morale, sono a rischio di dissolvenza. Il progetto politico del futuro sarà ovviamente molto diverso da quello dei tempi di Carando, ma non potrà che partire da quei fondamenti: l’ispirazione culturale e morale”.

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