Riforma della giustizia Nasce anche alla Spezia il Comitato per il No
16 Gennaio 2026 – 10:29

Nasce anche alla Spezia il Comitato del No alla riforma della giustizia proposta dal ministro Nordio. Un’iniziativa che mette insieme associazioni del territorio, la Cgil, partiti del centrosinistra e numerose personalità del mondo della cultura, …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Intensificheremo la lotta contro il progetto Basi blu

a cura di in data 8 Gennaio 2026 – 23:29

 


La Rete spezzina Pace e Disarmo, nell’apprendere che la discarica del campo in ferro tra Marola e Cadimare, non solo non verrà bonificata ma addirittura verrà tombata per estendere ancora di più l’area del cosiddetto progetto Basi Blu, esprime ancora una volta e con sempre più forza la propria contrarietà a questo progetto che in un contesto globale di continue escalation belliche, è volto a potenziare infrastrutture militari per una maggiore proiezione nei teatri di guerra, invece di prospettare scenari di diplomazia e di dialogo.

Il progetto Basi Blu, oltre ad adeguare la base della Marina Militare dell’Arsenale spezzino agli standard Nato in modo da ospitare più navi di tipologia diversa, prevede l’interramento di decine di migliaia di metri quadri di mare per realizzare i nuovi moli, il dragaggio di centinaia di migliaia di metri cubi di fanghi depositati nei fondali potenzialmente inquinanti. Ed ora anche il tombamento di una delle più pericolose discariche che insistono sul nostro territorio.

La Rete spezzina Pace e Disarmo già da tempo è mobilitata contro questo progetto che, anziché recuperare aree importanti per lo sviluppo della città e bonificare aree ambientalmente compromesse (di cui il campo in ferro è l’evidenza maggiore, ma ne esistono altre) spende centinaia di milioni di euro di soldi pubblici senza garantire un posto di lavoro in più per la popolazione della nostra città.

Abbiamo lanciato una petizione popolare che ha raccolto migliaia di firme, abbiamo indetto assemblee pubbliche sia in città che nelle zone interessate di Marola e Cadimare, abbiamo chiesto ai Sindaci dei Comuni del Golfo e cioè La Spezia, Lerici e Portovenere di farsi parte attiva affinché i cittadini, con lo strumento del “dibattito pubblico”, siano informati su questo progetto e sulle sue conseguenze e possano esprimere la loro opinione.

Di fronte al silenzio dei Comuni, tanto più alla luce della scelta del tombamento del campo in ferro, il nostro impegno entra in una fase nuova. Intensificheremo la lotta contro questo progetto, mettendo in campo già dalle prossime settimane iniziative che coinvolgeranno la popolazione del Golfo.

Chiediamo alle istituzioni tutte, a iniziare dai Consigli Comunali ai parlamentari e ai consiglieri regionali, nonché a tutte le forze politiche e sociali di esprimersi contro questo progetto e contro questo modello di sviluppo della città e della provincia che suona come una beffa nei confronti di chi vuole riqualificare il nostro golfo e chiede bonifiche ambientali e nuovo lavoro di qualità.

La Spezia, 2/1/2026

Popularity: 1%