Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”, Venerdì 17 luglio ore 21 a Arzengio
11 Luglio 2026 – 15:13

Presentazione di
“Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”
Venerdì 17 luglio ore 21
Arzengio
Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato venerdì 17 luglio alle ore 21 ad Arzengio (Pontremoli) per iniziativa …

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Vernazza e Corniglia “avanguardie sul mare”, ieri e oggi

a cura di in data 5 Giugno 2026 – 23:09

Vernazza, chiesa di San Francesco, planisfero di Alighiero Boetti
(2024) (foto Giorgio Pagano)

Città della Spezia 29 dicembre 2024

Il progetto culturale più importante e stimolante realizzato nel 2024 in provincia è senz’altro “OTP Orizzonte Terzo Paradiso”: diffuso tra Vernazza e Corniglia, a cura di un piccolo Comune. Dietro ci sono una lunga storia e un’esperienza di partecipazione, che ne spiegano il valore.
Consiglio gli ultimi due giorni per ammirare quanto è esposto: sabato 4 e domenica 5 gennaio, dalle 11 alle 17. A Vernazza saranno visitabili le mostre “Alighiero Boetti: in situ”, nella chiesa di San Francesco, e “Arte povera: 1967-1971”, nel Castello Doria. Due sedi molto belle, da cui si può godere di panorami mozzafiato, più che mai nell’ora del tramonto. Poi consiglio di proseguire per Corniglia, dove sono esposte le opere d’arte all’aperto di Stefano Arienti, Vedovamazzei e Marinella Senatore.
Le esposizioni di Vernazza rendono omaggio al rapporto di Alighiero Boetti con il borgo: dal 1965, fino agli inizi degli anni Ottanta, il grande artista aveva una casa a San Bernardino. Nella chiesa di San Francesco sono esposte sue opere importanti, tra le più celebri.
Vernazza e Corniglia erano, negli Sessanta e nel Sessantotto, ”avanguardie sul mare”. Ho raccontato questa storia nei due volumi di “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”. Leggiamone qualche brano.
Gianni Viacava, per tutti Gianni Franzi, fa ancora adesso il ristoratore nella piazza di Vernazza. Nello stesso ristorante, che si chiamava Trattoria della Stella, aveva lavorato da ragazzo. A Ferragosto del 1952 vennero diciannove persone. Poi, a poco a poco, Vernazza si animò con gli stranieri, come lui racconta:
“Arrivarono tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta un po’ di svizzeri, di tedeschi, di francesi. Teatranti, pittori, registi, scrittori. Prima di tutti però era arrivato, nel 1952, un italiano: Aldo Trionfo, attore e soprattutto regista, uno dei più grandi registi del nostro teatro. Era un vulcano di idee. Amava Vernazza e voleva fare di tutto per renderla più bella. Appena scoprì che dopo la guerra tutti gli archi della piazza erano stati murati per poterla ricostruire più velocemente, si batté per farli riportare alla luce. Tirò fuori i sassi del Mesco dalle case, a spese sue. La gente aveva paura delle formiche… Oggi sono la bellezza di Vernazza.
Ma Trionfo non era l’unico. Quando comprai il ristorante, nel 1964, era già un po’ che frequentava Vernazza Alighiero Boetti, straordinario artista, allora giovane e squattrinato. Aveva comprato una casetta a rate a San Bernardino, sopra Vernazza, e l’aveva ristrutturata con pietre antiche. Spesso non pagava, e allora offriva i suoi quadri”.
Lo conferma anche Antonio Barrani, oggi pittore:
“Mia madre accompagnava spesso Boetti a casa portando sulla testa ceste piene di viveri. E tutte le volte lui le domandava se preferiva essere pagata in lire o con un disegno. Lei scelse sempre i soldi, oggi avremmo un patrimonio!”
Nacque un interscambio tra i giovani di Vernazza e di Corniglia e gli artisti: anche quelli che, dopo Trionfo e Boetti, si stabilirono in zona. Tra questi Michelangelo Pistoletto, protagonista della serata che ha dato il via al progetto OTP, che in suo omaggio porta nel nome il “Terzo Paradiso” pistolettiano: un progetto globale che vuole salvare il mondo dalla catastrofe della collisione tra il Paradiso Naturale, regolato dall’intelligenza della Natura, e il Paradiso Artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, creando nel “Terzo Paradiso” una nuova armonia tra il primo e il secondo. Anche Michelangelo arrivò a Vernazza nel 1965, per poi stabilirsi a Corniglia, dove soggiorna ancora oggi. A Vernazza e a Corniglia diede vita, in quegli anni, a memorabili “azioni creative”, nate da collaborazioni con persone provenienti da diverse discipline artistiche: sperimentazioni teatrali collettive che coinvolgevano e rendevano protagonisti gli abitanti dei due borghi.
Ecco perché il progetto OTP ha una lunga storia. E’ nato inoltre da un’esperienza partecipativa: l’esperta scelta dal Comune, Ilaria Bernardi, ha saputo infatti coinvolgere tutte le associazioni del territorio, che sono co-promotrici del progetto. Tanti spezzini vi hanno inoltre partecipato: io per la parte storica, Gianni Viacava, i musicisti Manuel Apice e Alice e Davide Sinigaglia, l’artista-fotografo-musicista “punk gentile” Jacopo Benassi, il poeta e attore Jonathan Lazzini, oltre ad Alessio Pisani, che si è diplomato in fagotto nel nostro Conservatorio, e al designer Gabriele Paglione, che si è stabilito alla Spezia da qualche anno. E poi tante altre personalità della cultura nazionale e internazionale.
L’arte povera e le opere di Boetti sono modernissime e ci parlano ancora, in un’epoca in cui il consumismo ci sta divorando. L’arte povera nacque contro il marmo e l’olio, per usare materiale quotidiano. Boetti ci mostra le meraviglie del mondo nel quotidiano, sotto gli occhi. Qualche sua frase ce lo spiega molto bene: “si può usare tutto per fare l’arte”, oppure “i miei sono lavori che tutti potrebbero fare”. Sono i legnetti colorati, le lettere che si spediva, i ricami… Quello che vedete nella foto in alto è un ricamo. Boetti nel 1971 fece un primo viaggio in Afghanistan, un luogo che divenne la sua seconda patria. A Kabul avviò la lavorazione delle mappe del mondo, planisferi ricamati a mano dalle donne afghane, dove ciascuna nazione è indicata dalla relativa bandiera. Le combinazioni cromatiche sono le più diverse, anche perché le donne afghane non avevano mai visto il mare e lo coloravano in vari modi, quasi mai in azzurro come ci si sarebbe aspettati.

Corniglia, “We are by lifting others” di Marinella Senatore (2024)
(foto Giorgio Pagano)

Sono di grande interesse anche le opere degli altri artisti: quella che vedete nella foto in basso ha per titolo “We are by lifting others”, cioè “Ci eleviamo sollevando gli altri” – quale monito per affrontare in modo migliore questo periodo della storia? – e ne è autrice Marinella Senatore, un’artista che si ispira a Pistoletto, che ha esposto in tutto il mondo e le cui “luminarie” sono state di recente molto apprezzate a Firenze e a Lecce, perché trasformano i luoghi più diversi in contesti di festa e di ritrovo.
Le rivoluzioni sociali e culturali – come quella degli anni Sessanta e del Sessantotto – sono vissute intensamente, sono preparate e producono a loro volta svolte estetiche. Boetti e Pistoletto si collocarono in un contesto di rivoluzione sociale e culturale, di lotta a ogni separazione tra arte e vita, per dare un nuovo senso alla vita. La “pace preventiva”, il titolo dell’ultimo libro di Pistoletto presentato a Corniglia, e il mondo unico delle mappe di Boetti ci parlano in fondo di questo: serve un nuovo modo di vivere.
Boetti, in particolare, mette al centro delle sue opere il gioco. Come suggerisce la figlia Agata, con il cui aiuto è stata realizzata la mostra di Vernazza, il gioco non potrebbe essere anche un modo per non archiviare quel che ci viene tramandato e finire di mercificarlo, o dimenticarlo, o le due cose insieme?
In “Un mondo nuovo, una speranza appena nata” sostengo che il testo fondamentale del Sessantotto, insieme a “Lettera a una professoressa” è “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante: un inno al gioco, all’adolescenza, alla sua energia e alla sua gioia come visione politica per cambiare il mondo, in cui la felicità eversiva degli F. P. (Felici Pochi) si contrappone all’infelicità conformista degli I. M. (Infelici Molti). Pistoletto è senz’altro d’accordo, Boetti penso lo sarebbe.
Ecco un brano del libro della Morante:
Sappiatelo, o padri meschini I. M. d’ogni paese:
se ancora il corpo offeso dei viventi resiste
in questo vostro mondo di sangue e di denti
è perché passano sempre quelle poche voci illese
con le loro allegri notizie.
Contro le vostre milizie sevizie immondizie
imprese spese carriere polveriere bandiere
istanze finanze glorie vittorie sciarpe littorie & sedie gestatorie
contro la vostra sana ideologia la vostra brava polizia
ghepeu gestapo fbi min-cul-pop ovra rapp & compagnia
e tutta la vostra mortuaria litania
ci vale solo quell’unica eterna scaramanzia:
l’allegria degli F.P.
Come vanno i Vostri Reali E i Presidenti E i Generali
E i Rendimenti gli Emolumenti? Siete contenti dei Vostri Affari?
In Famiglia tutto bene? La Signora si mantiene?
E la Bomba come va? La più bella chi ce l’ha?
La Mamma dei Capitali o il Papà dei Proletari?
Bravi bravi complimenti. Siete sempre Regolari.
Troppo uguali. Troppo uguali. Troppo tristi e troppo uguali
troppo uguali e troppo tristi. Troppo tristi troppo tristi
tristi TRISTI. Non vi viene mai lo sfizio d’essere meno tristi?
Comunque, se vi piace la tristizia, godetevela voi la vostra.
Questa terra non è mica roba vostra. E’ da secoli e da millenni
che noi cerchiamo di farvelo capire.
Mamma nostra non ci ha mica fatto per servire agli usi vostri.
Mica ci ha fatto gli occhi per guardare le tristi facce vostre.
Mica ci ha fatto gli orecchi per ascoltare le tristi chiacchiere vostre.
La vostra guerra non è la nostra. Noi siamo per l’allegria
la grazia, ossia
la felicità.
E perché voi fate tanto fracasso? Silenzio! Taizes-vous! Shut up!
Via! Fatevi in là!
Basta!
Ci avete
definitivamente obiettivamente finalmente
stufato
”.

Post scriptum:
sui temi di oggi rimando all’articolo di questa rubrica “Vernazza, Corniglia e il Terzo Paradiso”, del 25 giugno 2023, e all’articolo pubblicato il 24 giugno 2023 sul Secolo XIX nazionale “Michelangelo Pistoletto. Un laboratorio di ricerca tra il verde e il mare. Così a a Corniglia la creatività diventa corale”, leggibile su www.associazioneculturalemediterraneo.com

Buon anno a tutte e a tutti

lucidellacitta2011@gmail.com

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