Siamo stufi di essere pazienti. Manifestazione alla Spezia Venerdì 14 giugno ore 17,30 in piazza Brin, poi corteo per piazza Europa
11 Giugno 2024 – 20:57

Siamo stufi di essere pazienti
Manifestazione alla Spezia
Venerdì 14 giugno ore 17,30 piazza Brin
Corteo per piazza Europa
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1 – LISTE DI ATTESA che vogliamo
* …

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Presentazione di “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi – Mercoledì 15 Maggio a Empoli, Giovedì 16 a Carrara e Venerdì 24 Maggio a Sarzana

a cura di in data 14 Maggio 2024 – 08:33

Io sono un operaio – Empoli

Presentazione di
Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalistadi Dino Grassi
Mercoledì 15 maggio ore 18 a Empoli – libreria Rinascita
Giovedì 16 maggio ore 21 a Carrara – ex ospedale San Giacomo
Venerdì 24 maggio il ricordo di Dino Grassi a Sarzana, a un anno dalla scomparsa

Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” sarà presentato mercoledì 15 maggio alle ore 18 a Empoli alla libreria Rinascita, in via Ridolfi 53, e giovedì 16 maggio alle ore 21 a Carrara, nell’ex ospedale San Giacomo, in via Grazzano.
La prima iniziativa si tiene nell’ambito della Open Week Piccoli Musei; la seconda è organizzata da Spazio Alberica.
Giorgio Pagano, curatore dell’opera, dialogherà ad Empoli con Marzio Cresci, Direttore del Museo Remiero, e a Carrara con Marcello Palagi, Direttore di Ecoapuano.
Dino Grassi sarà ricordato venerdì 24 maggio alle ore 17 a Sarzana, in Sala consiliare, a un anno dalla scomparsa. Interverranno Cristina Ponzanelli, sindaco di Sarzana, Egidio Banti, studioso di storia locale, Andrea Ranieri, saggista, e Giorgio Pagano. Alle ore 17 verrà inaugurata, nell’atrio di Palazzo Civico, la mostra fotografica “Uomini e navi”, curata da Giorgio Pagano.
Dino Grassi (1926-2023) è stato un operaio del Cantiere del Muggiano alla Spezia, per oltre dieci anni segretario della Commissione Interna. Fu poi consigliere regionale del PCI dal 1970 al 1980. In quella fase continuò a fare l’operaio.
Il libro è stato pubblicato da ETS edizioni nell’ambito della collana “Verba manent”, dedicata alle storie di donne e uomini testimoni del loro tempo, spesso impegnati a costruire un mondo più giusto e solidale.

Io sono un operaio – Carrara

La “memoria” annota la vita lavorativa di Grassi al Cantiere del Muggiano tra il 1940 e il 1980 del secolo scorso. Dai ricordi che mette su carta emerge l’esperienza di una persona, ma anche della comunità che lo accoglie, investita dai grandi eventi storici: il 25 luglio e l’8 settembre 1943; gli scioperi del 1944 e la Resistenza; la ricostruzione del paese e la rottura dell’unità sindacale; la restaurazione degli anni Cinquanta, la caduta del mito di Stalin, la progressiva riscossa operaia dai primi anni Sessanta, l’Autunno caldo e la successiva sconfitta. Alla Spezia, lungo il decennio che va dai primi anni Sessanta ai primi anni Settanta, fu epica la lotta per la salvezza del Cantiere del Muggiano.
La pubblicazione della “memoria” è stata curata da Giorgio Pagano, autore di un’intervista a Grassi e di una Postfazione che completano il libro.
In una fase di rimozione delle vicende del proletariato industriale, la “memoria” di Grassi, insieme all’intervista, ci invitano a indagare le storie di fabbrica e a recuperare la ricchezza politica e culturale allora prodotta, affinché non vada perduto un patrimonio che ancora ci può essere utile.


Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” ha suscitato interesse anche a Carrara. Alla presentazione, organizzata da Spazio Alberica nell’ex ospedale San Giacomo, hanno partecipato Giorgio Pagano, curatore dell’opera, e Marcello Palagi, direttore di Ecoapuano. Palagi ha definito il libro di Grassi “molto ricco di implicazioni”: “è la storia di una persona ma anche di una comunità – quando la classe operaia aveva un’identità collettiva – ed è la storia di un cantiere e di un territorio, con un’attenzione sia alle lotte sociali sia alle tecniche del lavoro”. Pagano si è soffermato su quelli che ha definito “i punti chiave” che emergono dalla Memoria. Il primo è “lo stile di vita operaio, con una forte connotazione morale: correttezza, lealtà, equilibrio, maturità, capacità di autoeducazione civile, disinteresse personale, lotta alle ingiustizie”. Il secondo è quello delle “interrelazioni, connessioni e interscambi tra militanti e dirigenti, tra idee e azioni provenienti dal basso e indotte dall’alto”: il partito e il sindacato di allora erano “potenti strutture pedagogiche che influenzavano le persone, ma ne erano anche influenzate, come dimostrano tante vicende, dagli scioperi del 1944 a quelli del Sessantotto, in cui fu decisiva la spinta operaia spontanea dal basso”. “Di grande interesse – ha concluso Pagano – è infine il rapporto con il lavoro: Grassi e i suoi compagni sono “antagonisti al capitalismo” e “criticano il lavoro cattivo, cioè oppresso e sfruttato”, ma “amano il lavoro buono, cioè libero e cosciente, in cui realizzano se stessi”. Da qui l’urlo “Uomini sì bestie no!” nei cortei ma anche le pagine quasi liriche sul lavoro, “sulla musica e sulla poesia del legno” e la “seduzione per le navi, i vari, le macchine”.
Moltissimi gli interventi, anche sull’oggi, e sul come ridare voce e rappresentanza a un mondo del lavoro in cui, come scrive Grassi, “gli operai esistono e soffrono ancora” e devono avere la dignità di uomini.
“Io sono un operaio” è stato presentato con successo anche a Empoli, per iniziativa del Museo Remiero, fondato per volontà dei maestri d’ascia di Limite sull’Arno. Marzio Cresci, direttore del Museo, ha definito il libro di Grassi “un manifesto del lavoro di ingegno e creativo e per il rispetto e la dignità del lavoro”.
Dino Grassi sarà ricordato venerdì 24 maggio alle ore 17 a Sarzana, in Sala consiliare, a un anno dalla scomparsa. Interverranno Cristina Ponzanelli, sindaco di Sarzana, Egidio Banti, studioso di storia locale, Andrea Ranieri, saggista, e Giorgio Pagano. Alle ore 17 verrà inaugurata, nell’atrio di Palazzo Civico, la mostra fotografica “Uomini e navi”, curata da Giorgio Pagano.

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