Siamo stufi di essere pazienti. Manifestazione alla Spezia Venerdì 14 giugno ore 17,30 in piazza Brin, poi corteo per piazza Europa
11 Giugno 2024 – 20:57

Siamo stufi di essere pazienti
Manifestazione alla Spezia
Venerdì 14 giugno ore 17,30 piazza Brin
Corteo per piazza Europa
La sanità che vogliamo, un diritto per tutte e non un lusso per pochi
1 – LISTE DI ATTESA che vogliamo
* …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Per la giustizia sociale e ambientale – Sarzana il 4 maggio, Lerici il 17 maggio e La Spezia il 27 maggio

a cura di in data 2 Maggio 2024 – 21:35

Invito

Per la giustizia sociale e ambientale
Sarzana – Sala della Repubblica 4 maggio ore 16
Lerici – Sala Consiliare 17 maggio ore 16,30
La Spezia – Circolo ARCI Canaletto 27 maggio ore 21

E’ possibile imboccare oggi la strada di una rapida transizione ecologica, capace di coniugare giustizia sociale e giustizia ambientale? Affrontare l’intreccio tra queste due emergenze può essere la leva per contrastare la sofferenza di milioni di persone e ridare loro la speranza di un futuro migliore?

L’Associazione Culturale Mediterraneo, il Circolo Pertini e Legambiente La Spezia organizzano il ciclo di tre momenti pubblici di confronto e discussione dal titolo “Per la giustizia sociale e ambientale” per focalizzare i principali nodi sociali, culturali, economici e politici che sono stati determinati da un lato dalla crescita esponenziale delle disuguaglianze nelle loro molteplici forme, e dall’altro dalla sempre più preoccupante accelerazione della crisi climatica e ambientale.

Sabato 4 maggio alle ore 16 a Sarzana  – Sala della Repubblica, via Falcinello 1 – si terrà l’incontro sul tema “Costruire lo spazio pubblico. Un nuovo punto di vista, anche per il waterfront spezzino e per Marinella”. Interverrà Maurizio Giufré, architetto e giornalista. Al centro i temi della riforma urbanistica, della difesa del suolo, della tutela del paesaggio, della restituzione di luoghi pubblici alle città e di un nuovo modello di sviluppo, con una visione generale e anche un’attenzione a due tra le principali questioni aperte nel territorio il waterfront alla Spezia e la zona di Marinella a Sarzana.

Venerdì 17 maggio alle ore 16,30 a Lerici – Sala Consiliare, piazza Bacigalupi – si terrà l’incontro sul tema “Energia e clima. Accelerare la transizione ecologica e difendere i più deboli”. Interverrà Vittorio Cogliati Dezza, del Coordinamento del Forum Dusuguaglianze e Diversità. In troppe parti del mondo le migrazioni rimangono l’unica “politica di adattamento” a disposizione delle persone costrette ad abbandonare i propri luoghi di vita e lavoro. Mentre il mondo del fossile, come ha dimostrato la recente COP28, non potendo più negare la crisi climatica, ha messo in campo una nuova strategia che punta a rallentare la transizione necessaria, cavalcando la paura del cambiamento e disegnando scenari drammatici nei quali la transizione comporterebbe un “bagno di sangue”. Piuttosto abbiamo bisogno di un “bagno di realtà”. L’errore più grave sarebbe non agire. Oggi sono disponibili le tecnologie e le conoscenze necessarie per contrastare il cambiamento climatico, valorizzare le fonti energetiche rinnovabili accessibili a tutti, diffondere nuovi stili di vita compatibili con la conservazione degli equilibri naturali.  Anche in questo caso, nell’incontro, alla visione generale si accompagnerà un’attenzione al territorio, in particolare alla costituzione di comunità energetiche.

Lunedì 27 maggio alle ore 21 alla Spezia – Circolo ARCI Canaletto, via Bosco 2 – si terrà la  presentazione del libro “Quale Europa”, occasione per la discussione delle proposte del Forum Disuguaglianze e Diversità per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale. Interverrà Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum. Tra il 6 e il 9 giugno in tutta Europa le urne saranno aperte per eleggere il nuovo Parlamento europeo. I partiti scaldano i motori: scelgono nomi, avanzano candidature, pensano tattiche. E i programmi? Il vento del nazionalismo e la diffusa resistenza a credere e battersi per una vera alternativa in quasi tutti i Paesi membri rischiano di condurre a proposte di scarso respiro,  inadeguate nell’affrontare tutte le ingiustizie. Si sfidano oggi, e continueranno a sfidarsi dopo le elezioni, tre idee diverse di Europa: quella che ha governato gli ultimi cinque anni, che, pur compiendo passi in avanti in campo digitale, ambientale e di autonoma capacità di investimento, resta profondamente segnata dalla cultura neoliberista; quella conservatrice-autoritaria, che al neoliberismo cerca di affiancare nazionalismo e corporativismo, giocando «sociale» contro «ambientale», «noi» contro «loro»; e, poi, una terza idea, quella di un’Europa di giustizia sociale e ambientale e di pace. Quest’ultima è l’aspirazione del Forum Disuguaglianze e Diversità e delle tre associazioni organizzatrici del ciclo.

Affermano Giorgio Pagano, Nicola Caprioni e Stefano Sarti, presidenti di Mediterraneo, Pertini e Legambiente: “Il quadro con cui ci misuriamo è davvero complicato. Viviamo una fase di rapidi e profondi cambiamenti e l’abisso delle guerre è lì a segnalarci i rischi del prossimo futuro. Le persone percepiscono questo clima di incertezza e di rischio e troppo spesso non trovano spazi di partecipazione per costruire collettivamente nuovi sentimenti positivi finendo per rimanere chiusi nei circuiti dell’individualismo. L’obiettivo del ciclo di iniziative è far crescere una nuova consapevolezza dei danni che la crescita esponenziale delle disuguaglianze ha provocato alla coesione sociale, al senso di comunità, allo spirito solidaristico. Rimandare la transizione vuol dire esporre ancor di più quelle fasce fragili che già stanno pagando il prezzo dell’attuale modello di sviluppo, delle privatizzazioni forzate, del taglio al welfare state. La trasformazione ecologica va accelerata nell’interesse prima di tutto dei più vulnerabili per realizzare un modo più giusto di vita e di lavoro e dove politiche pubbliche e governo siano democratizzati. La transizione nel quadro dell’ecologia integrale permette di non escludere nessuno”.

 


INIZIATIVA DEL 4 MAGGIO 2024

L’Associazione Culturale Mediterraneo, il Circolo Pertini e Legambiente La Spezia hanno organizzato il ciclo di tre momenti pubblici di confronto e discussione dal titolo Per la giustizia sociale e ambientale per focalizzare i principali nodi sociali, culturali, economici e politici che sono stati determinati da un lato dalla crescita esponenziale delle disuguaglianze nelle loro molteplici forme, e dall’altro dalla sempre più preoccupante accelerazione della crisi climatica e ambientale.
Sabato 4 maggio alle ore 16 a Sarzana  – Sala della Repubblica, via Falcinello 1 – si terrà il primo incontro del ciclo, sul tema Costruire lo spazio pubblico. Un nuovo punto di vista, anche per il waterfront spezzino e per Marinella. Interverrà Maurizio Giufré, architetto e giornalista. Al centro i temi della riforma urbanistica, della difesa del suolo, della tutela del paesaggio, della restituzione di luoghi pubblici alle città e di un nuovo modello di sviluppo, con una visione generale e anche un’attenzione a due tra le principali questioni aperte nel territorio il waterfront alla Spezia e la zona di Marinella a Sarzana.
Gli incontri successivi si terranno venerdì 17 maggio alle ore 16,30 a Lerici – Sala Consiliare, piazza Bacigalupi – sul tema Energia e clima. Accelerare la transizione ecologica e difendere i più deboli, con Vittorio Cogliati Dezza, del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità, e lunedì 27 maggio alle ore 21 alla Spezia – Circolo ARCI Canaletto, via Bosco 2 – quando verrà presentato il libro “Quale Europa”  e saranno discusse le proposte del Forum Disuguaglianze e Diversità per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale. Interverrà Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum.

– – – –

E’ possibile un governo del territorio all’insegna dei valori della giustizia sociale e ambientale? E’ questa la domanda da cui è partito l’incontro promosso a Sarzana dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dal Circolo Pertini e da Legambiente La Spezia, sul tema “Costruire lo spazio pubblico. Un nuovo punto di vista, anche per il waterfront spezzino e per Marinella”, primo di un ciclo di tre incontri.
Nicola Caprioni, introducendo i lavori, ha posto la questione della necessità della pianificazione urbanistica: “alla Spezia è ancora in vigore il Piano approvato oltre vent’anni fa, a Sarzana è stato affidato l’incarico per il nuovo Piano nel 2018, ma non si è saputo più nulla. Nel frattempo le amministrazioni stanno andando avanti con le varianti, trattando con i privati senza un disegno complessivo. Oggi iniziamo un confronto per proporre un metodo alternativo”.
Maurizio Giufré, architetto e giornalista, ha sostenuto che sia a Sarzana che alla Spezia “avanzano progetti che hanno l’obiettivo di vendere, consumare, produrre una ricchezza per pochi” e che “non tengono conto del cambiamento climatico e delle esondazioni che invaderanno la nostra linea di costa”. L’obiettivo è “rivedere i progetti, a partire dalla necessità di costruire lo spazio pubblico, coinvolgendo il privato nel partenariato pubblico-privato. Un partenariato sostenuto da un piano in mani pubbliche, da strategie e regole pubbliche e che coinvolga fondi istituzionali sociali ed etici”. “I soldi ci sono – ha proseguito Giuffré – bisogna individuare un modello che si doti di un piano e che dialoghi con i privati non famelici”.
Il dibattito è stato molto partecipato, con interventi di rappresentanti di associazioni e comitati. Si è deciso di incontrare gli amministratori locali per verificare la possibilità che il confronto coinvolga anche loro.
I prossimi incontri si terranno venerdì 17 maggio alle ore 16,30 a Lerici – Sala Consiliare, piazza Bacigalupi – sul tema “Energia e clima. Accelerare la transizione ecologica e difendere i più deboli”, con Vittorio Cogliati Dezza, del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità, e lunedì 27 maggio alle ore 21 alla Spezia – Circolo ARCI Canaletto, via Bosco 2 – quando verrà presentato il libro “Quale Europa”

 


INIZIATIVA DEL 17 MAGGIO 2024

L’Associazione Culturale Mediterraneo, il Circolo Pertini e Legambiente La Spezia hanno organizzato il ciclo di tre momenti pubblici di confronto e discussione dal titolo Per la giustizia sociale e ambientale per focalizzare i principali nodi sociali, culturali, economici e politici che sono stati determinati da un lato dalla crescita esponenziale delle disuguaglianze nelle loro molteplici forme, e dall’altro dalla sempre più preoccupante accelerazione della crisi climatica e ambientale.

Dopo l’incontro sul tema “Costruire lo spazio pubblico” il secondo incontro si terrà venerdì 17 maggio alle ore 16,30 a Lerici – Sala Consiliare, piazza Bacigalupi – sul tema “Energia e clima. Accelerare la transizione ecologica e difendere i più deboli”. Interverrà Vittorio Cogliati Dezza, del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità, che presenterà il libro “Quale Europa” e le proposte del Forum per un’Europa ecologicamente e socialmente giusta. E’ possibile – affermano Nicola Caprioni, Giorgio Pagano e Stefano Sarti  a nome delle associazioni promotrici – “uscire dal mondo del fossile e garantire alle persone sicurezza sia sociale che ambientale”. Aggiungono: “oggi ‘stare bene’ ha un nuovo significato, che comprende tutti gli aspetti, dal lavoro al welfare all’ambiente”.

Nel libro “Quale Europa” è scritto:

“La crisi climatica è fortemente connessa con tutti gli aspetti della nostra vita: la salute, la sicurezza, l’esplosione delle diseguaglianze, la drammatica e pervasiva diffusione della guerra e della violenza in ogni parte del mondo. La transizione deve essere giusta e veloce. Giusta perché deve passare attraverso la costruzione di una sicurezza sociale, in grado di dare risposte ai bisogni  delle persone per ricostruire affiatamento compattezza inclusione solidarietà, garantendo a tutti l’accesso ai diritti. Senza il coinvolgimento e la partecipazione di chi ha paura del cambiamento la partita non si vince. La transizione deve essere anche veloce e l’Europa può giocare un ruolo guida globale se si muoverà con determinazione e coerenza”

Anche nel secondo incontro alla visione generale si accompagnerà un’attenzione al territorio, in particolare alla costituzione di comunità energetiche.

Il terzo incontro si terrà lunedì 27 maggio alle ore 21 alla Spezia – Circolo ARCI Canaletto, via Bosco 2 – quando il libro “Quale Europa” e le proposte del Forum Disuguaglianze e Diversità per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale saranno presentati da Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum.

– – – –

“La transizione ecologica o sarà giusta o non sarà”, questa la tesi di fondo espressa da Vittorio Cogliati Dezza, del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità, che a Lerici ha presentato il libro “Quale Europa” e le proposte del Forum sul tema “Energia e clima. Accelerare la transizione ecologica e difendere i più deboli”. All’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dal Circolo Pertini e da Legambiente La Spezia nell’ambito del ciclo “Per la giustizia sociale e ambientale” e introdotta da Giovanni Cortelezzi di Legambiente, sono intervenuti molti cittadini e rappresentanti di associazioni – tra cui il segretario della CGIL spezzina Luca Comiti – che hanno interloquito con il relatore.

“Ogni mese del 2024, a parte maggio, è stato il più caldo nella storia dell’umanità – ha affermato Cogliati Dezza – ciò significa che il cambiamento climatico ha avuto un’accelerazione che neppure gli scienziati avevano previsto”. La transizione ecologica è urgente: “abbiamo bisogno di enormi cambiamenti, che si possono fare solo con la partecipazione dei cittadini: se la gente ha paura, la sfida climatica non si vince”.  “La crisi climatica  – ha proseguito Cogliati Dezza – colpisce di più le periferie, i più deboli che non ce la fanno a pagare le bollette o non hanno le risorse economiche per risollevarsi dopo una tragedia ambientale: ecco perché servono forti investimenti nel welfare, che garantiscano più sicurezza sociale e accompagnino alla giustizia ambientale quella sociale”. Di fronte a tutto questo colpisce “l’incoerenza dell’Unione europea”. “L’appartenenza all’Europa  è indispensabile, senza l’Europa non conteremmo nulla – ha concluso – ma serve un’idea di Europa diversa da quella che ha governato gli ultimi cinque anni, che resta profondamente segnata dalla cultura neoliberista, un’idea diversa anche da quella conservatrice-autoritaria, che al neoliberismo cerca di affiancare nazionalismo e corporativismo, giocando ‘sociale’ contro ‘ambientale’. Serve l’idea dell’Europa giusta socialmente e ambientalmente”.

Il terzo e ultimo incontro del ciclo si terrà lunedì 27 maggio alle ore 21 alla Spezia – Circolo ARCI Canaletto, via Bosco 2 – quando il libro “Quale Europa” e le proposte del Forum Disuguaglianze e Diversità per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale saranno presentati da Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum.

 


INIZIATIVA DEL 27 MAGGIO 2024

L’Associazione Culturale Mediterraneo, il Circolo Pertini e Legambiente La Spezia concludono il ciclo di incontri dal titolo Per la giustizia sociale e ambientale con l’iniziativa che si terrà lunedì 27 maggio alle ore 21 alla Spezia – Circolo ARCI Canaletto, via Bosco 2: Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità presenterà il libro “Quale Europa” e le proposte del Forum Disuguaglianze e Diversità per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale.

Tra pochi giorni si apriranno le urne per eleggere il nuovo Parlamento europeo. Il vento del nazionalismo e la diffusa resistenza a credere e battersi per una vera alternativa in quasi tutti i Paesi membri dell’Unione europea stanno conducendo a proposte di scarso respiro, timide nell’affrontare le sfide della doppia transizione, digitale ed ecologica; ambigue, al meglio, nei confronti dei migranti; inadeguate a contrastare il nuovo disordine mondiale, le guerre e anche le tante ingiustizie sociali.

La strada da prendere non è quella dell’indifferenza o dell’opposizione all’Ue. L’Unione europea può essere una risorsa preziosa per i destini del mondo, ancor più in questa fase di crescente disordine mondiale e di crescenti rischi per la pace. Non serve, però, una «Unione qualunque». Si sfidano oggi, e continueranno a sfidarsi dopo le elezioni, tre idee diverse di Europa: quella che ha governato gli ultimi cinque anni, che, pur compiendo passi in avanti in campo digitale, ambientale e di autonoma capacità di investimento, resta profondamente segnata dalla cultura neoliberista; quella conservatrice-autoritaria, che al neoliberismo cerca di affiancare nazionalismo e corporativismo, giocando «sociale» contro «ambientale», «noi» contro «loro»; e, poi, una terza idea, quella di un’Europa di giustizia sociale e ambientale e di pace. Quest’ultima è l’aspirazione del ForumDD, condivisa dalle tre associazioni promotrici dell’iniziativa alla Spezia.

La presentazione del libro è l’offerta di alcuni tratti dell’Unione europea che servirebbe alla giustizia sociale e ambientale, un contributo informativo e di confronto, un metro per giudicare – prima e dopo le elezioni – programmi, partiti, candidature ed eletti, una bussola per il monitoraggio civico delle azioni che l’Unione realizzerà nella prossima legislatura.

– – – –

Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, ha presentato il libro “Quale Europa” e le proposte del Forum Disuguaglianze e Diversità per disegnare un’Europa di giustizia sociale e ambientale in un incontro molto partecipato organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo, dal Circolo Pertini e da Legambiente La Spezia, che ha concluso il ciclo di incontri dal titolo Per la giustizia sociale e ambientale.
“Il partito della giustizia sociale e ambientale non c’è – ha sostenuto Barca – ma in questa fase di incertezza profonda dobbiamo provare a costruire mattoni solidi per il futuro”. Ci sono tre ragioni per votare, secondo Barca:
“La prima è che il Parlamento europeo è un organo che funziona, e che nelle prossime elezioni possiamo scegliere le persone, ed eleggere un gruppo di parlamentari che faccia la differenza e inizi a costruire un’alternativa. La seconda ragione è che l’Europa è in bilico: o degenera o rinasce, ritornando ai suoi principi originari, la giustizia sociale e ambientale e la pace. Il neoliberismo ha aumentato le diseguaglianze, accelerato la crisi climatica, rinunciato a un ruolo di pace dell’Europa: l’unico sviluppo a cui si punta è quello delle armi. Tutto ciò produce rabbia ma non ancora conflitto perché manca la sinistra. Ma dal nuovo Parlamento europeo qualcosa di nuovo può nascere. La terza ragione è che viviamo in società complesse in cui l’autoritarismo appare come l’unica soluzione, ma in realtà c’è un’altra soluzione, alternativa a quella autoritaria: lo sperimentalismo democratico, la partecipazione delle persone, il confronto pubblico, che dobbiamo far vivere in questa campagna elettorale e oltre”.

Popularity: 2%