{"id":9797,"date":"2015-08-26T09:37:22","date_gmt":"2015-08-26T07:37:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=9797"},"modified":"2015-08-26T09:37:22","modified_gmt":"2015-08-26T07:37:22","slug":"papa-francesco-e-il-clima-come-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-diario-do-centro-do-mundo\/papa-francesco-e-il-clima-come-bene-comune\/","title":{"rendered":"Papa Francesco e il clima come bene comune"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9801\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/002elab-BASSA-RIS1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9801\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/002elab-BASSA-RIS1-300x225.jpg\" alt=\"Lagoa Azul    (foto Giorgio Pagano)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-9801\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/002elab-BASSA-RIS1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/002elab-BASSA-RIS1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9801\" class=\"wp-caption-text\">Lagoa Azul<br \/>(foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificatoFirst\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 23 agosto 2015 &#8211; <\/strong>Tra i problemi pi\u00f9 sentiti nel Distretto di Lemb\u00e0 -l\u2019abbiamo verificato nell\u2019incontro con i rappresentanti della societ\u00e0 civile delle diverse comunit\u00e0 del Distretto, e poi nell\u2019assemblea di pescatori e palai\u00e8 di Santa Catarina- c\u2019\u00e8 quello dell\u2019aumento del livello del mare e dell\u2019erosione della costa, che comporta, a Santa Catarina, l\u2019inondazione delle case costruite vicino al mare. E poi i temi dell\u2019erosione del suolo e delle frane, della riduzione della foresta, dei molti casi di malattie originate dalla cattiva qualit\u00e0 dell\u2019acqua\u2026 Questioni, tutte, che hanno origine nei cambiamenti climatici che stanno colpendo anche Sao Tom\u00e8. Questo piccolo Paese insulare \u00e8 infatti vittima delle trasformazioni del clima mondiale, che rischiano di fargli perdere pi\u00f9 della met\u00e0 delle sue infrastrutture socio-economiche e dei suoi habitat.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Anche Sao Tom\u00e8 produce CO2, ma i suoi livelli di assorbimento sono superiori a quelli di emissione, grazie all\u2019opera di \u201csequestro\u201d garantita dalle foreste. Le crescenti emissioni sono dovute soprattutto all\u2019energia, al maggior consumo di combustibili fossili (gasolio) per produrre energia elettrica, e al settore dei trasporti. Quindi, come sostiene la \u201cSeconda Comunica\u00e7ao Nacional Sobre Mudan\u00e7as Climaticas\u201d, elaborata nel 2011 dal Ministero delle Opere Pubbliche e delle Risorse Naturali, Sao Tom\u00e8 deve certamente battersi perch\u00e9 cambi la politica energetica e climatica dei grandi Paesi, ma anche fare la sua parte: ridurre la sua produzione di CO2,  varare misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici in corso, evitare che alcuni comportamenti nefasti, come il taglio abusivo di alberi e l\u2019estrazione abusiva di inerti dalle spiagge, aggravino la situazione.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Che il clima stia cambiando anche nell\u2019isola, lo dicono i dati, e lo percepiscono tutti i saotomensi: aumentano le temperature e diminuiscono le precipitazioni. Giugno, luglio e agosto sono i mesi pi\u00f9 miti: \u00e8 il periodo secco della \u201cgravana\u201d, un vento fresco che soffia nel Golfo di Guinea e porta un clima mite, 25 gradi al giorno, 21 alla notte, poco sole e assenza di piogge. Quando in Italia c\u2019\u00e8 il caldo \u201cafricano\u201d, qui in realt\u00e0 si sta benissimo. Ma da settembre, solitamente, arriva il caldo-umido, con tanto sole e tante piogge. Nel 2010, invece, il periodo secco dur\u00f2 fino a novembre, poi venne gi\u00f9 il finimondo: nella regione a nord est del Paese crebbe, per l\u2019assenza di piogge, la vegetazione tipica della savana, a scapito della foresta; poi, con le troppe piogge, ci furono inondazioni, frane e aumento del livello dell\u2019acqua del mare con erosione costiera, allontanamento di pescatori dal loro ambiente\u2026<\/p>\n<div id=\"attachment_9802\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/008elab-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9802\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/008elab-BASSA-RIS-300x225.jpg\" alt=\"Piantagione di Ponta Figo, foresta d&#039;ombra    (foto Giorgio Pagano)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-9802\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/008elab-BASSA-RIS-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/008elab-BASSA-RIS.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9802\" class=\"wp-caption-text\">Piantagione di Ponta Figo, foresta d&#8217;ombra<br \/>(foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ma vediamo gli effetti dei mutamenti climatici previsti per i prossimi anni nei diversi settori della vita del Paese. L\u2019aumento dei parassiti comporter\u00e0 una riduzione delle aree coltivate e una diminuzione della produzione agricola, dal cacao alle banane, e una diminuzione del numero degli animali da allevamento. Il degrado della biodiversit\u00e0 dovuto alla deviazione delle correnti marittime e alla diminuzione delle acque scaricate dal fiume Niger nell\u2019Atlantico provocher\u00e0 la diminuzione dell\u2019attivit\u00e0 della pesca artigianale: il pesce, per l\u2019aumento delle temperature di superficie dell\u2019oceano, sta migrando e migrer\u00e0 sempre pi\u00f9 in aree di maggiore profondit\u00e0, lontane dalla costa. Che la tendenza sia gi\u00e0 in atto lo dimostra il triste fenomeno dei pescatori che per trovare il pesce si allontanano troppo dalla costa, perdendo le barche e spesso la vita. Nella zona costiera ci saranno abitazioni, ma anche strutture turistiche, da ricollocare, e anche molte case vicine a fiumi e torrenti andranno perdute. C\u2019\u00e8 poi la perdita degli habitat: sono a rischio i coralli marini della zona della bellissima Lagoa Azul (la spiaggia \u00e8 quella della foto in alto), e le tartarughe marine che vi migrano. Il global warming comporta anche una riduzione delle falde freatiche e della portata dei fiumi, che significa meno acqua per la popolazione e per le attivit\u00e0 dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento,  diminuzione della qualit\u00e0 dell\u2019acqua, mortalit\u00e0 e migrazione di fauna e flora dei fiumi. Ma significa anche meno acqua per l\u2019energia idroelettrica, che invece dovrebbe crescere in quanto energia pulita. Infine, le conseguenze sulle foreste: riduzione della \u201cFloresta de Sombra\u201d (Foresta d\u2019Ombra, fotografata nella foto in basso) e della \u201cFloresta Secondaria\u201d in caso di secca prolungata, a vantaggio della savana (anche per la pratica di abbattimento indiscriminato degli alberi); slittamento delle terre, erosione progressiva dei suoli, riduzione del loro contenuto d\u2019acqua\u2026 Il Distretto di Lemb\u00e0 \u00e8 a forte rischio perch\u00e9 nel periodo 1980-2000 furono abbattuti molti alberi negli altri Distretti; ora i \u201cmadeireiros\u201d (si veda, in questa rubrica, \u201c La foresta tropicale, regno della biodiversit\u00e0\u201d, 12 luglio 2015) hanno trasferito la loro attivit\u00e0 proprio nelle zone di \u201cFloresta de Sombra\u201d e di \u201cFloresta secondaria\u201d dei Distretti di Lemb\u00e0 e di Cau\u00e8.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Il nostro Piano dovr\u00e0 prevedere gli interventi necessari a contrastare e mitigare la crisi climatica. Innanzitutto il risparmio e l\u2019efficienza energetica e le energie rinnovabili: costruzione di centrali idroelettriche, di impianti solari ed eolici e di impianti per le biomasse (residui agricoli). Poi l\u2019introduzione delle \u201cstufe a carbone migliorate\u201d, fatte in ceramica con argilla locale, e dotate di un supporto metallico, per ridurre le perdite e il consumo di energia ottenuta con la madeira. Ancora: case costruite non con la madeira o con l\u2019arena delle spiagge, ma con mattoni di argilla estratta da giacimenti locali; taxi e autocarri, e combustibili, meno inquinanti; riforestazione; costruzione di un depuratore per le acque sia domestiche che industriali; compostaggio, al posto della combustione dei residui agricoli; una nuova gestione dei rifiuti, al posto dell\u2019immondizia gettata nei terreni incolti, in mare o nei fiumi: separazione dei rifiuti organici dai restanti rifiuti, compostaggio domestico e comunitario, un centro di separazione, riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti solidi, una discarica controllata con recupero del biogas.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Naturalmente il nostro impegno \u00e8 solo una goccia nel mare. Per\u00f2, nel suo piccolo, \u00e8 importante: perch\u00e9 non basta aspettare l\u2019impegno dei grandi Paesi, anche se \u00e8 decisivo. Per fortuna qualcosa si sta muovendo negli Stati Uniti e in Cina, i due Paesi che producono la maggior quantit\u00e0 di anidride carbonica che alimenta l\u2019effetto serra: avevano fatto fallire la conferenza mondiale sul clima di Copenhagen, nel 2009, ma nel novembre scorso hanno annunciato un solenne impegno a contrastare con misure concrete il riscaldamento globale, spianando la strada a un accordo nella nuova conferenza mondiale che si terr\u00e0, a dicembre, a Parigi. Barack Obama, nelle scorse settimane, ha precisato gli strumenti con cui intende rispettarlo: il 32% di emissioni di CO2 in meno, rispetto a dieci anni fa, nel 2030; e una spinta decisa alle energie rinnovabili. Le misure sono ancora insufficienti, ma il monito di Obama \u00e8 davvero fondato: \u201cSiamo la prima generazione a subire gli effetti del cambiamento climatico, ma anche l\u2019ultima che pu\u00f2 fare qualcosa per salvare il pianeta\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ma la speranza maggiore che le cose possano cambiare ci viene dall\u2019enciclica \u201cLaudato s\u00ec\u201d di Papa Francesco, un gigante del pensiero al cui confronto i politici che reggono le sorti del mondo non sono che nani. L\u2019enciclica, disinnescata dai media come un appello ecologista, \u00e8 in realt\u00e0 una critica radicale dei valori dominanti del capitalismo neoliberista. A Sao Tom\u00e8 ci guidano le sue parole su \u201cIl clima come bene comune\u201d: \u201cLa maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni \u00e8 dovuta alla grande concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell\u2019attivit\u00e0 umana. La loro concentrazione nell\u2019atmosfera impedisce che il calore dei raggi solari riflessi dalla terra si disperda nello spazio. Ci\u00f2 viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull\u2019uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale. Ha inciso anche l\u2019aumento della pratica del cambiamento d\u2019uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalit\u00e0 agricola. A sua volta, il riscaldamento ha effetti sul ciclo del carbonio. Crea un circolo vizioso che aggrava ancora di pi\u00f9 la situazione e che incider\u00e0 sulla disponibilit\u00e0 di risorse essenziali come l\u2019acqua potabile, l\u2019energia e la produzione agricola delle zone pi\u00f9 calde, e provocher\u00e0 l\u2019estinzione di parte della biodiversit\u00e0 del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari e di quelli d\u2019alta quota minaccia la fuoriuscita ad alto rischio di gas metano, e la decomposizione della materia organica congelata potrebbe accentuare ancora di pi\u00f9 l\u2019emissione di anidride carbonica. A sua volta, la perdita di foreste tropicali peggiora le cose, giacch\u00e9 esse aiutano a mitigare il cambiamento climatico. L\u2019inquinamento prodotto dall\u2019anidride carbonica aumenta l\u2019acidit\u00e0 degli oceani e compromette la catena alimentare marina. Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L\u2019innalzamento del livello del mare, ad esempio, pu\u00f2 creare situazioni di estrema gravit\u00e0 se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere. I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l\u2019umanit\u00e0. Gli impatti pi\u00f9 pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell\u2019ecosistema, come l\u2019agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non hanno altre disponibilit\u00e0 economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche, e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela. Per esempio, i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei pi\u00f9 poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. E\u2019 tragico l\u2019aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati dalle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c\u2019\u00e8 una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle \u00e8 un segno della perdita di quel senso di responsabilit\u00e0 per  nostri simili su cui si fonda ogni societ\u00e0 civile\u201d. Bisogna cambiare, conclude Bergoglio, \u201cgli attuali modelli di produzione e di consumo\u201d e combattere \u201cla cultura dello scarto, che colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano rapidamente in spazzatura\u201d. La voce del Papa \u00e8 andata in tutto il mondo, e anche i potenti della Terra dovranno tenerne conto. Il resto tocca a  ciascuno di noi.<\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong><em>Giorgio Pagano<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 23 agosto 2015 &#8211; Tra i problemi pi\u00f9 sentiti nel Distretto di Lemb\u00e0 -l\u2019abbiamo verificato nell\u2019incontro con i rappresentanti della societ\u00e0 civile delle diverse comunit\u00e0 del Distretto, e poi nell\u2019assemblea di pescatori &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[610],"tags":[98,611,69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9797"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9797"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9797\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9804,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9797\/revisions\/9804"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}