{"id":932,"date":"2008-05-06T17:15:22","date_gmt":"2008-05-06T15:15:22","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=932"},"modified":"2009-09-17T12:10:34","modified_gmt":"2009-09-17T10:10:34","slug":"quando-dio-entra-in-politica-di-michele-martelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/religioni-e-politica\/quando-dio-entra-in-politica-di-michele-martelli\/","title":{"rendered":"Quando Dio entra in politica di Michele Martelli"},"content":{"rendered":"<p><!--[endif]--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" style=\"border: 10px solid white; margin: 10px;\" title=\"QUANDO DIO ENTRA IN POLITICA\" src=\"http:\/\/img2.webster.it\/BIT\/953\/9788881129539g.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"295\" \/>Cosa succede quando la Chiesa interviene nelle questioni politiche? Innanzitutto, la laicit\u00e0, i diritti civili e l&#8217;autonomia dello Stato vacillano e vanno in crisi. E poi, la democrazia rischia di rovesciarsi in teocrazia, con conseguenze disastrose gi\u00e0 largamente dimostrate da secoli di guerre sante, crociate e Inquisizione. Perch\u00e9 ripetere gli errori (e orrori) della storia? Eppure si \u00e8 formato di recente in Italia un nuovo &#8220;partito di Dio&#8221; guidato dalla CEI di Ruini e Bagnasco, alacremente seguito da gruppi trasversali d\u00ec politici, giornalisti e intellettuali (teocon, teodem, atei devoti, postsecolari e islamofobi), ostili alle conquiste della moderna civilt\u00e0 illuministica, scientifica e razionalistica. Il Dio degli eserciti e della Chiesa-Stato costantiniana del passato e il Dio che in tutto si immischia dell&#8217;attuale offensiva clericale non possono essere disgiunti. Non bisogna, tuttavia, dimenticare che non c&#8217;\u00e8 solo la Chiesa papale e il suo arrogante e dogmatico Dio del potere. C&#8217;\u00e8 anche la Chiesa dei poveri, del Dio sofferente e impotente delle comunit\u00e0 cristiane di base, democratiche e antigerarchiche, dedite alla cura dei deboli, dei diversi, dei diseredati della terra. Questo libro propone una critica radicale della nuova strategia politico-morale di Benedetto XVI e delle alte gerarchie clericali (a partire dai ripetuti &#8220;no&#8221; all&#8217;aborto, all&#8217;eutanasia, alla procreazione assistita, alle coppie di fatto, al divorzio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w :WordDocument> <\/w><w :View>Normal<\/w> <w :Zoom>0<\/w> <w :HyphenationZone>14<\/w> <w :Compatibility> <w :BreakWrappedTables \/> <w :SnapToGridInCell \/> <w :ApplyBreakingRules \/> <w :WrapTextWithPunct \/> <w :UseAsianBreakRules \/> <w :UseFELayout \/> <\/w> <w :BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w>  <\/xml>< ![endif]--><!--[if !mso]><span class=\"mceItemObject\"   classid=\"clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D\" id=ieooui><\/span>\n<mce :style>< !  st1:*{behavior:url(#ieooui) } --><\/p>\n<p><!--[endif]--><\/p>\n<p class=\"Titolo15\"><span style=\"font-size: 26.5pt;\">Se anche Dio entra in politica<\/span><\/p>\n<p class=\"Titolo24\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La Chiesa e la democrazia: un relativismo che si vergogna di se stesso<\/span><\/p>\n<p class=\"NormaleWeb8\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: Georgia; color: #464646;\">S&#8217; intitola Quando Dio entra in politica (Fazi, pp. 228, <\/span><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: Georgia; color: #464646;\">1<\/span><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: Georgia; color: #464646;\">6) il libro in cui Michele Martelli, studioso di filosofia e docente dell&#8217; Universit\u00e0 di Urbino, critica le tendenze clericali che si manifestano nella vita italiana. Il testo di Giulio Giorello qui pubblicato \u00e8 la prefazione al volume.Il saggioL a Chiesa? \u00abNon \u00e8 democratica, ma sacramentale, dunque gerarchica\u00bb, scriveva a suo tempo Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Fede. E oggi, con Joseph ormai salito al Soglio di Pietro, sotto il nome di Benedetto XVI? Mi pare notevole merito del volume di Michele Martelli Quando Dio entra in politica il fatto che l&#8217; autore, fin dal primo capitolo, metta a fuoco il nocciolo della questione. \u00abLa fallibilit\u00e0, l&#8217; incertezza, l&#8217; errore, l&#8217; umile e incessante ricerca della verit\u00e0, il dialogo, il dubbio socratico e scettico, l&#8217; autocorrezione e l&#8217; autocritica\u00bb, si chiede Martelli, sarebbero dunque \u00abestranei a chi la verit\u00e0 definitiva la possiede in Cristo, di cui \u00e8 sostituto terreno\u00bb? Attenzione a rispondere S\u00ec o No immediatamente. Una notevole tradizione di pensiero &#8211; da Charles Sanders Peirce a Ernst Mach, per non dire di Karl Popper e Willard Van Orman Quine, pur con le pi\u00f9 diverse sfumature &#8211; ha messo in luce come quei tratti di \u00abfallibilismo\u00bb (il termine \u00e8 di Peirce), ovvero quell&#8217; impasto di \u00abconoscenze ed errore\u00bb (l&#8217; endiade \u00e8 di Mach), scandiscono tanto la crescita della scienza moderna quanto l&#8217; articolarsi della democrazia. La tensione principale non si situa allora tra fede e ragione, tra scienza e religione, tra credenti e non credenti, ma tra chi fa ricerca &#8211; non solo circa \u00abla natura delle cose\u00bb, poniamo in fisica o in biologia, ma persino circa la propria \u00absalute spirituale\u00bb &#8211; con un atteggiamento che insiste sul carattere fallibile e provvisorio delle proprie conquiste e chi invece non esita a presentarle come dogmi irrinunciabili, ormai immuni a qualsiasi spirito critico. So bene che, se ci si esprime cos\u00ec, si rischia &#8211; al solito &#8211; di essere tacciati di \u00abrelativismo\u00bb, il genio maligno dell&#8217; Occidente, la cui \u00abdittatura\u00bb \u00e8 stata autorevolmente denunciata dallo stesso Ratzinger poco prima di essere eletto Papa. Ma anche qui, cautela: la posta in gioco non \u00e8 epistemologica (o lo \u00e8 solo in parte), ma (soprattutto) politica. Lo avevano intuito, ai tempi della contrapposizione di Riforma e Controriforma, ancor prima dei \u00abfilosofi naturali\u00bb (noi oggi diremmo \u00abscienziati\u00bb) quei teologi insofferenti alla costellazione dei pregiudizi stabiliti, che avevano rivendicato diritto all&#8217; amore e alla tolleranza per le forme di vita (religiosa, ma non solo) pi\u00f9 diverse. Figure come &#8211; a met\u00e0 del Seicento &#8211; John Milton, che aveva dichiarato che \u00abla verit\u00e0 ha pi\u00f9 di una faccia\u00bb, o come John Goodwin, che aveva sostenuto che reprimere le differenze pu\u00f2 rivelarsi la forma pi\u00f9 perversa di \u00ablotta contro Dio\u00bb. Particolare non trascurabile: si trattava di protestanti (anche se, assai spesso, devianti rispetto al mainstream del protestantesimo: eretici nell&#8217; eresia, agli occhi di quei cattolici che avevano dimenticato che eresia vuol dire solamente scelta e che a sua volta ragionare non \u00e8 che un sinonimo di scegliere). Karl Popper, in un bellissimo intervento del lontano <\/span><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: Georgia; color: #464646;\">1<\/span><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: Georgia; color: #464646;\">958, riconosceva quanto debbano le attuali societ\u00e0 aperte e democratiche a questo tipo di protestantesimo. Ma non stiamo cercando qui delle pi\u00f9 o meno fondate \u00abradici\u00bb! Il gusto per la disputa, la pregnanza dell&#8217; argomentazione, il valore della competenza tecnica, il considerare una differenza di opinioni o di stile di vita non un disastro ma un&#8217; occasione sono elementi che possiamo ritrovare nelle pi\u00f9 svariate civilt\u00e0, dalla grande cultura sumerica e accadica della Mesopotamia alla Grecia dei Sofisti e di Socrate, dall&#8217; India capace di logiche (al plurale) di estrema raffinatezza al mondo \u00abarabo-islamico\u00bb cos\u00ec attento, prima dell&#8217; epoca della sua chiusura che coincide con la sua decadenza, alla valorizzazione degli esperimenti intellettuali e morali pi\u00f9 disparati Siamo disposti a sacrificare tutto questo per la \u00abverit\u00e0 dell&#8217; Uno\u00bb di cui la Chiesa Cattolica Romana pretende di avere il monopolio? Michele Martelli ci ripropone un interrogativo che in passato \u00e8 pi\u00f9 volte emerso nelle tormentate vicende dell&#8217; Occidente. Il \u00abritorno di Dio nella politica\u00bb vuol dire proprio questo. Di mio, non sono cos\u00ec drastico come alcuni che ritengono di poter liquidare la stessa esperienza del cattolicesimo come antiscientifica e antidemocratica. Il fatto \u00e8 che non penso che le varie tradizioni religiose &#8211; e in particolare le diverse denominations cristiane, e dunque la stessa confessione cattolica &#8211; costituiscano delle \u00abessenze\u00bb date una volta per tutte come idee immutabili dell&#8217; iperuranio di Platone. Piuttosto, mi paiono simili a organismi viventi, in continuo mutamento, soggette quindi sia alla pressione dell&#8217; ambiente sia alle decisioni degli individui che in tali tradizioni si riconoscono. Cos\u00ec, sono disposto a riconoscere che persino una Chiesa \u00abnon democratica, ma sacramentale\u00bb possa evolvere, dando prova nella pratica di quel relativismo di cui in teoria si vergogna. Dopotutto, il \u00abrelativismo\u00bb \u00e8 il contrario dell&#8217; \u00abassolutismo\u00bb &#8211; e tutto possono essere i dittatori, tranne che dei relativisti! Pensiero debole &#8211; come ci ripetono teocon, teodem e atei devoti, cos\u00ec nostalgici della \u00abforza del fondamento\u00bb? Niente affatto: il relativismo non \u00e8 una dottrina, ma una scelta personale e politica per un tipo di struttura in cui ogni idea o forma di vita abbia il diritto a una difesa pubblica &#8211; in questo sta tutto il suo coraggio! Michele Martelli non risparmia i suoi strali polemici a pretese teoriche e morali avanzate in nome delle pi\u00f9 diverse religioni, pur concentrandosi soprattutto su quelle che ci vengono dal cattolicesimo romano. Non possiamo che augurarci che coloro che si sentono colpiti dalla sua vis polemica sappiano rispondergli con altrettanta decisione sul piano dell&#8217; argomentazione. Di nuovo, questo tipo di conflitto \u00e8 un&#8217; occasione di crescere per tutti \u00abi litiganti\u00bb. Una cosa, per\u00f2, dev&#8217; essere chiara. Mai mai mai saremo disposti a cedere &#8211; in cambio delle nebbiose consolazioni di questa o quella religione &#8211; il libero cielo dell&#8217; Illuminismo, quello della tolleranza comprensiva e simpatetica di John Toland, o dell&#8217; appassionata mitezza di Voltaire, o dello \u00abscetticismo spensierato\u00bb di David Hume, o dell&#8217; elogio di Immanuel Kant dell&#8217; autogoverno di cui \u00e8 capace la persona \u00abuscita dallo stato di minorit\u00e0\u00bb in cui i dogmatici di ogni risma vorrebbero ricacciarla. A scanso di equivoci: questi non sono vincoli che ci legano al passato, sono premesse che ci indirizzano al futuro. <\/span><\/p>\n<p class=\"footnotes2\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10.5pt;\">Giorello Giulio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\">(6 settembre 2008) &#8211; Corriere della Sera<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><\/mce><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa succede quando la Chiesa interviene nelle questioni politiche? Innanzitutto, la laicit\u00e0, i diritti civili e l&#8217;autonomia dello Stato vacillano e vanno in crisi. 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