{"id":9196,"date":"2015-01-03T11:10:59","date_gmt":"2015-01-03T09:10:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=9196"},"modified":"2015-01-03T11:10:59","modified_gmt":"2015-01-03T09:10:59","slug":"la-palestina-diventi-uno-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/la-palestina-diventi-uno-stato\/","title":{"rendered":"La Palestina diventi uno Stato"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9198\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/012Immagine-1904.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9198\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/012Immagine-1904-300x225.jpg\" alt=\"Palestina, Gerico, il Palazzo di Hisham   (2007)   (foto Giorgio Pagano)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-9198\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/012Immagine-1904-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/012Immagine-1904.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9198\" class=\"wp-caption-text\">Palestina, Gerico, il Palazzo di Hisham<br \/>(2007) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificatoFirst\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 28 dicembre 2014<\/strong> &#8211; Il 18 dicembre \u00e8 stata una giornata molto importante per la Palestina: il Parlamento europeo, con 498 voti favorevoli, 88 contrari e 111 astensioni, si \u00e8 dichiarato per un riconoscimento \u201cdi principio\u201d dello Stato palestinese sulla base dei confini del 1967, il che significa affermare l\u2019illegittimit\u00e0 tanto degli insediamenti delle colonie israeliane nei territori palestinesi quanto della costruzione da parte di Israele del muro che disegna unilateralmente dei confini artefatti e privi di ogni riconoscimento internazionale. La risoluzione approvata appoggia la soluzione dei due Stati con Gerusalemme capitale di entrambi ed esorta la ripresa dei negoziati di pace. L\u2019assemblea legislativa europea non ha potere decisionale in materia di politica estera, e dunque la risoluzione non ha conseguenze dirette sull\u2019atteggiamento dei Governi europei. Tuttavia segna una fase nuova, e spinge perch\u00e9 l\u2019Unione europea riprenda un ruolo -smarrito in questi anni-  nel processo di pace in Medio Oriente. Non a caso \u00e8 stata preceduta da pronunciamenti analoghi da parte dei Parlamenti di Spagna, Gran Bretagna, Francia, Irlanda e Lussemburgo e del Governo della Svezia. Ed \u00e8 rilevante l\u2019enorme maggioranza che ha condiviso il documento, presentato con un\u2019iniziativa congiunta di popolari, socialisti, verdi, liberali e sinistra. Il voto degli eurodeputati \u00e8 arrivato poche ore dopo che il Tribunale dell\u2019Unione europea, a Lussemburgo, aveva annullato la decisione dei Ministri degli Esteri dell\u2019Ue nel 2003 di inserire Hamas nelle organizzazioni terroristiche. E, sempre il 18 dicembre, i rappresentanti di 126 Paesi che aderiscono alla Convenzione di Ginevra, riuniti in assenza del rappresentante israeliano e di quello statunitense, hanno votato all\u2019unanimit\u00e0 una risoluzione che chiede a Israele di rispettare i diritti civili dei palestinesi e condanna tutte le violazioni da parte di Israele della legge umanitaria internazionale. Insomma, una giornata positiva per la causa della pace, anche se, sempre nello stesso giorno, il Segretario di Stato americano John Kerry ha comunicato ai palestinesi che gli Usa porranno il veto alla loro richiesta all\u2019Onu di porre un termine all\u2019occupazione israeliana e alla realizzazione di uno Stato di Palestina.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Segnali di cambiamento, dunque, soprattutto in Europa: i pavidi Paesi europei sono forse stanchi di essere complici della colonizzazione e della violazione dei diritti umani. Peccato che l\u2019Italia non si sia pronunciata, e che sia in coda alla lista europea, perch\u00e9 subalterna a Israele. Mi chiedo come faccia il premier di un Paese mediterraneo come il nostro a sostenere una linea simile, che contrasta con la politica estera italiana di tutto il dopoguerra (a parte gli anni berlusconiani: anche in questo Renzi sembra seguire le orme dell\u2019uomo di Arcore\u2026). In ogni caso -ecco la questione di fondo- questi segnali, pur molto importanti, sono ancora troppo deboli e lenti per la Palestina e la sua sofferenza. Proprio il 18 dicembre ne ho discusso, insieme ad altri amici impegnati in attivit\u00e0 di cooperazione in Palestina, nell\u2019incontro \u201cDaily Life in Area C. Racconti dai territori palestinesi\u201d, tenutosi all\u2019Universit\u00e0 di Genova.<\/p>\n<div id=\"attachment_9197\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Immagine-1214elab.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9197\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Immagine-1214elab-225x300.jpg\" alt=\"Israele, Cafarnao, la Sinagoga   (2011)    (foto Giorgio Pagano)\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-9197\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Immagine-1214elab-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Immagine-1214elab.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-9197\" class=\"wp-caption-text\">Israele, Cafarnao, la Sinagoga<br \/>(2011) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\">Gli amici dell\u2019Ong Gvc, con cui collaboro, per l\u2019occasione hanno proiettato il documentario \u201cResonance\u201d (potete visionarlo su YouTube e anche su www.associazioneculturalemediterraneo.com): in poco meno di un quarto d\u2019ora i palestinesi dei villaggi attorno a Hebron, Nablus, Tubas e della valle del Giordano spiegano come sia sempre pi\u00f9 difficile vivere sotto occupazione militare in Cisgiordania, con la pressione sempre pi\u00f9 forte degli israeliani che vogliono confiscare le loro terre per darle ai coloni. Restando alla Cisgiordania, i miei amici palestinesi di Betlemme mi hanno scritto per Natale raccontandomi le loro enormi difficolt\u00e0: la citt\u00e0 di Ges\u00f9 era e resta sotto occupazione, circondata dal muro israeliano di cemento armato alto fino a otto metri che la separa da Gerusalemme, stretta tra gli insediamenti colonici in continua espansione. In questi giorni Betlemme ha il centro colorato dalle luci natalizie, e nella piazza della Mangiatoia svetta, come sempre, un alto albero di Natale con i colori della bandiera palestinese. Le botteghe artigiane mostrano i loro presepi in legno di ulivo, di ogni forma e grandezza: mentre scrivo ne ho uno vicino, ricordo di uno straordinario Natale a Betlemme. Ma l\u2019economia va male, mi scrivono gli amici: arrivano meno turisti, quelli che ci sono visitano i luoghi santi e non spendono nei negozi, nei ristoranti e negli alberghi palestinesi, perch\u00e9 la gran parte dei tour operator \u00e8 israeliana e fa rimanere i turisti in albergo a Gerusalemme. Senza dimenticare che Israele gestisce in maniera esclusiva i pi\u00f9 importanti siti culturali palestinesi tra Betlemme e Hebron, come Herodium, la fortezza dove \u00e8 sepolto Erode il Grande, nella vetta pi\u00f9 alta del deserto della Giudea, e Qumran, dove furono ritrovati i rotoli del Mar Morto: sembra incredibile, sei in Palestina e all\u2019improvviso, dove c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 di ricchezza, ti ritrovi in Israele!<br \/>\nGravissima, poi, \u00e8 la situazione nell\u2019altra area palestinese, la Striscia di Gaza. Durante l\u2019incontro \u00e8 stata raccontata da un gruppo di docenti universitari genovesi impegnati in un progetto di collaborazione con medici e pediatri gazawi per la prevenzione e la cura dei bambini.  2.200 morti e 11.000 feriti sono l\u2019esito tragico dei bombardamenti israeliani di luglio e agosto. Il paesaggio \u00e8 diventato lunare, tutti i servizi, compresi quelli sanitari, sono stati in gran parte distrutti. 100.000 gazawi sono senza tetto, 60.000 vivono accalcati nelle scuole, decine di migliaia tra le macerie delle loro ex case. Occorreranno almeno dieci anni per la ricostruzione. Molti vogliono andarsene per fuggire da una prigione invivibile e cercare di cambiare la propria esistenza: attraverso i tunnel raggiungono l\u2019Egitto e da l\u00ec si mettono nelle mani dei trafficanti umani e degli scafisti, che da Alessandria o Port Said, al prezzo di 3- 4 mila dollari, li imbarcano nei barconi di migranti che dovrebbero portarli in Italia. Molte centinaia sono finiti in fondo al Mediterraneo: \u00e8 una nuova catastrofe, dopo quella dei bombardamenti.<br \/>\nIl quadro, mai cos\u00ec drammatico, si completa considerando la situazione dei palestinesi che abitano nella parte araba di Gerusalemme, vittime anch\u2019essi della continua costruzione di alloggi israeliani; e la situazione di apartheid in cui vive oltre un milione e mezzo di arabi israeliani: il 20% della popolazione di Israele, persone sempre pi\u00f9 vittime di discriminazioni e disparit\u00e0. La recente decisione del premier Benjamin Netanyahu di designare Israele come Stato ebraico sancisce la negazione, anche in via legislativa e non solo fattuale, dei loro diritti.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ecco perch\u00e9 i segnali di cambiamento sono ancora troppo deboli e lenti. La situazione \u00e8 gravissima anche e soprattutto perch\u00e9 il conflitto sta assumendo una dimensione sempre pi\u00f9 religiosa. Pi\u00f9 si parla di religione, pi\u00f9 si allontana una soluzione, perch\u00e9 la mediazione della politica diventa pi\u00f9 difficile. E\u2019 da tempo che il conflitto nazionale si sta trasformando in conflitto religioso. In Israele la deriva cominci\u00f2 gi\u00e0 con la guerra del 1967. La guerra accrebbe il peso del sionismo religioso, caratterizzato da un fondamentalismo messianico che impone il dovere di  sviluppare la presenza ebraica su tutte le terre di Israele. Da allora il sionismo religioso ha assunto l\u2019egemonia culturale dentro l\u2019establishment israeliano, fino a Netanyahu. Purtroppo un fenomeno simile \u00e8 presente anche in campo palestinese: Hamas sorge nel 1987, ai tempi della prima Intifada, e si impone a Gaza come forza islamista, in una Palestina fino ad allora guidata da movimenti laici. E Israele ha in ci\u00f2 le sue responsabilit\u00e0 storiche: perch\u00e9, all\u2019inizio, ha sempre di fatto appoggiato Hamas per indebolire Arafat e Al Fatah (vittime comunque anche dei loro errori). Il simbolo del conflitto religioso \u00e8, come sempre, la Spianata delle Moschee a Gerusalemme, luogo sacro per gli arabi. Anche se la tradizione ebraica vieta agli ebrei l\u2019ascesa al Monte del Tempio, dove oggi sorgono le Moschee, i fondamentalisti ebrei non esitano a organizzare preghiere nella Spianata. Ma, ricordiamolo, la \u201cpasseggiata\u201d provocatoria nella Spianata dell\u2019allora premier israeliano Ariel Sharon fu all\u2019origine, nel 2000, della seconda Intifada. Oggi assistiamo, purtroppo, ad atteggiamenti altrettanto bellicosi e irresponsabili.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">A marzo si terranno le elezioni anticipate in Israele, volute da Netanyahu per liberarsi degli alleati di governo pi\u00f9 \u201claici\u201d e \u201cmoderati\u201d. Una sorta di referendum su se stesso. L\u2019opposizione di centrosinistra appare debole, ma bisogna sperare che fermi la spirale estremista dell\u2019attuale leadership. Non \u00e8 impossibile. Oltre 800 personalit\u00e0 di Israele, tra cui i grandi scrittori David Grossman, Abraham Yehoshua e Amos Oz, hanno firmato una petizione che chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina basato sui confini del 1967. I militari dell\u2019Unit\u00e0 8200, il reparto \u201ccyber war\u201d dell\u2019esercito, hanno scritto una lettera  perch\u00e9 \u201cstanchi di frugare nel privato dei cittadini di Gaza\u201d, spiati e ricattati per farli diventare spie. C\u2019\u00e8 un \u201caltro Israele\u201d che sta rialzando la testa.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">C\u2019\u00e8 bisogno innanzitutto dell\u2019\u201daltro Israele\u201d. Ma anche di una riconciliazione tra i palestinesi, Al Fatah e Hamas, sempre promessa ma mai raggiunta. C\u2019\u00e8 bisogno che l\u2019Europa riprenda davvero a farsi sentire, e che Barack Obama, come ha fatto con Cuba, voglia finire pensando alla Storia, ritornando dunque al discorso del Cairo e allo spirito originario del suo mandato. La terza Intifada, con uno spiccato carattere religioso, affidata agli individui, ai \u201clupi solitari\u201d \u00e8 possibile. Se ci sar\u00e0 o meno dipender\u00e0 da tutti questi attori: Israele in primis, ma non solo. Ora la partita \u00e8: si riconosca lo Stato di Palestina, si accentui la pressione su Israele perch\u00e9 interrompa la colonizzazione, si smetta con la violenza da tutte le parti. Non sarebbe ancora la fine dell\u2019occupazione militare, ma certamente quel passo in avanti positivo che finora \u00e8 sempre mancato. Bisogna, per\u00f2, fare in fretta, perch\u00e9 in Palestina non c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 infinita di attesa di cambiamenti reali e di una prospettiva seria di pace. L\u2019alternativa sarebbe ancora la guerra, questa volta con una connotazione sempre pi\u00f9 religiosa.<\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong>lucidellacitta2011@gmail.com<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 28 dicembre 2014 &#8211; Il 18 dicembre \u00e8 stata una giornata molto importante per la Palestina: il Parlamento europeo, con 498 voti favorevoli, 88 contrari e 111 astensioni, si \u00e8 dichiarato per &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[81],"tags":[582,251,69,129,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9196"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9196"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9196\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9199,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9196\/revisions\/9199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9196"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9196"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9196"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}