{"id":8889,"date":"2014-11-02T10:50:57","date_gmt":"2014-11-02T08:50:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=8889"},"modified":"2014-11-03T11:27:46","modified_gmt":"2014-11-03T09:27:46","slug":"lamore-lindignazione-e-una-nuova-dimensione-del-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/lamore-lindignazione-e-una-nuova-dimensione-del-vivere\/","title":{"rendered":"L&#8217;amore, l&#8217;indignazione e una nuova dimensione del vivere"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8890\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/010elab.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8890\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/010elab-300x225.jpg\" alt=\"Mostra fotografica di Giorgio Pagano &quot;Sixty&quot;, 18 ottobre - 22 novembre 2014, Archivi multimediali Sergio Fregoso: Paesaggi naturali, da Campiglia al Persico  (2014)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-8890\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/010elab-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/010elab.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8890\" class=\"wp-caption-text\">Mostra fotografica di Giorgio Pagano &#8220;Sixty&#8221;,<br \/>18 ottobre &#8211; 22 novembre 2014,<br \/>Archivi multimediali Sergio Fregoso:<br \/>Paesaggi naturali, da Campiglia al Persico (2014)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificatoFirst\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 26 ottobre 2014 <\/strong>&#8211; Un intreccio di ricordi, incontri, letture, testimonianze raccontati con un sentimento di grande tenerezza, che \u00e8 in sostanza l\u2019amore: definirei cos\u00ec \u201cMare verticale\u201d di Marco Ferrari, un bel libro sul nostro territorio (il sottotitolo \u00e8 \u201cDalle Cinque Terre a Bocca di Magra). L\u2019amore per il  nostro territorio anima anche un altro bel libro, diversissimo da quello di Marco: \u201cIl golfo dei veleni\u201d di Sondra Coggio, appassionata inchiesta su \u201cLa Spezia e il traffico internazionale dei rifiuti\u201d. In entrambi c\u2019\u00e8, oltre l\u2019amore, anche l\u2019indignazione, o lo scoramento che dir si voglia, di fronte a un territorio del quale si denuncia, pur partendo da differenti sensibilit\u00e0, la transizione dallo splendore al declino.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ferrari racconta il passaggio nelle nostre terre, e spesso la lunga permanenza, di decine e decine di pittori, scrittori, artisti. Tutto cominci\u00f2 nell\u2019estate del 1926, quando Eugenio Montale e altri celebri intellettuali del tempo compirono la traversata a piedi da Levanto a Portovenere, il tratto che poi sarebbe diventato il sentiero costiero delle Cinque Terre. Terre allora ancora poco conosciute ed estranee all\u2019attuale turismo di massa, e che tali rimasero fino agli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso. Vernazza, grazie a personaggi come Alighiero Boetti, l\u2019inventore dell\u2019\u201darte povera\u201d, e Aldo Trionfo, uomo di teatro, scopr\u00ec che oltre la vigna e la barca c\u2019erano altri modi di vivere e di esprimersi: fu questa la lezione che appresero, con grande apertura, gli \u201cindigeni\u201d. Ci\u00f2 successe anche a Corniglia, grazie a Michelangelo Pistoletto e alla moglie Maria Pioppi, che concepivano l\u2019arte come un\u2019opera condivisa tra amici e compaesani. E a Manarola, grazie al cineasta Gianni Amico, sulla cui terrazza sul mare si scrivevano sceneggiature con Enzo Ungari, grande spezzino prematuramente scomparso, si discuteva di cinema con il regista brasiliano Glauber Rocha o si ascoltavano le note della tromba di Enrico Rava e del sax dell\u2019argentino Gato Barbieri;  e grazie al  grande manarolese Dario Capellini, partigiano, maestro e amministratore pubblico, e soprattutto amico dei pittori. Nelle feste che organizzava gli artisti lasciavano le matrici delle serigrafie, che servivano a finanziare l\u2019attivit\u00e0 politica della sezione del Pci; il premio simbolico ai vincitori era una fiaschetta di sciacchetr\u00e0. Ho avuto la fortuna, da ragazzo, di conoscere Ungari e Capellini, di acquistare le serigrafie di Renato Birolli e di Lino Marzulli, che conservo ancora alle pareti di casa, di ascoltare tante volte Rava, e una volta pure Gino Paoli, altro frequentatore delle nostre terre (fu anche gestore del casin\u00f2 di Levanto) nel suo unico indimenticabile concerto nella piazzetta di Vernazza. E pure la fortuna di vedere le famose opere teatrali di Pistoletto nei carruggi di Corniglia, recitate dagli abitanti. Si discuteva, si beveva vino e si mangiavano le acciughe, in una dimensione comunitaria ormai perduta, che ritrovo solamente quando mi invitano nelle cantine lungo le impervie scalinate di Tramonti. Accanto alla tenerezza nel libro di Marco c\u2019\u00e8, dicevo, anche un po\u2019 di indignazione, o di scoramento: sono i sentimenti che prevalgono quando, per esempio, si vede il cemento sopraffare la \u201cdimora delle due palme\u201d di Montale. Il grande poeta fugg\u00ec da Monterosso esterrefatto dalla speculazione edilizia. \u201cAnche i paradisi terrestri sono soggetti alla corruzione\u201d, scrive Ferrari, e ha ragione.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">L\u2019autore non dimentica naturalmente la citt\u00e0, con pagine intense dedicate a Giancarlo Fusco e a Gino Patroni, e alla sua bellezza, in gran parte andata distrutta con la guerra e poi tradita, nel dopoguerra, da \u201cuna precipitosa ricostruzione \u201c e da \u201duna frettolosa industrializzazione\u201d. Poi c\u2019\u00e8 Lerici, scelta dagli editori Valentino Bompiani e Mario Spagnol, e da Mario Soldati, che si innamor\u00f2 di Tellaro. Molto belli i ritratti di due persone che ho conosciuto: Maddalena Di Carlo, per tutti Mad\u00ec, comunista, partigiana, pittrice e chiromante, che viveva nel castello, allora ostello della giovent\u00f9, e dava ospitalit\u00e0 a giovani provenienti da tutto il mondo. Ernest Hemingway venne apposta a Lerici per conoscerla. Negli anni Ottanta mi impegnai a fondo per la difesa dell\u2019ostello, in un referendum in cui prevalse il s\u00ec alla sua chiusura: un errore storico dei lericini, allora e tanto pi\u00f9 alla luce di quel che succede oggi: i giovani di tutto il mondo vanno nell\u2019ostello di Biassa, oltre che in quelli delle Cinque Terre! L\u2019altro ritratto \u00e8 di Paolo Bertolani, grande poeta della Serra. Lo ricordo al Civico, nella serata di chiusura della mia prima campagna elettorale da Sindaco (1997): lesse alcune sue poesie, fu straordinario. Le sue opere sono esaurite, meriterebbero una riedizione. Ancora. vicino a Lerici c\u2019\u00e8 Trebiano, il borgo scelto da H\u00e8l\u00e9ne de Beauvoir, sorella di Simone, la moglie di Jean-Paul Sartre. Ferrari, infine, conclude la sua raccolta di istantanee a Bocca di Magra, altra celebre meta di intellettuali, da Vittorio Sereni a Marguerite Duras, da Elio Vittorini a Franco Fortini, da Giulio Einaudi a Mary Mc Carthy. Molti di loro si batterono contro la speculazione edilizia, ma furono sconfitti: solo in parte a Bocca di Magra e a Montemarcello, totalmente a Fiumaretta.<\/p>\n<div id=\"attachment_8891\" style=\"width: 234px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_1813-el.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8891\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_1813-el-224x300.jpg\" alt=\"Mostra fotografica di Giorgio Pagano &quot;Sixty&quot;, 18 ottobre - 22 novembre 2014, Archivi multimediali Sergio Fregoso: Paesaggi naturali, da Bonassola a Framura  (2011)\" width=\"224\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-8891\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_1813-el-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_1813-el.jpg 599w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-8891\" class=\"wp-caption-text\">Mostra fotografica di Giorgio Pagano &#8220;Sixty&#8221;,<br \/>18 ottobre &#8211; 22 novembre 2014,<br \/>Archivi multimediali Sergio Fregoso:<br \/>Paesaggi naturali, da Bonassola a Framura (2011)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\">Di grande interesse anche il libro di Sondra Coggio. La trama delle vicende che riguardano la citt\u00e0 e il traffico dei rifiuti \u00e8 riletta integralmente attraverso i lavori delle Commissioni parlamentari di inchiesta. Atti ufficiali, dunque. Uno dei protagonisti del libro \u00e8 il capitano Natale De Grazia, ufficiale della Capitaneria di Porto, collaboratore del Procuratore di Reggio Calabria Francesco Neri. Secondo la precisa testimonianza del magistrato Nicola Maria Pace, De Grazia era riuscito a individuare le coordinate relative al punto di affondamento della nave Rigel, che aveva con s\u00e9 un carico di rifiuti radioattivi. Il capitano mor\u00ec il 13 dicembre 1995 dopo essere partito da Spezia, per portare il magistrato sul punto di affondamento. Inoltre, spiega la Coggio, De Grazia aveva in testa la vicenda della nave Latvia, che era all\u2019ormeggio nella nostra rada ed era sospettata di avere lo stesso carico della Rigel. Le indagini sulla morte del capitano parlarono per 18 anni di malore, ma una perizia recente ha parlato di cause tossiche, cio\u00e8 di avvelenamento; anche se, a distanza di cos\u00ec tanti anni, \u00e8 stata irreversibilmente dispersa la possibilit\u00e0 di indagare seriamente sul versante tossicologico. Del resto, dopo la sua morte, il gruppo investigativo progressivamente si sfald\u00f2: fu chiaramente un effetto del clima di intimidazione. Come ha scritto la Commissione parlamentare nel 2013 \u201cla morte del capitano De Grazia si inscrive tra i misteri irrisolti del nostro Paese\u201d. Il suo fu un comportamento segnato da un fortissimo senso del dovere: ecco perch\u00e9 il Consiglio Comunale spezzino ha fatto bene a concedere al capitano la cittadinanza onoraria e a chiedere all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria di ripercorrere nuovamente ogni indizio e ogni passaggio della vicenda, perch\u00e9 essa non cada nell\u2019oblio e perch\u00e9 i responsabili siano assicurati alla giustizia.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">La Coggio riporta poi le dichiarazioni di numerosi pentiti, pur precisando sempre che le loro parole vanno provate e che non sono tutte oro colato. Raccontano di numerose navi affondate, piene di rifiuti tossici, \u201canche nel tratto davanti alla Spezia e al largo di Livorno\u201d. C\u2019\u00e8, ricorda la Coggio, un esposto ancora attivo, al Tribunale spezzino, su queste vicende: lo present\u00f2 nel 2009 Legambiente. Il fatto che la magistratura non abbia proceduto all\u2019archiviazione fa pensare, e sperare. Bisogna continuare a cercare: perch\u00e9 \u201csenza verit\u00e0 non c\u2019\u00e8 democrazia\u201d, conclude l\u2019autrice citando Pier Paolo Pasolini.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">I due libri hanno il linguaggio, scrivevo all\u2019inizio, dell\u2019amore e insieme dell\u2019indignazione, se non dello scoramento. Ecco, non bisogna disperare. Anche se bisogna vedere bene tutto quello che non va, e indignarsi. Maria Pace Ottieri, nipote di Valentino Bompiani, alla presentazione di \u201cMare verticale\u201d a Lerici e poi sul \u201cSecolo XIX\u201d, ha parlato di \u201cun\u2019epoca straordinariamente fertile per la cultura a Lerici, oggi finita\u201d. Michelangelo Pistoletto, alla presentazione a Genova e poi sul \u201cSecolo XIX\u201d, ha detto che nelle Cinque Terre \u201ctutto si \u00e8 trasformato in business e a farne le spese \u00e8 stato soprattutto il territorio, inteso ora come qualcosa da sfruttare invece che da amare\u2026 ciascuno pensa per s\u00e9 e non come comunit\u00e0 in armonia con il paesaggio\u201d. In tema di rifiuti, ci sono ancora quasi tutte le discariche e i siti inquinati, a Spezia come a Lerici, da bonificare, c\u2019\u00e8 l\u2019indagine epidemiologica da completare\u2026 In questa rubrica, e negli altri miei contributi leggibili su www.associazioneculturalemediterraneo.com, ho scritto pi\u00f9 volte delle soluzioni possibili nei vari campi in questione. E tante proposte sono state avanzate da associazioni, movimenti, forze politiche e sociali. Ma alla radice deve esserci una svolta nel pensiero e nel modello di vita, fuori dai miti e dai riti del mainstream dominante. Alla base di tutto deve esserci cio\u00e8 una nuova dimensione del vivere su cui pu\u00f2 fondarsi un\u2019altra idea di economia, di societ\u00e0 e di sviluppo. Un vivere pi\u00f9 sobrio e pi\u00f9 lento, capace di rimetterci in sintonia con la natura e il paesaggio, che non ci faccia consumare altro territorio, che riscopra l\u2019agricoltura, che rilanci la creativit\u00e0 e la cultura, che ricomponga citt\u00e0 e paesi alla dimensione della vita comunitaria, che bonifichi e recuperi ci\u00f2 che \u00e8 stato inquinato e dissipato, che ricerchi sempre la verit\u00e0. Un vivere all\u2019insegna dell\u2019attenzione e dell\u2019ascolto, che rompa la cappa di incomunicabilit\u00e0 in cui la crisi della politica e la sua assenza di contenuti sembrano immergerci. Per un\u2019altra politica, che voglia riconsegnare il mondo a chi lo abita. Per una vita pi\u00f9 \u201cumana\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong>lucidellacitta2011@gmail.com<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 26 ottobre 2014 &#8211; Un intreccio di ricordi, incontri, letture, testimonianze raccontati con un sentimento di grande tenerezza, che \u00e8 in sostanza l\u2019amore: definirei cos\u00ec \u201cMare verticale\u201d di Marco Ferrari, un bel &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[81],"tags":[582,251,69,250],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8889"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8889"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8892,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8889\/revisions\/8892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}