{"id":7372,"date":"2013-08-01T16:33:33","date_gmt":"2013-08-01T14:33:33","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=7372"},"modified":"2016-10-27T21:20:35","modified_gmt":"2016-10-27T19:20:35","slug":"la-pastasciutta-della-memoria-e-la-difesa-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/la-pastasciutta-della-memoria-e-la-difesa-della-costituzione\/","title":{"rendered":"La pastasciutta della memoria e la difesa della Costituzione"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7373\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7373\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-7373  \" style=\"margin-top: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"IMG_3421ela\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/IMG_3421ela-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/IMG_3421ela-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/IMG_3421ela.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-7373\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, le Pianazze (2012)(foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 28 Luglio 2013 &#8211;<\/strong>\u00a0\u201cHo sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma il pi\u00f9 bello di tutti era la pastasciutta in bollore, vedere i ragazzi cantare e ballare attorno ai paioli\u201d. Cos\u00ec Alcide Cervi, padre dei sette fratelli, amava raccontare l\u2019atmosfera della storica \u201cpastasciuttata\u201d che la sua famiglia offr\u00ec a tutti i compaesani subito dopo il 25 luglio 1943, per festeggiare la caduta di Mussolini. Alcide e i suoi figli, la sera del 25 luglio, non avevano ascoltato la radio. Dovevano alzarsi presto, per raccogliere il secondo taglio del fieno. Erano gi\u00e0 a letto al momento dell\u2019annuncio: \u201cSua Maest\u00e0 il Re e Imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, Primo Ministro e Segretario di Stato, presentate da Sua Eccellenza Benito Mussolini\u2026\u201d. I poteri militari furono conferiti al maresciallo Pietro Badoglio. La notizia arriv\u00f2 la mattina dopo, nell\u2019aia, dove fu subito presa la decisione: \u201cil popolo ha fame e allora gli diamo da mangiare\u201d. Fu una grande festa, che rappresent\u00f2 in modo semplice ed efficace l\u2019entusiasmo popolare e la speranza suscitati dalla caduta del Duce. Per ricordare e tenere vivo quello spirito antifascista e libertario da ormai vent\u2019anni, nell\u2019aia e nei prati di casa Cervi a Gattatico (Reggio Emilia), la \u201cpastasciutta antifascista\u201d viene riproposta per migliaia di persone. La rievocazione di quella storica serata si \u00e8 poi disseminata in altre parti d\u2019Italia, tra cui Fosdinovo, al Museo della Resistenza di Spezia e Massa Carrara. C\u2019ero anche quest\u2019anno (sesta edizione), come sempre al tavolo con i miei amici e compagni partigiani Vanda Bianchi, Piero Guelfi e Luigi Fiori. In occasione dei 70 anni del 25 luglio abbiamo anche organizzato, nel pomeriggio, un interessantissimo convegno storico sul 25 luglio in Italia e, in particolare, nelle nostre due province.<!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_7374\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7374\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-7374 \" style=\"margin-left: 10px;\" title=\"IMG_3259elab\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/IMG_3259elab-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/IMG_3259elab-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/IMG_3259elab.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-7374\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, le Pianazze (2012)(foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho introdotto il convegno leggendo un testo che ho raccolto da un altro amico e compagno partigiano, Bruno Brizzi \u201cCammello\u201d, vicecomandante di distaccamento della Brigata Garibaldi \u201cCento Croci\u201d, che oper\u00f2 nelle vallate del Vara e del Ceno, ancora lucidissimo nonostante gli acciacchi dell\u2019et\u00e0. Lo riporto in larga parte (\u00e8 un testo inedito), perch\u00e9 spiega bene che cosa fu, da noi, il 25 luglio.<br \/>\n\u201cNon ho finito l\u2019avviamento professionale a causa di una malattia grave che colp\u00ec mio padre, e ho iniziato a lavorare come apprendista con delle ditte in Arsenale che costruivano montacarichi per sommergibili. Poi sono entrato come allievo operaio alle dipendenze dello Stato all\u2019officina sommergibili. Il mio \u2018maestro\u2019, cos\u00ec si chiamavano gli operai specializzati, era un tornitore, si chiamava Del Bello ed era di Sarzana, un uomo di statura alta e corporatura esile, molto intelligente. Era il mese di aprile dell\u2019anno 1941, avevo 16 anni\u2026 l\u2019Italia era in guerra. Gli operai anziani confabulavano tra di loro, per la verit\u00e0 non tutti, ma vedevo che alcuni di loro parlavano in disparte, tra cui anche il mio \u2018maestro\u2019. Con curiosit\u00e0 cercavo di ascoltare, trovando delle scuse. Capii che parlavano un linguaggio diverso dal comune, ricordo solo una parola tra le altre che mi incuriosiva: \u2019Soccorso Rosso\u2019. In casa mia non si viveva molto male, mio padre riusc\u00ec a superare felicemente la malattia, eravamo una famiglia tra pochissime che possedeva una radio e pertanto avevamo delle informazioni, da \u2018Radio Londra\u2019, sugli avvenimenti nazionali e internazionali. Ricordo che avvicinai mio padre durante il notiziario \u2018Il Bollettino\u2019 e gli chiesi che cosa volesse dire \u2018Soccorso Rosso\u2019. Mi accorsi che rimase perplesso, non rispose subito\u2026 mi disse: \u2018poi ti dir\u00f2\u2019 ed io non insistetti. Come giovane ragazzo che frequentava i coetanei sapevo dell\u2019arresto di un compaesano di Stra, Adriano Vergassola \u201cGeppe\u201d, che aveva un figlio della nostra et\u00e0\u2026 volevamo capire le ragioni\u2026 ma erano tempi in cui non si poteva sapere di pi\u00f9. Intanto in Arsenale si continuava a lavorare per la guerra, notte e giorno: sommergibili che arrivavano, danneggiati da scontri o bombe, o sommergibili riparati che partivano. La guerra continuava ma nell\u2019aria si sentiva che qualcosa stava per succedere, e cos\u00ec fu. Il 25 luglio del \u201943 cadde il fascismo, ci furono manifestazioni di gioia in tutto il Paese, e anche noi partecipammo, con Del Bello e altri\u2026 nel frattempo avevamo capito che era un comunista. Il 29 luglio manifestammo in citt\u00e0 e andammo in viale Regina Margherita (oggi Ferrari) dove vi era la sede del 21\u00b0 Reggimento Fanteria. Avevamo un grosso tricolore e l\u2019immagine di Garibaldi, volevamo spingere le Forze Armate a schierarsi per la pace. Da una finestra del magazzino di artiglieria, di fronte al 21\u00b0, dove alloggiavano i militari fascisti, partirono alcune raffiche di fucileria contro il corteo formato dal popolo tra i quali vi erano molti giovani che inneggiavano alla Pace. Venne colpita a morte una ragazza, Lina Fratoni, operaia delle officine Motosi. In un altro corteo in corso Cavour venne ucciso un altro giovane operaio, Rino Cerretti. Si intravedeva che la situazione nazionale precipitava, sia sul fronte di guerra sia all\u2019interno del Paese, con la caduta del fascismo e la formazione di un nuovo Governo che port\u00f2 l\u2019Italia a chiedere la fine della guerra, l\u20198 settembre 1943. Dal luglio al settembre continuai a lavorare all\u2019officina sommergibili. La citt\u00e0 e di conseguenza l\u2019Arsenale subivano dall\u2019inizio della guerra devastanti bombardamenti aerei da parte degli anglo-americani, anche la nostra officina fu colpita. Le autorit\u00e0 dell\u2019epoca, probabilmente allo scopo di alzare il morale alla citt\u00e0 e in particolare agli operai, fecero venire il Re, che visit\u00f2 i reparti ancora in funzione. Ricordo quando, con tutto lo staff militare, pass\u00f2 lungo il corridoio davanti a noi\u2026 una statura molto piccola con un viso contratto, fece un cenno di saluto. In quei mesi si aprirono le porte dell\u2019antifascismo militante e iniziarono le attivit\u00e0 organizzate dei partiti antifascisti. Subito dopo l\u20198 settembre, con un gruppo di uomini sui trent\u2019anni, tra i quali Aldo Cozzani, Gino Montanari, Gino Oldoini, Guglielmo Vergassola, decidemmo di disarmare la batteria del Castellazzo. Con noi c\u2019erano alcuni marinai che fino all\u20198 settembre presidiavano la batteria, dove erano piazzate mitraglie e cannoni antiaerei. Questi marinai rimasero a Stra e a Marinasco nelle case di alcuni abitanti, tra di loro c\u2019era anche uno spezzino, Nadir Colombo. E alcuni siciliani: Patan\u00e8, Ferrara, Mangiapane e altri di cui non ricordo il nome. Ci raggiunse un marinaio di nome Nino Siligato, amico di qualcuno del presidio. Mentre la popolazione, molto provata dalla fame, assalt\u00f2 i magazzini dei viveri, noi mettemmo fuori uso le armi pesanti, gettandole in profonde cisterne utilizzate per attingere l\u2019acqua. Raccogliemmo invece le armi leggere, che in parte nascondemmo nella chiesetta di Santa Lucia e nei tombini delle strade. Inizi\u00f2 cos\u00ec una nuova storia. Ci affratellammo sempre pi\u00f9 con i marinai siciliani e iniziammo a parlare degli avvenimenti bellici e delle voci che giravano sui movimenti di gruppi organizzati che si opponevano all\u2019esercito tedesco che, dopo l\u20198 settembre, occupava il nord del Paese. Divenni renitente alla leva per non aver risposto al bando proclamato dai fascisti della Repubblica di Sal\u00f2 che volevano riorganizzare l\u2019esercito alleato ai tedeschi, ed ero un ricercato. Eravamo curiosi di sapere di pi\u00f9 dei gruppi che nel frattempo erano cresciuti e iniziavano a dare disturbo ai nazifascisti. Verso la fine di ottobre decidemmo l\u2019avventura, partimmo per Parma\u2026\u201d. Qui comincia la storia di Bruno Brizzi partigiano, raccontata in \u201cIo sono l\u2019ultimo. Lettere di partigiani italiani\u201d, dove c\u2019\u00e8 anche la storia di Maria Ledda \u201cMery\u201d, anche lei combattente della \u201cCento Croci\u201d e poi moglie, fino ad oggi, di Bruno: un libro che \u00e8 un indimenticabile racconto corale sul fascismo, la libert\u00e0 e la democrazia, dalle voci dei suoi ultimi protagonisti.<br \/>\nLa memoria di Bruno ci fa capire il nostro 25 luglio. Il regime si sfalda e, dopo vent\u2019anni di silenzio, rientrano in scena le masse popolari, in particolare gli operai delle fabbriche. La manifestazione del 29 luglio \u00e8 innanzitutto una manifestazione operaia, di lavoratori che escono a migliaia dalle fabbriche alle prime ore del mattino. E operai sono i due caduti. A Sarzana, dove la manifestazione si tiene il pomeriggio del 26, protagonisti sono sempre gli operai, al rientro dalle fabbriche del capoluogo. L\u2019altro dato che emerge \u00e8 l\u2019adesione di molti militari alla mobilitazione popolare. A Sarzana in testa al corteo c\u2019\u00e8 un bandiera tricolore con tre militari in divisa, uno per ogni arma, a significare l\u2019unit\u00e0 antifascista tra popolo e Forze Armate. E i militari non fanno fuoco contro i manifestanti. A Spezia a sparare sono i militari in Corso Cavour, ma in viale Regina Margherita sono i fascisti, mentre i militari accolgono i manifestanti e sparano ai fascisti: contro di loro ci sar\u00e0, nei giorni successivi, un\u2019inchiesta militare. Come raccontava sempre Mario Pistelli, operaio del Muggiano sopravvissuto al lager di Mauthausen, sulla torre del 21\u00b0 sventolava la bandiera rossa, cos\u00ec al Varignano accanto a quella tricolore.<br \/>\nCerto, il 25 luglio i fascisti si squagliano, ma tornano dopo l\u20198 settembre, al servizio dei tedeschi e della loro \u201cguerra ai civili\u201d. Con il \u201ccolpo di stato\u201d del 25 luglio i fascisti, i capi militari e il Re, preoccupati, dopo la sconfitta in Africa e lo sbarco americano in Sicilia, per la disfatta in guerra, pensano di salvare il salvabile. Ma non hanno un progetto politico. Del resto dare tutte le colpe al solo Mussolini, mentre aveva fallito un intero blocco di potere che tutti li comprendeva, era il segno dell\u2019incapacit\u00e0 di uscire dalla situazione. Per questo la tragedia non fu evitata. Il 25 luglio, pi\u00f9 che un \u201ccolpo di stato\u201d, fu il consumarsi del fascismo a causa della guerra ormai perduta: una successione al potere che non poteva non portare all\u20198 settembre e alla divisione dell\u2019Italia in due, con gli alleati al sud e i tedeschi al nord. L\u2019enorme responsabilit\u00e0 del Re e del blocco che aveva sostenuto la dittatura -ma anche dei liberali come Benedetto Croce e Luigi Einaudi che l\u2019avevano avversata- fu quella di non chiamare dopo il 25 luglio il popolo alla riscossa, di non preparare la difesa e di lasciare che i tedeschi occupassero indisturbati il nord Italia. La svolta ci fu con l\u2019arrivo in Italia di Palmiro Togliatti, che cap\u00ec per primo che bisognava chiamare il popolo alla riscossa e nello stesso tempo fare l\u2019unit\u00e0 con Badoglio, unico straccio di legalit\u00e0 istituzionale in quell\u2019Italia devastata dalla vilt\u00e0. La sinistra fece il compromesso, ma ebbe l\u2019egemonia nel compromesso.<br \/>\nOggi non c\u2019\u00e8 nessun Togliatti. E si rischia che nel compromesso l\u2019egemonia ce l\u2019abbia la destra. Se si discute di riformare la Costituzione per fare il presidenzialismo vuol dire che l\u2019egemonia ce l\u2019ha la destra, che porta il suo avversario storico a riconoscere la bont\u00e0 della sua proposta. Lo scontro c\u2019\u00e8 dagli anni \u201970: da allora \u00e8 in campo nel nostro Paese una proposta autoritaria e decisionista, secondo una vocazione tipica delle classi dirigenti italiane fin dalla fondazione dello Stato unitario. Questa spinta c\u2019\u00e8 anche perch\u00e9 \u00e8 finito un mondo, quello della politica di massa della democrazia repubblicana. La risposta al presidenzialismo che fa saltare la Costituzione nata dalla Resistenza non \u00e8 il ritorno a una politica che non pu\u00f2 pi\u00f9 tornare, ma una nuova espansione della democrazia e della politica di massa, un grande rinnovamento della politica e dei partiti, che si basi sull\u2019assetto parlamentare della Costituzione. Nel tempo ingannevole della \u201cpacificazione\u201d il conflitto giunge nel cuore del sistema e mette in discussione la stessa Costituzione. Ecco perch\u00e9 l\u2019antifascismo oggi vive nella lotta per la difesa della Costituzione, contro il presidenzialismo e per una nuova fase della democrazia parlamentare e partecipativa. Come dice l\u2019Anpi, l\u2018associazione dei partigiani: \u201cCostituzione, basta giocare col fuoco\u201d.<\/p>\n<p>lucidellacitta2011@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 28 Luglio 2013 &#8211;\u00a0\u201cHo sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma il pi\u00f9 bello di tutti era la pastasciutta in bollore, vedere i ragazzi cantare e ballare attorno ai paioli\u201d. &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[81],"tags":[109,69,123,129],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7372"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7372"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11233,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7372\/revisions\/11233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}