{"id":6885,"date":"2013-03-14T09:08:05","date_gmt":"2013-03-14T07:08:05","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=6885"},"modified":"2013-03-25T10:26:24","modified_gmt":"2013-03-25T08:26:24","slug":"funzionari-senza-frontiere-intervista-di-plural-al-presidente-giorgio-pagano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/ripensare-il-mediterraneo\/funzionari-senza-frontiere-intervista-di-plural-al-presidente-giorgio-pagano\/","title":{"rendered":"Funzionari senza Frontiere: intervista di Plural al Presidente Giorgio Pagano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come nasce l\u2019associazione Funzionari senza frontiere? Che tipo di attivit\u00e0 vengono promosse e in quali parti del mondo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019associazione \u00e8 nata nel 2010, con lo scopo di accompagnare e sostenere i processi di rafforzamento che sono in corso nelle amministrazioni locali africane attraverso il metodo dell\u2019affiancamento tra amministrazioni locali europee e africane e l\u2019impegno dei dipendenti pubblici europei come cooperanti. All\u2019origine dell\u2019associazione ci sono due progetti, integrati tra loro, realizzati a partire dal 2004, \u201cEuro-African Partnership for Decentralised Governance\u201d (voluto dalle Nazioni Unite e dalla Regione Toscana) e \u201cMunicipi senza Frontiere\u201d (voluto dall\u2019Anci). Fino a pochi anni fa il dialogo euro-africano \u00e8 stato organizzato al solo livello dei Governi e dei Parlamenti degli Stati, ora si sta allargando alle istituzioni locali. Noi siamo nati nel vivo di questo impegno: portare tra le sfide della cooperazione tra Europa e Africa la prospettiva locale. Perch\u00e9 senza il decentramento, l\u2019autogoverno dei territori e lo sviluppo locale non c\u2019\u00e8 futuro per l\u2019Africa. In questo contesto la cooperazione diventa partenariato \u201ccomunit\u00e0 a comunit\u00e0\u201d, basata su reciprocit\u00e0 e scambio, capace di coinvolgere sia le istituzioni locali che le organizzazioni della societ\u00e0 civile, le nostre comunit\u00e0 e quelle africane. Le attivit\u00e0 dell\u2019associazione consistono in primo luogo nella collaborazione con Enti locali e ONG che hanno progetti in cui \u00e8 presente il tema del decentramento amministrativo, in Africa ma anche in Palestina: contribuiamo alla stesura dei progetti e individuiamo i dipendenti pubblici esperti nelle materie di volta in volta al centro dei progetti stessi, per un loro impegno \u201csul campo\u201d. Abbiamo, in particolare, un rapporto positivo di collaborazione con il Comune di Pontedera: una sede operativa dell\u2019associazione \u00e8 stata aperta nel \u201cLaboratorio della Cooperazione Internazionale\u201d di Pontedera, alla cui realizzazione abbiamo contribuito. In secondo luogo facciamo informazione, comunicazione e ricerche: stiamo avviando un sito sulla cooperazione toscana e ligure, produciamo periodicamente policy briefs, e cos\u00ec via. Siamo infine impegnati nel rafforzamento e rinnovamento dei Sistemi territoriali della cooperazione in Toscana e in Liguria, in collaborazione con enti locali e ONG.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il rafforzamento delle istituzioni locali \u00e8 un efficace strumento per generare sviluppo e coesione sociale: quali sono i principali ostacoli che incontrate nel trasferimento di conoscenze? Esistono dei casi di successo che potrebbe menzionare?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettivamente il rafforzamento delle istituzioni locali \u00e8 uno degli elementi che generano sviluppo e coesione. Una ricerca di alcuni anni fa della Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa mise in luce -con riferimento all\u2019Africa sub-sahariana- che gli Stati in cui \u00e8 presente il decentramento hanno sostanziali benefici per i cittadini in termini di investimenti sull\u2019istruzione, accesso ai servizi fondamentali come l\u2019acqua, riduzione del livello di corruzione, migliore rispetto dei diritti civili e politici, contenimento delle spese militari. Gli ostacoli li vedo ancora oggi in una politica che, a livello internazionale, privilegia il ruolo degli Stati e non ha sempre presente le esigenze e i bisogni dei cittadini. Tuttavia dobbiamo riconoscere che in questi ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti sia nel rafforzamento delle organizzazioni internazionali di Enti locali che nella attenzione al tema del decentramento da parte di grandi istituzioni come l\u2019Unione europea e le Nazioni Unite. La stessa recente grande riunione di citt\u00e0 africane, tenutasi in Senegal all\u2019inizio dello scorso mese di dicembre, rappresenta un segnale positivo del cammino intrapreso dall\u2019Africa. Gli esempi positivi della collaborazione tra Comuni italiani e africani non mancano. Ricordo l\u2019esperienza del Comune di Santa Croce sull\u2019Arno (Pisa) in Burkina Faso per il rafforzamento dello stato civile in collaborazione con il Governo e l\u2019associazione dei Comuni del Burkina, oppure quella di Tavarnelle Val di Pesa (Firenze) in Ciad per il rafforzamento dello sviluppo locale. Ancora si possono ricordare positive esperienze in campo sanitario ed anche il citato progetto \u201cMunicipi senza Frontiere\u201d, che ha operato per il rafforzamento dei Comuni del Niger. Ricordo infine, ma non certo per importanza, la costituzione dell\u2019associazione Euro-African Partnership, composta da un primo gruppo di Enti locali della Toscana con il sostegno di enti omologhi dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo scenario mediterraneo vive un grande momento di incertezza dal punto di vista politico. Il processo di democratizzazione, che con la Primavera Araba aveva destato molti interrogativi ma anche profonde speranze, pare aver esaurito la sua spinta di rinnovamento economico e sociale. Le ONG, operando a stretto contatto con la societ\u00e0 civile e gli attori economici ed istituzionali, offrono un punto di vista speciale e concreto sui problemi che attraversano le nazioni della Sponda Sud del Mediterraneo. Quali sono a suo giudizio le prospettive nel Bacino Mediterraneo, anche in considerazione della crisi finanziaria che sta attraversando l\u2019Europa e il mondo occidentale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Primavera Araba, dal punto di vista politico e culturale, \u00e8 un evento di portata storica, comparabile con la caduta del Muro di Berlino. Certo, la transizione in corso \u00e8 complicata, ma la democrazia deve essere paziente. Basti pensare ai gravi difetti che hanno ancora molti Governi attualmente al potere nei Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est. E pi\u00f9 in generale alla fatica, e al sangue versato, per costruire la democrazia in Occidente. Non penso che la Primavera sia gi\u00e0 diventata \u201cinverno\u201d, n\u00e9 che l\u2019Europa debba rimpiangere i vecchi regimi. Penso piuttosto che la Primavera sia \u201cin bilico\u201d, e che l\u2019Europa debba impegnarsi per favorire un approdo positivo del processo in corso e la ripresa di quella spinta al rinnovamento che incontra cos\u00ec tanti ostacoli. Dobbiamo aprire un dialogo con le leadership emergenti, anche se non ci piacciono, per condizionarle dal punto di vista del rispetto dei diritti umani e civili -delle donne e delle minoranze in primo luogo- e del consolidamento della democrazia. Dobbiamo capire che l\u2019elemento identitario della religione \u00e8 in quei Paesi decisivo, e imparare a distinguere tra Islam politico e fondamentalismo intollerante, incoraggiando non solo le forze laiche ma anche le tendenze a conciliare Islam e democrazia. Dobbiamo mettere da parte tentazioni neocoloniali, e elaborare politiche comuni sull\u2019energia e sull\u2019immigrazione. E dobbiamo impegnarci di pi\u00f9 per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, perch\u00e9 \u00e8 fondamentale anche per combattere il fondamentalismo islamico. Operando in questo modo il Bacino Mediterraneo conoscer\u00e0 una prospettiva nuova, quella della progressiva integrazione delle due Sponde. La stessa crisi economica che, in forme diverse, colpisce sia la Sponda nord che quella Sud pu\u00f2 trovare soluzioni nella cooperazione e nell\u2019interscambio, che rappresentano la vera \u201cnuova frontiera\u201d per le nostre e per le loro imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019attivit\u00e0 di cooperazione presuppone una riflessione politica articolata a capace di stare al passo con i mutamenti economici e sociali. Esiste secondo lei un gap culturale che impedisce alle classi dirigenti europee e mediterranee di trovare nella dimensione internazionale una soluzione comune ai problemi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, c\u2019\u00e8 una arretratezza della cultura e della politica europea che va superata. C\u2019\u00e8 un crescente distacco dell\u2019Europa -la Mitteleuropa in particolare- dal Mediterraneo e dai Paesi di entrambe le Sponde. Lo si pu\u00f2 superare solo ridando all\u2019Europa un\u2019idea di se stessa di cui il Mediterraneo sia parte integrante: l\u2019Europa e il Mediterraneo si salvano solo insieme. E\u2019 arrivato dunque il momento di riflettere sulla necessit\u00e0 di dare una nuova cornice istituzionale alle relazioni tra l\u2019Unione europea e i Paesi della Sponda Sud. Abbiamo alle spalle le macerie del processo di Barcellona e dell\u2019Unione per il Mediterraneo, dobbiamo andare molti avanti, nella direzione della comunit\u00e0 euro mediterranea. Impegnando non solo i Governi, ma anche la societ\u00e0 civile, le imprese, le ONG: ritorna il concetto di partenariato \u201ccomunit\u00e0 a comunit\u00e0\u201d. Naturalmente vedo tutte le difficolt\u00e0 di questo impegno: non solo per gli ostacoli alla democrazia operanti nella Sponda Sud, ma anche e soprattutto per la crisi dell\u2019Europa. Mediterraneo, Medio Oriente, Europa: per dirla con Barbara Spinelli \u201cper ora non sono che sottotitoli di un libro ancora da scrivere, sapendo la tragedia di un\u2019Unione divenuta un problema anzich\u00e9 una soluzione, per il pianeta e anche i propri cittadini\u201d. Non c\u2019\u00e8 alternativa alla Federazione, agli Stati Uniti d\u2019Europa. Bisogna indicare con urgenza la via, i modi, i tempi. L\u2019Europa ha ancora una forza potenziale nel mondo nuovo che sta nascendo, ma diventer\u00e0 del tutto irrilevante se continuer\u00e0 ad essere mal governata da una debole confederazione di Stati nazionali. Da subito va intrapreso il percorso dell\u2019Europa federale, una comunit\u00e0 euro mediterranea aperta alla collaborazione con il mondo arabo e con l\u2019Africa (come dimostra la vicenda del Mali tra Africa mediterranea e Africa nera non ci sono ormai pi\u00f9 confini). E\u2019 la grande sfida del nostro tempo, pena la nostra decadenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come nasce l\u2019associazione Funzionari senza frontiere? 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