{"id":6405,"date":"2012-11-27T11:38:43","date_gmt":"2012-11-27T09:38:43","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=6405"},"modified":"2016-10-27T21:24:10","modified_gmt":"2016-10-27T19:24:10","slug":"il-lavoro-torni-in-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/il-lavoro-torni-in-parlamento\/","title":{"rendered":"Il lavoro torni in Parlamento"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6406\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine651el.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6406\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-6406   \" style=\"margin-right: 10px;\" title=\"Immagine651el\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine651el-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine651el-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine651el.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6406\" class=\"wp-caption-text\">Norvegia, isole Lofoten (2010) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 25 Novembre 2012 &#8211;<\/strong>\u00a0Il 14 novembre, per la prima volta da quando la crisi finanziaria ha impattato sull\u2019Europa ed \u00e8 iniziata la politica del rigore a senso unico, dello smantellamento del welfare, dell\u2019attacco ai diritti e della recessione economica ed occupazionale, c\u2019\u00e8 stata una mobilitazione che ha coinvolto nello stesso giorno i lavoratori e i giovani europei. E\u2019 una data spartiacque, che segna un passaggio di fase. Certo, ci sono stati dei limiti. Intanto l\u2019iniziativa ha riguardato solo i Paesi mediterranei, segno che i primi cinque anni della Grande Crisi hanno scavato un solco sempre pi\u00f9 grande tra nord e sud del\u2019Europa, il che configura una \u201cquestione meridionale\u201d europea che rievoca quella che si trov\u00f2 di fronte l\u2019Italia all\u2019indomani dell\u2019Unit\u00e0. Ancora: in Italia lo sciopero ha visto protagonista la sola Cgil, mentre le altre organizzazioni sindacali continuano incomprensibilmente a sottovalutare la gravit\u00e0 della situazione e il nesso che esiste tra i nostri problemi e la loro origine anche europea. E tuttavia la data \u00e8 importante, perch\u00e9 l\u2019internazionalismo del lavoro (di chi ce l\u2019ha e di chi non ce l\u2019ha) in questi anni si \u00e8 indebolito fino a scomparire, mentre montava la globalizzazione, cio\u00e8 l\u2019internazionalismo della finanza. Il segnale di inversione di tendenza c\u2019\u00e8 stato.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questa la lezione che ci consegna il 14 novembre: senza un internazionalismo sindacale, politico e civile il peggioramento italiano sar\u00e0 pi\u00f9 rapido, e il miglioramento altrui sar\u00e0 pi\u00f9 lento, ammesso che ci sia. Ma guardiamo meglio la situazione italiana, per capire perch\u00e9 \u00e8 peggiore del resto d\u2019Europa. Mario Monti, dopo i due primi decreti, aveva fatto grandi promesse: sentenzi\u00f2 che il Pil sarebbe cresciuto dell\u201911%; i salari del 12; i consumi dell\u20198; l\u2019occupazione dell\u20198 e gli investimenti del 18. In realt\u00e0 il Paese non \u00e8 cresciuto di un centimetro, anzi \u00e8 andato indietro. La Banca d\u2019Italia ha rivisto tre volte al ribasso le ipotesi di decrescita. Non poteva, purtroppo, che finire cos\u00ec. Cito la previsione -era la fine dell\u2019estate- non di un \u201cestremista\u201d della Fiom, ma di Pierre Carniti, ex segretario generale della Cisl: \u201cMonti pensa che la soluzione per acquisire competitivit\u00e0 sui mercati sia far lavorare di pi\u00f9 gli italiani e pagarli meno. A me pare solo un\u2019illusione, credo che con queste ricette non si potr\u00e0 fare altro che aggravare il clima sociale che \u00e8 gi\u00e0 drammatico\u2026 In una fase recessiva come questa, le politiche deflazionistiche possono solo peggiorare la situazione, \u00e8 come togliere sangue a un anemico\u201d. Tra qualche anno tutti gli daranno ragione. Ma oggi sembra quasi che l\u2019unica apparente \u201crazionalit\u00e0\u201d sia quella del governo dei tecnici.<\/p>\n<div id=\"attachment_6407\" style=\"width: 178px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine654el.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6407\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-6407 \" style=\"margin-right: 10px;\" title=\"Immagine654el\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine654el-168x300.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine654el-168x300.jpg 168w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine654el.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6407\" class=\"wp-caption-text\">Norvegia, isole Lofoten (2010) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervista di Carniti aveva questo titolo: \u201cCos\u00ec il premier svaluta il lavoro\u201d. Ed \u00e8 proprio questa la questione: la svalutazione, privatizzazione, mercificazione del lavoro. Quella del lavoro, si sa, \u00e8 una storia di riscatto ed insieme di ricatto. Per\u00f2 il ricatto non ha mai avuto l\u2019impudente visibilit\u00e0 e la durezza che ha acquistato da Pomigliano in qua. Ecco perch\u00e9 penso sia importantissimo firmare per i referendum che intendono sopprimere la riforma Fornero dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e l\u2019articolo 8 di uno dei decreti emanati negli ultimi giorni del Governo Berlusconi. Sull\u2019articolo 18 capisco Bersani quando dice \u201cabbiamo limitato il danno\u201d. Ma il danno c\u2019\u00e8, e non \u00e8 soltanto simbolico, \u00e8 un danno materiale, morale, politico. Basta leggere il racconto di Yuri, Mirko, Martino, Daniele e Paolo, operai piemontesi vittime della riforma Fornero, i primi quattro iscritti alla Fiom, intitolato \u201cCos\u00ec ci licenziano col nuovo articolo 18\u201d (Il Manifesto del 14 settembre). Ma l\u2019articolo 8 \u00e8 ancora pi\u00f9 grave e devastante, perch\u00e9 prevede che la \u201ccontrattazione di prossimit\u00e0\u201d (aziendale e\/ o territoriale) abbia la licenza di derogare non solo ai contratti nazionali, ma anche a gran parte della legislazione applicabile al rapporto di lavoro. In questo modo il diritto del lavoro, ha affermato Stefano Rodot\u00e0, \u201cviene riscritto, privatizzato\u201d. Si torna alla premodernit\u00e0, perch\u00e9 si tende a superare il contratto nazionale: \u201c\u00e8 la riproposizione della legge pi\u00f9 antica della storia umana, quella che precede la civilt\u00e0 del diritto: il pi\u00f9 forte vince\u201d. La questione si \u00e8 riproposta questa settimana, con l\u2019accordo sulla produttivit\u00e0 non firmato dalla Cgil: anch\u2019esso va nella direzione della scomparsa del contratto nazionale. Dispiace, anche in questo caso, vedere il Pd incerto e Bersani non sostenere la Camusso in una battaglia che \u00e8 sia simbolica per difendere la civilt\u00e0 del lavoro, sia economica, perch\u00e9 il rischio \u00e8 la riduzione (ulteriore!) del salario dei lavoratori. Per non parlare di Renzi, che sente forte il sentimento di insofferenza per il sindacato, come dimostra il suo entusiasmo iniziale per Marchionne. A proposito di questo presunto uomo della Provvidenza: gli sviluppi della vicenda Fiat ci dicono una volta di pi\u00f9 che l\u2019equazione \u201cmeno diritti uguale pi\u00f9 lavoro\u201d \u00e8 del tutto falsa. Spero sia diventato chiaro a tutti coloro (ma quanti erano!) che ai tempi di Pomigliano stavano \u201ccon Marchionne senza se e senza ma\u201d e sostenevano che \u201cPomigliano \u00e8 un caso irripetibile\u201d.<br \/>\nE\u2019 chiara, dunque, la questione politica che abbiamo davanti: nell\u2019ultimo ventennio c\u2019\u00e8 stato un arretramento grave nelle condizioni materiali del lavoro, nel livello delle retribuzioni, nel ruolo stesso che il lavoro gioca nella societ\u00e0. Luciano Gallino, nel suo \u201cLa lotta di classe dopo la lotta di classe\u201d, calcola che in questo ventennio lo spostamento di ricchezza dal monte salari al monte profitti sfiori i 250 miliardi di euro all\u2019anno: l\u2019equivalente di numerose manovre finanziarie lacrime e sangue. Questa diseguaglianza sociale esplosiva \u00e8 la misura della perdita di potere del lavoro, della sua espulsione dalla sfera pubblica e della sua conseguente privatizzazione: \u00e8 il lavoro \u201cregolato da rapporti di comando-obbedienza individuali e irrimediabilmente asimmetrici\u201d di cui scrive Marco Revelli. Un pezzo di societ\u00e0 viene progressivamente escluso dal sistema europeo di garanzie in cui siamo cresciuti per decenni. La perdita del lavoro, il lavoro che non c\u2019\u00e8, la riduzione dei diritti di chi lavora (diritti \u201cnani\u201d, cio\u00e8 condizionati e subordinati alla crisi) hanno a che fare con qualcosa di pi\u00f9 della sicurezza economica: limitano la libert\u00e0, la partecipazione, la democrazia. Si rompe cos\u00ec il nucleo di valori della nostra bellissima Costituzione. Senza il lavoro si spezza l\u2019identit\u00e0 della persona. In tanti lavoratori e giovani prevale la sfiducia negli altri. E avanzano ribellismo, populismo, ritirata nella vita privata: se non si ha la sicurezza economica la democrazia pu\u00f2 essere sentita come un guscio vuoto. Ecco perch\u00e9 serve un progetto che scalzi dal trono le tecnocrazie e le oligarchie finanziarie: la crisi della politica si supera se si supera la crisi della sinistra, cio\u00e8 la sua subalternit\u00e0 al neoliberismo, cos\u00ec come afferma, sia pure genericamente, la carta d\u2019intenti che \u00e8 alla base delle primarie del centrosinistra. La questione di fondo \u00e8 riconnettere la sinistra alle sue radici sociali, altrimenti la sinistra sar\u00e0 solo ceto politico facilmente spiantabile. La strada ce la indica Giorgio Airaudo, responsabile del settore auto della Fiom, che cos\u00ec conclude il suo libro \u201cLa solitudine dei lavoratori\u201d: \u201cDobbiamo riportare nella politica la rappresentanza, e con questa la cittadinanza del lavoro, per uscire da quella solitudine che, per troppo tempo, in questo Paese, ha trasformato in fantasmi le donne e gli uomini che lavorano\u201d. Ecco il cuore del problema: chi rappresenta il lavoro? Oggi non c\u2019\u00e8 rappresentanza. Il problema segnala la crisi della sinistra ma anche lo spazio enorme che essa ha, se ne \u00e8 consapevole. Ricordiamoci che Obama ha vinto grazie agli operai dell\u2019Ohio. Ci avevano detto che questo Stato era perso, perch\u00e9 la working class era smarrita e delusa. Ma l\u2019impegno del Presidente afroamericano e quello della leggenda vivente del rock, Bruce Springsteen, che ha regalato all\u2019America e a tutti noi i suoi straordinari inni \u201claburisti\u201d e negli ultimi giorni \u00e8 sempre stato al fianco di Obama, hanno impedito che l\u2019Ohio cadesse. Cominciamo anche noi, allora, dalle prossime elezioni politiche. Non abbiamo n\u00e9 Obama n\u00e9 \u201cThe Boss\u201d, ma possiamo ancora fare ci\u00f2 che in America \u00e8 ormai impossibile: eleggere i rappresentanti di una comunit\u00e0 di lavoratori che si propongono di riportare in Parlamento il tema del lavoro e dei diritti. Partendo dai punti di resistenza che abbiamo ammirato in questi anni: i lavoratori che a Pomigliano e a Mirafiori hanno avuto il coraggio di dire \u201cno\u201d e che, con il loro senso di dignit\u00e0, hanno visto lontano.<br \/>\nIntanto ci sono le primarie. Anch\u2019io, come tanti, oggi mi metter\u00f2 in fila per scegliere il candidato premier del centrosinistra. Lo far\u00f2 con lo spirito che ha animato queste righe. Pensando che la politica va rifondata nelle fondamenta, e quindi riconnessa al lavoro. Che riconsegnare dignit\u00e0 al lavoro significa riconsegnarla anche alla politica. E che bisogna costruire un grande partito popolare, del lavoro e dei giovani. E\u2019 con questa ispirazione, \u201claburista\u201d e unitaria, che voter\u00f2 per Vendola.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 25 Novembre 2012 &#8211;\u00a0Il 14 novembre, per la prima volta da quando la crisi finanziaria ha impattato sull\u2019Europa ed \u00e8 iniziata la politica del rigore a senso unico, dello smantellamento del &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[81],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6405"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6405"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6405\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11241,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6405\/revisions\/11241"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}