{"id":5486,"date":"2012-04-20T16:36:52","date_gmt":"2012-04-20T14:36:52","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5486"},"modified":"2012-04-20T16:36:52","modified_gmt":"2012-04-20T14:36:52","slug":"pianificazione-del-territorio-cambiare-si-puo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/pianificazione-del-territorio-cambiare-si-puo\/","title":{"rendered":"Pianificazione del territorio, cambiare si pu\u00f2"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5487\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/IMG_1759-el.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5487\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5487\" title=\"IMG_1759 el\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/IMG_1759-el-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/IMG_1759-el-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/IMG_1759-el-1024x792.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5487\" class=\"wp-caption-text\">Riviera di Levante, la costa dalla pista ciclabile Levanto-Framura (2011) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 15 Aprile 2012 &#8211;<\/strong>\u00a0Un pericoloso \u201cincendio grigio\u201d sta bruciando il paesaggio italiano: sono le fiamme del cemento. Il nostro territorio rischia di venire definitivamente incenerito da un\u2019immensa colata edificatrice che lo sta sommergendo giorno dopo giorno. Nel Rapporto 2011 di\u00a0 Legambiente elaborato dall\u2019Istituto di ricerche Ambiente Italia \u00e8 contenuta la stima, ritenuta attendibile, di 500 Kmq di territorio consumato ogni anno, che corrisponde a137 ettarial giorno. Il movimento \u201cStop al consumo di territorio\u201d prende le mosse da questi dati estremamente preoccupanti, che rendono indispensabili una politica nazionale e un immediato intervento legislativo. La Germania, per esempio, ha stabilito la soglia di30 ettarial giorno, pari a un quarto della tendenza in atto nel 2009 (129 ettarial giorno), per poi giungere alla crescita zero entro l\u2019anno 2050, quando ogni trasformazione di suolo da rurale o naturale a urbanizzato dovrebbe essere compensata dalla contemporanea naturalizzazione del suolo urbanizzato. La tendenza europea \u00e8 chiara: l\u2019utilizzo di suolo a fini insediativi e infrastrutturali deve essere consentito esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e riqualificazione degli insediamenti esistenti.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, in attesa di un Governo nazionale che finalmente si occupi della pianificazione territoriale, \u00e8 bene che intanto si muovano Regioni e Comuni. Le linee programmatiche per il Comune della Spezia della coalizione di centrosinistra sono, da questo punto di vista, nettamente innovative: \u201cNelle scelte urbanistiche bisogna conseguire una linea ambientalmente sostenibile che non punti all\u2019ulteriore consumo del suolo inedificato. Va riconvertita l\u2019attivit\u00e0 edilizia nel senso del recupero e del riuso del patrimonio edilizio esistente, troppo spesso degradato se non abbandonato. Parti non irrilevanti della citt\u00e0 stanno dequalificandosi, sono scarsamente abitate in un processo di ammaloramento e vetust\u00e0. Riuso degli edifici vetusti o abbandonati,\u00a0 risparmio energetico e cura del suolo possono innescare un processo virtuoso anche in termini di occupazione\u201d. In questo modo la green economy comincerebbe davvero a diventare realt\u00e0. Il programma del Sindaco \u00e8 pi\u00f9 generico ma va nella stessa direzione: \u201cLa revisione del Piano Urbanistico Comunale (PUC) sar\u00e0 la traduzione nella programmazione urbanistica di un nuovo rapporto tra la citt\u00e0 e il suo territorio, il suo ambiente, il suo paesaggio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atti significativi sono stati del resto gi\u00e0 compiuti. Nei mesi scorsi \u00e8 stata approvata una variante al PUC con l\u2019obbiettivo di rafforzare l\u2019azione di tutela del territorio della fascia collinare: la nuova edificazione in collina \u00e8 ulteriormente ridotta e gli ampliamenti edilizi consentiti sono collegati al recupero agricolo del territorio. Io stesso ho sollecitato pi\u00f9 volte misure simili. Ho sempre dato valore al PUC approvato nel 2000, perch\u00e9 rappresentava una svolta nella difesa delle colline, ma mi \u00e8 chiaro da tempo che bisogna andare ancora pi\u00f9 avanti. Ricordo, nel dibattito pubblico che aprii un anno fa, un intervento sul Secolo XIX di un altro ex sindaco, Aldo Giacch\u00e9, che rivendicava giustamente i meriti del Piano Regolatore presentato nel 1979 dall\u2019Amministrazione da lui presieduta, perch\u00e9 ridimensionava fortemente le previsioni di crescita del Piano del 1958. Io e Giacch\u00e8 facciamo bene a dare valore ai Piani che ci hanno visti protagonisti, ma sbaglieremmo entrambi -sono certo che anche Aldo \u00e8 di questo parere- a pensare che essi siano stati esaustivi. Perch\u00e9, in ogni campo, avanzano sempre nuove sensibilit\u00e0, nuove problematiche, nuove sfide progettuali, che chi amministra deve affrontare innovando e sperimentando di continuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impegno in campo urbanistico dell\u2019Amministrazione guidata da Massimo Federici ha altri aspetti positivi. Penso al progetto \u201cTerre incolte\u201d per la zona di Tramonti, che si prefigge di affidare con comodato d\u2019uso a soggetti che vogliano intraprendere attivit\u00e0 agricole i terreni che non sono pi\u00f9 coltivati dai loro proprietari. Di grande interesse \u00e8 poi il progetto \u201cCampagna Urbana\u201d, presentato a marzo, che si propone, in analogia con quanto gi\u00e0 sperimentato in altre citt\u00e0 europee, in particolare francesi, di riattivare pratiche di uso agricolo del territorio integrate da funzioni sociali ed educative. Nella sua prima fase il progetto destina a questi fini alcune aree di propriet\u00e0 comunale: aree a margine degli insediamenti di edilizia pubblica realizzati negli scorsi decenni (Pieve San Venerio e Favaro), adatte per l\u2019insediamento, attraverso bando pubblico, di attivit\u00e0 agricole a carattere imprenditoriale; aree di pi\u00f9 piccola dimensione, collocate lungo i principali sentieri collinari, che bene si prestano ad essere affidate alle iniziative di associazioni e gruppi locali che operino in modo autoorganizzato; aree interne alla citt\u00e0, facenti parte di aree verdi esistenti, nelle quali realizzare \u201corti sociali urbani\u201d; aree a margine della citt\u00e0 e a diretto contatto con i territori extraurbani, da affidare attraverso bando a soggetti idonei sia alla cura e coltivazione, sia all\u2019organizzazione di eventi sociali ed educativi. Il Sindaco, nel suo programma, propone di estendere il progetto \u201cad aree di propriet\u00e0 di altri enti e di privati\u201d. L\u2019idea di fondo \u00e8 a mio avviso molto valida. L\u2019architetto Daniele Virgilio, responsabile dell\u2019ufficio del PUC, la sintetizza cos\u00ec: \u201cIl bene comune rappresentato dal patrimonio territoriale abbandonato e investito dalla dispersione urbana pu\u00f2 essere rigenerato interpellando pratiche quotidiane di cura e di graduale riappropriazione\u201d, che coinvolgano i cittadini interessati.<\/p>\n<p>Sono segnali che lanciano un messaggio: cambiare si pu\u00f2. Mi capita spesso di discutere con persone, anche di centrosinistra, che pensano di non votare alle elezioni amministrative, con motivazioni critiche legate non solo alla politica nazionale ma anche a quella locale. In questi anni sono stato severo nei confronti della classe dirigente del centrosinistra sia nazionale che locale (ne ho scritto nel mio libro \u201cLa sinistra la capra e il violino\u201d). A Spezia c\u2019\u00e8 stato un deficit di nuova progettualit\u00e0 e di partecipazione. Ma occorre saper comunque cogliere i risultati positivi, e soprattutto i segnali di cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia esperienza associativa mi ha fatto capire quanto sia diffusa la spinta critica verso questo centrosinistra. Ne ho avuto conferma in un\u2019altra postazione, quella di neoiscritto a Sel. E\u2019 chiaro che questa spinta si \u00e8 riversata soprattutto su Sel, partito nuovo e partito-movimento, un luogo che non ha la presunzione di essere autosufficiente, che \u00e8 assai poco strutturato e molto permeabile alle sollecitazioni di movimenti e associazioni. Ma qualcosa di nuovo \u00e8 accaduto. Dopo il \u201cno\u201d del Pd alle primarie, si \u00e8 aperto un confronto pubblico e trasparente sui contenuti che ha portato a innovazioni significative nel programma della coalizione di centrosinistra e del Sindaco. Mi riferisco non solo al tema del consumo di suolo, ma anche -per rimanere nell\u2019ambito della pianificazione territoriale- a quello del waterfront, per il quale si \u00e8 decisa una profonda correzione di rotta: la revisione del masterplan gi\u00e0 approvato. Sia chiaro: non certo per merito esclusivo di Sel, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata una discussione vera, che ha visto convergere da protagonisti il Sindaco e gli altri partiti del centrosinistra. E\u2019 la prova che nel centrosinistra ci si pu\u00f2 e ci si deve stare, con l\u2019ambizione di rinnovarlo, di cambiarne i programmi e di aprirlo alla societ\u00e0. Il centrosinistra ha bisogno del popolo, e il popolo ha bisogno di un centrosinistra nuovo. Il distacco \u00e8 forte, non bastano partiti politici in crisi profonda. Bisogna aprire il cantiere della connessione tra centrosinistra e popolo, tra politica e vita. Serve la partecipazione, per ritrovare un\u2019unit\u00e0 di popolo che dia respiro a credibili progetti di cambiamento della citt\u00e0 e del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5486,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 4%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 15 Aprile 2012 &#8211;\u00a0Un pericoloso \u201cincendio grigio\u201d sta bruciando il paesaggio italiano: sono le fiamme del cemento. 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