{"id":5476,"date":"2012-04-19T09:07:51","date_gmt":"2012-04-19T07:07:51","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5476"},"modified":"2012-04-19T09:07:51","modified_gmt":"2012-04-19T07:07:51","slug":"articolo-18-se-genova-e-lultima-trincea-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/interventi-repubblica-il-lavoro\/articolo-18-se-genova-e-lultima-trincea-del-lavoro\/","title":{"rendered":"Articolo 18 se Genova \u00e8 l&#8217;ultima trincea del lavoro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Repubblica &#8211; Il Lavoro &#8211; 11 Aprile 2012 &#8211;<\/strong>\u00a0La lotta contro lo smantellamento dell\u2019articolo 18 \u00e8 partita dalle fabbriche genovesi e liguri. E i lavoratori della nostra regione sono protagonisti della mobilitazione per trovare una soluzione all\u2019emergenza sociale delle migliaia di persone senza pi\u00f9 stipendio e pensione. Sull\u2019articolo 18, e sul sotteso cambiamento di principio nel rapporto tra Governo e sindacato, per cui il primo \u201cascolta\u201d ma non negozia, la marcia indietro di Monti c\u2019\u00e8 stata: ma, nel merito, il compromesso raggiunto rende difficile il possibile reintegro del lavoratore licenziato. Sugli \u201cesodati\u201d -terribile stereotipo che cancella la dignit\u00e0 delle persone- il Governo si \u00e8 impegnato a trovare una soluzione, ma certezze non ce n\u2019\u00e8.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta un\u2019insoddisfazione di fondo, e la protesta continuer\u00e0. La realt\u00e0 ci parla da tempo di un lavoro di fabbrica insediato su pi\u00f9 versanti, e di un potere d\u2019acquisto in continua diminuzione: l\u2019Eurostat ha spiegato che gli stipendi medi dei lavoratori italiani sono tra i pi\u00f9 bassi in Europa, mentre lo strato superiore, il pi\u00f9 ricco, lo \u00e8 molto di pi\u00f9 degli omologhi europei. E il reddito dei nostri lavoratori \u00e8 pi\u00f9 \u201calto\u201d di quello che molti professionisti e imprenditori denunciano al fisco. La crisi, per tanti, \u00e8 questo: non saper pi\u00f9 come fare, rischiare di perdere il lavoro e la dignit\u00e0. Ricordo gli anni di Lama e Trentin, il loro senso di responsabilit\u00e0 in momenti drammatici per il Paese, e la generosa disponibilit\u00e0 dei sindacati: se ripercorriamo questi anni, vediamo bene che non ci sono mai stati comportamenti analoghi di altre classi sociali. Ecco perch\u00e9 oggi servirebbe una prospettiva fedele ai valori fondanti della Costituzione e del modello sociale europeo, che non sacrifichi i pi\u00f9 deboli, nei redditi e nei diritti. Che non consideri gli operai delle cose ma delle persone. Quando vediamo le immagini degli operai di Mirafiori che fanno i bagagli dalla storica sede della Fiom perch\u00e9 il loro sindacato, non avendo firmato gli accordi con la Fiat, ha perso la rappresentanza e non deve esistere in fabbrica; o quando leggiamo che le celle di vetro dei capireparto che sorvegliano gli operai a Pomigliano sono state usate per umiliare di fronte ai loro compagni gli operai che non reggevano i nuovi ritmi di lavoro, facendogli gridare &lt;sono un uomo di m.&gt;, allora capiamo che si sta snaturando la Costituzione, costringendola di fatto ad affermare che &lt;l\u2019Italia \u00e8 una Repubblica fondata sull\u2019impresa&gt; (sono parole non di un \u201cestremista novecentesco\u201d, ma del Vicepresidente del Senato Vannino Chiti).<br \/>\nI lavoratori liguri, dalla Finmeccanica a Fincantieri, sono alla testa anche della lotta perch\u00e9 il Governo si impegni sulla crescita e la politica industriale. In Italia le grandi imprese sono sempre di meno e il capitalismo \u00e8 sempre pi\u00f9 piccolo: dobbiamo ripensare il nostro modello. Come spiega lo storico Giuseppe Berta, \u201cl\u2019Italia \u00e8 cresciuta quando si \u00e8 affidata alla formula mista di interventi dello Stato e di mobilitazione di energie private\u201d. L\u2019economia mista fin\u00ec con la Prima Repubblica, e da allora il Paese non cresce pi\u00f9. Non si tratta di tornare al passato, ma in tutto il mondo si discute dell\u2019intervento pubblico. Cosa aspettiamo a farlo anche noi? Marchionne \u00e8 il nuovo mito, ma \u00e8, dice Berta, \u201cil simbolo del successo dello Stato in economia\u201d: ha potuto fare quello che ha fatto alla Chrysler solo perch\u00e9 la Casa Bianca gli ha dato i soldi. L\u2019Italia non cresce perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 qualit\u00e0, che si ottiene con pi\u00f9 formazione, ricerca, stimoli all\u2019innovazione. E perch\u00e9 ci sono troppe diseguaglianze sociali: i sei Paesi europei a minor diseguaglianza sono quelli che crescono di pi\u00f9.<br \/>\nDalla Liguria che lavora sale dunque il rigetto di una modernit\u00e0 che riduce il lavoro a merce, che consegna il primato al mercato, che rifiuta la cultura della mediazione, fondamentale per la democrazia. E\u2019 l\u2019ideologia neoliberista, che da noi \u00e8 l\u2019ideologia dei tecnici: \u00e8 di corto respiro e non ci far\u00e0 uscire dalla crisi. Perch\u00e9, come spiega Giuseppe De Rita,\u201d i tecnici sono lontani dalla societ\u00e0\u201d: la \u201cverticalizzazione del potere \u00e8 coerente con il mercato internazionale ma \u00e8 incoerente con la quotidiana realt\u00e0 italiana\u201d, in cui \u201cla mediazione della politica \u00e8 necessaria\u201d. La politica \u00e8 arretrata in questi anni perch\u00e9 il neoliberismo ha messo in crisi il compromesso tra democrazia e capitalismo. Ma oltre l\u2019esclusivo recinto dei tecnici ci sono altri mondi e pensieri, che possono dar vita a un nuovo compromesso, che non penalizzi le classi pi\u00f9 umili. Non \u00e8 vero che esistono ricette obbligate, e che lo scettro va per forza affidato all\u2019Europa dei mercati. L\u2019incantesimo dei tecnici pu\u00f2 essere spezzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio Pagano<\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5476,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 2%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Repubblica &#8211; Il Lavoro &#8211; 11 Aprile 2012 &#8211;\u00a0La lotta contro lo smantellamento dell\u2019articolo 18 \u00e8 partita dalle fabbriche genovesi e liguri. 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