{"id":5433,"date":"2012-04-05T09:04:15","date_gmt":"2012-04-05T07:04:15","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5433"},"modified":"2012-04-05T09:04:15","modified_gmt":"2012-04-05T07:04:15","slug":"la-scommessa-delle-citta-intelligenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/la-scommessa-delle-citta-intelligenti\/","title":{"rendered":"La scommessa delle citt\u00e0 intelligenti"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5434\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Immagine-624-el.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5434\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5434\" title=\"Immagine 624 el\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Immagine-624-el-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Immagine-624-el-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Immagine-624-el-1024x773.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Immagine-624-el.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5434\" class=\"wp-caption-text\">Camaiore, la badia di San Pietro (2011) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 1 Aprile 2012 &#8211;\u00a0<\/strong>In Italia, come in tutto il mondo, si parla tanto di \u201csmart cities\u201d, di \u201ccitt\u00e0 intelligenti\u201d. Che cosa vuol dire \u201csmart\u201d? Vuol dire meno traffico, meno inquinamento, energia pulita, niente file e tante altre bellissime cose. La \u201csmart city\u201d si distingue dalla sorella pi\u00f9 strettamente tecnologica, la \u201ccitt\u00e0 digitale\u201d, espressione che sottolinea il ruolo delle tecnologie informatiche. Tuttavia la \u201ccitt\u00e0 digitale\u201d \u00e8 essenziale per la realizzazione della \u201csmart city\u201d. Insomma, come scrive il direttore del centro Nexa, il professor Juan Carlos De Martin, \u201cuna citt\u00e0 digitale non \u00e8 necessariamente smart, mentre una citt\u00e0 smart \u00e8 necessariamente digitale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201csmart city\u201d, attraverso il digitale, promette di risolvere, o attenuare, tanti problemi delle citt\u00e0 contemporanee. Su due piani: un piano nascosto e uno palese, visibile ai cittadini. Il piano nascosto, spiega De Martin, \u201c\u00e8 quello formato da un\u2019informatica diffusa per le citt\u00e0, soprattutto sensori che nascosti sotto l\u2019asfalto o inseriti nei pali della luce, misurano lo stato del traffico, l\u2019inquinamento istantaneo, il livello di rumore, il grado di riempimento dei bidoni dell\u2019immondizia\u201d. Informazioni che possono venir raccolte e elaborate per migliorare molti servizi e anche per sostenere con dati oggettivi le decisioni delle amministrazioni.<br \/>\nIl piano palese \u201c\u00e8 quello dei servizi e delle informazioni che fluiscono tra i cittadini e i soggetti pubblici e privati\u201d. Sono informazioni offerte via rete, sugli orari degli uffici come dei negozi, e cos\u00ec via; sono meccanismi per segnalare problemi o bisogni alle amministrazioni; sono cultura offerta via internet, dal contenuto degli archivi a quello delle biblioteche fino agli eventi artistici e culturali.<!--more--><br \/>\nSi tratta di una scommessa fondamentale innanzitutto per la pubblica amministrazione. Portarla in rete significa abolire la carta nelle operazioni con lo Stato e gli enti locali, cancellare le code, superare inefficienze, generare risparmi. E\u2019 un sogno che si potr\u00e0 realizzare soltanto quando tutti gli italiani, nessuno escluso, avranno la possibilit\u00e0 di collegarsi alla rete. Ci\u00f2 che oggi avviene solo in parte: pi\u00f9 al Nord che al Sud, pi\u00f9 in citt\u00e0 che in campagna. E poi pesano le differenze tra i nativi digitali e i loro genitori o nonni. Il governo sta lavorando per superare questi problemi e passare dal \u201cdigital divide\u201d al \u201cdigital united\u201d. E\u2019 in preparazione una legge per dotare l\u2019Italia di un\u2019Agenda digitale, che prevede la banda larga di base per tutti entro il 2013, e quella ultraveloce entro il 2020 almeno per il 50% della popolazione. E che intende promuovere corsi di alfabetizzazione digitale, perch\u00e9 sono ancora tante le persone ad aver bisogno di una guida per sbrigare anche le faccende pi\u00f9 semplici con gli strumenti che il web mette a disposizione. Negli anni scorsi i passi in avanti nella pubblica amministrazione sono stati insufficienti perch\u00e9 \u00e8 stata fatta troppa retorica, non c\u2019\u00e8 stata una \u201cvisione\u201d politica e culturale e non sono state individuate le priorit\u00e0. Tra cui le infrastrutture digitali, decisive per il superamento dello \u201cspread digitale\u201d. Costa, ma ne vale la pena: altrettanto che per autostrade e ponti, o forse di pi\u00f9, almeno per certe autostrade e certi ponti, meno importanti delle autostrade dell\u2019informazione e dei ponti della conoscenza tra i cittadini italiani e il mondo.<br \/>\nLe citt\u00e0 hanno bisogno di Piani strategici, piani di cornice per i piani urbanistici, ambientali, sociali, formativi. Ma oggi, dentro i Piani strategici, serve anche il \u201cPiano regolatore dell\u2019innovazione e della connettivit\u00e0\u201d, serve l\u2019\u201dAgenda digitale locale\u201d, strumenti integrati con tutti gli altri piani, urbanistici e ambientali in primo luogo. Perch\u00e9 solo cos\u00ec si diventa \u201ccitt\u00e0 intelligenti\u201d.<br \/>\nE a Spezia? Molto, in questo campo, \u00e8 stato fatto e si sta facendo. Citavo prima l\u2019offerta di cultura: pochi sanno che, a partire dal 2001, i giornali locali conservati nelle nostre biblioteche sono stati digitalizzati, solo per fare un esempio. Gli articoli della rubrica di Alberto Scaramuccia su Citt\u00e0 della Spezia \u201cUna storia spezzina\u201d, piccoli pezzi di memoria cos\u00ec preziosi per capire il presente e progettare il futuro, si basano in gran parte sulla lettura, oggi cos\u00ec facile, dei periodici locali. Ora bisogna andare avanti. Sempre di pi\u00f9 nella \u201cvisione\u201d della citt\u00e0 deve pesare il tema della \u201ccitt\u00e0 digitale\u201d, dove il cittadino sta nella citt\u00e0 ma vive il mondo, accede al mondo intero. E sempre di pi\u00f9 tutti i cittadini, superando le \u201cdiseguaglianze digitali\u201d, devono fruire della rete. Perch\u00e9, parafrasando il proverbio medievale tedesco, \u201cl\u2019aria delle citt\u00e0 e delle sue reti rende liberi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5433,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 3%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 1 Aprile 2012 &#8211;\u00a0In Italia, come in tutto il mondo, si parla tanto di \u201csmart cities\u201d, di \u201ccitt\u00e0 intelligenti\u201d. Che cosa vuol dire \u201csmart\u201d? 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