{"id":5414,"date":"2012-03-30T09:50:10","date_gmt":"2012-03-30T07:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5414"},"modified":"2012-03-30T10:46:55","modified_gmt":"2012-03-30T08:46:55","slug":"cinque-terre-e-iniziata-la-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/cinque-terre-e-iniziata-la-rinascita\/","title":{"rendered":"Cinque Terre, \u00e8 iniziata la rinascita"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5415\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Immagine-1276.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5415\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5415\" title=\"Immagine 1276\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Immagine-1276-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Immagine-1276-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Immagine-1276-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Immagine-1276.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5415\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia,Tramonti (2011) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 \u00a0della \u00a0Spezia &#8211; 25 \u00a0marzo \u00a02012 &#8211;\u00a0<\/strong>Era il 25 ottobre 2011 quando una terribile alluvione trasform\u00f2 Vernazza e Monterosso in un inferno di fango. I detriti arrivavano ai secondi piani delle case. Ora i centri storici sembrano essere tornati quasi alla normalit\u00e0, ci sono bar e ristoranti aperti per i turisti che tornano ad affollare i borghi. Come ha scritto Andrea Scuderi sul sito di Primocanale \u201cC\u2019\u00e8 qualcosa di indistruttibile nelle Cinque Terre\u2026 il cuore della gente, la predisposizione alla fatica, ma anche la consapevolezza di essere belle (e per questo amate e desiderate) hanno dato forza a queste terre, superiore alla loro naturale fragilit\u00e0\u201d. Le ferite nella terra e nei corsi d\u2019acqua, per\u00f2, sono ancora aperte. Si sta lavorando al ripristino dei sentieri, ma resta irrisolto il problema di completare gli interventi per riparare i danni e di approntare politiche e misure per prevenire il ripetersi di simili tragedie.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza, il 21 marzo, del Presidente della Repubblica e delle istituzioni nazionali e locali a Vernazza e poi a Borghetto, in Val di Vara, aveva il significato non solo di onorare la memoria delle vittime ma anche di ragionare sulla svolta necessaria. \u201cA fronte di almeno un miliardo e mezzo di euro di danni e di opere necessarie in Liguria, le risorse nazionali e locali disponibili sono solo un decimo, 150 milioni\u201d, ha detto il Presidente della Giunta regionale Claudio Burlando. Giorgio Napolitano non ha fatto mancare il suo sostegno, e la sua dura critica allo \u201cStato dell\u2019ordinaria amministrazione\u201d, cio\u00e8 allo \u201cStato che manca, e di cui abbiamo bisogno\u201d. Il Presidente ha ricordato da quanti decenni, nel nostro Paese, si ponga il problema della difesa del suolo e della messa in sicurezza del territorio dal rischio di dissesto idrogeologico, per poi domandarsi amaramente: \u201cA distanza di decenni, cosa possiamo dire? Si \u00e8 trattato di una lunga storia di piani, di stanziamenti, di progetti, via via disgregatisi, persisi per strada, non portati a compimento. Questa \u00e8 la dura storia, questa \u00e8 la realt\u00e0. Quante volte abbiamo aperto questo capitolo e poi ce ne siamo dimenticati, o lo abbiamo chiuso alla meglio, o abbiamo rinviato a un successivo piano quello che non eravamo stati capaci di fare realizzando il piano precedente?\u201d. Oggi quel rischio antico \u00e8 ancora pi\u00f9 acuto, perch\u00e9 siamo nell\u2019epoca del cambiamento climatico, che porta non alle alluvioni e alle frane di sempre, ma a alluvioni e frane sempre pi\u00f9 gravi. Eppure nulla sembra cambiare. Lo ha spiegato bene Napolitano: \u201cIl nostro non \u00e8 uno Stato moderno: con la legge finanziaria 2010 si \u00e8 stanziato un miliardo per la difesa del suolo; poi da questo miliardo si tolgono via 200 milioni per i danni provocati dalle alluvioni, cio\u00e8 per l\u2019emergenza, e gli altri 800 milioni si azzerano per contribuire alla copertura parziale del debito pubblico. Ebbene, io vorrei sapere: quanto debito pubblico in pi\u00f9 facciamo risparmiando quegli 800 milioni e dovendone poi spendere di pi\u00f9 per l\u2019emergenza?\u201d. Insomma, abbiamo risorse limitate, ma non possiamo rinunciare alle priorit\u00e0 e tagliare alla cieca: farlo \u00e8 \u201cla negazione della politica\u201d. Dobbiamo trovare 40 miliardi da spendere nei prossimi vent\u2019anni per un Piano nazionale per la sicurezza del territorio, ha detto il Ministro dell\u2019ambiente Corrado Clini. Bene, si cominci da subito: sarebbe un atto fondamentale per l\u2019ambiente, ma anche per il lavoro e l\u2019occupazione, perch\u00e9 la difesa del suolo \u00e8 la pi\u00f9 importante opera pubblica del Paese. Non si vive solo di mercato, di concorrenza e di liberalizzazioni: occorre sostenere la crescita sostenibile con selettivi progetti innovativi di recupero e riqualificazione del territorio.<\/p>\n<p>Il ricordo del dramma delle Cinque Terre ci impone inoltre un ragionamento pi\u00f9 complessivo: come favorire il \u201critorno alla terra\u201d e all\u2019agricoltura, che rappresenta la vera garanzia di salvaguardia del territorio? Come determinare equilibri durevoli tra insediamento umano e ambiente, riconnettendo nuovi usi del territorio, nuovi saperi, nuove tecnologie alla sapienza ambientale storica degli abitanti-produttori delle Cinque Terre? Come far s\u00ec che le relazioni produttive tra abitanti e ambiente, attraverso la cura, la manutenzione e la valorizzazione del territorio, favoriscano il mantenimento e la crescita di quei rapporti di solidariet\u00e0 e di quei legami sociali e comunitari che abbiamo visto cos\u00ec forti nei giorni e nei mesi successivi alla tragedia? Fondamentale \u00e8 il ruolo dei Comuni e del Parco nazionale (parco naturale e insieme agricolo), che devono diventare laboratori di autogoverno, in cui l\u2019abitante-produttore si prende cura della terra attraverso la sua attivit\u00e0 produttiva, grazie alla crescita del lavoro autonomo, della microimpresa, del volontariato, del lavoro sociale, delle imprese a finalit\u00e0 etica, ambientale e sociale nel campo non solo delle produzioni di qualit\u00e0 e tipiche ma anche del turismo sostenibile, della cultura, dell\u2019artigianato. Questa ricerca dell\u2019unicit\u00e0 di un proprio stile di sviluppo era all\u2019origine dell\u2019idea di Parco nazionale. Franco Bonanini, ormai dimenticato da tutti, lo aveva intuito. Poi, per\u00f2, sbagli\u00f2 molto, al di l\u00e0 delle vicende su cui ci sar\u00e0 un processo: perch\u00e9 all\u2019autogoverno e alla partecipazione prefer\u00ec il verticismo personalistico e perch\u00e9 a un certo punto non persegu\u00ec con coerenza la strategia del \u201critorno alla terra\u201d e all\u2019agricoltura..<br \/>\nOra, per proseguire l\u2019opera, appena iniziata, di rinascita delle Cinque Terre, serve traghettare il Parco dalla opaca gestione commissariale dell\u2019ultimo anno e mezzo (il riferimento \u00e8 alle tante zone grigie della gestione del commissario Cosentino) a un assetto stabile. Il che significa nominare finalmente un Direttore e un Presidente. Perch\u00e9, come ha scritto Franco Antola sulla Nazione, \u201csolo un ente dotato di tutte le sue prerogative, dei suoi organismi e dei suoi poteri finalmente stabilizzati attraverso percorsi trasparenti e inappuntabili sotto il profilo della competenza e dell\u2019affidabilit\u00e0, pu\u00f2 realmente portare le Cinque Terre fuori dall\u2019emergenza\u201d. Il Ministro Clini ha detto a Vernazza che le scelte verranno fatte \u201centro poche settimane\u201d. Non si vada oltre, e si premi, appunto, la competenza. E non l\u2019appartenenza partitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5414,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 4%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 \u00a0della \u00a0Spezia &#8211; 25 \u00a0marzo \u00a02012 &#8211;\u00a0Era il 25 ottobre 2011 quando una terribile alluvione trasform\u00f2 Vernazza e Monterosso in un inferno di fango. I detriti arrivavano ai secondi piani delle case. 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