{"id":5398,"date":"2012-03-22T10:55:38","date_gmt":"2012-03-22T08:55:38","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5398"},"modified":"2012-03-22T10:55:38","modified_gmt":"2012-03-22T08:55:38","slug":"governare-la-citta-con-gli-abitanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/governare-la-citta-con-gli-abitanti\/","title":{"rendered":"Governare la citt\u00e0 con gli abitanti"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5399\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_0894elab.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5399\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5399\" title=\"IMG_0894elab\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_0894elab-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_0894elab-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_0894elab-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_0894elab.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5399\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, la Marina del Canaletto (2011) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 18 Marzo 2012 &#8211;<\/strong>\u00a0Nella politica e nell\u2019amministrazione pubblica bisogna certamente decidere, ma c\u2019\u00e8 un solo modo per farlo bene: garantire la partecipazione democratica alla costruzione delle scelte. Piccole e grandi: perch\u00e9 i cittadini richiedono sia la piccola partecipazione quotidiana sulle piccole cose di ordinaria amministrazione, sia la grande partecipazione alla definizione delle grandi strategie sul futuro della citt\u00e0. E dei cittadini c\u2019\u00e8 bisogno per le une e per le altre. All\u2019assemblea sul programma elettorale organizzata da Sel al CAMeC il Sindaco era stato, su questo punto, molto franco: \u201cla partecipazione non \u00e8 stata la cifra del mio operato nel primo mandato, ma ora c\u2019\u00e8 bisogno di una svolta\u201d. Primi segnali positivi sono gi\u00e0 arrivati. Federici e l\u2019assessore alla partecipazione e al decentramento Simona Cossu hanno infatti presentato le loro idee sul punto pi\u00f9 urgente: come risolvere la questione della soppressione delle Circoscrizioni, prevista dalla finanziaria 2008 nelle citt\u00e0 con popolazione inferiore ai 250.000 abitanti? Decisione sicuramente demagogica, come se fossero questi i veri \u201ccosti della politica\u201d, e non quelli dei consiglieri regionali o dei parlamentari. Anche in questo caso, insomma, si \u00e8 partiti dall\u2019anello debole della catena. Spero, almeno, per non fermarsi l\u00ec. Detto questo, la soluzione prospettata dal nostro Comune a questo \u201cvulnus\u201d va nella direzione giusta: \u201clo spazio pi\u00f9 agevole per esercitare la democrazia partecipativa per il cittadino \u00e8 la propria comunit\u00e0 -ha detto l\u2019assessore- per questo abbiamo individuato i quartieri come unit\u00e0 socio-territoriali insostituibili, in grado di rivitalizzare i processi partecipativi grazie al loro patrimonio di relazioni sociali\u201d. Questa giusta scelta \u00e8 stata suggerita dagli stessi cittadini, pochi e sfiduciati, che hanno partecipato nei mesi scorsi alle assemblee della campagna di ascolto \u201cCi sono anch\u2019io\u201d: i quartieri, hanno spiegato agli amministratori, sono il luogo ideale per partecipare e prestare attivit\u00e0. Ne sono assolutamente convinto. Durante i miei due mandati da Sindaco, due volte l\u2019anno dedicavo, d\u2019intesa con i Presidenti di Circoscrizione, un mese intero alle oltre 30 assemblee in tutti i quartieri: per me un\u2019esperienza \u201cdura\u201d ma bellissima e utilissima, che facevo con entusiasmo e senza la fatica che spesso, invece, mi assaliva nei Consigli Comunali o nelle riunioni con i partiti. Chi governa ha bisogno di cittadini attivi e consapevoli, che si formano innanzitutto proprio nei luoghi dove abitano e vivono, riprendendo la parola sulle capacit\u00e0 di plasmare e di curare il proprio ambiente di vita e di relazione. Cittadini che vogliono partecipare per conoscere. E conoscere per pianificare il territorio, nelle piccole e grandi cose, come bene comune.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la proposta della Cossu, che prevede anche l\u2019elezione del portavoce dell\u2019assemblea, un\u2019attivit\u00e0 di formazione dei portavoce e la costituzione dell\u2019Ufficio Partecipazione del Comune, va discussa -a partire dall\u2019elaborazione partecipata del programma della coalizione di centrosinistra- e poi andr\u00e0 sperimentata. I cittadini saranno disponibili? Certamente, se capiranno che si fa sul serio. Ho sempre pensato che a volte i cittadini non si occupano degli \u201cspazi pubblici\u201d non per eccesso di \u201cfamilismo amorale\u201d, ma per carenza di modalit\u00e0 partecipative trasparenti e efficaci. E\u2019 quando queste mancano che sale la sfiducia tra cittadini e istituzioni e ogni tipo di rapporto viene ingabbiato dalla burocrazia. Bisogner\u00e0, quindi, far s\u00ec che le assemblee non siano solo \u201csfogatoi\u201d, ma spazi reali di coinvolgimento dei cittadini, con poteri e funzioni ben regolamentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa proposta prevede il coinvolgimento dei cittadini anche nelle grandi scelte. Bene, ma bisogna chiedersi se in questi casi lo strumento dell\u2019assemblea popolare \u00e8 sufficiente. Credo proprio di no, e che sui temi strategici sia indispensabile la pianificazione strategica, cio\u00e8 lo strumento di governo che costruisce in modo partecipato la \u201cvisione\u201d del cambiamento di una citt\u00e0 e i tanti progetti che la concretizzano. E\u2019 lo strumento che ha cambiato profondamente Barcellona, Lione, Berlino, Torino e tante altre citt\u00e0 europee e italiane; e che oggi conosce, anche nel nostro Paese, una nuova fortuna, tant\u2019\u00e8 che molti nuovi Sindaci hanno deciso di redigerlo o di aggiornarlo (dal torinese Fassino al bolognese Merola e al napoletano De Magistris, solo per citarne alcuni). La Spezia elabor\u00f2 due Piani, impegnandosi per molti anni a cavallo del millennio, con la partecipazione di oltre 70 tra istituzioni e associazioni, firmatarie dei Piani e degli impegni che comportavano per ciascuna. E con il coinvolgimento di migliaia di cittadini. Tutti i grandi progetti realizzati negli anni successivi o in corso di realizzazione nacquero in quegli anni di \u201ccostruzione sociale\u201d delle grandi scelte. Naturalmente facemmo anche errori, ma resta la lezione di un metodo di governo capace di coinvolgere la societ\u00e0 civile, di liberare energie e risorse, di rompere le pratiche corporative. Perch\u00e9 la pianificazione strategica punta a mobilitare tutti gli attori collettivi, non solo quelli \u201cforti\u201d ma anche quelli \u201cdeboli\u201d; a far intersecare gli \u201cinteressi economici\u201d con altri interessi e punti di vista, quelli delle associazioni e dei movimenti sociali urbani, gruppi portavoce di domande \u201cqualitative\u201d (qualit\u00e0 della vita e urbana). La presenza di questi \u201cinteressi &#8211; movimenti\u201d rende pi\u00f9 ricca la coalizione di forze che sostiene i progetti di cambiamento urbano. Il consenso da cui dipende il processo, del resto, rende la loro partecipazione necessaria: nessun governo urbano potrebbe farne a meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIntanto \u00e8 sul progetto del waterfront, cos\u00ec importante per la citt\u00e0, che va riaperta la discussione partecipata, come scritto nel programma del centrosinistra e come assicurato dal Sindaco. Ogni waterfront del mondo, come ho sottolineato pi\u00f9 volte, \u00e8 stato progettato con gli abitanti. I metodi sono tanti, basta scegliere. Molto utile, per esempio, \u00e8 stato quello utilizzato a Berlino, la citt\u00e0 che ha conosciuto in questi anni un\u2019attivit\u00e0 pianificatoria e progettuale che per estensione e intensit\u00e0 non trova l\u2019uguale in nessun\u2019altra citt\u00e0 europea. La delicata e complessa missione fu affidata a Hans Stimmann, architetto e figura di spicco del pensiero socialdemocratico, che copr\u00ec il ruolo di direttore della pianificazione urbana della citt\u00e0 dal 1991 al 2006. Il Planwerk Innenstadt fu elaborato grazie all\u2019esperienza dello Stadtforum. Con periodica sistematicit\u00e0, nella storica Sala degli Orsi, furono discussi per anni i principali temi d\u2019architettura della citt\u00e0 in pubbliche assemblee, che videro mediamente una partecipazione di circa 500 cittadini, tra i quali rappresentanti di tutte le associazioni e anche noti esponenti della cultura tedesca. Cos\u00ec, senza esautorare il Senato dal diritto-dovere di deliberare, fu coniata l\u2019inedita formula del \u201cconsulente collettivo\u201d. Lo straordinario connubio tra memoria e innovazione che ammiriamo nella capitale tedesca \u00e8 il frutto di questo altrettanto straordinario laboratorio di progettazione urbana partecipata.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5398,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 2%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 18 Marzo 2012 &#8211;\u00a0Nella politica e nell\u2019amministrazione pubblica bisogna certamente decidere, ma c\u2019\u00e8 un solo modo per farlo bene: garantire la partecipazione democratica alla costruzione delle scelte. 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