{"id":5342,"date":"2012-03-01T10:32:51","date_gmt":"2012-03-01T08:32:51","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5342"},"modified":"2012-03-01T10:33:12","modified_gmt":"2012-03-01T08:33:12","slug":"immigrazione-i-doveri-di-una-citta-civile-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/immigrazione-i-doveri-di-una-citta-civile-2\/","title":{"rendered":"Immigrazione, i doveri di una citt\u00e0 civile"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5330\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_1752-el.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5330\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5330\" title=\"IMG_1752 el\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_1752-el-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_1752-el-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_1752-el-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/IMG_1752-el.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5330\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, tramonto da Campiglia (2011) - (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 26 Febbraio 2012 &#8211;<\/strong>\u00a0<span style=\"text-align: justify;\">Tra mezzo secolo, ci ha spiegato l\u2019ultimo rapporto Istat, quasi un quarto della popolazione presente sul territorio italiano sar\u00e0 composto da \u201cstranieri\u201d. Anche Spezia sta diventando \u201cmultietnica\u201d, e quindi \u201cmulticulturale\u201d e \u201cmulti religiosa\u201d: ce lo dicono i dati del dossier statistico della Caritas sull\u2019immigrazione, presentato nei giorni scorsi dal Comitato Solidariet\u00e0 Immigrati. Nella nostra provincia gli \u201cstranieri\u201d residenti erano, al 31 dicembre 2010, 16.477: pi\u00f9 259,4% \u00a0rispetto al 2002.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati reali e gli scenari futuri impongono un radicale cambio di mentalit\u00e0 e di strategia, a livello nazionale e locale: la consapevolezza che la nostra identit\u00e0, nazionale e locale, \u00e8 oggi in movimento continuo, esposta al contagio di culture diverse che devono non solo convivere ma interagire tra loro. Abbiamo bisogno di una politica dell\u2019immigrazione come \u201crisorsa\u201d e non come \u201cproblema\u201d. Il che significa innanzitutto conoscere gli immigrati, e poi non discriminarli. Capire, per esempio, che l\u2019attuale normativa sulla cittadinanza \u00e8 completamente sbagliata: perch\u00e9 considera la democrazia come un concetto non assoluto ma relativo, addirittura un privilegio di alcuni. Un milione di bambini, venuti al mondo nel nostro Paese, in ospedali italiani, figli di immigrati che hanno scelto di\u00a0 vivere e lavorare qui, iscritti alle nostre scuole, non potranno diventare cittadini italiani. Come definire -se non italiani- questi bambini? Non abbiamo tutti sentito Joy, la bambina cinese dallo sguardo bellissimo brutalmente assassinata a Roma, come figlia nostra? Come non preoccuparsi del rischio che livelli diversi di democrazia e di partecipazione ai diritti facciano crescere fenomeni pericolosi di marginalit\u00e0 e di esclusione? Si avvicinano, a Spezia, le elezioni amministrative: \u00e8 bene discutere anche di questo, perch\u00e9 riconoscere la cittadinanza a questi ragazzi significherebbe dare solidit\u00e0 al vivere della nostra citt\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immigrazione \u00e8 una \u201crisorsa\u201d anche in relazione al lavoro. Oggi, in Italia e anche a Spezia, si parla molto di lavoro ma lo si lega ancora troppo poco all\u2019immigrazione. I dati, anche quelli locali, ci dicono che per la prima volta cala l\u2019occupazione degli \u201cstranieri\u201d: in Liguria, nel 2010, il calo \u00e8 stato di 1.275 unit\u00e0, pari a -4,7%. Circa 600.000 permessi di soggiorno sono scaduti e la legge consente ai loro titolari di trovare un lavoro entro sei mesi, altrimenti verranno espulsi o cadranno nell\u2019irregolarit\u00e0. Bisognerebbe prolungare almeno di un anno il periodo di ricerca di un nuovo lavoro. Non solo per motivi di giustizia, ma anche perch\u00e9 l\u2019Italia rischia di perdere un enorme numero di lavoratori formati e addestrati. I lavoratori stranieri potrebbero decidere di andare a lavorare altrove anche per il contributo fiscale molto rilevante che lo Stato chiede loro, senza contare il balzello sul permesso di soggiorno deciso nell\u2019ottobre scorso da Tremonti. In questo modo, per esempio, priverebbero di assistenza molti anziani non autosufficienti, impedendo cos\u00ec ai loro familiari di andare a lavorare. Dovremmo, a fronte di tutto questo, impegnarci a favorire la progressione sociale e professionale degli immigrati che vogliono lavorare legalmente da noi. Ma oggi questa progressione \u00e8 bloccata dagli ostacoli imposti dalla legge Bossi-Fini all\u2019immigrato che vuole cambiare lavoro per aumentare il proprio reddito, dalla difficolt\u00e0 di ottenere il riconoscimento dei titoli di studio e dei titoli professionali acquisiti all\u2019estero e dall\u2019impossibilit\u00e0 di accedere ai concorsi pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra citt\u00e0 l\u2019impegno per l\u2019accoglienza, grazie alla collaborazione tra istituzioni e societ\u00e0 civile, non \u00e8 mai venuto meno. Ma ora deve fare un salto di qualit\u00e0, anche perch\u00e9 deve fronteggiare problemi nuovi, a partire dalla crisi economica e del welfare, che spinge i pi\u00f9 deboli a dividersi. Ecco perch\u00e9 la battaglia per i diritti deve diventare sempre pi\u00f9 la battaglia per i diritti di tutti gli ultimi, italiani e \u201cstranieri\u201d. Il Coordinamento Io non respingo, che riunisce l\u2019associazionismo e il civismo cittadini e le comunit\u00e0 degli immigrati, sta lavorando a un \u201cpiano\u201d di proposte che cercano di affrontare i temi principali, a partire da quelli citati della cittadinanza e del lavoro. Ancora: un\u2019agenzia per la casa, per garantire l\u2019affitto ai meno abbienti; un accordo di programma tra gli enti interessati per migliorare l\u2019integrazione a scuola;la Casadelle culture del mondo, che sia sede associativa delle comunit\u00e0 e centro interculturale dedicato alle attivit\u00e0 artistiche e alla creativit\u00e0 di tutti i popoli; uno sportello multilingue e di mediazione culturale all\u2019Urp dell\u2019Asl ela Cartadei servizi per la tutela della salute degli immigrati. Infine, ma non certo per importanza, il tema del futuro del Centro Solidariet\u00e0 Immigrati, esperienza pionieristica di cui dobbiamo essere orgogliosi: come salvarlo dalla scure dei possibili tagli? Come farlo, al contrario, crescere ancora, come laboratorio di indagine sulla composizione del fenomeno migratorio, di monitoraggio delle condizioni di vita e di lavoro degli \u201cstranieri\u201d, di coinvolgimento delle comunit\u00e0, di consulenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questi temi Io non respingo organizzer\u00e0 un\u2019iniziativa il 1\u00b0 marzo, giornata internazionale dedicata alla mobilitazione per i diritti degli immigrati. Incontreremo i rappresentanti delle istituzioni, e chiederemo loro risposte sui doveri che ha una citt\u00e0 civile, aperta e plurale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5342,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 4%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 26 Febbraio 2012 &#8211;\u00a0Tra mezzo secolo, ci ha spiegato l\u2019ultimo rapporto Istat, quasi un quarto della popolazione presente sul territorio italiano sar\u00e0 composto da \u201cstranieri\u201d. 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