{"id":5300,"date":"2012-02-23T13:32:48","date_gmt":"2012-02-23T11:32:48","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5300"},"modified":"2012-02-23T13:56:16","modified_gmt":"2012-02-23T11:56:16","slug":"un-traghetto-per-i-ragazzi-difficili-e-il-welfare-da-riformare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/un-traghetto-per-i-ragazzi-difficili-e-il-welfare-da-riformare\/","title":{"rendered":"Un Traghetto per i ragazzi difficili e il Welfare da riformare"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5301\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/IMG_0869elab2-2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5301\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5301\" title=\"IMG_0869elab2-2\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/IMG_0869elab2-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/IMG_0869elab2-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/IMG_0869elab2-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/IMG_0869elab2-2.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5301\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, la Marina del Canaletto (2011) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 19 Febbraio 2012 &#8211;<\/strong>\u00a0I Salesiani, che gli spezzini hanno sempre chiamato affettuosamente \u201ci pretini\u201d, sono arrivati nella nostra citt\u00e0 nel1877. Inquesti centotrentacinque anni di presenza sono sempre stati \u201ccreativamente\u201d fedeli all\u2019intenzione del loro fondatore don Giovanni Bosco: hanno cio\u00e8 continuamente cercato di far rivivere nelle diverse fasi la sua capacit\u00e0 di analisi dei bisogni giovanili e di dare ad essi nuove risposte, inventando e sperimentando. Ancora oggi \u00e8 cos\u00ec. Basta incontrare il direttore dell\u2019oratorio di via Roma, don Antonio Integlia, per capirlo. Don Antonio si occupa da anni di disagio giovanile, e si \u00e8 fatto le ossa a Napoli, nelle comunit\u00e0 di prima emergenza. A Spezia\u00a0 \u00e8 responsabile di vari progetti che ben testimoniano della capacit\u00e0 dell\u2019impostazione socio-educativa salesiana di aderire ai tempi nuovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto \u201cIl Traghetto\u201d, un progetto rivolto ai ragazzi dai 10 ai 17 anni che vivono in condizioni di disagio. E\u2019 stato realizzato un centro diurno polifunzionale, operativo dal giugno 2010, che pu\u00f2 accogliere fino a 20 minori (attualmente 11) segnati da esperienze di violenza e abbandono, e per questo seguiti dai servizi sociali del Comune. Nel periodo scolastico la giornata tipo del centro inizia alle 13 con il pranzo; prosegue con la sistemazione della mensa e con un\u2019ora di relax. Poi ci sono le attivit\u00e0 stabilite per ogni ragazzo, fino alle 19 e al rientro in famiglia. In estate, invece, a scuole chiuse, il centro \u00e8 aperto dalle 8 alle 17. \u201cIl Traghetto\u201d \u00e8 un mezzo, mi spiega don Antonio, per \u201cportare i ragazzi da una zona di ombra, di buio della propria esistenza verso il sole, il significato della vita\u201d.\u00a0 Per aiutarli a capire la vita, e che \u201cquel che conta sono i rapporti non mercificati\u201d. La storia salesiana \u00e8 una storia di progetti rischiosi come questi. Che possono essere attuati solo se c\u2019\u00e8 un concorso di tutta la comunit\u00e0: non a caso \u201cIl Traghetto\u201d vede l\u2019impegno anche delle istituzioni ( Distretto sociale, Comuni, Regione), della Fondazione Carispe, che vi ha investito 180.000 euro in due anni, e di tante associazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro progetto, che \u00e8 un po\u2019 la seconda fase del \u201cTraghetto\u201d, \u00e8 \u201cSOS ascolto\u201d: \u00e8 rivolto ai ragazzi, ai genitori e alle famiglie, e intende affrontare i dubbi legati all\u2019educazione, alla comunicazione con i figli, al rapporto di coppia, alla scuola e all\u2019inserimento educativo. Ancora: \u201cNon esistono ragazzi cattivi\u201d, un progetto che affronta il tema della devianza e della violenza degli adolescenti. E la convenzione con Formimpresa, che affida all\u2019oratorio il ruolo di \u201csportello\u201d per i ragazzi che escono dal percorso scolastico e cercano un lavoro. Insomma, un impegno a tutto campo, all\u2019insegna della rete, della collaborazione tra pubblico e privato sotto la guida di una forte regia pubblica.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il racconto di queste esperienze \u00e8 un piccolo esempio di come possiamo riformare il welfare. Il Comune della Spezia ha avuto anche quest\u2019anno la lungimiranza politica -e la possibilit\u00e0 finanziaria- di mantenere la consistente cifra annuale destinata al sociale, 8 milioni di euro. Ma fino a quando? Le Regioni sono state falcidiate: quest\u2019anno, nel solo Comune spezzino, arriveranno 300.000 euro in meno di fondi regionali per il sociale. Quello per gli anziani autosufficienti, che gi\u00e0\u00a0 nel 2011 fu dimezzato rispetto al 2010 (400 assistiti anzich\u00e9 800), subir\u00e0 ulteriori tagli. Nel mentre, mi spiega l\u2019assessore comunale Omero Belloni, i bisogni aumentano e si diversificano: \u201cabbiamo un welfare pensato per 2 persone su 10, ma oggi le persone a cui pensare sono 5 su 10, con bisogni complessi e specifici\u201d. Certo, lo Stato ha un ruolo chiave, e non pu\u00f2 sottrarsi. Non bisogna \u201cridurre il perimetro pubblico\u201d e l\u2019impegno delle istituzioni per i beni comuni. E\u2019 una sfida enorme: perch\u00e9, per vincerla, bisogna superare quella diffidenza verso lo Stato che \u00e8 cresciuta in questi anni di \u201cpensiero unico\u201d neoliberista. Una diffidenza che si supera solo con una logica non puramente difensiva. Che cosa voglio dire? Che va certamente ripresa l\u2019iniziativa per definire livelli essenziali di prestazioni sociali adeguatamente finanziati dalla spesa pubblica e garantiti a tutti come diritti di cittadinanza. Ma anche che, nel contempo, \u00e8 sempre pi\u00f9 necessario mobilitare tutte le risorse di cui la societ\u00e0 dispone. E quindi governare con una \u201cvisione condivisa\u201d, l\u2019unica capace di creare \u201ccapitale sociale\u201d e fiducia, di coinvolgere la societ\u00e0 e di mobilitare la cittadinanza attiva, il volontariato, l\u2019associazionismo. Come si \u00e8 fatto con il \u201cTraghetto\u201d. Anche la spesa privata, come hanno scritto i sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil della Liguria, pu\u00f2 essere orientata per fare crescere il benessere e generare occasioni di lavoro, incentivando comportamenti solidali e spirito di comunit\u00e0. Un solo esempio: se non sar\u00e0 comunque sufficiente avere pi\u00f9 risorse pubbliche per finanziare tutti i servizi di cui hanno e avranno bisogno gli anziani, si pu\u00f2 pensare a usare meglio il valore del patrimonio immobiliare, la casa propria che molti anziani hanno, dove devono poter vivere fino all\u2019ultimo, ma che deve essere in qualche modo \u201cconsumato\u201d da loro stessi per vivere nel miglior modo possibile gli ultimi anni. Ovviamente con strumenti alternativi alle pure logiche del mercato immobiliare. Insomma, anche il tema della riforma del welfare spinge gli amministratori locali ad avere pi\u00f9 capacit\u00e0 di costruire il futuro. Ecco un altro punto cardine dell\u2019auspicabile \u201celaborazione partecipata\u201d dei programmi elettorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"center\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitt\u00e02011@gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5300,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 6%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia &#8211; 19 Febbraio 2012 &#8211;\u00a0I Salesiani, che gli spezzini hanno sempre chiamato affettuosamente \u201ci pretini\u201d, sono arrivati nella nostra citt\u00e0 nel1877. 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