{"id":5191,"date":"2012-01-24T10:32:06","date_gmt":"2012-01-24T08:32:06","guid":{"rendered":"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=5191"},"modified":"2012-01-24T10:32:06","modified_gmt":"2012-01-24T08:32:06","slug":"la-battaglia-del-gottero-e-leroismo-di-amelio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/la-battaglia-del-gottero-e-leroismo-di-amelio\/","title":{"rendered":"La battaglia del Gottero e l&#8217;eroismo di Amelio"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_5192\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lagora.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5192\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5192\" title=\"lagora\" src=\"http:\/\/associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lagora-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lagora-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lagora-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/lagora.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5192\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, torrente Lagora (2011) - Mostra del Gruppo Fotografico Obiettivo Spezia &quot;Lagora (racconti per immagini)&quot;, pizzeria &quot;Sopra il Lagora&quot;, 23 dicembre 2011 - 15 gennaio 2012 (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Citt\u00e0\u00a0 della\u00a0 Spezia, \u00a022 \u00a0gennaio \u00a02012 &#8211;\u00a0<\/strong>Appena posso mi \u201cricarico\u201d con lunghe camminate nei nostri sentieri. In quelli di collina e di montagna, tra val di Vara, val di Magra, Lunigiana, Appennino e Apuane, cerco sempre i segni in memoria della Resistenza. Sono i luoghi in cui combatterono le nostre bande partigiane. Domenica scorsa ero al Lago Santo, nell\u2019Appennino parmense, ai piedi del monte Marmagna. E\u2019 un luogo a me molto caro, per la sua grande bellezza e perch\u00e9 il rifugio sulle sue rive fu sede di un episodio\u00a0 leggendario della nostra Resistenza: la battaglia condotta nella notte tra il 18 e il 19 marzo 1944, dentro il rifugio, da nove ribelli guidati da Dante Castellucci (Facio), che costrinsero alla ritirata oltre cento nazifascisti. Ne nacque un\u2019epica tra le valli: la prova che la Resistenza poteva essere vittoriosa. Camminando in quei sentieri immagino quello che tante volte mi \u00e8 stato raccontato dai miei compagni e amici partigiani: il loro passaggio, dopo essere stati riscaldati e curati, sui carri contadini per cambiare zona, e ai loro lati la gente di montagna che piange e si inginocchia, mentre\u00a0 loro salutano con le armi in pugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il monte che pi\u00f9 amo \u00e8 il Gottero, ai confini tra Liguria, Toscana e Emilia. Dalla vetta, accanto alla stele che ricorda la Resistenza, si ammirano gli Appennini, le Alpi e il mare, fino alla Corsica. E soprattutto il nostro golfo, in una veduta magnifica. Dopo esserci stato, un suo ufficiale fece dire a Napoleone la celebre frase, che descrive il nostro golfo come \u201cil pi\u00f9 bello dell\u2019Universo\u201d. Il Gottero \u00e8 un altro luogo simbolo della Resistenza, legato al drammatico rastrellamento del 20 gennaio 1945. Era un momento molto duro per le nostre bande della IV Zona Operativa: tra la fine di novembre e l\u2019inizio di dicembre 1944 i rastrellamenti avevano avuto conseguenze pesantissime, quasi un tracollo. A gennaio le condizioni meteorologiche peggiorarono, ci furono forti nevicate. Si sopravviveva e si combatteva a dieci, quindici gradi sottozero. La mattina del 20 gennaio ebbe inizio l\u2019atteso e temuto rastrellamento concentrico contro la IV Zona, condotto da nazisti e fascisti: scesero da nord verso il passo delle Cento Croci, salirono da sud verso Sesta Godano, Borghetto e Calice, dilagarono da est nello Zerasco. Gran parte delle bande si ritir\u00f2 sul monte Gottero. Subirono colpi, ma non ci fu lo sbandamento generale. Ci furono \u201csolo\u201d 50 morti e\u00a0 40 prigionieri. Moltissimi partigiani subirono congelamenti pi\u00f9 o meno gravi agli arti inferiori, privi com\u2019erano delle calzature adatte.\u00a0 Il comandante della IV Zona Mario Fontana pot\u00e9 scrivere al CLN spezzino che \u201ci reparti e i comandi sono ancora in piedi e approfitteranno di quest\u2019altra dolorosa esperienza per uscirne maggiormente rafforzati\u201d. Fu davvero cos\u00ec: i partigiani si riorganizzarono e ripresero la lotta, fino alla vittoria finale contro la barbarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia del Gottero ebbe per\u00f2 un ultimo drammatico epilogo. Il ritiro della colonna Giustizia e Libert\u00e0 fu pi\u00f9 complesso, perch\u00e9 era troppo lontana dal Gottero. Un contingente della III compagnia della colonna azionista si rifugi\u00f2 a Valeriano, e fu sorpreso dalla brigate nere nella notte tra il 25 e il 26 gennaio. I partigiani, guidati dal loro comandante Amelio Guerrieri, si aprirono un varco di fuga grazie al \u201cfuoco continuo\u201d dei loro fucili. Purtroppo lasciarono sul terreno due uomini, ma tutti gli altri si salvarono. A sentirla raccontare sembra un\u2019impresa impossibile: riusc\u00ec solo grazie al coraggio e all\u2019intelligenza di Amelio. Ancora oggi i suoi \u201cragazzi\u201d gli obbediscono come a un capo. Ma non scrivo oltre di lui. E\u2019 cos\u00ec modesto che mi rimprovererebbe. L\u2019ha fatto anche ieri, alla manifestazione a Valeriano, in cui ero oratore a nome del Comitato Unitario della Resistenza. Sottolineo solo un concetto, che Amelio e i suoi \u201cragazzi\u201d, come tutti i partigiani, si meritano sia sempre ricordato: il ruolo dei ribelli fu decisivo dal punto di vista militare, ma anche e\u00a0 soprattutto da quello politico e morale. Perch\u00e9 offrirono un\u2019alternativa al fascismo e una speranza per il domani. Perch\u00e9, come a Valeriano, non si arresero mai. Perch\u00e9 seppero scegliere tra il bene e il male. E\u2019 un messaggio cos\u00ec forte che spinge ognuno di noi\u00a0 a riconoscervisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 queste iniziative nei nostri borghi pi\u00f9 colpiti per tener viva e rinnovare la memoria riescono sempre. Ci sono i ragazzi con i loro insegnanti: presentano i lavori, sempre pregevoli, fatti a scuola studiando la Resistenza. Ci sono il sindaco, il parroco, le associazioni, tanta gente\u2026 E la prova che la Resistenza fu un fatto di popolo, e che i suoi valori sono ancora vivi e forti nella nostra comunit\u00e0. La partecipazione popolare fu un segno distintivo della Resistenza, e un fatto nuovo nella storia nazionale: si pensi al rapporto tra partigiani e contadini dei monti e operai delle citt\u00e0. Mai, come allora, ci fu un cos\u00ec forte desiderio di partecipare alla vita pubblica. Oggi, pur tra tante difficolt\u00e0,\u00a0 abbiamo segni di un nuovo civismo e di una voglia di contare: guai a farli a cadere. Una democrazia non vive se la politica \u00e8 una sfera castale, separata dalla societ\u00e0 e dalla vita reale delle persone, se non rende protagonisti i pi\u00f9 deboli, se non \u00e8 lo strumento del loro riscatto e della loro emancipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #888888;\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/span><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"5191,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 13%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0\u00a0 della\u00a0 Spezia, \u00a022 \u00a0gennaio \u00a02012 &#8211;\u00a0Appena posso mi \u201cricarico\u201d con lunghe camminate nei nostri sentieri. 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