{"id":21892,"date":"2026-09-03T09:04:12","date_gmt":"2026-09-03T07:04:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=21892"},"modified":"2026-09-03T09:04:12","modified_gmt":"2026-09-03T07:04:12","slug":"edoardo-bassignani-ebio-e-la-collina-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/edoardo-bassignani-ebio-e-la-collina-rossa\/","title":{"rendered":"Edoardo Bassignani Ebio e la collina rossa"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_21893\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21893\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" class=\"size-medium wp-image-21893\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006-1024x766.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006-768x574.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006-150x112.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Commemorazione-Ebio-Bassignani-2006.jpg 1444w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21893\" class=\"wp-caption-text\">Merizzo, commemorazione di Edoardo Bassignani &#8220;Ebio&#8221;<br \/>(2006) (Archivi<br \/>della Resistenza &#8211; Circolo Edoardo Bassignani)<\/p><\/div>\n<p class=\"tCF\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 16 febbraio 2025<\/strong><\/p>\n<p class=\"tG\">A Merizzo di Villafranca Lunigiana il sentimento antifascista, nel ventennio della dittatura, non venne mai meno. Gli abitanti erano merciai ambulanti e soprattutto poveri contadini che si battevano per una vita pi\u00f9 degna. Ecco il racconto di uno di loro, Vincenzo Bassignani:<br \/>\n\u201cQuando si vedono delle ingiustizie, quando succede che in un paese vedi la cappa di piombo di due-tre proprietari terrieri e gli altri sono come dei sudditi [\u2026] quando si vedono delle case coloniche abitate da mezzadri, senz\u2019acqua, senza luce, senza gabinetti [\u2026] la posizione politica \u00e8 venuta quando vedevo questi aspetti qua, i padroni che venivano a prendere le cose migliori, le primizie\u201d.<br \/>\nIl questore di Massa, nel 1937, scriveva che a Merizzo gli iscritti al Partito Nazionale Fascista erano tre, e che al dopolavoro non andava quasi nessuno. Qui era nato nel 1897 Leone Borrini, che ader\u00ec al Partito comunista e cadde in Spagna, combattendo contro i franchisti, nel 1937. Due suoi compaesani, Edoardo Bassignani \u201cEbio\u201d \u2013 nato nel 1910, comunista \u2013 e Giovanni Giampietri \u2013 nato nel 1909, anarchico \u2013 tentarono di varcare il confine per andare anch\u2019essi in Spagna, ma furono arrestati e inviati al confino di polizia alle isole Tremiti. Qui \u201cEbio\u201d incontr\u00f2 il comunista sarzanese Goliardo Luciani: nacque cos\u00ec un rapporto che far\u00e0 di \u201cEbio\u201d un protagonista della Resistenza spezzina e lunigianese. Di pi\u00f9: render\u00e0 protagonisti Merizzo e la sua collina rossa, cos\u00ec chiamata per il colore della sua terra, e poi per lo spirito della sua gente. Merizzo era stato, durante il fascismo, il paese di Borrini e di dieci condannati al confino. \u201cEbio\u201d ne divenne il depositario e l\u2019interprete pi\u00f9 orgoglioso e ardimentoso e lo fece diventare un punto di riferimento per la Resistenza.<br \/>\nSubito dopo l\u20198 settembre 1943 Bassignani cap\u00ec subito quel che sarebbe accaduto. Ricorda Renata Bertozzi:<br \/>\n\u201cC\u2019era una radio [\u2026] la gente batteva le mani. Edoardo \u00e8 arrivato: non battete le mani, perch\u00e9 oggi comincia la guerra\u201d.<!--more--><br \/>\n\u201cEbio\u201d,con Giampietri e altri giovani di Merizzo, raccolse armi al deposito della Marina di Virgoletta e strinse rapporti con Luciani e i comunisti sarzanesi. All\u2019inizio si limit\u00f2 a tenere nascosti tre russi, poi  \u2013 all\u2019inizio del marzo  1944 \u2013 diede vita a una prima banda, composta da spezzini, che fu stroncata sul Monte Barca il 14 marzo. Ho raccontato questa tragica vicenda nell\u2019articolo della rubrica \u201cStorie dei ragazzi del Monte Barca\u201d (17 e 24 marzo 2024).<br \/>\nNell\u2019articolo \u201cGiugno-luglio 1944. Il prete, lo studente, il medico, il criminale\u201d (14 luglio 2024) ho poi raccontato la nascita \u2013 subito dopo il marzo \u2013 e la disfatta \u2013 nel rastrellamento del luglio 1944 \u2013 della brigata 37b, originata dalla banda del Monte Barca. Lo studente era Adelmo Bottero, della 37b, trucidato dai fascisti. \u201cEbio\u201d dirigeva politicamente la brigata, il comandante militare era Ernesto Parducci \u201cGiovanni\u201d, sopravvissuto alla tragedia del Monte Barca. All\u2019inizio fu semplicemente la \u201cbanda di Giovanni\u201d, poi si chiam\u00f2 37b. Bassignani si procur\u00f2 300 mila lire da un\u2019impresa edile, e le diede a Luciani. Si poteva ricominciare. Della 37b purtroppo sappiamo poco, perch\u00e9 non ci sono documenti. Ci sono per\u00f2 testimonianze preziose, raccolte dagli studiosi Brunelli, Ricci, Vinciguerra e Leonardi e dal collettivo Archivi  della Resistenza \u2013 dal cui video \u201cLa collina rossa . Voci della Resistenza\u201d sono tratte le testimonianze citate in questo articolo  \u2013 anche se manca purtroppo la voce di chi fu il comandante della  formazione nella fase finale, dopo il ferimento di Parducci il 18 giugno 1944: Piero Galantini \u201cFederico\u201d, che pure visse a lungo nel dopoguerra. \u201cFederico\u201d arriv\u00f2 a Merizzo da \u201cEbio\u201d e con lui sal\u00ec all\u2019Apella, sede del comando della brigata. Pi\u00f9 o meno negli stessi giorni sal\u00ec Danilo Petacco \u201cSigfrido\u201d, di Castelnuovo, che nella brigata ebbe un ruolo importante. Ma questa volta non c\u2019erano solo gli spezzini: al loro fianco c\u2019erano molti giovani lunigianesi, come Bottero. Tutti passavano prima da Merizzo.<br \/>\nO meglio, quasi tutti. Un giorno si present\u00f2 un marinaio che aveva disertato a Spezia. I partigiani non si fidavano. L\u2019interrogatorio finale spett\u00f2 al socialista sarzanese Guido Bottiglioni \u201cBaffo\u201d, un \u201csaggio\u201d: 42 anni, tra tutti quei giovanissimi&#8230; Decise che lo si poteva accogliere, ed ebbe ragione perch\u00e9 il marinaio fece in seguito il suo dovere. Il suo nome di battaglia fu \u201cCasimiro\u201d: era Gabriele Ferzetti, destinato a diventare un celebre attore del cinema.<\/p>\n<div id=\"attachment_21894\" style=\"width: 211px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21894\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-21894\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani-686x1024.jpg 686w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani-768x1147.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani-1029x1536.jpg 1029w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ebio-Bassignani.jpg 1058w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21894\" class=\"wp-caption-text\">Edoardo Bassignani &#8220;Ebio&#8221;<br \/>(Archivi della Resistenza &#8211; Circolo Edoardo<br \/>Bassignani)<\/p><\/div>\n<p class=\"tG\">All\u2019Apella arrivarono \u2013 indirizzati da Luciani \u2013 perfino tre ufficiali della Regia Marina Italiana, provenienti dalla Spezia, dove avevano compiuto un\u2019importante azione di sabotaggio alle navi italiane rimaste nelle mani dei tedeschi (ho raccontato questa storia nell\u2019articolo \u201c21 giugno 1944 Santa Teresa: un capolavoro della Marina Militare e della Resistenza\u201d, \u201cLerici In\u201d, settembre-ottobre 2024).<br \/>\nDopo la tragedia di luglio tutto ricominci\u00f2 da capo ancora una volta. Da agosto, a poco a poco, grazie  all\u2019impegno di \u201cEbio\u201d e d tanti, nacque la Brigata Borrini, dipendente dal Comando della IV Zona \u2013 quello spezzino \u2013 fino al marzo 1945 (poi pass\u00f2 sotto quello parmense). Si form\u00f2 ad ottobre, ma fu \u201cpreparata\u201d nei mesi precedenti.<br \/>\nLe azioni non mancarono: innanzitutto l\u2019attacco alla caserma di Virgoletta. Mentre la collina rossa continuava a costituire un punto di riferimento: nel novembre 1944 Collesino ospit\u00f2 un forte contingente di partigiani che provenivano dall\u2019Emilia, il \u201cBattaglione Russi\u201d di Reggio, in condizioni quasi disperate. Li comandava Victor Pigorov \u201cModena\u201d, che aveva combattuto con i fratelli Cervi. La popolazione forn\u00ec vitto e grappa. Racconta Norvegia Olanda Drovandi:<br \/>\n\u201cTutti quelli che andavano ai monti passavano da noi, tutti. Sembrava un punto di smistamento, di rifocillamento. Quando avevamo un pezzo di pane si divideva tutto\u201d.<br \/>\nUn colpo duro la Borrini lo sub\u00ec il 26 gennaio 1945. In concomitanza con la visita di Mussolini in Lunigiana e nel contesto del rastrellamento contro la IV Zona  del 20-28 gennaio, alpini della Monterosa e tedeschi si impadronirono, nel cimitero di Collesino, di tutti i documenti della formazione. \u201cEbio\u201d riusc\u00ec a nascondere i registri dell\u2019anagrafe di Villafranca, indispensabili per identificare i partigiani del paese presenti nei ruolini, ma ormai si era troppo esposto. Il 3 febbraio 1945 un reparto di alpini circond\u00f2 il paese. Ecco il racconto di Pierino Magnani \u201cEnnio\u201d:<br \/>\n\u201cQuando l\u2019han preso: \u2018Fuori Bassignani, altrimenti fuciliamo tutti\u2019. Ne hanno messi in fila una decina. Si \u00e8 tolto l\u2019impermeabile e l\u2019ha buttato addosso al capitano, e ha tentato la fuga. C\u2019erano ancora sei-sette metri e ce la faceva. Quel sergente, Di Leo, gli ha sparato\u2026 una raffica sulla schiena. Poi ha detto al capitano: \u2018E tre!\u2019\u201d.<br \/>\nElsa Borrini \u201cBruna\u201d, staffetta, sent\u00ec i colpi, scese di casa e vide il corpo di \u201cEbio\u201d per terra:<br \/>\n\u201cGli ho detto a chi l\u2019ha ucciso: \u2018Se sapesse chi ha ucciso non dormirebbe nemmeno di notte, la persona pi\u00f9 giusta, pi\u00f9 buona, che aiutava le persone che han bisogno\u2019. E lui: \u2018Era un antifascista\u2019. \u2018Sono anch\u2019io un antifascista! I fascisti hanno ucciso mio padre\u2019. Ha preso e se n\u2019\u00e8 andato\u201d.<br \/>\nMa anche questa volta \u2013 nonostante l\u2019ennesima tragedia \u2013 la  brigata di \u201cEbio\u201d si riprese: i partigiani della collina rossa ebbero un grande ruolo, fino alla battaglia di Licciana Nardi del 23 aprile 1945.<br \/>\nI documenti degli Alleati sono una fonte preziosa. Se leggiamo i messaggi delle missioni della Special Force inglese sulle azioni del 1945, vediamo il nome Brigata Borrini nominato spessissimo per le azioni compiute. Agli inglesi i comunisti non erano molto simpatici, ma la Borrini \u2013 formazione prettamente comunista anche se certamente non tutta di comunisti \u2013 seppe farsi cos\u00ec onore che anche gli inglesi lo riconobbero.<br \/>\nRicordiamo Edoardo Bassignani \u201cEbio\u201d, ottant\u2019anni dopo la morte, rievocando due momenti gioiosi della sua vita. La staffetta Luigina Donati \u201cSilvana\u201d era con suo fratello a raccogliere legna nel bosco, quando incontrarono \u201cEbio\u201d:<br \/>\n\u201cE loro si mettono a parlare. A parlare degli attacchi, delle carovane che passano, delle munizioni. A un certo momento: \u2018Su compagni, avanti gran partito&#8230;\u2019 [Luigina canta \u2018L\u2019Internazionale\u2019 fino alla fine]. Tutti gioiosi&#8230; Edoardo era contento in quel momento\u2026 quando ci mettiamo a cantare, ma piano, se no ci sentivano. E\u2019 stato bellissimo\u2026 bello, proprio bello\u201d.<br \/>\nRenata Bertozzi ha un ricordo da bambina:<br \/>\n\u201cEdoardo mi portava sulle ginocchia. \u2018Sei proprio fortunata!\u2019 \u2018Perch\u00e9\u2019?\u2019 \u201cIl mondo cambier\u00e0. Quando sarai grande potrai votare\u2019 \u2018Cosa vuol dire votare?\u2019 \u2018Vuol dire scegliere, scegliere bene\u2019\u201d.<br \/>\nRiccardo Vinciguerra, nel libro \u201cLa collina rossa\u201d, riporta una frase della madre di \u201cEbio\u201d:<br \/>\n\u201cLe rivoluzioni sono vecchie come il mondo, tramandate da una generazione all\u2019altra\u201d.<br \/>\nIl cosiddetto \u201cOccidente libero\u201d \u00e8 in realt\u00e0 tenuto in pugno da pochi miliardari che guidano i nostri destini. La democrazia \u00e8 sempre pi\u00f9 svuotata, i cittadini ridotti a consumatori.<br \/>\nLa lezione di \u201cEbio\u201d va tramandata ancora, tanto pi\u00f9 oggi, quando \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile scegliere.<\/p>\n<p class=\"tG\"><strong>Post scriptum<\/strong><br \/>\nDedico l\u2019articolo odierno ad Aldo Tortorella, il partigiano \u201cAlessio\u201d. Era l\u2019ultimo grande dirigente del PCI ancora in vita, l\u2019inquieto interprete di un comunismo umanistico e democratico. Ha cercato, per alcune settimane, di scrivere la prefazione al libro di Dino Grassi \u201cIo sono un operaio. Storia di un maestro d\u2019ascia diventato sindacalista\u201d, che gli avevo chiesto. Purtroppo le forze lo stavano abbandonando, fu costretto a rinunciare. Sarebbe stato bello fare incontrare, in quell\u2019unico testo, due storie di vita all\u2019insegna di un\u2019idea compiuta di moralit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"tF\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 16 febbraio 2025<br \/>\nA Merizzo di Villafranca Lunigiana il sentimento antifascista, nel ventennio della dittatura, non venne mai meno. 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