{"id":21880,"date":"2026-08-25T21:59:04","date_gmt":"2026-08-25T19:59:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=21880"},"modified":"2026-08-25T21:59:04","modified_gmt":"2026-08-25T19:59:04","slug":"snello-e-pelle-di-bronzo-il-comandante-siligato-candido-per-amor-patrio-partigiano-per-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/interventi-la-nazione\/snello-e-pelle-di-bronzo-il-comandante-siligato-candido-per-amor-patrio-partigiano-per-coscienza\/","title":{"rendered":"Snello e pelle di bronzo. Il comandante Siligato Candido per amor patrio, Partigiano per coscienza"},"content":{"rendered":"<p class=\"tCF\">La Nazione, 3 febbraio 2025<\/p>\n<p class=\"tG\">Don Luigi Canessa, cappellano della brigata Centocroci, operante tra Val di Vara e Val di Taro, cos\u00ec ricord\u00f2 il suo primo incontro con il comandante di plotone Nino Siligato:<br \/>\n\u201cEra in piedi, sul tavolo, e stava arringando calorosamente i suoi uomini. Era un giovane dalla pelle di bronzo, dalla corporatura snella e con un paio di pantaloncini molto sopra al ginocchio. Un cinturone nero, dal quale pendeva una pesante pistola, gli teneva aderente la camicia militare inglese, maniche rimboccate sopra i gomiti. Sotto il casco caki coloniale gli scendevano tre dita di barba e i lisci, lucenti capelli; brillavano in un viso di bimbo due occhi meravigliosi che, in quella arringa, facevano scintille. La pi\u00f9 felice fantasia non potrebbe creare un tipo di capo partigiano pi\u00f9 caratteristico di Nino Siligato\u201d.<br \/>\nNino, era siciliano, di Limina di Messina. Un marinaio nocchiero, nominato sergente, che aveva combattuto in Grecia. In lui, come in tanti altri giovani, il generoso amor patrio non si poneva allora il problema se la guerra fosse giusta o ingiusta, n\u00e9 che era stata imposta al popolo da un regime che non lo rappresentava.<br \/>\nLa storia di Nino \u00e8 una storia insieme di candore e di sofferta presa di coscienza. L\u20198 settembre 1943 si ritrov\u00f2 a Spezia, disperato, senza pi\u00f9 una nave. Dopo un paio di settimane terribili decise di arruolarsi nella X Mas di Junio Valerio Borghese, che era al servizio dei tedeschi. Nino voleva proseguire, da marinaio, la guerra sul fronte meridionale. Quando gli dissero: \u201csi va in Piemonte a rastrellare i ribelli\u201d, torn\u00f2 a Spezia. La voce della coscienza lo spinse a diventare anch\u2019egli un ribelle. Tra le lusinghe di Borghese e una disobbedienza dai prezzi altissimi Nino scelse. Una scelta morale, emblematica di ci\u00f2 che fu in primo luogo la Resistenza: un atto di disobbedienza, per la libert\u00e0.<!--more--><br \/>\nIl caso port\u00f2 Nino a Stra, sulle colline spezzine, in casa di Bruno Brizzi, un giovane operaio comunista che con un gruppo di compagni del luogo e di marinai siciliani sbandati che erano stati addetti alla batteria di Castellazzo aveva raccolto qualche arma. A Stra Nino trov\u00f2 ospitalit\u00e0 e anche l\u2019amore di una ragazza, Lidia Torrini. Con Bruno decise di salire ai monti. Arrivarono il 13 febbraio 1944, indirizzati dai comunisti spezzini alla banda Beretta, badogliana.<br \/>\nLe prime impressioni dei capi furono negative: \u201csotto l\u2019impermeabile chiaro \u2013 scrisse don Canessa \u2013 c\u2019erano i calzoni e il maglione della X Mas!\u201d. Ma Nino voleva combattere. Scese con Bruno in citt\u00e0 e portarono su le armi nascoste a Stra. I sospetti continuarono. Fino al 24 marzo, quando Nino e Bruno combatterono sul passo Centocroci a fianco di Federico Salvestri \u201cRichetto\u201d \u2013 nel frattempo era nata la brigata Centocroci, con Gino Cacchioli \u201cBeretta\u201d comandante e \u201cRichetto\u201d vice \u2013 a fronteggiare il primo rastrellamento, condotto proprio dalla X Mas. Nel combattimento si distinsero \u201cRichetto\u201d e Nino, che \u201cRichetto\u201d nomin\u00f2 comandante di plotone.<br \/>\nDivent\u00f2 il plotone pi\u00f9 ardimentoso, autore di numerosissime azioni.  Nel gennaio 1945 il maggiore inglese Gordon Lett, a capo del \u201cBattaglione Internazionale\u201d, chiam\u00f2 \u201cRichetto\u201d, nel frattempo diventato comandante della Centocroci, e gli chiese di impegnare Nino in una importante e pericolosa missione da compiere nel Pontremolese. Nino era febbricitante per l\u2019itterizia, gli consigliarono in tutti i modi di non andare. Ma lui volle partire. E disse a Bruno: \u201cTu rimani qui\u201d.<br \/>\nNino fu ucciso a Codolo di Zeri, al ritorno dall\u2019azione, insieme a suoi tre compagni russi. Secondo Lett era il 20 gennaio 1945, secondo don Canessa il 17 gennaio. Il gruppo fu attaccato dai tedeschi per una delazione di un fascista di Codolo.<br \/>\nPochi giorni dopo le tensioni che da tempo attraversavano la Centocroci esplosero. La brigata si divise in due: la componente pi\u00f9 \u201cmilitare\u201d, con \u201cRichetto\u201d, si spost\u00f2 nel Parmense, la componente pi\u00f9 \u201cpolitica\u201d, legata al Partito comunista, nello Spezzino. Non sapremo mai dove sarebbe andato Nino: se con il suo capo \u201cRichetto\u201d o con l\u2019amico Bruno, pi\u00f9 vicino a Lidia. Certo \u00e8 che entrambe le Centocroci considerarono sempre Nino il loro eroe.<\/p>\n<p class=\"tC\"><strong>Giorgio Pagano<\/strong><br \/>\n<em>copresidente del Comitato Unitario della Resistenza<\/em><\/p>\n<script type=\"text\/javascript\">AKPC_IDS += \"21880,\";<\/script><p class=\"akpc_pop\">Popularity: 2%<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Nazione, 3 febbraio 2025<br \/>\nDon Luigi Canessa, cappellano della brigata Centocroci, operante tra Val di Vara e Val di Taro, cos\u00ec ricord\u00f2 il suo primo incontro con il comandante di plotone Nino Siligato:<br \/>\n\u201cEra in piedi, &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79],"tags":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21880"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21881,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21880\/revisions\/21881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}