{"id":21595,"date":"2026-05-22T22:34:51","date_gmt":"2026-05-22T20:34:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=21595"},"modified":"2026-05-22T22:34:51","modified_gmt":"2026-05-22T20:34:51","slug":"7-dicembre-1944-il-rastrellamento-a-vezzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/7-dicembre-1944-il-rastrellamento-a-vezzano\/","title":{"rendered":"7 dicembre 1944. Il rastrellamento a Vezzano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_21596\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21596\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"size-medium wp-image-21596\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS-120x80.jpg 120w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/056-ELAB-BASSA-RIS.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21596\" class=\"wp-caption-text\">Vezzano<br \/>(2016) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"tCF\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 15 dicembre 2024<\/strong><\/p>\n<p class=\"tG\">Enrico Bucchioni, vezzanese, nel 1944 aveva 24 anni. A scuola aveva dimostrato una spiccata inclinazione artistica: suonava il violino, dipingeva, scriveva poesie e romanzi. Si era diplomato maestro, non pot\u00e9 iscriversi all\u2019Universit\u00e0 per problemi economici ma continuava a studiare. Era cattolico e comunista.<br \/>\nPietro Andreani, anche lui vezzanese, nel 1944 aveva sessant\u2019anni. Socialista, poi comunista dal 1921, fu costretto ad emigrare in Francia. Quando torn\u00f2 si mise a fare il falegname,<br \/>\nIl 7 dicembre 1944 Bucchioni e Andreani erano tra i membri del CLN di Vezzano. Enrico, renitente alla leva repubblichina, era stato partigiano ai monti, poi, dopo il rastrellamento dell\u2019agosto 1944, era diventato uno dei dirigenti del CLN, insieme ai \u201dvecchi\u201d antifascisti vezzanesi: Andreani, il democristiano Rinaldo Basini, il socialista Attilio Battolini.<br \/>\nIl CLN spezzino conosceva da fonte sicura, anche se segreta, la data del rastrellamento che stava per colpire Vezzano: il 7 dicembre. Il 6 dicembre Enrico, Pietro e tutti gli altri erano pronti ad allontanarsi dal paese la sera stessa. Ma quel giorno giunse in paese Giuseppe Guglielmo \u201cBufera\u201d, partigiano spesso utilizzato dal CLN  come staffetta: disse che il rastrellamento ci sarebbe stato l\u20198 dicembre. La partenza fu rinviata di un giorno. Ma il 7 dicembre, all\u2019alba, i fascisti e i nazisti erano gi\u00e0 a Vezzano.<!--more--><br \/>\nMai si seppe dell\u2019origine di quell\u2019errore. \u201cBufera\u201d non pag\u00f2 per questo. In un prezioso documento redatto nell\u2019immediato dopoguerra, l\u2019ANPI, l\u2019associazione dei partigiani, elenc\u00f2 tutti i comandanti e i commissari delle diverse formazioni, con schede biografiche per ciascuno. \u201cBufera\u201d \u00e8 in questo elenco, tra i sette membri del Comando della 2a Zona Sap (Squadre azione patriottica), anche se non c\u2019\u00e8 la sua scheda biografica. Da altri documenti sappiamo che era calabrese, nato a Belmonte in provincia di Cosenza nel 1919, che abitava al Termo e che fu partigiano nelle Sap dal 15 agosto 1944 al 25 aprile 1945.<br \/>\nDue giovani, non appartenenti al movimento partigiano, furono uccisi mentre uscivano di casa: Vera Giorgi e Carlo Grossi. Fu ferito un giovane sappista, Giuseppe Carm\u00e9, che mor\u00ec qualche mese dopo. Trecento vezzanesi furono rastrellati e trasportati dai fascisti nell\u2019ex 21\u00b0 Reggimento alla Spezia, il luogo del terrore, regno dei criminali repubblichini della banda di Aurelio Gallo.<br \/>\nGallo quella mattina del 7 dicembre era a Vezzano. Segu\u00ec personalmente il rastrellamento, e tutto ci\u00f2 che segu\u00ec: l\u2019arresto e le torture all\u2019ex 21\u00b0, il trasferimento in carcere a Marassi, il viaggio nel campo di concentramento di transito a Bolzano, e da l\u00ec ai campi di Linz, Mauthausen, Norimberga.<br \/>\nAccanto a Gallo c\u2019era il parroco don Emilio Ambrosi, che annuiva o meno al pronunciamento dei nomi. Era stato il principale delatore.<\/p>\n<div id=\"attachment_21597\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21597\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" class=\"size-medium wp-image-21597\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS-1024x714.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS-768x535.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS-150x105.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS-1536x1070.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/022-elab-BASSA-RIS.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21597\" class=\"wp-caption-text\">Vezzano, targa in memoria di Vera Giorgi<br \/>(2016) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"tG\">Molti furono tra coloro che non tornarono dai campi. Andreani e Bucchioni, i prigionieri pi\u00f9 \u201cimportanti\u201d, furono invece trattenuti in carcere. Succedeva a coloro che venivano considerati come possibile, preziosa \u201cmerce di scambio\u201d per ottenere la liberazione di tedeschi e fascisti prigionieri dei partigiani. Dopo la Liberazione il vezzanese Sante Quaglia and\u00f2 a visitare l\u2019ex 21\u00b0 e vide sui muri di alcune celle disegni molto belli di Vezzano visto dal fiume e della chiesa di Vezzano basso. Erano di una tinta brunastra: molto probabilmente del sangue dell\u2019autore, Enrico Bucchioni.<br \/>\nIl 2 febbraio 1945 i partigiani tentarono di rifornirsi di farina da un forno di Vezzano. Don Emilio per\u00f2 se ne accorse, e chiam\u00f2 i fascisti. Nell\u2019azione, i fascisti tirarono le bombe. Una bomba, incidentalmente, colp\u00ec a morte uno di loro. Un partigiano della Colonna Giustizia e Libert\u00e0, Annibale Giansoldati, fu ucciso. Il giorno dopo la rappresaglia scatt\u00f2 feroce: Pietro Andreani ed Enrico Bucchioni vennero fucilati nel piazzale davanti alla chiesa di Vezzano. Pietro grid\u00f2 \u201cViva il comunismo!\u201d. Anche quel giorno c\u2019erano Aurelio Gallo e don Emilio Ambrosi.<br \/>\nUn sopravvissuto, Giovanni Andreani, raccont\u00f2:<br \/>\n\u201cVidi un polacco che accompagnava un giovane vezzanese: Giuseppe Delle Lucche, detto \u201cPino\u201d; essi percorrevano la via Verdi quando, giunti all\u2019altezza della \u2018cabina\u2019, il milite fece nascondere il giovane, poi ferm\u00f2 una pattuglia tedesca impedendo cos\u00ec che il Dalle Lucche fosse visto, quindi si present\u00f2 a mia madre invitandola a nascondere il ragazzo per salvarlo dalle ire nazifasciste. Le fece capire che Pino assomigliava ad un suo fratello trucidato in Polonia dalle forze tedesche\u201d.<br \/>\nIl polacco non disert\u00f2, ma fu capace di un gesto umano.<br \/>\nFece anche capire chi era stato il delatore:<br \/>\n\u201cVidi che le mostr\u00f2 una cartina o forse una mappa, dov\u2019erano segnate in rosso le case di alcuni partigiani\u201d.<br \/>\nQuel documento era molto probabilmente opera di don Ambrosi.<br \/>\nSubito dopo la Liberazione il partigiano Alessandro Grossi and\u00f2 in chiesa, dove il parroco era nascosto. Gli mostr\u00f2 il documento. In cambio della salvezza, Ambrosi offr\u00ec del denaro. Grossi lo prese: \u201cQuesti soldi devono servire per riportare i caduti a Vezzano\u201d. Quelli che avanzarono furono adoperati per una lapide.<br \/>\nI partigiani misero un fazzoletto attorno al collo del prete e lo portarono in giro per il paese. Le donne lo circondarono. Gli americani lo salvarono e lo portarono in carcere.<br \/>\nAurelio Gallo fu condannato a morte.<br \/>\nDon Enrico Ambrosi pure, poi a trent\u2019anni di reclusione. Mor\u00ec in carcere nel 1946.<br \/>\nI partigiani vezzanesi caduti furono 22, a cui aggiungere i civili Vera Giorgi e Claudio Grossi.<br \/>\nDa Mauthausen non tornarono  in 17.<br \/>\nAd Auschwitz morirono gli ebrei: Adriana Revere, dieci anni, e la madre. Il padre mor\u00ec a Flossenburg.<\/p>\n<p class=\"tF\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 15 dicembre 2024<br \/>\nEnrico Bucchioni, vezzanese, nel 1944 aveva 24 anni. A scuola aveva dimostrato una spiccata inclinazione artistica: suonava il violino, dipingeva, scriveva poesie e romanzi. 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