{"id":21305,"date":"2026-02-20T22:42:55","date_gmt":"2026-02-20T20:42:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=21305"},"modified":"2026-02-21T08:46:29","modified_gmt":"2026-02-21T06:46:29","slug":"quando-gli-spezzini-venivano-torturati-e-sembravano-lupi-affamati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/quando-gli-spezzini-venivano-torturati-e-sembravano-lupi-affamati\/","title":{"rendered":"Quando gli spezzini venivano torturati e sembravano lupi affamati"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_21306\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21306\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-21306\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC01999-ELAB-BASSA-RIS.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21306\" class=\"wp-caption-text\">Migliarina, Chiesa di San Giovanni Battista, dipinto &#8220;In memoria dei Caduti di Mauthausen&#8221; di Renato Manfredi<br \/>(2024) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"tCF\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 17 novembre 2024<\/strong><\/p>\n<p class=\"tG\">La nostra citt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica ad ospitare all\u2019interno di una chiesa un dipinto \u2013 ne \u00e8 autore il pittore Renato Manfredi  \u2013 dedicato alla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Fu inaugurato il 23 ottobre 1982 nella chiesa di San Giovanni Battista a Migliarina, alla presenza del vescovo Siro Silvestri. L\u2019idea nacque durante una visita fatta dal vescovo, con il parroco e i fedeli, a Mauthausen, il lager in cui furono rinchiusi e in gran parte uccisi la maggior parte dei deportati spezzini.<br \/>\nNel grande dittico il primo quadro, pervaso dalle tenebre, rappresenta la flagellazione di Cristo, a cui fanno da sfondo le torrette e il muro del lager di Mauthausen. Il secondo quadro presenta invece una scena luminosa, in cui splende Cristo Risorto, vestito d\u2019oro. Il muro di cinta del campo di concentramento  \u00e8 distrutto, per lasciar spazio a erba e luce, cio\u00e8 alla vita.<br \/>\nPerch\u00e9 fu scelta la chiesa di Migliarina? Perch\u00e9 Migliarina e Canaletto \u2013 che allora si chiamava Migliarina a mare \u2013 erano le zone della citt\u00e0 dove l\u2019ambiente antifascista era pi\u00f9 omogeneo e numeroso: per questo furono maggiormente colpite dalla ferocia nazista e fascista. Era una popolazione composta in gran parte da operai, ma c\u2019erano anche tanti piccoli operatori economici, in maggioranza antifascisti. I partigiani migliarinesi erano moltissimi, e spesso scendevano dai monti a compiere sabotaggi e azioni, supportati dalle SAP, i partigiani che operavano in citt\u00e0.<!--more-->I rastrellamenti si susseguirono a partire dal settembre 1944. Tutta la citt\u00e0, e Migliarina in particolare, viveva nel terrore. Il rastrellamento pi\u00f9 massiccio fu quello del 21 novembre \u2013 ottant\u2019anni fa \u2013 che pes\u00f2 enormemente nella memoria degli anni della guerra alla Spezia. Furono arrestate pi\u00f9 di 250 persone, incarcerate e torturate prima nella sede del Comando repubblichino, l\u2019ex Caserma 21\u00b0 Reggimento Fanteria, poi nel carcere di Marassi a Genova, e da l\u00ec trasferite nel campo di Bolzano e quindi a Mauthausen. I fascisti volevano punire Migliarina per essere stata sede di attentati a fascisti della zona, ma anche dare un segnale a tutta la popolazione, in primis a quei settori della borghesia che erano stati vicini al fascismo e ora lo stavano abbandonando. Molti furono i professionisti, i funzionari, i poliziotti arrestati, cos\u00ec i sacerdoti: o impegnati nell\u2019antifascismo, o non pi\u00f9 proni al fascismo. La Spezia ha ottenuto in questo modo un triste primato: \u00e8 la citt\u00e0 italiana che, in percentuale alla popolazione, ha avuto il maggior numero di vittime a Mauthausen. E, alla Spezia, il triste primato lo ha Migliarina. Per fortuna quasi un centinaio degli ultimi arrestati non andarono in Germania per il bombardamento del Brennero e della linea ferroviaria, e rimasero a Bolzano o a Genova o a Milano.<br \/>\nIl rastrellamento di Migliarina fu anche l\u2019occasione, per i fascisti, di mostrare ai tedeschi che cosa \u201csapevano fare\u201d. Costruirono a tal fine una documentazione del tutto falsa, costringendo con la tortura a firmare confessioni su responsabilit\u00e0 nelle azioni antifasciste che in realt\u00e0 non esistevano affatto. I tedeschi, insospettiti, se ne accorsero, ma poi lasciarono correre.<\/p>\n<div id=\"attachment_21307\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21307\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-21307\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/DSC02001ELAB-bassa-ris.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21307\" class=\"wp-caption-text\">Migliarina, presso il sagrato della Chiesa di San Giovanni Battista, \u201cIn memoria della deportazione migliarinese e spezzina del 1944 nei campi di sterminio nazisti&#8221; di Andrea Beconcini<br \/>(2024) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"tG\">I protagonisti  del terrore fascista sono noti: alcuni di loro pagarono nel dopoguerra con la pena di morte. Tra essi il famigerato Aurelio Gallo. I peggiori elementi dello squadrismo vecchio e nuovo si trovarono insieme nell\u2019ex 21\u00b0. Le testimonianze degli orrori l\u00ec praticati sono tantissime, anche nelle carte dei processi. Leggiamo il racconto di Attilio Battolini, socialista vezzanese:<br \/>\n\u201c<em>Dalla stanzetta, prima adibita a corpo di guardia, si veniva destinati, a suon di pugni, calci e sputi in faccia [\u2026] a celle strette e luride, in numero di cinquanta prigionieri ove un tempo venivano ospitati dieci soldati circa. [\u2026] Alla sera cominciavano gli interrogatori: si era accompagnati alla camera di tortura con il solito sistema degli schiaffi e dei calci [\u2026.]. Iniziava la tortura, in perfetta ambientazione terroristica: lampada a luce bassa, rivoltelle, nervi con piombo, esecutori dietro le spalle nel semibuio. Ad un cenno dei \u2018capi\u2019, quelli che stavano sul fondo toglievano con forza il soprabito, la giacca e talvolta la camicia, legavano con una catena le mani sulla schiena, ficcavano un fazzoletto in gola e imbavagliavano. Alle imputazioni formulate dagli inquisitori, l\u2019accusato doveva rispondere con cenni del capo: sia che si rispondesse affermativamente o negativamente, una sarabanda di torture d\u2019ogni genere arrivava addosso al povero disgraziato che per ore (chi scrive ha ricordo di sei ore, dico sei, in una serata) veniva sbattuto in una parte o l\u2019altra della stanza<\/em>\u201d.<br \/>\nQuali furono queste medievali torture lo raccontarono un centinaio di spezzini giunti nel campo di Bolzano. Gli altri detenuti rimasero molto colpiti, e alcuni di loro ne scrissero nel dopoguerra. Leggiamo un passo del libro del notaio Aldo Pantozzi, di Bolzano, sulle torture:<br \/>\n\u201c<em>Quella dell\u2019acqua \u2013 cannello di gomma introdotto nella gola per costringere a bere e bere fino a sentirsi scoppiare \u2013, quella del ferro \u2013 corona ferrea intorno alla fronte con avvitamento progressivo \u2013, quella del fuoco \u2013, che andava dai fiammiferi sotto le unghie ai ferri arroventati sulle carni \u2013, ed a quella terribile della trazione del corpo mediante un bordino legato agli organi genitali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p class=\"tG\">La vicenda di quel centinaio di spezzini, scrive Pantozzi, \u201cper me [\u2026] rappresent\u00f2 da quel giorno l\u2019intera tragedia del popolo italiano\u201d.<br \/>\nGiovanni Favagrossa, partigiano di Casalmaggiore, combattente nell\u2019Appennino Emiliano, colse in noi  il simbolo della stessa tragedia nazionale quando, nel gennaio 1945, scese per una missione a Parma, entr\u00f2 nella Stazione ed ebbe per la prima volta nella sua vita il contatto con brandelli di miseria e di sofferenza quotidiana:<br \/>\n\u201c<em>Gran parte dei viaggiatori in attesa dei treni in partenza erano spezzini [arrivati] a guisa di lupi affamati, per cercare  nella pianura emiliana e lombarda un po\u2019 di cibo. Riposavano sdraiati per terra poggiando il capo su enormi pacchi di viveri [\u2026], stavano raggomitolati su se stessi cercando indubbiamente in quella strana posa di combattere  la morsa del freddo. Ed erano donne giovani e vecchie, erano ragazzetti di dieci-dodici anni, erano bambine e ragazzette smilze e pallide\u2026, avvolte in miseri scialli che dovevano certo poco riparare dalle intemperie quei corpi rattrappiti e stanchi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p class=\"tG\">Poveri nostri concittadini, quanto patirono durante il fascismo, l\u2019occupazione nazista, la guerra.<\/p>\n<p class=\"tG\"><strong>Post scriptum:<\/strong><br \/>\nSul rastrellamento del 21 novembre 1944 rimando agli articoli di questa rubrica:<br \/>\nStoria di Adriano, deportato a diciassette anni, 23 novembre 2013<br \/>\nSacerdoti resistenti, 10 agosto 2014<br \/>\nMigliarina ricorda, 23 novembre 2014<br \/>\nI ribelli della Lunigiana e Aurelio Gallo, il torturatore, 22 aprile 2019<br \/>\nStoria della Resistenza civile dei poliziotti, 15 maggio 2022<br \/>\ne al testo: Prefazione a \u201cUmili e ribelli\u201d di Luigi Leonardi, www.associazioneculturalemediterraneo.com <\/p>\n<p class=\"tF\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 17 novembre 2024<br \/>\nLa nostra citt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica ad ospitare all\u2019interno di una chiesa un dipinto \u2013 ne \u00e8 autore il pittore Renato Manfredi  \u2013 dedicato alla deportazione nei campi di concentramento &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[663,81],"tags":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21305"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21305"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21312,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21305\/revisions\/21312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}