{"id":21208,"date":"2026-02-08T20:56:14","date_gmt":"2026-02-08T18:56:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=21208"},"modified":"2026-02-04T22:59:29","modified_gmt":"2026-02-04T20:59:29","slug":"la-resistenza-a-lerici-1330-giugno-1944-la-razzia-dei-lavoratori-del-muggiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/lerici-in\/la-resistenza-a-lerici-1330-giugno-1944-la-razzia-dei-lavoratori-del-muggiano\/","title":{"rendered":"La Resistenza a Lerici \/13<br \/>30 giugno 1944: la razzia dei lavoratori del Muggiano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_21210\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21210\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" class=\"size-medium wp-image-21210\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-1024x674.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-768x505.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-120x80.jpg 120w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/6-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-91a-Piazz.-lamiere-lato-ovest-1\u00b0-luglio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri.jpg 1167w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21210\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, Cantiere Ansaldo Muggiano &#8211; B &#8211; 91a Piazz. lamiere lato ovest &#8211; 1\u00b0 luglio 1963 &#8211; foto archivio storico Fondazione Fincantieri<\/p><\/div>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong>Lerici In novembre 2024<\/strong><\/p>\n<p class=\"tG\">Tra le tante vittime del nazismo e del fascismo vanno considerati anche i lavoratori italiani costretti a lavorare nelle fabbriche del Terzo Reich, sempre pi\u00f9 carenti di manodopera qualificata. Un fenomeno che coinvolse anche gli operai spezzini e lericini. Ma quali erano le sue radici?<br \/>\nIl trasferimento era cominciato dopo l\u2019alleanza tra Italia e Germania nel 1938 e aveva riguardato oltre centomila lavoratori. Quel flusso di manodopera faceva parte di un\u2019emigrazione organizzata, che dopo  la caduta di Mussolini divenne forzata: nel senso che quei lavoratori non potevano pi\u00f9 fare ritorno in Italia, perch\u00e9 la Germania li tratteneva arbitrariamente. Ma quegli oltre centomila non bastavano allo sforzo bellico nazista: ne occorrevano molti altri. Tra i dirigenti tedeschi le opinioni furono diverse: le risorse economiche e di uomini dell\u2019Italia dovevano essere sfruttate per l\u2019economia bellica nazista, ma come? Hitler giudic\u00f2 possibile il reclutamento di tre milioni di lavoratori. Ma l\u2019ambasciatore tedesco in Italia Rudolf Rahn \u2013 una sorta di vicer\u00e9 di Mussolini, o meglio l\u2019eminenza grigia che reggeva tutti i fili della Repubblica di Sal\u00f2 \u2013 non era d\u2019accordo, perch\u00e9 temeva la mobilitazione antinazista. Anche a causa dei bombardamenti alleati sulle fabbriche tedesche si scelse alla fine la linea di sfruttare l\u2019industria bellica italiana senza tuttavia rinunciare al prelievo coatto di manodopera per quella tedesca. Si tratt\u00f2 comunque di un numero considerevole di lavoratori: oltre ai deportati nei campi di concentramento \u2013 che pure lavoravano finch\u00e9 sopravvivevano \u2013 e ai soldati che avevano scelto di restare in Germania per non arruolarsi nella Repubblica di Sal\u00f2 \u2013 pure essi a disposizione dell\u2019industria di guerra \u2013 almeno altri centomila lavoratori furono rastrellati in modo coatto.<!--more--><br \/>\nAnche la Liguria fu colpita: a Genova \u00e8 viva la memoria del trasferimento coatto in Germania di circa 1500 lavoratori, avvenuto il 16 giugno 1944. Alla Spezia si \u00e8 persa la memoria di un fatto analogo, anche se con un numero minore di lavoratori coinvolti, perch\u00e9 dipendenti di una sola fabbrica: il Cantiere Navale Muggiano. Ho riscoperto questa pagina di storia grazie a Dino Grassi, che me l\u2019ha raccontata mentre lavoravamo alla pubblicazione di \u201cIo sono un operaio. Memoria di un maestro d\u2019ascia diventato sindacalista\u201d. Dino \u2013 allora non ancora diciottenne &#8211; aveva molto vivo il ricordo di quel giorno, dopo il quale non torn\u00f2 pi\u00f9 al Muggiano, dove lavorava. Si licenzi\u00f2, e and\u00f2 a fare il contadino fino alla Liberazione, per poi tornare in Cantiere. Ogni anno, per molti anni, i lavoratori del Cantiere hanno commemorato non solo i compagni caduti nei campi di concentramento nazisti deportati dopo lo sciopero del marzo 1944, ma anche i compagni caduti nei campi di lavoro. Il rastrellamento dei lavoratori ci fu pochi giorni dopo quello genovese, il 30 giugno 1944.<br \/>\nL\u2019archivio di Dino \u00e8 di grande aiuto per la ricostruzione dei fatti, perch\u00e9 conserva alcuni testi di suoi discorsi al Muggiano in occasione del 25 aprile. In tutti questi interventi \u2013 risalenti agli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta \u2013 non viene mai fatta distinzione tra i caduti rastrellati a marzo e i caduti rastrellati a giugno. Ci\u00f2 emerge anche dalle memorie di altri lavoratori del Cantiere che ho potuto consultare: quelle di Soresio Montarese e di Bruno Scattina. Dino mi ha parlato anche di un operaio del Muggiano che fu rastrellato il 30 giugno e sopravvisse: Silvio Sassetoli, cattolico di Pitelli, che ha lasciato una testimonianza scritta, conservata all\u2019Istituto Storico della Resistenza. <\/p>\n<div id=\"attachment_21209\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-21209\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" class=\"size-medium wp-image-21209\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-1024x661.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-768x496.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri-150x97.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/4-La-Spezia-Cantiere-Ansaldo-Muggiano-B-85a-Binarione-n.2-2-maggio-1963-foto-archivio-storico-Fondazione-Fincantieri.jpg 1190w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21209\" class=\"wp-caption-text\">La Spezia, Cantiere Ansaldo Muggiano &#8211; B &#8211; 85a Binarione n.2 &#8211; 2 maggio 1963 &#8211; foto archivio storico Fondazione Fincantieri<\/p><\/div>\n<p class=\"tG\">L\u2019esame combinato dei testi di Dino e di Sassetoli e alcune mie prime ricerche consentono di stabilire che tre furono i caduti certi tra i lavoratori del Muggiano inviati in Germania il 30 giugno: Mario Piras, nato alla Spezia nel 1902, residente a Sarzana, operaio, deceduto per maltrattamenti a Mannheim il 7 marzo 1945; Ulderico Tozzini, nato a San Terenzo nel 1914, congegnatore, deceduto il 25 giugno 1945 all&#8217;Ospedale della Spezia, al suo ritorno dai campi; De Michelis, di cui conosciamo solo il cognome. Sassetoli fa inoltre i nomi di Lattici, Orefici e Ricco, deceduti dopo il ritorno dai campi. E\u2019 significativo che i rastrellati per lavoro coatto morirono quasi tutti al loro ritorno in patria. Non erano prigionieri nei campi di concentramento, ma vissero comunque una situazione drammatica, fatta di sfruttamento, di ritmi massacranti, di sporcizia e soprattutto di fame, di sottoalimentazione: per questo il fisico di molti fu minato per sempre.<br \/>\nA Genova i deceduti certi furono 14, su 1500. Il numero dei deceduti spezzini \u00e8 minore, ma fa pensare a un numero di lavoratori inviati in Germania non certo piccolo. Gli archivi che ho consultato non ci dicono ancora tutta la verit\u00e0, ma ci aiutano a raggiungerla. Il 20 marzo 1944 il prefetto fascista Franz Turchi scrisse al Ministero dell\u2019Interno e al segretario particolare del Duce: il 16 marzo una commissione germanica era andata al Muggiano e aveva chiesto alla direzione e alla commissione interna di avviare al lavoro in Germania 300 lavoratori. Turchi si lament\u00f2 per non essere stato coinvolto. Il 23 marzo il direttore dell\u2019ufficio di collocamento scrisse un promemoria per Turchi: lo informava del fatto che i dirigenti dell\u2019ufficio di arruolamento tedesco, visto che non c\u2019era la disponibilit\u00e0 volontaria dei lavoratori ad andare a lavorare in Germania, chiedevano la precettazione obbligatoria di 300 lavoratori del Muggiano. Secondo il direttore dell\u2019ufficio di collocamento la richiesta era sproporzionata, e andava ridotta. Turchi era preoccupato per il malcontento operaio, ma non spos\u00f2 questa tesi. Il 30 marzo si limit\u00f2 a chiedere istruzioni al commissario nazionale del lavoro, il quale gli rispose, il 18  aprile, che aveva interessato della cosa il comandante dell\u2019ufficio tedesco in Italia. Evidentemente i tedeschi decisero di andare avanti. Sappiamo certamente che molti lavoratori del Muggiano furono costretti, il 30 giugno, a salire in treno e ad andare a lavorare in Germania. Sappiamo che qualcuno riusc\u00ec a fuggire. Dino Grassi mi ha raccontato di come si salv\u00f2 Avio Lucetti, che poi fu per molti anni vicesindaco di Lerici: alla stazione di Spezia si nascose dentro l\u2019ampia gonna di una donna. Sappiamo che almeno tre di loro non sopravvissero. La ricerca deve continuare. E\u2019 fondamentale restituire a tutti i lavoratori che da questa vicenda furono coinvolti e spesso travolti una biografia, una storia, un volto.<\/p>\n<p class=\"tG\">Le fotografie sono tratte dal primo volume del libro mio e di Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia\u201d.<\/p>\n<p class=\"tF\"> Giorgio Pagano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lerici In novembre 2024<br \/>\nTra le tante vittime del nazismo e del fascismo vanno considerati anche i lavoratori italiani costretti a lavorare nelle fabbriche del Terzo Reich, sempre pi\u00f9 carenti di manodopera qualificata. 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