{"id":19913,"date":"2024-11-25T21:53:07","date_gmt":"2024-11-25T19:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=19913"},"modified":"2024-11-27T21:47:14","modified_gmt":"2024-11-27T19:47:14","slug":"18-marzo-1944-2024-ricordo-di-arturo-emilio-bacinelli-partigiano-ucciso-dai-fascisti-sarzana-18-marzo-2024-arturo-emilio-bacinelli-e-i-gap-nella-provincia-spezzina-relazione-di-giorgio-pagano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/economia-societa-politica-anticorpi-alla-crisi\/18-marzo-1944-2024-ricordo-di-arturo-emilio-bacinelli-partigiano-ucciso-dai-fascisti-sarzana-18-marzo-2024-arturo-emilio-bacinelli-e-i-gap-nella-provincia-spezzina-relazione-di-giorgio-pagano\/","title":{"rendered":"18 Marzo 1944 &#8211; 2024 ricordo di Arturo Emilio Bacinelli partigiano ucciso dai fascisti<br \/>Sarzana 18 Marzo 2024<br \/>Arturo Emilio Bacinelli e i GAP nella provincia spezzina &#8211; Relazione di Giorgio Pagano"},"content":{"rendered":"<p class=\"tCF\"><strong>18 Marzo 1944 &#8211; 2024 Ricordo di Arturo Emilio Bacinelli partigiano ucciso dai fascisti<br \/>\nSarzana 18 Marzo 2024<\/strong><\/p>\n<p class=\"tCF\"><strong>Arturo Emilio Bacinelli e i GAP nella provincia spezzina<br \/>\nRelazione di <em>Giorgio Pagano<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"tG\">Arturo Emilio Bacinelli nacque a Sarzana il 4 maggio 1910.<br \/>\nFin da ragazzo faceva il falegname. Eccelleva nella professione, tant\u2019\u00e8 che fu assunto nell\u2019Arsenale Militare della Spezia, anche se non era iscritto al Fascio. Nel 1943 si licenzi\u00f2 e and\u00f2 a lavorare nell\u2019officina Bertone a Sarzana.<br \/>\nNella scheda Ricompart Bacinelli \u00e8 partigiano dal 20 settembre 1943.<br \/>\nPaolino Ranieri, militante comunista, lo conosceva perch\u00e9 frequentava la sua bottega di barbiere, ma non ne conosceva le idee politiche. Poi cap\u00ec che poteva fidarsi di lui. Secondo Ranieri Bacinelli nell\u2019ottobre 1943 chiese di avere un incontro con lui e con Anelito Barontini per entrare nella Resistenza e \u201dvenne nominato responsabile delle Sap di Sarzana\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>[Ranieri o l\u2019intervistatore confondono le Sap con i Gap, NdA].<br \/>\nLa figlia Emma (Viviana) ha raccontato che in casa il padre conservava alimenti e armi da inviare ai ragazzi che erano ai monti. Gli alimenti non si dovevamo mangiare, nonostante la fame imperante, perch\u00e9 erano destinati ai partigiani. La figlia lo ricorda come un uomo con un forte senso dell\u2019uguaglianza e della giustizia sociale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<br \/>\nSubito dopo l\u20198 settembre 1943 in Val di Magra si costituirono due gruppi nelle colline della zona: il gruppo di Primo Battistini e dei santostefanesi sul Monte Grosso, con Angelo Tasso e Ottorino Schiasselloni, non legato inizialmente al PCI; e il gruppo sarzanese sul monte Nebbione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"tG\">Leggiamo un brano di una testimonianza di Guido Ambrosini:<br \/>\nIn Sarzana, immediatamente dopo l\u20198 settembre 1943, un gruppo sparuto di elementi locali si diedero alla macchia; originariamente in otto, ben presto arrivarono al numero di trenta. Alcuni erano stati processati e condannati dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, durante il regime; altri erano politicamente sospetti di antifascismo. Mantennero contatti diretti con la cellula del PCI (Sezione di Sarzana), dalla quale dipendevano. Responsabile per la questione organizzativa e militare ne era Bacinelli Emilio, mentre Commissario Politico era Paolino Ranieri (nome di battaglia \u201cAndrea\u201d). Ecco i nomi di alcuni sarzanesi componenti quel primo gruppo: Baccinelli Emilio [in questo caso il cognome \u00e8 scritto con due \u201cc\u201d, NdA], Ranieri Paolino, Forcieri Alfio, Forcieri Vittorio, Perugi Turiddo, Perugi Pilade, Vesco Guglielmo, Luciani Goliardo, Podest\u00e0 Giuseppe, Rocca Bruno, Gilardi Oriano, Badiale Nunzio, Boccardi Ugo (vulgo \u2018Ramella\u2019)<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Vanno citati anche Anelito Barontini e Dario Montarese, che erano i punti di riferimento del gruppo.<br \/>\nI primi tentativi di azioni punitive e dimostrative contro i fascisti risalgono al novembre 1943, per iniziativa del PCI. Una riunione, ricordata in pi\u00f9 testimonianze, si tenne a novembre<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<br \/>\nI comunisti spezzini si attivarono, sulla base delle indicazioni nazionali, per compiere attentati. Il ruolo dei Gap \u2013 Gruppi di azione patriottica \u2013 era quello di galvanizzare gli antifascisti e di infondere senso di isolamento e di insicurezza ai fascisti.<br \/>\nA fine settembre 1943, in una riunione a Milano, era stato creato il Comando delle nascenti brigate Garibaldi ed era stata decisa la costituzione dei Gap. Creare le brigate richiedeva per\u00f2 tempi lunghi, come ha scritto Santo Peli:<\/p>\n<p class=\"tG\">Nell\u2019immediato, il vertice del Partito, collaudato stato maggiore a capo di un esercito con pochi ufficiali e scarsissime truppe, ha bisogno di un detonatore, di una struttura operativa, capace, con azioni di grande risonanza, di dimostrare che la lotta armata, non pi\u00f9 solo contro i fascisti ma anche contro i tedeschi, \u00e8 possibile, da subito, e proprio nelle citt\u00e0, dove pi\u00f9 radicata \u00e8 la presenza operaia, e pi\u00f9 denso il controllo delle autorit\u00e0 fasciste e dei comandi tedeschi<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Leggiamo una testimonianza di Terzo Ballani, che nella seconda met\u00e0 del 1943 reggeva di fatto la segreteria del partito (sar\u00e0 poi nel 1944 commissario politico della Brigata Centocroci, una formazione \u201cmista\u201d, composta cio\u00e8 da \u201cbadogliani\u201d e da comunisti):<\/p>\n<p class=\"tG\">Nei mesi di ottobre e novembre si riusc\u00ec a costituire due zone di azione nella localit\u00e0 \u201cTermo\u201d per tutta l\u2019area occupata dalle fabbriche pi\u00f9 importanti e Villa Andreini per la citt\u00e0 \u2013 porto mercantile e Arsenale etc.<br \/>\nIn ognuna di queste zone vi agivano dai 15 ai 20 gappisti divisi in squadre di tre elementi comandati per la zona del Termo dal gappista Angelinelli \u2013 Villa Andreini dal gappista Lido Casalini<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Dopo una prima fase dedicata alla raccolta delle armi e alla diffusione di stampa clandestina, si pass\u00f2 alle azioni:<\/p>\n<p class=\"tG\">Le azioni di gappisti di guerra vera furono eseguite alla fine autunno-inverno 1943. [\u2026] Avviene nei mesi di novembre la prima azione importante dei gappisti nella zona dei Castagnetti di Vezzano Ligure, quando tre squadre di gappisti attaccarono una grossa squadra di tedeschi di circa 20 uomini comandati da un sergente per liberare circa quaranta uomini rastrellati in quella zona per farli lavorare per la costruzione di alcuni tronchi di strada.<br \/>\nLo scontro fu improvviso e quindi rapido nella confusione; la maggior parte fugg\u00ec e i tedeschi che rimasero sorpresi non ebbero la possibilit\u00e0 di una immediata reazione<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Questa azione non \u00e8 citata nella storiografia.<br \/>\nI documenti conservati nell\u2019Archivio di Stato della Spezia citano numerose azioni di sabotaggio delle comunicazioni telefoniche e telegrafiche. Il 6 novembre usc\u00ec sui muri della citt\u00e0 un manifesto fascista minaccioso, che faceva riferimento ad attentati alle linee telefoniche alla Foce e a Campiglia, nel capoluogo, e al Pezzino, al Fezzano e alle Grazie, nel Comune di Portovenere, firmato dal capo della provincia Franz Turchi. Il 30 novembre e poi il 9 dicembre tocc\u00f2 alle linee di Ricc\u00f2, il 6 dicembre a quelle della Chiappa.<br \/>\nI documenti citano, a proposito di Vezzano, due azioni. I carabinieri denunciarono il 6 e poi il 7 ottobre un attentato lungo la rotabile Vezzano-La Spezia: alcuni ragazzi furono visti mentre mettevano bombe, due sospettati vennero fermati. Nei due rapporti la data dell\u2019attentato \u00e8 diversa: 3 e 4 ottobre<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. L\u20198 ottobre un altro rapporto dei carabinieri scriveva di due persone fermate per il furto dei paletti issati dai militari tedeschi presso il ponte ferroviario di Vezzano Ligure, avvenuto il 7<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Pi\u00f9 grave ancora fu quanto accadde, secondo il rapporto dei carabinieri del 26 novembre, a Valeriano, frazione di Vezzano, il 21 novembre: erano state lanciate due bombe a mano, a scopo intimidatorio, nella campagna vicina al Dopolavoro, dove si riunivano i fascisti. Ci furono otto perquisizioni e quattro fermi<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Non sembra trattarsi, in nessun caso, dell\u2019azione raccontata da Ballani: non tutto, infatti, coincide. Ma certamente i gappisti\u00a0 a Vezzano erano molto attivi.<br \/>\nSecondo Giorgio Gimelli le azioni di sabotaggio ai treni furono opera della \u201csquadra Gap guidata da Arturo Baccinelli\u201d,\u201dche a met\u00e0 novembre \u201ceffettu\u00f2 frequenti lanci di bombe a mano contro convogli militari sulla ferrovia Sarzana-Parma e Sarzana-Milano\u201d<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<br \/>\nFu un crescendo antitedesco e antifascista.<br \/>\nAnche se l\u2019ispettore del PCI Raffaele Pieragostini \u201dLorenzo\u201d, quando arriv\u00f2 da Genova, non fu soddisfatto:<\/p>\n<p class=\"tG\">Manca un vero comitato sportivo [militare, NdA]. Tutti si interessano di questo compito con grande scapito di tutto e di tutti. [\u2026] Esiste una banda di 50 sulle montagne. Divisa in gruppi e con un comandante che non ha \u201cqualit\u00e0 militari\u201d e un commisario [sic]. Detta banda armata del necessario non ha per\u00f2 ancora dato luogo ad azioni. Sono stati definiti i compiti delle bande e date direttive e indicati obiettivi e mezzi<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Il comandante e il commissario citati erano Bacinelli e Ranieri. Emerge gi\u00e0 in questo primo rapporto di Pieragostini ai comunisti spezzini il suo approccio, contrassegnato dal rigore morale e dal dirigismo schematico tipici del gruppo \u201cventotenista\u201d, formatosi alla \u201cscuola del confino\u201d.<br \/>\n\u201cLorenzo\u201d aggiungeva che gli altri partiti erano contrari alle azioni:<\/p>\n<p class=\"tG\">Malgrado lo sforzo del nostro rappresentante, il Comitato [CLN] \u00e8 su un terreno attendista. Il democristiano si \u00e8 ritirato perch\u00e9 non condivide l\u2019azione immediata<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Tuttavia le azioni proseguirono: i comunisti avevano deciso di procedere in modo autonomo. Il 12 dicembre furono sparati colpi di arma da fuoco contro i treni a Bettola di Aulla<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, il 16 dicembre nella galleria di Santo Stefano Magra<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Secondo il commissario federale del Fascio Umberto Bertozzi l\u2019autore della sparatoria a Santo Stefano \u2013 lo scrisse a Turchi il 27 dicembre \u2013 era Ottorino Schiasselloni, di Caprigliola, del gruppo di Battistini<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Ma l\u2019attentato gappistico vero e proprio ci fu a Sarzana, la sera del 13 dicembre, contro i fascisti. Il maggiore Rago, commissario prefettizio di Sarzana e segretario del Fascio locale, fu oggetto di colpi di pistola. Nei giorni precedenti erano falliti due attentati contro di lui. Rago e il segretario comunale che lo accompagnava, Eugenio Gari, rimasero feriti, il secondo in modo pi\u00f9 grave. Gli attentatori appartenevano alla squadra gappista costituita da Bacinelli: un reparto particolarmente efficiente, costituito in stretta collaborazione con i comunisti sarzanesi saliti ai monti<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. Giulivo Ricci scrisse che \u201cIl principale autore dell\u2019azione, dopo pochi istanti dall\u2019attentato, si era riportato, come un casuale passante, sul posto, dopo aver rovesciato il suo impermeabile \u2018double face\u2019\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. \u201cDel tutto a vuoto \u2013 aggiungeva \u2013 era andato invece il colpo progettato per catturare nel bar Costituzionale un noto esponente fascista\u201d<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<br \/>\nSecondo Ricci \u201cPrimo Battistini [&#8230;] a queste azioni gappistiche diede un contributo insieme con Emilio Bacinelli\u201d<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>. Il futuro \u201cTullio\u201d lo conferma: alle \u201cvarie azioni di Gap avvenute in Sarzana [\u2026] noi tutti avevamo avuto parte fondamentale\u201d<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>.<br \/>\nLa reazione fascista fu furiosa. Il giorno dopo il Ministero dell\u2019Interno scrisse alla Direzione nazionale della Polizia: si era proceduto a quaranta arresti e al coprifuoco fino alle 19<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>. Gli arresti salirono a un centinaio, ma la rappresaglia fu poi mitigata da Turchi.<br \/>\nL\u2019ultima bomba dell\u2019anno fu quella scoppiata in un caruggio di Vernazza, il 27 dicembre<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>.<br \/>\nDalle vicende del 1943 emerge con chiarezza che i\u00a0 Gap a Sarzana erano un\u2019emanazione dei gruppi operanti sulle colline.<br \/>\nI Gap a Spezia ebbero invece un\u2019origine diversa: avevano base nella citt\u00e0 stessa, non nelle colline. Va detto che le azioni nel 1943 alla Spezia e a Vezzano citate dai testimoni come gappiste \u2013 come quella raccontata da Ballani \u2013 non ebbero precisamente le caratteristiche del gappismo \u201cclassico\u201d. Il partito usava comunque la denominazione Gap. Il 20 gennaio 1944 Pieragostini scriveva:<\/p>\n<p class=\"tG\">Circa il lavoro dei Gruppi patriottici contro tedeschi e fascisti [gli altri partiti del CLN] hanno ancora delle obiezioni ma sono diminuite. Molto vicino a noi il rappresentante del Partito Liberale; mentre il\u00a0 PS e il PdA non sono ancora sul terreno degli accordi presi tra le direzioni dei tre partiti [il riferimento era all\u2019accordo nazionale PCI- PSIUP- PdA dell\u201911 dicembre 1943, NdA]<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Il partito nazionale, come ho accennato, non era soddisfatto. Giancarlo Pajetta, in un rapporto presumibilmente della fine del 1943, scrisse che, alla Spezia, \u201cl\u2019organizzazione dei Gap non esiste da nessuna parte\u201d<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>. E ancora ai primi del 1944, riferendosi in generale alla Liguria: \u201csono troppo molli da queste parti\u201d<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>.<br \/>\nIn realt\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 cresceva notevolmente. A fine dicembre i due gruppi, santostefanese e sarzanese, si spostarono al Trambacco, una localit\u00e0 in mezzo ai boschi nel territorio del Comune di Tresana, a breve distanza da quelli dei Comuni di Bolano e di Podenzana. Le colline pi\u00f9 in basso erano diventate troppo pericolose. C\u2019erano pure gli spezzini: Giovanni Albertini \u201cLuciano\u201d, Anselmo Corsini \u201cAmbrosio\u201d, Luigi Amedeo Giannetti.<br \/>\nSal\u00ec anche Bacinelli. Racconta Battistini:<\/p>\n<p class=\"tG\">Si stava preparando un attacco in forze contro di noi e decidemmo di andarcene. [\u2026] Io portavo in spalla lo zaino di Bacinelli<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Bacinelli, in realt\u00e0, preferiva operare in citt\u00e0, come ricord\u00f2 Ranieri:<\/p>\n<p class=\"tG\">Ad un certo momento sal\u00ec ai monti, dove fu nominato comandante di distaccamento. Ma, lass\u00f9, era spesso triste e preoccupato per la sua famiglia, ed in particolar modo per la figlia (Emma) Viviana; perci\u00f2 decise di rientrare a Sarzana, dove riprese a dirigere le Sap [i Gap, NdA]. Peraltro i partigiani avevano bisogno di lui, e lo stesso Barontini, rientrato alla Spezia dai \u201cmonti\u201d, ritenne di dover richiamare Bacinelli che, per le prove gi\u00e0 offerte nelle settimane precedenti, dava le migliori garanzie di saper condurre azioni e colpi di mano fulminei e davvero efficaci contro i nazifascisti<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Bacinelli rientr\u00f2 a Sarzana nel gennaio 1944. Alla\u00a0 Spezia fu trovato per lui un rifugio, da dove usciva al momento opportuno per le azioni programmate. Intanto il 9 gennaio, in piazza Roma a Sarzana, fu ucciso Dante Pallini, vicecomandante della GNR. Il 10 gennaio tocc\u00f2, sempre a Sarzana, ad altri due fascisti: Giglio Moruzzo e il fratello Dante.<br \/>\nLa reazione nazifascista fu il rastrellamento dal 16 al 21 gennaio, che impegn\u00f2 la X Mas, la GNR, reparti tedeschi: 800 uomini al comando del maggiore Umberto Bardelli della X Mas. Franz Turchi, che cit\u00f2 anche il ferimento dei fascisti Pietrapiana a Ponzano e Simoni a Deiva, ricord\u00f2 la rappresaglia con vanto:<\/p>\n<p class=\"tG\">Dopo l\u20198 settembre ci\u00f2 accadeva in Italia per la prima volta<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Ma fu senza risultato: i ribelli erano gi\u00e0 saliti al Trambacco. Il 20 gennaio Pieragostini scriveva:<\/p>\n<p class=\"tG\">Il lavoro sportivo si svolge bene a S., speriamo di esportarlo a La S. Attendo una relazione dettagliata sull\u2019attivit\u00e0 in montagna, dove in questi giorni sono stati sguinzagliati un migliaio di uomini per rastrellarne 45, essendo tanti i componenti dei nostri distaccamenti, i quali si sono sganciati ottimamente e fino ad oggi non abbiamo a deplorare nessuna perdita<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Non sappiamo con certezza chi fece gli attentati del 9 e del 10 gennaio, ma probabilmente Bacinelli e forse anche Battistini e Schiasselloni ebbero un ruolo diretto. In una parte della memoria sarzanese autore dell\u2019attentato a Pallini sarebbe stato Libero Neri \u201cMagron\u201d, titolare di un negozio di commestibili.<br \/>\nContinuavano intanto le critiche degli altri partiti. Ennio Carando, rappresentante del PCI nel CLN, il 20 gennaio scrisse che i rappresentanti del PdA e della DC nel CLN<\/p>\n<p class=\"tG\">sostenevano che compito del Comitato dovrebbe essere quello d\u2019ordinare le singole azioni e non di accettare la responsabilit\u00e0 collettiva delle azioni da esse non predisposte. Si alludeva particolarmente ai fatti di Sarzana da essi pienamente disapprovati come azioni impolitiche, inopportune, e, per parte del rappresentante del P. Dem. Crist., immorali. Io feci notare che tali azioni erano la risultante di condizioni di fatto esistenti in Italia e richiamai l\u2019attenzione su quanto avviene in tutte le regioni dove dominano i tedeschi e i fascisti, e di conseguenza esse sono imprevedibili ed inevitabili<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">Il CLN rest\u00f2 comunque unito e decise, tra l\u2019altro, di costituire un comitato militare.<br \/>\nIl 20 gennaio i Gap intervennero alla Spezia contro la X Mas. Un tram carico di marinai di ritorno in caserma e in transito nel quartiere spezzino del Canaletto fu colpito da tre bombe che provocarono la morte di due civili, entrambi operai, e il ferimento di 25 persone, 20 delle quali membri della X Mas. Leggiamo la testimonianza di Anselmo Corsini:<\/p>\n<p class=\"tG\">Da questi gruppi [&#8230;] sono sorti i primi Gap da me costituiti, si componevano di pochi elementi per unit\u00e0 ma molto efficaci per le azioni decise. Una delle pi\u00f9 significative fu quella compiuta contro un tram riservato alla Decima Mas composto di alcune vetture occupate da militari [\u2026]. Detta azione compiuta di sorpresa da 3 gappisti con lancio di bombe a mano<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">L\u2019attentato provoc\u00f2 una discussione anche all\u2019interno del PCI, a dimostrazione del fatto che \u201cla paura fisica, e le perplessit\u00e0 morali, non sono affatto una prerogativa degli altri partiti antifascisti\u201d<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a>.<br \/>\nIl 16 febbraio Raffaele Pieragostini riferendosi al Commissario, cio\u00e8 a Paolino Ranieri, scrisse che:<\/p>\n<p class=\"tG\">E\u2019 stato chiesto in seguito a quale ordine era stato effettuato l\u2019attentato al tranvai al Muggiano, egli dichiara\u00a0 di essere contrario a tale genere di azioni e che ci\u00f2 \u00e8 stato compiuto da altri alludendo in merito ad A.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [nel testo dattiloscritto le lettere dopo quella iniziale sono cancellate a penna, ma si individua il nome Albertini; cos\u00ec come in C. il termine Commissario, NdA] [\u2026] Circa il contegno di A. egli afferma essere costui elemento poco coraggioso, di sentimenti nettamente trosckisti [&#8230;] il distaccamento di Sarzana [\u2026] non\u00a0\u00a0 aveva nascosto le armi ma le aveva lasciate alla merc\u00e9 di tutti<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[34]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">In un secondo testo sempre datato 16 febbraio Pieragostini fu molto critico sia verso Ranieri che verso Albertini:<\/p>\n<p class=\"tG\">Ho costituito il C. M. [Comando Militare, NdA] che prima d\u2019oggi non esisteva. Questo si \u00e8 messo subito al lavoro ma ha trovato tutta una confusione e un lavoro da rifare [\u2026] un vero caos. [\u2026] Non so se di questo sia da attribuire una grande parte di colpa a C. e ad A. Costoro, che avevano abbandonato la citt\u00e0 per andare a costituire delle squadre, hanno condotto le cose in modo tale che solo un lungo lavoro potr\u00e0 rimettere in ordine i fatti e le responsabilit\u00e0.\u00a0 Sembra che tra i due non corra e non sia corso buon sangue; molte delle loro azioni sono state mal condotte o peggio se studiate. Oggi si accusano a vicenda come fa il C. o tacciono come fa l\u2019A., il quale non \u00e8 neppure pi\u00f9 reperibile. Sto intravvedendo se da un\u2019inchiesta non appariscano gli elementi per prendere provvedimenti disciplinari contro i due.<br \/>\nAnche in citt\u00e0 [&#8230;] \u00e8 una critica al loro indirizzo. E delle critiche al loro metodo di indirizzo giungono da ogni dove. [\u2026] Convengo anch\u2019io che molti errori sono stati da loro commessi [\u2026] Qualcosa deve essere intervenuto tra i due che deve essere chiarito. Perch\u00e9 credo che quel qualche cosa cosa possa essere la causa di difetti errori e forse peggio, avvenuti<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[35]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">In questo caos Bacinelli era una certezza, almeno per compiere attentati in pianura.<br \/>\nAlla fine del mese di febbraio fu effettuato il primo lancio alleato in terra lunigianese, ai campi di Tea vicino al passo dei Carpinelli. Ci\u00f2 avvenne grazie a Domenico Azzari, RT della Special Force vicino ai comunisti, in contatto con Goliardo Luciani e con Eugenio Bellegoni. Ai primi di marzo arrivarono in tal modo le armi per i Gap di Bacinelli.<br \/>\nIn quei giorni si pensava a una reazione all\u2019uccisione dei ragazzi del Monte Barca (14-17 marzo) ad opera della X Mas, la rappresaglia all\u2019assalto al treno a Valmozzola del 12 marzo.<br \/>\nMa Bacinelli fu ucciso a Sarzana il 18 marzo.<br \/>\nLa sua abitazione era sorvegliata. Barontini sconsigli\u00f2 Bacinelli di andare a casa, tent\u00f2 in ogni modo di dissuaderlo.<br \/>\nMa \u201cBacinelli insistette sulla necessit\u00e0 di andare, anche perch\u00e9, disse, si era ricordato di aver nascosto del materiale importante nella soffitta della sua abitazione che avrebbe dovuto controllare, per deciderne poi il trasloco e servirsene per un colpo spettacolare contro una mensa spezzina dei tedeschi e della X Mas\u201d<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a>.<br \/>\nLa figlia ricorda che il padre, poco tempo prima della sua uccisione, \u201caveva ospitato in casa un giovane studente di Romito Magra\u201d avviato ai monti il mattino seguente. E che \u201ci ragazzi furono intercettati e catturati dai fascisti. Torturati ed interrogati su chi\u00a0 li avesse reclutati, proprio il giovane che aveva ricevuto ospitalit\u00e0 in casa [\u2026] per timore di essere ucciso rivel\u00f2 i particolari fisici\u201d del padre e descrisse la fisionomia del luogo<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a>.<br \/>\nGli unici partigiani catturati in quei giorni furono i ragazzi del Monte Barca. L\u2019unico studente era Ubaldo Cheirasco, ma non era di Romito Magra. L\u2019ipotesi che abbia tradito \u00e8 del tutto inverosimile. Basti pensare alle testimonianze di Mario Galeazzi, l\u2019unico ragazzo sopravvissuto, e di don Marco Mori, che assistette i ragazzi prima della morte. Dario Montarese scrisse, a proposito di Cheirasco, che \u201dil suo contegno fu dignitoso ed eroico ed il suo labbro muto\u201d<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\">[38]<\/a>. E tre distaccamenti della Brigata Muccini saranno poi dedicati a tre martiri del Monte Barca: Luciano Righi, Nino Gerini e Ubaldo Cheirasco.<br \/>\nLa stessa sera del \u201ctradimento\u201d \u2013 secondo il racconto della figlia \u2013 i fascisti si recarono a casa di Bacinelli ma non lo trovarono. La moglie riusc\u00ec ad\u00a0 avvisare gli amici. Ma Bacinelli rientr\u00f2. Il cognato Libero Mambrini gli raccomand\u00f2, durante il percorso, di non entrare, perch\u00e9 la casa era sorvegliata. Bacinelli entr\u00f2 in casa alle\u00a0 sette del mattino, salut\u00f2 moglie e figlia, disse a Bruno Segnani, il vicino, di portar via quanto di compromettente c\u2019era in casa, quando usc\u00ec fu ucciso. La figlia ricorda: \u201cerano due fascisti con la pistola in mano\u201d<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">[39]<\/a>.<br \/>\nNell\u2019archivio del Comune di Sarzana \u00e8 conservata una &#8220;minuta&#8221; senza data che riporta un elenco di vittime dei nazifascisti; dal testo pare che i dati siano pervenuti dalla Pretura di Sarzana. Forse erano un&#8217;anticipazione di atti formali finalizzati alla trascrizione di morte.<br \/>\nLa \u201cminuta\u201d \u00e8 contenuta in una busta di materiale non classificato dei Servizi Demografici; a scriverla dovrebbe essere stato l&#8217;allora capo servizio Corrado Martinetti (la scrittura parrebbe la sua).<br \/>\nIl primo nome \u00e8 quello di &#8220;Bacinelli Arturo fu Antonio, ucciso dai militi G.N.R., Tellini e Tognoni, in<u> casa<\/u>, via Sobborgo Spina, il 18.3.944&#8243;<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\">[40]<\/a>.<br \/>\nNell\u2019immediato dopoguerra Spartaco Tellini fu condannato per avere, nella sua qualit\u00e0 di milite della GNR, dopo l&#8217;8 settembre, collaborato col tedesco invasore partecipando a rastrellamenti e all&#8217;uccisione del partigiano Bacinelli. La Corte d&#8217;Assise condann\u00f2 l&#8217;imputato, concedendo le attenuanti generiche art. 62 bis del C.P. che convertirono la pena di morte in quella della reclusione di 24 anni, non riconoscendo in lui la fredda premeditazione all&#8217;uccisione della vittima, in quanto Bacinelli era stato ammazzato in un conflitto a fuoco (ma sappiamo che il conflitto in realt\u00e0 non ci fu).<br \/>\nA seguito del condono del 22 aprile 1946, la pena venne ridotta a 16 anni di\u00a0 reclusione, al pagamento delle spese processuali e alla confisca dei beni dell&#8217;imputato. Contro tale sentenza del 6 dicembre 1946 si ricorse in Cassazione. La Suprema Corte arriv\u00f2 ad annullare la sentenza con rinvio ad altra sede e tra le motivazioni, oltre alla legittima difesa, vi era il fatto che il difensore d&#8217;ufficio non aveva convocato i testi a favore, non aveva preparato una difesa e non si era presentato neppure all\u2019udienza costringendo a nominare un sostituto nominato l\u00ec per l\u00ec che non aveva avuto modo neppure di esaminare i fascicoli. La Corte in questo frangente avrebbe dovuto rinviare il giudizio, aspettando la presenza dell&#8217;avvocato difensore e non privare l&#8217;imputato del suo diritto ad essere assistito da una buona difesa<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\">[41]<\/a>.<br \/>\nGiuseppe Ugo Picci nel libro <em>Cose di lunigiana<\/em> scrive dell\u2019uccisione di due fascisti a Sarzana il 23 ottobre 1944: Mirbene Tognoni e Andrea Ricci. Per ritorsione i fascisti fucilarono due ostaggi. Il fratello di Mirbete era Armando Tognoni, commissario della polizia del famigerato criminale repubblichino Aurelio Gallo. Armando scapp\u00f2 da Sarzana poco prima del 25 aprile e scomparve per sempre. Pare che a un certo punto della sua vita abbia riseduto a Cassino<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">[42]<\/a>. Non sappiamo quale dei due Tognoni sia stato l\u2019altro assassino di Bacinelli, oltre a Tellini.<br \/>\nInfine, qualche cenno sul dopo.<br \/>\nPer una fase il PCI diede pi\u00f9 attenzione alle bande ai monti.<br \/>\nMa quando le bande si rafforzarono, elementi selezionati cominciarono a scendere alla Spezia e nei centri della provincia per compiere azioni gappistiche. Pi\u00f9 tardi elementi provenienti dai monti costituirono un gruppo Gap alla Spezia.<br \/>\nAntonio Borgatti \u201cSilvio\u201d divenne il nuovo segretario provinciale del PCI nel giugno.<br \/>\nNel rapporto giugno-luglio 1944 scriveva:<\/p>\n<p class=\"tG\">Per azioni contro le Brigate Nere accordo con il comando perch\u00e9 siano fatte da membri delle formazioni.<br \/>\nIn citt\u00e0 abbiamo cercato invano di creare un Gap. Si presenta la stessa situazione di G. [?] di quattro mesi fa [dopo la morte di Bacinelli, NdA].<\/p>\n<p class=\"tG\">Questo un brano di un rapporto del 22 agosto 1944:<\/p>\n<p class=\"tG\">Stiamo lavorando per creare un Gap (un colpo \u00e8 andato male, un altro ha spedito un ufficiale superiore dell\u2019esercito in paradiso).<\/p>\n<p class=\"tG\">Di seguito altri brani dei rapporti del 15 settembre 1944, del 20 ottobre 1944, del 12 dicembre 1944 e del dicembre 1944:<\/p>\n<p class=\"tG\">Abbiamo costituito un piccolo gruppo di Gap con elementi presi ai monti. Sono conosciuti in citt\u00e0 e non possono venire in centro. In una ventina di giorni sei colpi, di cui quattro con esito felice, altri con dei ferimenti. Ieri sera \u00e8 partito un maresciallo della Decima. Al primo colpo le BN hanno reagito uccidendo barbaramente quattro persone. I tedeschi li fecero richiamare dal prefetto. Si vocifera che i tedeschi abbiano ucciso i responsabili dell\u2019eccidio. Dopo ne abbiamo uccisi altri tre e feriti due ma non \u00e8 successo nulla.<\/p>\n<p class=\"tG\">Sap e partigiani continuano nell\u2019opera di uccisione di fascisti e spie: una trentina.\u00a0 [Si comincia a parlare per la prima volta di azioni armate delle Sap].<br \/>\nNelle zone di controllo delle Brigate e vicine il lavoro di liquidazione dei fascisti ha il carattere della ordinaria amministrazione, tanto che le brigate nere non ne fanno alcuna menzione.<br \/>\nLa conclusione: Intensificare il prelevamento e la liquidazione dei fascisti.<\/p>\n<p class=\"tG\">Uno dei due [membri del Comitato Federale] \u00e8 stato il potenziatore di una squadra delle Sap ora trasformata in Gap [il confine\u00a0 tra Sap e Gap \u00e8 sempre mobile].<\/p>\n<p class=\"tG\">Settembre-ottobre: promettenti azioni con l\u2019eliminazione di una trentina di nemici. Ma poi non si seppe resistere all\u2019ondata di reazione e i nostri incitamenti caddero nel vuoto<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\">[43]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"tG\">A gennaio 1945 ci fu uno stallo dovuto al grande rastrellamento, a fine mese gi\u00e0 una ripresa di azioni. Dal 1945 si moltiplicarono le azioni delle Sap.<br \/>\nIl tema \u00e8 molto controverso.<br \/>\nL\u2019azione prevaleva su tutto, il male poteva \u2013 in un mondo la cui essenza era la guerra \u2013 essere necessario al bene. Viene in mente la grande letteratura sulla Resistenza: Fenoglio, Calvino, Revelli, Meneghello\u2026 Non servono storie canoniche, serve \u201candare in cerca di partigiani in carne ed ossa [\u2026]: grandezze e miserie\u201d<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\">[44]<\/a> per comprendere meglio le grandezze.<br \/>\nIn un saggio pubblicato in <em>La necessit\u00e0, il caso,l\u2019utopia<\/em> Santo Peli spiega bene perch\u00e9 la storiografia sulla Resistenza abbia dedicato al tema scarsa attenzione<a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\">[45]<\/a>. La svolta ci fu con il libro di Claudio Pavone <em>Una guerra civile. Saggio sulla moralit\u00e0 nella Resistenza<\/em>. Bisogna cogliere il vissuto dei partigiani. Gli storici devono riuscire a fare quello che han fatto i letterati. Fu Paolo Spriano per primo a riconoscere nell\u2019opera di Beppe Fenoglio la migliore rappresentazione dei \u201cpartigiani cos\u00ec com\u2019erano\u201d<a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\">[46]<\/a>.<br \/>\nLa violenza fu vissuta con con fierezza o con disagio. Bacinelli la visse con fierezza, certamente. Tra i comunisti ci furono anche paure fisiche e remore morali: erano esperienze estranee alle tradizioni operaie.<br \/>\nDi fronte alla tanta violenza operante nel mondo ho scelto il rifiuto totale della violenza. Ma come studioso di storia non posso sottrarmi al compito di collocare la violenza nel contesto del tempo. Un giudizio fuori del tempo sarebbe astratto. Sul punto ho intervistato tanti partigiani. In gran parte dei casi la risposta \u00e8 stata questa: \u201cNon sono orgoglioso, erano gesti necessari che ora mi pesano\u201d. Certo \u00e8 che nella fase iniziale, per tornare a Bacinelli e ai Gap, senza quelle azioni non ci sarebbe stato il primo e irreversibile salto di qualit\u00e0 della lotta. Una lotta necessaria per evitare la vittoria del nazismo, che sarebbe stata una catastrofe per l\u2019umanit\u00e0. Questo non pu\u00f2 non essere riconosciuto. Cos\u00ec come va riconosciuto che aveva ragione Primo Levi: l\u2019oppressore e la vittima sono nella stessa trappola, ma \u00e8 l\u2019oppressore, e solo lui, che l\u2019ha fatta scattare.<\/p>\n<p class=\"tF\">Giorgio Pagano<\/p>\n<p class=\"tG\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> I. Sivori Carabelli, <em>Testimoni del tempo e della storia<\/em>, Tipografia Alpicella, Sarzana 2005, p. 52.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ivi, pp. 48-49.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Resistenza nello Spezzino e nella Lunigiana. Scritti e testimonianze<\/em>, Istituto Storico della Resistenza \u201cPietro Mario Beghi\u201d, La Spezia 1975, II ed., pp. 121-122.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> A. Bianchi, <em>Storia del movimento operaio di La Spezia e Lunigiana<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1975, p. 252.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> S. Peli, <em>Storie di Gap<\/em>, Einaudi, Torino 2014, pp. 15-16.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> T. Ballani, <em>Testimonianza<\/em>, AILSREC, FG2, b. 20, f. 19.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ivi.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Legione territoriale Carabinieri reali di Genova, Tenenza de La Spezia, <em>Segnalazione<\/em>, 6 ottobre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 84. L\u2019oggetto del rapporto del giorno successivo fu <em>Attentati in danno alle forze armate germaniche <\/em>(ivi).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Legione territoriale Carabinieri reali di Genova, Tenenza de La Spezia, <em>Segnalazione<\/em>, 8 ottobre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 84<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Legione territoriale dei Carabinieri di Genova, Gruppo de La Spezia, <em>Lancio di bombe a mano nelle vicinanze del Dopolavoro di Valeriano (Vezzano Ligure)<\/em>, 26 novembre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 84.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> G. Gimelli, <em>Cronache militari della Resistenza in Liguria<\/em>,\u00a0 Istituto storico della Resistenza Liguria, Genova 1965, vol. I,\u00a0 p. 132.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> <em>Rapporto di Lorenzo sul suo primo viaggio a La Spezia<\/em>, 10 dicembre 1943, Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Direzione Nord, La Spezia, primo dicembre 1943-26 dicembre 1943, b. 24.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Ivi.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Dispaccio di servizio del Ministero delle Comunicazioni, Ferrovie dello Stato, 12 dicembre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 84.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Dispaccio di servizio del Ministero delle Comunicazioni, Ferrovie dello Stato, 16 dicembre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 84.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Lettera di U. Bertozzi, commissario federale della federazione lunense del Partito fascista repubblicano, al capo della provincia, 27 dicembre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 100. I due gruppi, quello santostefanese e quello sarzanese, si unirono a fine dicembre, ma molto probabilmente, come vedremo, fecero azioni comuni gi\u00e0 in precedenza.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Secondo P. Meneghini uno dei due gappisti era Ernesto Parducci \u201cGiovanni\u201d, in seguito a capo del gruppo del Monte Barca (<em>Prefazione<\/em> a\u00a0 L. Leonardi, <em>I ragazzi del Monte Barca<\/em>, Mursia, Milano 2017, p. 7).<br \/>\n<a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> G. Ricci, <em>Storia della Brigata garibaldina \u201cUgo Muccini\u201d<\/em>, Istituto Storico della Resistenza \u201cPietro Mario Beghi\u201d, La Spezia 1978, p. 49. L\u2019autore riporta una testimonianza senza citare la fonte.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Ibidem.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> Ibidem.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> P. Battistini, <em>Tullio. Memorie. Cronache resistenziali<\/em>, manoscritto inedito, p. 10.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Telegramma del Ministero dell\u2019Interno-Gabinetto alla Direzione Generale Polizia, 14 dicembre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 100.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Legione territoriale dei Carabinieri di Genova, Gruppo de La Spezia, <em>Esplosione di una bomba in Vernazza,<\/em> 28 dicembre 1943, ASSP, Prefettura, Gabinetto, b. 100.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>Lorenzo [R. Pieragostini], Rapporto datato 20 gennaio 1944,Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Direzione Nord, La Spezia, 16 gennaio 1944-13 dicembre 1944, b. 25.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> <em>Note sull\u2019organizzazione del partito nella Liguri<\/em>a, senza firma ma di G. C. Pajetta, senza data ma presumibilmente della fine del 1943, in P. Secchia, <em>Il Partito comunista italiano e la guerra di Liberazione 1943-1945. Ricordi, documenti inediti e testimonianze<\/em>, \u201cAnnali Istituto Giangiacomo Feltrinelli\u201d, 1971, 13, Feltrinelli, Milano 1973, p. 134.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> Luca [G. C. Pajetta], <em>Rapporto da Genov<\/em>a, 3 febbraio 1944, in P. Secchia, <em>Il Partito comunista italiano e la guerra di Liberazione 1943-1945. Ricordi, documenti inediti e testimonianze<\/em>, cit., p. 223.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> P. Battistini, Tullio. Memorie. Cronache resistenziali, cit., p. 11.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0 I. Sivori Carabelli, <em>Testimoni del tempo e della storia<\/em>, cit., p. 52.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a>F. Turchi,\u00a0 <em>Prefetto con Mussolini<\/em>, cit., p. 77. Il ferimento di Pietrapiana \u00e8 raccontato da Battistini (<em>Tullio. Memorie. Cronache resistenziali<\/em>, cit., p. 10), mentre di quello di Simoni non ho trovato traccia n\u00e9 negli archivi n\u00e9 nella memoria deivese.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> Lorenzo [R. Pieragostini], Rapporto datato 20 gennaio 1944, cit.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a><em> Relazione del rappresentante del PCI nel CLN della Spezia<\/em>, 20 gennaio 1944, Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Direzione Nord, La Spezia, 16 gennaio 1944-13 dicembre 1944, b. 25.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> <em>Testimonianza d<\/em>i A. Corsini, AILSREC, FG1, b. 1, f. 3.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a> S. Peli, <em>Storie di Gap<\/em>, cit., p. 33.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a> Lorenzo [R. Pieragostini], <em>Compagno C.<\/em>, 16 febbraio 1944, Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Direzione Nord, La Spezia, 16 gennaio 1944-13 dicembre 1944, b. 25.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a> Testo firmato Lorenzo [R. Pieragostini] con data 16 febbraio, senza titolo n\u00e9 oggetto, Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Direzione Nord, La Spezia, 16 gennaio 1944-13 dicembre 1944, b. 25.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a> G. Ricci, <em>Storia della Brigata garibaldina \u201cUgo Muccini\u201d<\/em>, cit., p. 71.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a> I. Sivori Carabelli, <em>Testimoni del tempo e della storia<\/em>, cit., p. 49.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">[38]<\/a> <em>I fatti di Valmozzola (il gruppo di Monte Barca), 13-17 marzo 1944<\/em>, Istituto Storico della Resistenza \u201cPietro Mario Beghi\u201d, La Spezia 1978, p. 74.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">[39]<\/a> I. Sivori Carabelli, <em>Testimoni del tempo e della storia<\/em>, cit., p. 50.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">[40]<\/a> <em>Cittadini fucilati dai Nazifascisti<\/em>, lettera del Comune di Sarzana al Comando della IV Zona operativa, 17 agosto 1945, con \u201cminuta\u201d a penna non firmata, ma probabilmente di Corrado Martinetti. Il documento mi \u00e8 stato segnalato da Redenta Sironi, che ringrazio. La parola sottolineata \u00e8 nel testo originario.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">[41]<\/a> CAS della Spezia, ASG, b. 46.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">[42]<\/a> G. Picci, <em>Cose di Lunigiana<\/em>, Accademia Lunigianese di Scienze \u201cG. Capellini\u201d, La Spezia 2007, pp. 77-79.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">[43]<\/a> Tutti i documenti citati sono in Fondazione Gramsci, Archivi del Partito comunista italiano, Direzione Nord, La Spezia, 16 gennaio 1944-13 dicembre 1944, b. 25; l\u2019ultimo \u00e8 invece collocato per errore nella b. 24.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">[44]<\/a> S. Peli, <em>La Resistenza difficile<\/em>, BFS edizioni 2018, p. 9.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">[45]<\/a> S. Peli, <em>La necessit\u00e0, il caso, l\u2019utopia<\/em>, BFS edizioni 2022, pp. 39-48.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\">[46]<\/a> P. Spriano,<em> I partigiani cos\u00ec com\u2019erano<\/em>, \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d, 28 agosto 1965.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>18 Marzo 1944 &#8211; 2024 Ricordo di Arturo Emilio Bacinelli partigiano ucciso dai fascisti<br \/>\nSarzana 18 Marzo 2024<br \/>\nArturo Emilio Bacinelli e i GAP nella provincia spezzina<br \/>\nRelazione di Giorgio Pagano<br \/>\nArturo Emilio Bacinelli nacque a Sarzana il 4 &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[40],"tags":[69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19913"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19913"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19916,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19913\/revisions\/19916"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}