{"id":19455,"date":"2024-06-06T23:14:41","date_gmt":"2024-06-06T21:14:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=19455"},"modified":"2024-08-10T09:45:46","modified_gmt":"2024-08-10T07:45:46","slug":"9-settembre-1943-lavventura-delle-motozattere-salpate-da-bocca-di-magra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/ameglia-informa\/9-settembre-1943-lavventura-delle-motozattere-salpate-da-bocca-di-magra\/","title":{"rendered":"9 settembre 1943. L&#8217;avventura delle motozattere salpate da Bocca di Magra"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_19456\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19456\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window-300x104.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"104\" class=\"size-medium wp-image-19456\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window-300x104.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window-1024x354.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window-768x265.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window-150x52.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_25-Window.jpg 1160w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19456\" class=\"wp-caption-text\">La motozattera 780 nell&#8217;Arsenale Militare della Spezia &#8211; 1946 (Foto<br \/>Ufficio Storico della Marina Militare \u2013 Donazione Aldo Fraccaroli)<\/p><\/div>\n<p class=\"tCF\"><strong>Ameglia Informa 30 novembre 2023<\/strong><\/p>\n<p class=\"tG\">Anche questo articolo \u00e8 dedicato a ci\u00f2 che avvenne ad Ameglia dopo l\u20198 settembre 1943, ottant\u2019anni fa. Racconter\u00f2 una vicenda molto importante, che ha a che fare con la salvezza della flotta della Marina italiana. Ma che c\u2019entra, dir\u00e0 il lettore, Ameglia? C\u2019entra perch\u00e9 della flotta faceva parte la flottiglia motozattere dell\u2019Alto Tirreno, il cui comando risiedeva a Forte dei Marmi in alberghi requisiti (la flotta era stata spostata al nord, in particolare alla Spezia, per meglio proteggerla dagli angloamericani che stavano avanzando dal sud). Il comandante era il capitano di fregata Manlio Lazzeri, il totale degli uomini era di circa 1420, dei quali 120 ufficiali. Le motozattere erano dislocate in pi\u00f9 punti: a Genova, Spezia, Marina di Carrara, Viareggio, Livorno e Bocca di Magra. Il tratto finale del fiume era diventato una sorta di \u201cpiccolo porto militare\u201d, sede delle MZ 703, 709, 742, 778, 780, 781.<br \/>\nFacciamo un passo indietro: le motozattere, mezzi per lo sbarco delle truppe anfibie, furono costruite nel 1942 per dar corso all&#8217;operazione &#8220;C3&#8221;, cio\u00e8 l&#8217;invasione di Malta, la cui pianificazione era stata iniziata alla fine del 1941. Agli inizi del 1942 fu deciso che, per guadagnar tempo, i mezzi fossero simili al tipo tedesco MPF, di cui 15 unit\u00e0 erano in costruzione nei cantieri di Palermo per conto della Marina tedesca. L&#8217;ordine di costruzione ai vari cantieri italiani riguard\u00f2 65 unit\u00e0, contraddistinte dalla sigla &#8220;M.Z.&#8221; e da un numero da 701 a 800.<br \/>\nSi trattava di unit\u00e0 lunghe 47 m. e larghe 6,5, dotate di tre motori che consentivano una velocit\u00e0 di 10 nodi e una autonomia di 1400 miglia. L&#8217;armamento consisteva in un cannone antiaereo e in una mitragliera. L&#8217;equipaggio era formato da un comandante e da 12 tra sottufficiali e marinai.<!--more--><br \/>\nL\u2019operazione \u201cC3\u201d avrebbe dovuto iniziare nel luglio 1942, ma non ebbe mai luogo. L\u2019avanzata degli alleati tedeschi fino in Egitto indusse il Comando Supremo a concentrare nel settore nord-africano tutti i mezzi disponibili incluse le motozattere. Le MZ furono impiegate per sbarcare sulle spiagge di Marsa Matruh i rifornimenti ammassati nel porto di Tobruk. Alla fine di luglio le MZ iniziarono tra i due porti africani una spola incessante lungo una rotta lunga 330 miglia, tra andata e ritorno, trasportando carri armati e tutto il materiale necessario alle operazioni. Per quanto le modeste dimensioni e la sagoma bassa non ne facessero facili bersagli le perdite, dovute sia agli attacchi aerei che alle mine alla deriva, non tardarono a verificarsi e nel primo mese di continua attivit\u00e0 ben 15 unit\u00e0 andarono perdute.<br \/>\nLa storia delle rimanenti 50 \u00e8 parte della storia della Marina dopo l\u2019armistizio con gli angloamericani.<\/p>\n<div id=\"attachment_19457\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-19457\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window-300x101.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"101\" class=\"size-medium wp-image-19457\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window-300x101.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window-1024x344.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window-768x258.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window-150x50.jpg 150w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2024-06-10-21_10_38-Window.jpg 1158w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19457\" class=\"wp-caption-text\">La motozattera 713 nell&#8217;Arsenale Militare della Spezia &#8211; 1946 (Foto<br \/>Ufficio Storico della Marina Militare \u2013 Donazione Aldo Fraccaroli)<\/p><\/div>\n<p class=\"tG\">L\u20198 settembre fu caratterizzato dal crollo dello Stato e delle istituzioni, enfatizzato dallo sfascio delle Forze armate. Ma non della Marina, nonostante la tragedia della corazzata Roma, che salp\u00f2 dalla Spezia nella notte tra l\u20198 e il 9 settembre e fu affondata il 9 al largo dell\u2019Asinara da aerei tedeschi \u2013 1353 furono i morti. L\u20198 settembre fu il giorno dello sfaldamento ma anche della reazione ad esso. Lo dobbiamo non solo a coloro che erano convintamente antifascisti \u2013 allora ancora una piccola minoranza \u2013 ma anche e soprattutto alle donne e agli uomini semplici che in quei giorni presero coscienza di cosa volesse dire vivere sotto una dittatura e del baratro in cui essa aveva condotto l\u2019Italia. Non si rassegnarono al crollo della vecchia patria e con l\u2019impegno personale prima ancora che collettivo ebbero, sempre pi\u00f9, nuove aspirazioni: una patria di liberi e uguali, molto diversa da quella precedente.<br \/>\nQuesto sentimento ancora indefinito, questo senso del sacrificio che fu l\u2019ideale prosecuzione, per molti, di una rivoluzione rimasta inattuata nel primo Risorgimento, pervase la coscienza non solo di molti popolani ma anche della maggioranza degli uomini della Marina.<br \/>\nGran parte delle nostre navi riusc\u00ec a riparare nelle acque controllate dagli Alleati. Un fatto importante perch\u00e9 nella guerra contro il nazifascismo il naviglio italiano sar\u00e0 in seguito molto utile. E perch\u00e9 dimostra che nella Marina si fece ci\u00f2 che manc\u00f2 per le altre armi: l\u2019emanazione di disposizioni di condotta dopo l\u2019armistizio da parte del governo Badoglio, che in gran parte furono rispettate.<br \/>\nNelle memorie del ministro della Marina de Courten e nelle ricostruzioni storiche c\u2019\u00e8 tutto il dramma e la sofferenza di quelle ore. Il ministro scrisse della \u201cmanifestazione pi\u00f9 chiara dello spirito di dedizione alla patria che ha animato tutto il personale della Marina\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<br \/>\nLe scelte furono sofferte, e attuate con contraddizioni: ma la sostanza fu questa. Il 63% della flotta segu\u00ec le regole armistiziali.<br \/>\nLa vicenda delle motozattere \u00e8 anch\u2019essa contraddittoria. Il comandante Lazzeri, alle 8,30 del 9 settembre, si colleg\u00f2 per telefono con il Comando del Dipartimento della Spezia e ne ebbe l\u2019ordine di \u201cinviare a La Maddalena le unit\u00e0 in grado di partire e di affondare in porto le unit\u00e0 immobilizzate\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. La Maddalena era un porto nazionale: fu fatto quindi un tentativo di ignorare parte delle disposizioni armistiziali, che prevedevano che le navi salpassero verso porti sotto controllo degli Alleati.<br \/>\nLe sei MZ di Bocca di Magra partirono immediatamente al comando del tenente Favaretti e si unirono al largo con le due MZ di Marina di Carrara, la 749 e la 800, passando al comando del sottotenente Pesci, il pi\u00f9 anziano. Il gruppo si scisse in due parti: le tre MZ pi\u00f9 veloci \u2013 703, 709, 749 \u2013 distanziarono le altre, furono attaccate dai tedeschi al largo di Livorno, poi ancora verso la Gorgona e accompagnate fino al porto di Livorno. L\u2019equipaggio si salv\u00f2, la 703 pot\u00e9 essere affondata, per ordine di Favaretti, prima di essere abbandonata.<br \/>\nLe altre cinque MZ \u2013 742, 778, 780, 781, 800 \u2013 rimaste al comando del sottotenente Suttora ebbero una sorte migliore. Giunsero la sera del 9 alla Capraia, dove sostarono per il tempo avverso fino alle 11 dell\u201911. Arrivate a Portoferraio alle 15,30 dello stesso giorno, furono raggiunte dalla notizia che l\u2019Elba era poco sicura. Le due unit\u00e0 in migliori condizioni, la 778 e la 800, partirono per la Spagna alla ricerca di un porto neutrale \u2013 per conservarle all\u2019Italia \u2013 e raggiunsero Barcellona il 15 settembre. La 781 rimase incagliata alla Capraia per le sue precarie condizioni, e vi rimase fino alla fine della guerra. La 742, guidata dal nostromo 2\u00b0 nocchiere Giuseppe Candido, usc\u00ec dalla Capraia il 16 per salvare due ufficiali inglesi naufraghi. Il 18 Candido ricevette l\u2019ordine di arrendersi ai tedeschi a Portoferraio. Egli decise di partire subito per un porto controllato dagli Alleati: arriv\u00f2 a Montecristo, da l\u00ec a Ponza dopo aver respinto con il cannone un attacco di due aerei tedeschi, e infine a Capri. La 780 era partita per la Spagna, e raggiunse Algeri insieme alla 778 e alla 800. Candido \u201cebbe l\u2019encomio solenne del ministro della Marina\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<br \/>\nChi parla di \u201cmorte della patria\u201d non tiene conto non solo del patriottismo dei primi antifascisti e dei popolani ma anche della forma peculiare di patriottismo espressa da tanti uomini della Marina.<\/p>\n<p class=\"tF\">Giorgio Pagano<\/p>\n<p class=\"tG\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Raffaele De Courten, <em>Le memorie<\/em>, USSM, Roma 1993, p. 279.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> AA.VV, <em>La Marina dall\u20198 settembre 1943 alla fine del conflitto<\/em>, USMM, Roma 1971, p. 59.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ivi, p. 62.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ameglia Informa 30 novembre 2023<br \/>\nAnche questo articolo \u00e8 dedicato a ci\u00f2 che avvenne ad Ameglia dopo l\u20198 settembre 1943, ottant\u2019anni fa. 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