{"id":17493,"date":"2023-03-05T09:42:12","date_gmt":"2023-03-05T07:42:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=17493"},"modified":"2023-03-05T10:45:24","modified_gmt":"2023-03-05T08:45:24","slug":"presentazione-del-libro-di-antonio-floridia-pd-un-partito-da-rifare-le-ragioni-di-una-crisi-lunedi-23-gennaio-intervento-di-giorgio-pagano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/economia-societa-politica-anticorpi-alla-crisi\/presentazione-del-libro-di-antonio-floridia-pd-un-partito-da-rifare-le-ragioni-di-una-crisi-lunedi-23-gennaio-intervento-di-giorgio-pagano\/","title":{"rendered":"Presentazione del libro di Antonio Floridia &#8220;PD un partito da rifare? Le ragioni di una crisi&#8221; &#8211; Luned\u00ec 23 gennaio &#8211; Intervento di Giorgio Pagano"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_17495\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-17495\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"size-medium wp-image-17495\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454-120x80.jpg 120w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/BASSA-RIS_phEnricoAmici-8454.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17495\" class=\"wp-caption-text\">&nbsp;<\/p><\/div>\n<p class=\"testoCentratoFirst\">Presentazione del libro di Antonio Floridia &#8220;PD un partito da rifare? Le ragioni di una crisi&#8221;<br \/>\nLuned\u00ec 23 gennaio<br \/>\nIntervento di <em><strong>Giorgio Pagano<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">La presentazione del libro di Antonio Floridia \u00e8 la prima iniziativa del ciclo \u201cSocialismo e democrazia, uguaglianza e libert\u00e0. Storie, riflessioni, speranze\u201d, organizzato dall\u2019Associazione Culturale Mediterraneo e dal Circolo Pertini. Provo a spiegarne il significato dal punto di vista dell\u2019associazione che presiedo.<br \/>\nRispetto a quindici anni fa \u2013 Mediterraneo \u00e8 stata fondata nel 2008 \u2013 molto \u00e8 cambiato: l\u2019idea del mercato e della competizione \u00e8 entrata anche nelle nostre vite, ed \u00e8 molto pi\u00f9 difficile dare un senso ai percorsi di vita rendendoli convergenti su obbiettivi che riguardino l\u2019intera societ\u00e0 per renderla pi\u00f9 giusta. La sinistra, gi\u00e0 allora in crisi, ha subito nel frattempo una sconfitta storica, che \u00e8 stata culturale prima ancora che politica. La frattura tra cultura e politica \u00e8 l\u2019elemento di fondo per capire la sconfitta. L\u2019incontro con gli amici del Circolo Pertini \u00e8 avvenuto su questo punto: occorrono luoghi di elaborazione e trasmissione di un pensiero critico sul presente e di rilancio di un\u2019idea alternativa di societ\u00e0. Noi questo vorremmo essere, non altro.<!--more--><\/p>\n<p>Oggi discutiamo del Pd: un partito in cui la questione della cultura, della visione, del progetto \u00e8 la questione chiave. Non ha retto l\u2019idea iniziale di un partito post ideologico: un partito non pu\u00f2 non avere una cornice comune di idee e di principi.<br \/>\nSenza questa cornice esplode la questione morale. La politica senza visione non pu\u00f2 che portare ad altro. Se affievolisce la critica ai valori dominanti aumenta la sua permeabilit\u00e0 all\u2019incursione affaristica. Qui sta la differenza rispetto a Berlinguer: la questione morale non \u00e8 frutto dell\u2019invadenza della politica ma dell\u2019assenza della politica. Senza visione, il mestiere del politico \u00e8 finito.<\/p>\n<p>Discutiamo, oggi e in tutto il ciclo, del socialismo (lo abbiamo gi\u00e0 fatto, nei mesi scorsi, presentando i libri di Salvatore Biasco e di Rino Genovese)<br \/>\nIl compianto Salvatore Biasco ci ha dato un\u2019indicazione preziosa: si d\u00e0 una prospettiva alle fratture sociali e culturali e si batte la destra con il socialismo, con una nuova moralit\u00e0 e un nuovo senso della vita, attorno a una ritrovata cultura critica e passione sociale.<br \/>\nIl socialismo \u00e8 la politica che disciplina il mercato, che forza la logica del capitalismo.<br \/>\nVa restituito l\u2019onore alle esperienze socialdemocratiche, che hanno conseguito risultati importanti, in Scandinavia pi\u00f9 che altrove, dando vita allo Stato sociale e ai diritti sociali, abbandonati con troppo disinvoltura dai loro eredi (anche se emerge qua e l\u00e0 la capacit\u00e0 di contrastare il declino: in Spagna come in Scandinavia). Ma va superato lo statalismo e va operata una correzione in senso libertario (come ci ha indicato Genovese), fondata sulla convinzione che, come diceva Vittorio Foa, politica non \u00e8 solo comando, \u00e8 anche resistenza al comando, che politica non \u00e8 solo governo della gente, \u00e8 anche aiutare la gente a governarsi da s\u00e9.<br \/>\nQuindi socialismo e democrazia, socialismo e libert\u00e0.<br \/>\nUguaglianza e libert\u00e0. Sono i temi, in particolare, degli incontri che terremo con Carlo Trigilia e con Fabrizio Barca.<br \/>\nTemi decisivi per battere la destra.<br \/>\nLa destra detesta l\u2019uguaglianza, come la detest\u00f2 il fascismo.<br \/>\nConcepisce solo l\u2019uguaglianza tra gli uguali, non tra i diversi.<br \/>\nLa disuguaglianza antropologica degli esseri umani \u00e8 l\u2019aspetto saliente dei fascismi vecchi e nuovi.<br \/>\nUna convinzione diffusa anche nel liberalismo: pensiamo alla meritocrazia, al mito del governo dei competenti.<\/p>\n<p>Solo un cenno sulla destra. Nella destra c\u2019\u00e8 qualcosa di nuovo. Non sono solo conservatori. C\u2019\u00e8 il fascismo eterno, la mentalit\u00e0 di cui parlava Eco, ma non solo. Va studiata. Ha punti di forza e di debolezza.<br \/>\nNon bisogna concentrarsi solo sul Pd e sulla sinistra. C\u2019\u00e8 una fragilit\u00e0 congenita del sistema politico e c\u2019\u00e8 il suo disancoraggio complessivo dalle contraddizioni sociali. La questione riguarda anche la destra: la modifica in senso presidenzialista della Costituzione \u00e8 pericolosa, e non serve a proteggere le persone, come dice la destra. Non si risponde all\u2019insicurezza sociale, alle sue ragioni profonde solo cos\u00ec. N\u00e9 solo con il senso identitario chiuso, che alimenta nuove paure e incertezze.<br \/>\nLa crisi \u00e8 di sistema, va esaminato tutto il quadro.<br \/>\nAnche perch\u00e9 sta cambiando il mondo: dalla globalizzazione aperta al tentativo di tornare ai blocchi (e di far coincidere Europa e Nato: il che complica molto le cose per una forza socialista).<\/p>\n<p>Solo un cenno all\u2019attore societ\u00e0 civile.<br \/>\nLa societ\u00e0 civile ha testimoniato ma non \u00e8 stata ascoltata.<br \/>\nAnche da qui quelle reazioni, quelle fratture intercettate dalla destra.<br \/>\nOra \u00e8 forse difficile dire che la societ\u00e0 \u00e8, come un tempo, davanti alla politica.<br \/>\nSiamo pi\u00f9 soli e pi\u00f9 deboli. Ma nonostante tutto c\u2019\u00e8 una ricchezza, una vitalit\u00e0. A Spezia lo dimostra la costituzione, appena avvenuta o in corso, di tre reti: quella di tutte le associazioni, quella antifascista, quella pacifista.<br \/>\nC\u2019\u00e8 la CGIL, c\u2019\u00e8 il mondo cattolico, c\u2019\u00e8 l\u2019ambientalismo: un intreccio, una saldatura tra questi mondi, che \u00e8 di grande interesse. Confluiscono vari impulsi: un mix che sta facendo da crogiolo a una nuova cultura, all\u2019insegna della giustizia sociale e ambientale, dell\u2019uguaglianza e della libert\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcosa nella societ\u00e0 che bisogna interpretare politicamente.<\/p>\n<p>Il libro di Floridia \u00e8 di grande interesse, \u00e8 molto stimolante.<br \/>\nScrive l\u2019autore:<br \/>\n\u201cIl Pd appare un \u2018partito in gabbia\u2019, intrappolato nel suo stesso impianto originario, avvolto in una spirale che lo rende incapace di avviare un qualche processo di rinnovamento, se qualcuno o qualcosa, dall\u2019esterno, o la forza delle cose e degli eventi, non imponesse una radicale rottura della continuit\u00e0\u201d.<br \/>\nUn partito \u201csbagliato\u201d e \u201cin gabbia\u201d, a causa anche delle premesse del 2008 (sugli effetti perversi delle premesse insiste anche Trigilia, come vedremo).<br \/>\nSulla base della mia esperienza, penso si possa dire che \u2013 dopo quella del 1989 \u2013 l\u2019altra grande occasione perduta sia stata quella dell\u2019inizio del secolo: Porto Alegre, l\u2019altermondialismo. Il riformismo doveva rinnovarsi interpretando e facendo sua quella critica alla globalizzazione liberista. Ricordo che, al mio ritorno da Porto Alegre, l\u2019ex sindaco Giacch\u00e9 mi invit\u00f2 a discuterne in piazza. Anche qualcuno della \u201cvecchia guardia amendoliana\u201d aveva capito\u2026 Invece D\u2019Alema e Veltroni sposarono un blairismo gi\u00e0 declinante e sconfitto.<\/p>\n<p>Concordo con Floridia sui due fondamentali fattori del declino del Pd: l\u2019essere partito non di parte, che non rappresenta gli interessi sociali del mondo del lavoro, l\u2019essere \u201cpartito della nazione\u201d o, meglio, dell\u2019establishment; la mancanza di identit\u00e0 chiara, se non quella \u2013 in fin dei conti \u2013 liberaldemocratica-liberista. Comunque un partito con contraddizioni. Senza una cornice di principi chiari che lo tenga unito.<br \/>\nAncora oggi emergono due anime: un nuovo Manifesto dei valori affianca quello vecchio.<br \/>\nSiamo passati dal partito di classe all\u2019astensionismo di classe.<br \/>\nAnche se il classismo del PCI non era rigido, corporativo.<\/p>\n<p>Andrea Orlando ha parlato in questi giorni di \u201cpartito del lavoro\u201d.<br \/>\nMeglio ancora dei lavoratori, dei proletari. Quelli che Hollande definiva gli \u201csdentati\u201d e la Clinton gli \u201cspregevoli\u201d. Per dire cosa \u00e8 stata la \u201cterza via\u201d.<br \/>\nIl tema \u00e8 enorme. Lo \u00e8 stato nella storia, lo \u00e8 oggi, lo sar\u00e0 domani. Il mondo del lavoro \u00e8 cambiato e cambier\u00e0 profondamente. Ci sar\u00e0 una grande variet\u00e0 di forme di impiego, di livelli retributivi, di orari, di configurazione di luoghi di lavoro, di situazioni assicurative e pensionistiche. Lavoratori della conoscenza e operai. L\u2019appagamento di chi sta in alto e la sofferenza psichica di chi sta in basso e sente di valere poco. E che per questo in politica cerca sempre il nuovo. L\u2019unit\u00e0 di questo mondo non pu\u00f2 che essere, come sempre nella storia, una costruzione culturale, sociale, politica. Con l\u2019obiettivo di dare valore economico e sociale a tutti i lavori, di accelerare il processo di valorizzazione del lavoro umano. Un percorso di libert\u00e0 del lavoro, direbbe Bruno Trentin.<\/p>\n<p>Floridia insiste, a ragione, sull\u2019importanza dell\u2019organizzazione del Pd: ha accelerato la sua involuzione.<br \/>\nLe liste bloccate, l\u2019assenza del voto di preferenza: \u201cprimarie aperte per i piani alti e primarie chiuse per i piani bassi\u201d. L\u2019esaltazione della struttura correntizia, il partito feudalizzato. Sono i candidati segretari che fanno eleggere gli organismi dirigenti, non il contrario. Un meccanismo plebiscitario che rende le correnti un fatto organico, che non si pu\u00f2 superare.<br \/>\nQuesta elezione diretta doveva garantire una leadership forte: ma ci\u00f2 si \u00e8 rivelato una favola.<\/p>\n<p>Che dire sull\u2019oggi? L\u2019elezione diretta del segretario non \u00e8 mai stata una sede di confronto politico.<br \/>\nNel partito finora non si \u00e8 discusso o quasi. La prova che le primarie svalorizzano una seria partecipazione.<br \/>\nVedremo se qualcosa accadr\u00e0.<\/p>\n<p>Quale futuro?<br \/>\nIl Pd \u00e8 certamente parte essenziale di una coalizione di centrosinistra, anche se dovesse rimanere, come oggi, il partito dei soli \u201cprotetti\u201d, di coloro che vivono con una certa tranquillit\u00e0 economica.<br \/>\nScrive Floridia:<br \/>\n\u201cQuanti esprimono giudizi definitivi, quasi metafisici, sulla natura del Pd, devono considerare come questo elettorato, con questo profilo culturale e socio-economico, non pu\u00f2 non essere considerato parte essenziale di una qualsiasi coalizione sociale che sostenga un progetto di societ\u00e0 che si ispiri ai valori della sinistra. Certo, il Pd deve prendere atto del totale fallimento della sua idea originaria di partito catch-all: non \u00e8 stato cos\u00ec, ed \u00e8 assai dubbio che si possa tornare indietro\u201d.<br \/>\nL\u2019operazione \u00e8 fallita, il Pd non pu\u00f2 non avere una strategia di alleanze sia sociali che politiche.<br \/>\nIl Pd deve scegliere, non sciogliersi. Cos\u00ec non regge.<br \/>\nFloridia scrive di una sempre pi\u00f9 probabile \u201cseparazione consensuale\u201d nel partito, forse la auspica: tra la componente liberaldemocratica e quella socialdemocratica-ambientalista.<br \/>\nDomenico De Masi ha parlato di tre sinistre: quella moderata rappresentata dal Pd, quella legata al mondo del lavoro rappresentata dal M5S, quella radicale. Tesi non coincidente con quella del \u201cpartito del lavoro\u201d o della \u201cseparazione consensuale\u201d.<br \/>\nCerto, il M5S \u00e8 una realt\u00e0 con cui fare i conti. Non \u00e8 un partito di sinistra, ma fa molte cose di sinistra e ha ormai un elettorato di sinistra.<br \/>\nSento che non dobbiamo essere troppo rigidi. Un solo partito \u00e8 una follia. La flessibilit\u00e0 che utilizza la destra \u00e8 pi\u00f9 adatta a questi tempi. Forse la forma organizzativa che meglio si adatta ai nuovi partiti e movimenti della sinistra di oggi e di domani \u00e8 il federalismo della Prima Internazionale, agli antipodi del centralismo gerarchico della Seconda e della Terza. Federare, fare incontrare e dialogare esperienze diverse, costruire una coalizione sociale e politica \u00e8 il compito dell\u2019oggi.<\/p>\n<p class=\"testoFirma\">Giorgio Pagano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione del libro di Antonio Floridia &#8220;PD un partito da rifare? 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