{"id":17007,"date":"2022-11-05T15:10:40","date_gmt":"2022-11-05T13:10:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=17007"},"modified":"2022-11-06T15:15:28","modified_gmt":"2022-11-06T13:15:28","slug":"calice-tra-boschi-e-castelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-diario-dalle-terre-alte\/calice-tra-boschi-e-castelli\/","title":{"rendered":"Calice, tra boschi e castelli"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_17015\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-17015\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-17015\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS-160x120.jpg 160w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/014-elab-2-BASSA-RIS.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17015\" class=\"wp-caption-text\">Il castello di Madrignano<br \/>(2018) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia 16 ottobre 2022<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>DA CASTELLO A CASTELLO<\/strong><br \/>\nUno dei sentieri pi\u00f9 belli dell\u2019Alta Val di Vara collega i castelli di Madrignano e Calice al Cornoviglio, tra boschi di castagni e magnifiche vedute dei due castelli in lontananza. Da Madrignano il panorama spazia sulla piana del Vara, fino alla costa. Il castello di Madrignano, medievale, quasi sempre -nella sua lunga e tormentata storia- appartenente ai Malaspina, \u00e8 stato recentemente restaurato nelle sue possenti mura esterne (potete ammirarlo nella foto in alto). All\u2019interno ospita il Centro Espositivo \u201cGli Antichi Liguri in Val di Vara\u201d, che ha riunito per la prima volta alcuni reperti archeologici, provenienti da diversi musei, tra cui un frammento della statua stele rinvenuta a Borseda durante i lavori della strada per Veppo.<!--more--><br \/>\nArrivati a Nasso si gode il panorama su Calice (lo si ammira nella foto in basso) e si scende nel paese, dominato dall\u2019imponente castello. Anch\u2019esso medievale e passato attraverso vari proprietari, \u00e8 denominato Doria-Malaspina. I passaggi dai genovesi ai toscani testimoniano la complessit\u00e0 della storia di Calice, che appartenne alla Provincia di Massa Carrara dal 1859 al 1923, per poi entrare in quella della Spezia. Attualmente il castello ospita al piano nobile il Museo della Brigata partigiana \u201cVal di Vara\u201d e il Museo delle Risorse Faunistiche. Ai piani sottostanti sono presenti altri piccoli musei: la Pinacoteca \u201cDavid Begh\u00e8\u201d (pittore affrescatore nato a Calice nel 1854), il Piccolo Museo \u201cPietro Rosa\u201d (nato alle Grazie nel 1923), il Museo della Tradizione Contadina e il Museo dell&#8217;Apicoltura. Il castello domina il paese e tutta la valle del torrente Usurana, ricca di acque e di boschi. <\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>I MUSEI<\/strong><br \/>\nAttualmente i due castelli sono gestiti dalla Cooperativa Zoe -nata nel 1997 per la gestione del Museo Lia alla Spezia- in un\u2019esperienza di partenariato pubblico-privato per i beni culturali, la prima in Liguria. Il partner privato non paga il canone, si accolla le spese di gestione, ha gli introiti della bigliettazione e co-progetta le attivit\u00e0 insieme al Comune. I due castelli sono visitati non solo dai turisti ma anche dalle scuole. Quello di Madrignano ospita matrimoni e attivit\u00e0 di promozione pubblicitaria. \u201cIn questa fase \u00e8 un po\u2019 il volano\u201d, mi spiega Graziella Buonaguidi, mentre mi guida nella visita alle due strutture. Il castello di Calice ha bisogno di lavori al tetto e alla facciata, che sono di competenza della Soprintendenza ai Beni Culturali, mentre alcune collezioni, continua Graziella, \u201channo bisogno di un riallestimento\u201d. Quello delle Risorse Faunistiche, in particolare, appare davvero superato. Quello della Brigata partigiana \u201cVal di Vara\u201d andrebbe meglio valorizzato. Bisognerebbe \u201ccomunicare emozionando\u201d e passare da un \u201cmuseo di collezione\u201d a un \u201cmuseo di narrazione\u201d. Faccio un esempio: la collezione ospita molte armi che a volte spingono i genitori a non portare i ragazzi; ma basterebbe \u201cnarrare\u201d la storia di una sola arma esposta tra tante altre, la machine-pistole rubata ai nazisti dai partigiani del Battaglione \u201cVanni\u201d al comando di Eugenio Lenzi \u201cPrimula Rossa\u201d durante un\u2019azione tra le pi\u00f9 \u201cincredibili\u201d della Resistenza spezzina -la \u201cbeffa di Ceparana\u201d-, per far capire ai ragazzi che cosa fu la Resistenza al nazifascismo, non solo dal punto di vista militare ma anche politico e morale. Certamente a poco a poco, con un progetto \u201cin testa\u201d, tutto potr\u00e0 essere migliorato, fino ad arrivare a dar vita a un polo museale di grande valore: per ci\u00f2 che contiene ma anche per la struttura che lo ospita -il castello- anch\u2019essa troppo poco \u201cnarrata\u201d ai visitatori.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>LE CHIESE<\/strong><br \/>\nStefano Franceschini, assessore alla cultura del Comune, mi ha fatto da guida nella visita delle chiese e nella conoscenza del loro notevole patrimonio artistico. Stefano ha grande amore per questo patrimonio, ed \u00e8 continuamente impegnato a cercare risorse per i restauri. Il nostro giro \u00e8 cominciato dalla chiesa di Santa Maria Lauretana, situata poco sotto il castello di Calice. Fu costruita per volere della marchesa Placidia Doria nel 1638. All\u2019interno sono conservate quattro tele seicentesche dono della marchesa, tre ignote, una del pittore Agostino Sant\u2019Agostino raffigurante Sant\u2019Antonio con ai lati San Pietro e San Michele. Ci rechiamo poi a Borseda, dove c\u2019\u00e8 una bella chiesetta seicentesca dedicata alla Madonna del Carmine, contemporanea a quella di Calice: anch\u2019essa fu fatta edificare dalla marchesa Placidia Doria. Molto interessante anche l&#8217;oratorio dislocato appena sopra l&#8217;abitato di Debeduse, immerso nel verde dei castagni e dedicato a San Pietro.<br \/>\nA Madrignano, accanto al castello, visitiamo la chiesa cinquecentesca dei Santi Margherita e Nicol\u00f2, dove spiccano un crocifisso seicentesco, statue marmoree provenienti dai conventi di Cerretoli e Usurana oggi scomparsi, un fonte battesimale in marmo, gioielli di epoca borbonica esposti in una vetrina e un bassorilievo di scuola lombarda della seconda met\u00e0 del Quattrocento. Sempre a Madrignano Castello c\u2019\u00e8 il bell\u2019oratorio dei Santi Antonio e Rocco, seicentesco, utilizzato per concerti. Era la chiesa privata dei Malaspina. Ospita, nel sontuoso altare, una Madonna col bambino, in attesa di restauro (attualmente nell\u2019oratorio c\u2019\u00e8 una copia) e la raffigurazione a stucco dell\u2019Angelo Custode, restaurato sotto la direzione di Piero Donati. Accanto c\u2019\u00e8 un ospitale: Madrignano era nella via per Santiago di Compostela.<\/p>\n<div id=\"attachment_17016\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-scaled.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-17016\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-17016\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/019-elab-160x120.jpg 160w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-17016\" class=\"wp-caption-text\">Veduta di Calice da Nasso<br \/>(2018) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>LA NECROPOLI DI GENICCIOLA<\/strong><br \/>\nNel Calicese, a Genicciola, al confine con Podenzana (MS), fu scoperta per caso, tra 1878 e 1879, una necropoli riferibile a uno o pi\u00f9 nuclei insediativi liguri, cronologicamente collocabile tra l\u2019et\u00e0 ellenistica e la romanizzazione. Alcuni contadini, negli anni precedenti agli scavi ufficiali, avevano ritrovato, durante la lavorazione dei terreni agricoli, numerosi oggetti ritenuti preziosi: monete, ornamenti femminili e diverse suppellettili in quantit\u00e0 tale da far immaginare nelle fantasie della gente del luogo che fosse stato ritrovato il tesoro di Nerone, mi racconta Stefano. Furono Gaetano Chierici (paleontologo di Reggio Emilia), Luigi Pigorini (archeologo) e Paolo Podest\u00e0 (avvocato e amministratore comunale sarzanese) a occuparsi della conduzione degli scavi. L\u2019area indagata restitu\u00ec numerose tombe a cassetta e furono rinvenuti circa 200 reperti nei corredi funebri maschili (soprattutto armi in ferro): spade, puntali e talloni di lance, giavellotti, pugnali, e in quelli femminili (ornamenti): armille, anelli, collane e soprattutto fibule; nonch\u00e9 ceramiche e monete. Tutto il materiale scoperto fu assegnato a diverse sedi museali: la parte pi\u00f9 consistente giunse ai Musei Civici di Reggio Emilia dove all\u2019epoca operava Chierici, mentre altri reperti furono assegnati a Parma e a Roma presso il Museo Preistorico Nazionale e solo la minor parte purtroppo arriv\u00f2 al Museo Civico della Spezia (oggi al Castello San Giorgio). Il castello di Madrignano dovrebbe diventare sempre pi\u00f9 la struttura in cui ospitare questi reperti. E\u2019 inoltre auspicabile la valorizzazione del sito di Genicciola in una dimensione di area vasta a livello almeno provinciale: bisognerebbe organizzare un sistema integrato dei siti di interesse archeologico, che certo da noi non mancano. Si va dal Neolitico (cava di diaspro rosso di Valle Lagorara a Maissana, Castellaro di Zignago, Castellaro di Pignone) all\u2019Et\u00e0 del Ferro (Genicciola e Ameglia), fino ad arrivare al periodo della Romanizzazione (Luni, Bocca di Magra, Le Grazie). Cos\u00ec come \u00e8 auspicabile l\u2019allargamento di questa \u201cvalorizzazione integrata\u201d ai siti lunigianesi.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>L\u2019ECONOMIA<\/strong><br \/>\nCalice \u00e8 sempre stata terra di attivit\u00e0 agricole e forestali.<br \/>\nL&#8217;ambiente incontaminato \u00e8 ideale per la produzione di eccellenti qualit\u00e0 di miele garantita dagli apicultori del territorio cofondatori della Comunit\u00e0 del Cibo Slow Food Miele di Erica Arborea. Il Comune di Calice fa parte del circuito delle \u201cCitt\u00e0 del Miele\u201d e organizza numerose manifestazioni dedicate a questo prodotto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi la castagna. Proprio oggi prosegue la 58\u00b0 edizione della Festa della Castagna a Calice Castello, dopo il successo di domenica scorsa.<br \/>\nCertamente le attivit\u00e0 agricole e forestali non sono pi\u00f9 centrali come un tempo. Non ci sono pi\u00f9 le terrazze dove si coltivavano la vite e l\u2019olivo. L&#8217;economia del territorio tende a svilupparsi nel settore turistico, grazie alla presenza di un discreto numero di strutture ricettive e di ristorazione. Il patrimonio naturalistico -i monti Cornoviglio e Coppigliolo sull\u2019Alta Via dei Monti Liguri, i sentieri che salgono verso l\u2019Alta Via- e il patrimonio storico-artistico spingono in questa direzione. Ma il turismo non pu\u00f2 bastare a fermare lo spopolamento, forte soprattutto a Calice, pi\u00f9 che a Madrignano, che \u00e8 vicino a Piana Battolla, Follo, Ceparana, i \u201cpoli\u201d dei servizi. A Calice sono scomparse le Poste, le banche, i carabinieri\u2026 Mancava la gente\u2026 Ma \u00e8 difficile che la gente torni senza i servizi. Anche la banda larga lascia a desiderare. Un conto \u00e8 lo straniero pensionato che cerca solo l\u2019ambiente incontaminato, un conto sono le famiglie giovani con lavoro e figli\u2026 Si pensi che per assicurare il trasporto scolastico ai bambini del Comune il Sindaco Mario Scampelli si \u00e8 dimezzato l\u2019indennit\u00e0. Poveri piccoli Comuni! Sono stati per tanti versi abbandonati. <\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>\u201cDANY\u201d E LA BRIGATA \u201cVAL DI VARA\u201d<\/strong><br \/>\nA Borseda e a Debeduse, le terre di Daniele Bucchioni \u201cDany\u201d, comandante della Brigata \u201cVal di Vara\u201d di Giustizia e Libert\u00e0, ho reso omaggio ai monumenti ai partigiani giellisti.<br \/>\nIl castello di Calice \u00e8 un luogo emblematico. Era un presidio della Guardia Nazionale Repubblicana fascista.<br \/>\nIl 19 giugno 1944 il castello fu attaccato in forze da un gruppo di partigiani al comando di \u201cDany\u201d e di Gordon Lett, del Battaglione Internazionale. L\u2019attacco fall\u00ec ma, scrisse Lett in \u201cRossano\u201d, i fascisti pensarono che la zona era troppo difficile da tenere e ritirarono la guarnigione dal castello. Da allora, e fino al 25 aprile 1945, Calice fu territorio liberato, governato dai partigiani. La Brigata \u201cVal di Vara\u201d fu decisiva in tutti i rastrellamenti nazifascisti e nella Liberazione di Aulla. I suoi membri erano contadini calicesi e dei Comuni confinanti.<br \/>\nLeggiamo un brano dell\u2019introduzione di \u201cDany\u201d al libro di Sirio Guerrieri e Luigi Ceresoli \u201cDai Casoni alla Brunella. La Brigata Val di Vara nella Storia della Resistenza\u201d, un testo che si basa essenzialmente sul suo diario e sui suoi documenti:<br \/>\n\u201cRitengo sia non ultima dote di un comandante proprio il far s\u00ec che ciascuno, anche il pi\u00f9 umile, si senta protagonista. E i partigiani della \u2018Val di Vara\u2019 furono veramente tutti protagonisti in quel fatto morale, prima ancora che militare, che fu la Guerra di Liberazione\u201d.<br \/>\nUn \u201cfatto morale\u201d che vide protagonista tutto un popolo, non solo quello combattente. \u201cDany\u201d citava espressamente \u201cla nostra gente, che ci sorresse, ci incoraggi\u00f2, ci ospit\u00f2, ci nutr\u00ec incurante dei sacrifici, delle minacce, dei ricatti, delle rappresaglie\u201d e \u201cle donne, trepide e coraggiose\u201d. Bucchioni ricordava sempre che, l\u20198 ottobre 1944, le ragazze e gli uomini di Borseda raggiunsero i partigiani anche nelle postazioni pi\u00f9 avanzate, incuranti del grandinare dei proiettili, per distribuire a ciascuno una ciotola di minestra, pane e vino. E che questo gesto di solidariet\u00e0 commosse i combattenti e ne aument\u00f2 lo spirito combattivo. Cos\u00ec come ricordava sempre l\u2019impegno delle insegnanti a dare lezioni gratuitamente nelle scuole della zona partigiana libera.<br \/>\nNon posso che dedicare questo articolo a \u201cDany\u201d, a tutti i partigiani della Brigata \u201cVal di Vara\u201d e alle donne calicesi sostenitrici dei partigiani di cui ho raccontato la storia in \u201cSebben che siamo donne. Resistenza ala femminile in IV Zona operativa, tra La Spezia e Lunigiana\u201d. E, come sempre quando parlo o scrivo di \u201cDany\u201d, concludo riportando i versi dell\u2019inno della sua Brigata:<\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><em><br \/>\nCanta mitragliatrice, salviam la libert\u00e0<br \/>\nDio di marciar ci dice,<br \/>\nnessun ci fermer\u00e0.<br \/>\nNoi la morte l\u2019abbiamo in agguato,<br \/>\nci tradiscono i nostri fratelli,<br \/>\nsiam soldati, ci chiaman ribelli,<br \/>\nocchio attento, affilato il pugnal.<br \/>\nMa la Patria sa ben chi noi siamo,<br \/>\nche noi siam le avanguardie fedeli,<br \/>\nlo giuriamo al rispetto dei cieli:<br \/>\nquesto \u00e8 il giuro del nostro ideal.<\/em><\/p>\n<p class=\"testoFirma\">Giorgio Pagano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia 16 ottobre 2022<br \/>\nDA CASTELLO A CASTELLO<br \/>\nUno dei sentieri pi\u00f9 belli dell\u2019Alta Val di Vara collega i castelli di Madrignano e Calice al Cornoviglio, tra boschi di castagni e magnifiche vedute dei due &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[663,658],"tags":[98,657,69],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17007"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17007"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17032,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17007\/revisions\/17032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}