{"id":16721,"date":"2022-08-03T21:35:46","date_gmt":"2022-08-03T19:35:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=16721"},"modified":"2022-08-02T21:44:07","modified_gmt":"2022-08-02T19:44:07","slug":"in-cio-che-noi-crediamo-dio-e-risorto-storia-di-giorgio-mazzacua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/in-cio-che-noi-crediamo-dio-e-risorto-storia-di-giorgio-mazzacua\/","title":{"rendered":"&#8220;In ci\u00f2 che noi crediamo Dio \u00e8 risorto&#8221;. Storia di Giorgio Mazzacua"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_16723\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_31-Window.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-16723\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_31-Window-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" class=\"size-medium wp-image-16723\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_31-Window-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_31-Window-1024x700.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_31-Window-768x525.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_31-Window.jpg 1447w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-16723\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Mazzacua con i giovani della FUCI &#8211; 1965 &#8211; archivio Di Vizia<\/p><\/div>\n<p class=\"testoCentratoFirst\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 3 luglio 2022<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Nei giorni scorsi ci ha lasciati Giorgio Mazzacua, prima sacerdote poi teologo cattolico: una figura chiave per comprendere il cattolicesimo spezzino, il \u201cSessantotto ecclesiale\u201d e il movimento per il rinnovamento della Chiesa.<br \/>\nAlle origini di tutto vi fu un papa: Giovanni XXIII. Nominato nel 1958, tent\u00f2 di instradare la Chiesa in una nuova direzione, con l\u2019apertura del Concilio Vaticano Secondo (1962) e con la sua ultima enciclica, la \u201cPacem in terris\u201d (1963), un invito alla conciliazione internazionale e alla cooperazione tra persone di diverso credo ideologi\u00adco.<br \/>\nIl pontificato giovanneo ebbe un effetto dirompente su tutto l\u2019associazionismo cattolico, spingendo all\u2019aggiornamento dell\u2019analisi della societ\u00e0 e all\u2019apertura. Non incoraggi\u00f2 direttamente la \u201ccontestazione\u201d, ma fece capire a tutti la vastit\u00e0 del cambiamento storico in corso.<br \/>\nGiorgio Mazzacua, spezzino, si form\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 Gregoriana di Roma, per tornare a Spezia nel 1958, come insegnante al Seminario di Sarzana. Leggiamo un brano della sua testimonianza nel libro \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia\u201d, scritta in terza persona:<!--more--><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u201cNel 1958 il suo rientro a Sarzana, come insegnante al Seminario, coincise con la morte di Pio XII e la elezione a Papa di Giovanni XXIII. L\u2019operato e il magistero di Pio XII furono sottoposti a severi giudizi, a forti riserve e a decise critiche, anche tra i superiori del Seminario. Questo svel\u00f2 allo scrivente, allora molto giovane, che se \u00e8 possibile rivolgere una critica a un Papa morto deve essere altrettanto possibile rivolgerla a un Papa vivo. Cos\u00ec divenne per lui abituale il comporta\u00admento ispirato a quella libert\u00e0 di pensiero che era stata precedentemente acquisita; amplificata, poi, dall\u2019incontro dell\u2019ambiente universitario statale, avvenuto con la sua iscrizione alla Facolt\u00e0 di Scienze Matematiche a Pisa.<br \/>\nNel 1964 lo scrivente fu incaricato di seguire, come Assistente spirituale, il movimento diocesano della FUCI (in questo contesto incontr\u00f2 e collabor\u00f2 con padre Damarco) e nel 1966 anche quello della Giovent\u00f9 Femminile di Azione Cattolica; nel 1965 gli era stato affidato l\u2019insegnamento della religione nella scuola statale. Il clima culturale trovato nell\u2019Azione Cattolica era quello testimoniato dall\u2019inno che veniva cantato: \u2018\u2026 Bianco Padre che da Roma &#8211; ci sei meta, luce e guida \u2026\u2019. Forse, in origine, questo rappresentava una specie di reazione alla mira egemonica del fascismo sulla giovent\u00f9; tuttavia quel clima restava, nonostante il fascismo fosse caduto ormai da molto tempo!<br \/>\nQuegli anni segnarono per lui una intensa ed entusiastica scoperta -insieme ai giovani che seguiva, e con il loro intelligente apporto- di quei nuovi valori che il Concilio con fatica andava proponendo (era apparsa la battuta: \u2018Non c\u2019\u00e8 \u2018ringiovanimento\u2019 che non sia \u2018ringiovannimento\u2019\u2019).<br \/>\nSi organizzavano incontri improntati al rinnovamento di idee, di metodologie e di attivit\u00e0; si ri\u00adscopriva l\u2019entusiasmo dell\u2019impegno personale, la gioia di ritrovare un senso per la propria vita, nella libert\u00e0 della propria coscienza e nella coerenza con le proprie scelte; si sperimentava la bellezza dell\u2019in\u00adcontro dell\u2019intelligenza e dell\u2019azione con la progressiva conquista della libert\u00e0 personale\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Preparato dagli anni Sessanta, esplose il Sessantotto, che abbatt\u00e9 steccati antichi e favor\u00ec lo sviluppo delle tendenze, che gi\u00e0 vi erano, alla rottura dell\u2019unit\u00e0 politica dei cattolici e a una nuova collocazione e formazione dei mi\u00adlitanti provenienti da quel mondo. Ci\u00f2 avvenne anche nell\u2019Azione Cattolica e nella FUCI, l\u2019associazione degli universitari cattolici. E avvenne anche a Spezia.<br \/>\nNel libro \u00e8 pubblicata una lettera del 29 aprile 1968, rinvenuta negli archivi, scritta dal Centro Diocesano Unione Donne di Azio\u00adne Cattolica della Spezia, che rivolse un appello alle elettrici a votare DC alle elezioni del maggio. La lettera provoc\u00f2 un terremoto, ricostruito grazie a documenti e testimonianze. Leggiamo un brano di quella di Giorgio Mazzacua:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u201cNel 1968 la Giunta diocesana, in riunione comune, aveva stabilito che nessun movimento avrebbe dovuto interferire nelle elezioni, ma il movimento delle donne di Azione Cattolica non si attenne all\u2019impegno. Il disappunto per l\u2019accaduto port\u00f2 a una richiesta di spiegazioni, sottoscritta da tutti i dirigenti e dagli Assistenti spirituali degli altri movimenti. Questo, non gradito al Vescovo, lo indusse a togliere il loro incarico agli Assistenti e ad imporre a ciascuno dei dirigenti laici l\u2019alternativa tra ritirare la firma o rinunciare all\u2019incarico: tutti i dirigenti decaddero, e domin\u00f2 una diffusa profonda delusione, anche perch\u00e9 la decadenza dagli incarichi non era legata a giudizi negativi sul merito delle attivit\u00e0 da loro proposte, ma solo da motivazioni politiche\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Nacque, nell\u2019Azione Cattolica e nella Fuci, il \u201cdissenso\u201d. Racconta Rosanna Casella, allora Presidente diocesana della Giovent\u00f9 Femminile di Azione Cattolica e membro della Giunta diocesana:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u201cCon le forzate dimissioni della Giunta diocesana, inizi\u00f2 una attivit\u00e0 continuativa a quella preceden\u00adte ma con maggiore libert\u00e0 di sperimentare forme nuove di preghiera e di culto, fuori delle sedi ufficiali. Nacque un movimento spontaneo dei \u2018fuoriusciti\u2019 dall\u2019Azione Cattolica e dalla FUCI. Un gruppo del \u2018dissenso\u2019. Si realizzavano le \u2018messe dei giovani\u2019, ospitate in sedi offerte da Parroci aperti e consen\u00adzienti, con lettura dei testi e commenti preparati durante la settimana, con canti nuovi -molto signifi\u00adcativi rispetto alla attualit\u00e0 che stiamo vivendo- accompagnanti con chitarre e percussioni. Le Letture venivano commentate da tutti i presenti senza limiti di tempo, l\u2019Eucaristia veniva data sotto le due specie, ecc.; si cre\u00f2 un grande affiatamento tra i giovani di questo gruppo, giovani che credevano nel Concilio e speravano vivamente nel rinnovamento della Chiesa. Si susseguivano incontri, conferenze, dibattiti, cineforum, si cominci\u00f2 la sperimentazione delle \u201ccene di digiuno\u201d: erano serate di incontro a carattere culturale-religioso tra i giovani della FUCI (maschi e femmine) proposte da Pietro Lazagna, arrivato da poco a Spezia e subito inserito nell\u2019ambiente cattolico \u2018progressista\u2019 locale. Consistevano, per cena, in un piatto di riso in bianco (non ricordo se condito o no) preparato durante le discussioni, per il quale si lasciava una offerta per iniziative di beneficenza\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">In questa \u201cfesta dell\u2019incontro\u201d -tale fu il Sessantotto ovunque, nelle scuole e nelle fabbriche come nelle Chiese- nacque il bellissimo amore tra Giorgio e Rosanna, raccontato nel libro con le loro diversamente bellissime parole. Queste quelle di Giorgio:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u201cIntanto in lui erano maturate alcune convinzioni:<br \/>\n&#8211; Il sacerdote, nei tempi moderni, con estrema difficolt\u00e0 pu\u00f2 svolgere la sua azione di consigliere spi\u00adrituale, principalmente perch\u00e9 privo di esperienza nel lavoro, negli impegni sociali e nella famiglia, momenti decisamente importanti nella vita di oggi; ma anche per una certa incompatibilit\u00e0 tra le caratteristiche della sua formazione umana, ricevuta nel contesto culturale ecclesiastico, e quella evan\u00adgelica alla quale si dovrebbe ispirare nel suo servizio ministeriale.<br \/>\n&#8211; Il ministero sacerdotale e l\u2019amore nel matrimonio non sono tra loro in contrasto; anzi quest\u2019ultimo potrebbe in certi casi offrire un aiuto al potenziamento del primo.<br \/>\n&#8211; L\u2019impegno svolto nell\u2019Azione Cattolica a scoprire ed evolvere insieme idee ed attivit\u00e0, capaci di far maturare la fede -impegno che si \u00e8 trovato improvvisamente e forzatamente interrotto- aveva fatto sognare possibilit\u00e0 alternative per continuarlo (esperienze di case-famiglia allargate, ecc.); tra esse si era andata sviluppando quella di condividere la vita, in una nuova esperienza di amore, con una delle ragazze con le quali aveva lavorato -Rosanna Casella- per altro con profonda intesa, sempre con piena correttezza e senza doppi fini\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_16722\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-16722\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" class=\"size-medium wp-image-16722\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window-120x80.jpg 120w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/2022-08-02-21_37_19-Window.jpg 1488w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-16722\" class=\"wp-caption-text\">Camaldoli, Coro dei monaci, matrimonio di Giorgio Mazzacua e Rosanna Casella &#8211; 2 ottobre 1971 &#8211; archivio famiglia Mazzacua<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\">Giorgio and\u00f2 a fare l\u2019operaio in fabbrica, il Vescovo gli chiese di rinunciare al sacerdozio, ma Giorgio si oppose, perch\u00e9 riteneva il sacerdozio e l\u2019amore compatibili tra loro: \u201csarebbe stato di\u00adsposto ad abbandonare il presbiterato solo se fosse stato ufficialmente espulso\u201d.<br \/>\nLo stallo fu superato solo nel 1971, quando due sacerdoti chiesero per lui la dispensa. Il 2 ottobre di quell\u2019anno Giorgio e Rosanna si sposarono nel monastero di Camaldoli: un matrimonio memorabile, non solo per loro.<br \/>\nNel corso degli anni Settanta furono, nella nostra diocesi, dodici i sacerdoti che lasciarono: Gianfranco Currarino, Mario Fiorentini, Renato Francesconi, Aldo Landi, Giorgio Mazzacua, Adamo Monteverdi1, Giancarlo Mori, Giovanni Passarella, Lino Pigoni, Adriano Pini, Romeo Rossetti, Enrico Traversaro. Tutti ebbero una bella storia d\u2019amore, coronata con il matrimonio. Le loro storie sono un libro nel libro, e fanno davvero riflettere.<br \/>\nUno di loro, Adriano Pini, dice:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u201cAllora le autorit\u00e0 della Chiesa non seppero valorizzare il fervore di quegli anni. Noi volevamo vivificare la comunit\u00e0 ecclesiale: sono stati costretti ad andarsene preti bravi, molto bravi, e non parlo di me ma degli altri. E si sono allontanati tanti laici credenti, che frequentavano le associa\u00adzioni e i gruppi. Altri sacerdoti sono rimasti nella Chiesa, ma emarginati. Eravamo tutti impegnati a sburocratizzare la Chiesa, la sua gerarchia medievale. \u00c8 stata una perdita enorme per la Chiesa\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Giorgio Mazzacua, laureato in logica matematica, si dedic\u00f2 all\u2019insegnamento e continu\u00f2 gli studi teologici, che discuteva con altri studiosi e amici negli incontri annuali nell\u2019antico casale della famiglia di Giorgio, alle Ferriere di Carrodano. La Chiesa lo aveva cacciato per sempre:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u201cLo scrivente, rientrato in Diocesi nel 1978 dopo un soggiorno a Milano, \u00e8 stato volutamente ignorato nei successivi quarant\u2019anni, nonostante si sia presentato ai primi due Vescovi che erano subentrati, per dare un cenno di disponibilit\u00e0 al dialogo; nessuno di loro e dei successori ha mai manifestato interesse ad incontrarlo. Si \u00e8 quindi trovato -e si \u00e8 tenuto lui stesso- fuori dell\u2019ambiente della co\u00admunit\u00e0 ecclesiale\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Fu davvero una \u201cperdita enorme\u201d. Ancora oggi \u00e8 cos\u00ec, in tutto il mondo. Nei mesi scorsi la Chiesa tedesca ha fatto un passo storico: l&#8217;86% dei membri del Sinodo riunito a Francoforte si \u00e8 pronunciato a favore dell&#8217;abolizione del <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/celibato\">celibato<\/a> dei preti e dell&#8217;ammissione delle donne al sacerdozio. Il Sud del mondo \u00e8 all\u2019avanguardia nella proposta di rinnovamento: nel documento del Sinodo sull\u2019Amazzonia del 2019 \u00e8 proposto di ordinare sacerdoti anche uomini sposati, per supplire alla <strong>mancanza di clero<\/strong> in quella immensa regione. Il documento approvato nei mesi scorsi dalla Conferenza episcopale del Congo dice ai preti con figli di scegliere questi ultimi rispetto al sacerdozio. \u201cI preti sposati sono il futuro della Chiesa\u201d\u00a0e non \u201cpreti dalla doppia vita\u201d, sottolinea il Movimento internazionale dei sacerdoti sposati.<br \/>\nIl \u201cdissenso ecclesiale\u201d del Sessantotto, sconfitto negli anni Settanta, ha lasciato segni difficili da cancellare. Le pulsioni vitali di allora ci parlano ancora. Ci parlano le storie dei preti costretti a lasciare la Chiesa. Ci parlano le fonti alte della teologia conciliare e post-conciliare e, a livello pi\u00f9 \u201cbasso\u201d, il terzomondismo, l\u2019anti-razzismo e il pacifismo del \u201cdissenso ecclesiale\u201d. E le sue canzoni: da \u201cWe shall overcome\u201d a \u201cBlowin\u2019 in the Wind\u201d, dalle sonorit\u00e0 afro-liturgiche della \u201cMissa Luba\u201d (un brano della quale fu inserito da Pasolini nel film del 1964 \u201cIl Vangelo secondo Matteo\u201d) alle Messe Beat.<br \/>\nBen espressiva di queste pulsioni vitali \u00e8 la canzone di Francesco Guccini \u201cDio \u00e8 morto\u201d (1967):<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\u00c8 un Dio che \u00e8 morto<br \/>\nNei campi di sterminio, Dio \u00e8 morto<br \/>\nCoi miti della razza, Dio \u00e8 morto<br \/>\nCon gli odi di partito, Dio \u00e8 morto<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ma penso<br \/>\nChe questa mia generazione \u00e8 preparata<br \/>\nChe questa mia generazione \u00e8 preparata<br \/>\nA un mondo nuovo e a una speranza appena nata,<br \/>\nAd un futuro che ha gi\u00e0 in mano,<br \/>\nA una rivolta senza armi,<br \/>\nPerch\u00e9 noi tutti ormai sappiamo<br \/>\nChe se Dio muore \u00e8 per tre giorni<br \/>\nE poi risorge,<br \/>\nIn ci\u00f2 che noi crediamo Dio \u00e8 risorto,<br \/>\nIn ci\u00f2 che noi vogliamo Dio \u00e8 risorto,<br \/>\nNel mondo che faremo Dio \u00e8 risorto.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ci sono canzoni divine senza essere sacre. Come \u201cCalifornia Dreamin\u201d dei The Mama\u2019s and The Papa\u2019s (1965), l\u2019inizio del nuovo esistenzialismo del peace &amp; love. L\u2019atmosfera mistica che pervade la canzone \u00e8 inebriante, cos\u00ec le voci, evocative e potenti come un coro di chiesa:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">\nBloccato in una chiesa<br \/>\nHo percorso la navata<br \/>\nMi sono inginocchiato<br \/>\n(Mi sono inginocchiato)<br \/>\nE volevo pregare<br \/>\n(Volevo pregare).<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Nella deriva antiumanistica di questi anni il \u201cnucleo caldo\u201d della rivoluzione \u201cpre-politica\u201d del Sessantotto conserva tutta la sua rilevanza critica.<br \/>\nCome \u00e8 stato detto il 23 giugno, nel toccante Commiato a Giorgio, restano la disobbedienza e l\u2019eresia:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>Disobbediente<br \/>\n<em>\u00a0Disobbedienza &#8211; Oshio<\/em><\/strong><br \/>\nLa disobbedienza richiede un\u2019intelligenza leggermente superiore.<br \/>\nQualsiasi idiota pu\u00f2 essere obbediente, anzi, solo gli idioti possono essere obbedienti.<br \/>\nNon significa disobbedire solo per disobbedire, anche quello sarebbe pure idiota.<br \/>\nLa persona intelligente si chieder\u00e0 prima o poi: PERCHE \u2019perch\u00e9 devo fare questa cosa? Se i motivi sono irragionevoli e le conseguenze negative, non voglio essere coinvolto.<br \/>\nCos\u00ec si diventa responsabili di s\u00e9.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>Eretico <\/strong><br \/>\n<strong>Eresia<\/strong><strong><em>:<\/em><\/strong><strong> la parola viene dal greco e vuol dire scelta.<br \/>\nEretico \u00e8 la persona che sceglie<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ci vorrebbe oggi un pizzico di eresia, quella folle immaginazione che porta il pensiero apparentemente fuori strada, quel coraggio di dire che diventa un contro-canto e si erge tra la massa a indicare nuove vie per nuove soluzioni. In questo momento di &#8220;crisi&#8221;, che \u00e8 anche crisi di valori, divisione sociale, confusione, occorre uscire dal teatrino e cercare l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Restano il sorriso gentile e l\u2019altruismo di Giorgio, come ha scritto Rosanna nella sua ultima poesia:<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>Al confine<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Stiamo camminando assieme<br \/>\nmano nella mano.<br \/>\nTi accompagno al confine.<br \/>\nL\u00ec, avverr\u00e0 la muta.<br \/>\nTi spoglierai della tua veste mortale<br \/>\nper indossare quella<br \/>\ninvisibile, eterna.<br \/>\nLascer\u00f2 la tua mano e la passer\u00f2<br \/>\na quel Dio<br \/>\nal quale ti sei affidato<br \/>\ne che ti ha sempre accompagnato.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">La tua riservatezza,<br \/>\nla sensibile attenzione agli altri,<br \/>\ntutti i sorrisi che hai seminato<br \/>\ngermoglieranno e fioriranno.<br \/>\nNascer\u00e0 un prato di gentilezza.<br \/>\nI frutti d\u2019amore che verranno<br \/>\nsaranno la tua eredit\u00e0<br \/>\nsemplice enorme contributo all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong><em>Rosanna<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>11 giugno 2022<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Post scriptum:<br \/>\nnella foto in alto Giorgio Mazzacua \u00e8 ritratto con i giovani della FUCI (la foto, dell\u2019archivio di Diego Di Vizia, \u00e8 del 1965); la foto in basso \u00e8 del matrimonio di Giorgio Mazzacua e Rosanna Casella (Camaldoli, Coro dei monaci &#8211; 2 ottobre 1971, archivio della famiglia Mazzacua)<\/p>\n<p class=\"testoFirma\">lucidellacitta2011@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 3 luglio 2022<br \/>\nNei giorni scorsi ci ha lasciati Giorgio Mazzacua, prima sacerdote poi teologo cattolico: una figura chiave per comprendere il cattolicesimo spezzino, il \u201cSessantotto ecclesiale\u201d e il movimento per il rinnovamento &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[663,81],"tags":[98,69,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16721"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16721"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16725,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16721\/revisions\/16725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}