{"id":15940,"date":"2021-11-28T22:34:33","date_gmt":"2021-11-28T20:34:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=15940"},"modified":"2021-12-06T10:25:00","modified_gmt":"2021-12-06T08:25:00","slug":"presentazione-di-un-mondo-nuovo-una-speranza-appena-nata-di-giorgio-pagano-e-maria-cristina-mirabello-giovedi-2-dicembre-ore-18-al-circolo-arci-canaletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/economia-societa-politica-anticorpi-alla-crisi\/presentazione-di-un-mondo-nuovo-una-speranza-appena-nata-di-giorgio-pagano-e-maria-cristina-mirabello-giovedi-2-dicembre-ore-18-al-circolo-arci-canaletto\/","title":{"rendered":"Presentazione di &#8220;Un mondo nuovo, una speranza appena nata&#8221; di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello. Gioved\u00ec 2 Dicembre ore 18 al Circolo ARCI Canaletto"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15941\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-15941\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" class=\"size-medium wp-image-15941\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window-1024x511.jpg 1024w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window-768x383.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window-1536x767.jpg 1536w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-11-28-21_24_30-Window.jpg 1709w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15941\" class=\"wp-caption-text\">Invito<\/p><\/div>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong>Circolo ARCI Canaletto<\/strong><br \/>\nvia Giovanni Bosco, 2<br \/>\n<em>Gioved\u00ec 2 Dicembre, ore 18<\/em><\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Gioved\u00ec 2 dicembre alle ore 18 il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia\u201d sar\u00e0 presentato al Circolo ARCI Canaletto (via Giovanni Bosco, 2). Interverr\u00e0 Chiara Dogliotti, dottore di ricerca in storia contemporanea. Sar\u00e0 proiettata la presentazione multimediale \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata\u201d, a cura del Gruppo Fotografico Obiettivo Spezia, presenti gli autori Roberto Celi e, per le tracce sonore, Gian Paolo Ragnoli<br \/>\nLa presentazione \u00e8 a cura del Circolo ARCI Canaletto.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Nella Prefazione lo storico Paolo Pezzino ha scritto:<br \/>\n\u201cL\u2019opera si segnala per l\u2019utilizzazione di 330 testimonianze di donne e uomini che hanno vissuto le vicende degli anni Sessanta in provincia della Spezia (pi\u00f9 quelle dei due autori). Le testimonianze non sono riportate nella loro integralit\u00e0, ma inserite con frammenti all\u2019interno della narrazione storica. Questa scelta consente di adottare uno stile di racconto coinvolgente e vivace, che fa s\u00ec parlare i testimoni, ma d\u00e0 rilevanza e significato ai loro racconti all\u2019interno di un contesto narrativo.<br \/>\nAltra caratteristica dell\u2019opera \u00e8 lo spettro veramente impressionante degli argomenti trattati: non ci si limita infatti agli aspetti pi\u00f9 evidenti delle lotte sindacali degli operai, del movimento degli studenti, dei rapidi mutamenti del mondo politico, ma si prendono in considerazione anche l\u2019evoluzione del costume, della cultura artistica e musicale, dei quadri ideologici, delle pratiche religiose.<br \/>\nI due volumi sono poi corredati da importanti apparati: una cronologia internazionale e nazionale, oltre che locale, appendici documentarie, le schede biografiche dei testimoni, e le fotografie, che fanno parte a pieno titolo dell\u2019interpretazione e della narrazione storiografica.<br \/>\nIn conclusione un\u2019opera monumentale che restituisce alla Spezia, importante citt\u00e0 industriale, il ruolo di primo piano che le spetta nel quadro dei sovvertimenti politico-sociali ed economici degli anni Sessanta\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Scrivono gli autori nel retro di copertina:<br \/>\n\u201cNegli anni Sessanta prese corpo, fino all\u2019esplosione nel 1968-1969, una \u2018rivolta etica\u2019: una lotta antiautoritaria contro autorit\u00e0 a cui non si riconosceva pi\u00f9 legittimit\u00e0. Una contestazione della grande razionalizzazione autoritaria che negava autonomia, autorealizzazione di s\u00e9 e dignit\u00e0 alla persona umana: allo studente della scuola nozionistica e gerarchica, che ossificava la cultura, come all\u2019operaio della fabbrica fordista, nella quale i calcoli ingegneristici applicati ai tempi di produzione si sposavano con un comando brutale affidato all\u2019onnipotenza ed alla prepotenza dei capi.<br \/>\nSi tratt\u00f2 di un movimento complesso, che aveva alle origini una miscela di sentimenti e di politica, un intreccio tra l\u2019affermarsi di una volont\u00e0 di autogoverno della propria vita e lo sviluppo di un\u2019azione collettiva ispirata ai valori della libert\u00e0, dell\u2019eguaglianza e della fratellanza. Protagoniste furono anche le giovani donne: all\u2019insegna, in questa fase, pi\u00f9 dell\u2019emancipazione e della parit\u00e0 che della liberazione e della differenza. E tuttavia anche tali caratteristiche segnavano, per l\u2019ampiezza delle ragazze coinvolte (che, in un certo senso, stimolavano la generazione delle madri), qualcosa di veramente nuovo.<br \/>\nNel libro si delineano i tratti, riguardanti la cultura -si pensi all\u2019importanza del linguaggio della musica- ma anche gli stili di consumo ed i comportamenti di vita, della comunit\u00e0 giovanile protagonista della \u2018rivolta\u2019. \u2018Dio \u00e8 morto\u2019 fu anche il manifesto di questa comunit\u00e0 e della frattura giovani-adulti che si verific\u00f2. Era emersa una generazione, per molti aspetti diversa dalla precedente e da essa distinta, insoddisfatta del presente ma anche delle proposte di cambiamento indicate sia dal centrosinistra che dalla \u2018sinistra storica\u2019.<br \/>\nIl tentativo di questa generazione di costituire una \u2018soggettivit\u00e0 politica\u2019 sub\u00ec uno scacco. Ma le sue pulsioni vitali hanno lasciato segni che ci riguardano ancora\u201d.<\/p>\n<p><\/p>\n<hr \/>\n<p><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia\u201d ha fatto tappa al Canaletto, al Circolo ARCI. Nell\u2019occasione \u00e8 stata proiettata la presentazione multimediale \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata\u201d, a cura del Gruppo Fotografico Obiettivo Spezia, presenti gli autori Roberto Celi e, per le tracce sonore, Gian Paolo Ragnoli.<br \/>\nSi tratta di un video basato su una parte delle molte centinaia di fotografie, quasi tutte inedite, pubblicate nel libro, riguardanti il decennio dei Sessanta alla Spezia, con incursioni nel decennio precedente, dal 1952, e in quello successivo, fino al 1972.<br \/>\nLe due sezioni \u201cImmagini\u201d, ciascuna per ogni Volume del libro, contengono non solo fotografie, ma anche cartoline, riproduzioni di opere artistiche, di volantini, manifesti, inviti, depliant, locandine.<br \/>\n\u201cMoltissime immagini del libro -ha detto Giorgio Pagano, curatore delle due sezioni- dimostrano, per citare il grande fotografo Tano D\u2019Amico, che \u2018quando si mette in discussione un regime, uno stato di cose, prima a cambiare \u00e8 l\u2019immagine\u2019. Cambia il modo di esprimersi delle persone, di vestirsi, di camminare, di guardare, di sorridere, di comunicare, cambiano i volti e i corpi: dietro i grandi cambiamenti delle immagini ci sono grandi cambiamenti collettivi. Molte fotografie riescono a vedere le speranze delle persone rappresentate, le loro aspirazioni a un mondo nuovo. Sono immagini difficili da addomesticare e capaci di rimanere nel tempo. Immagini che non muoiono mai, che hanno una vita propria, una dignit\u00e0 propria, una libert\u00e0 propria. Immagini grazie alle quali conserviamo la memoria dei vinti, sconfiggendo il tentativo di rimuoverla\u201d.<br \/>\nSono state molto apprezzate anche le tracce sonore del video, scelte da Gian Paolo Ragnoli. La musica e le canzoni sono protagoniste del libro, ha detto Pagano, perch\u00e9 ebbero \u201cun ruolo decisivo nella formazione dei giovani: al diffuso bisogno di ideali che diano un senso alla vita rispose in primo luogo la musica\u201d.<br \/>\nGli autori hanno poi discusso con Nicola Pedretti, presidente del Circolo ARCI del Canaletto, in particolare sui rapporti tra il Sessantotto, i movimenti successivi e l\u2019oggi.<br \/>\nPer Maria Cristina Mirabello, \u201cpur essendo chiaro che i luoghi da cui partire per cambiare la societ\u00e0 sono quelli dove si fa conoscenza e quelli dove si produce, insomma, schematicamente, la scuola e la fabbrica, luoghi che tendono a ripetersi dopo il Sessantotto, non si vedono molte analogie tra Sessantotto e fasi successive del movimento studentesco, nel senso che lo spartiacque \u00e8 stato segnato dal 1977, ben diverso dalla fase precedente. Non solo, il Sessantotto, che \u00e8 essenzialmente rivolta, contro l\u2019autoritarismo padronale, scolastico, dei costumi, ecc., \u00e8 tuttavia inserito in una cornice che, in qualche modo, ha maggiori coordinate comuni, a livello culturale, di visione del mondo, mentre le fasi successive, apparentemente caratterizzate da una pi\u00f9 facile comunicazione su reti mondiali, risentono di pi\u00f9 dell\u2019avvento del \u2018pensiero debole\u2019 e quindi della frammentazione a esso seguita\u201d.<br \/>\nPer Giorgio Pagano \u201coggi serve un pensiero nuovo, per la nuova centralit\u00e0, rispetto ad allora, della questione ambientale, e per il modo diverso in cui si manifestano le questioni, centrali anche allora, del lavoro e del sapere\u201d. Deve emergere di pi\u00f9 -ha aggiunto Pagano- \u201cil nesso tra queste questioni: la lotta contro la crisi climatica non \u00e8 \u2018romanticismo verde\u2019 ma messa in discussione del sistema economico\u201d. Detto questo, del Sessantotto \u201cci restano pulsioni vitali, che hanno lasciato segni difficili da cancellare: la necessit\u00e0 di creare un nuovo \u2018senso comune\u2019, una nuova moralit\u00e0, un nuovo senso della vita\u201d. La lezione del Sessantotto, ha concluso, \u00e8 che \u201ctutte le mobilitazioni collettive di progresso esigono un mutamento culturale ed etico, un certo rinnovamento spirituale, che richiede radicalit\u00e0\u201d. Ecco perch\u00e9 \u201cla spinta generazionale sulle scelte per l\u2019ambiente a cui stiamo assistendo oggi, in radicale opposizione al sistema dominante, ricorda in qualche modo il Sessantotto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circolo ARCI Canaletto<br \/>\nvia Giovanni Bosco, 2<br \/>\nGioved\u00ec 2 Dicembre, ore 18<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 2 dicembre alle ore 18 il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[40],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15940"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15940"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15940\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15955,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15940\/revisions\/15955"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}