{"id":15791,"date":"2021-09-15T20:32:23","date_gmt":"2021-09-15T18:32:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=15791"},"modified":"2021-09-20T21:28:13","modified_gmt":"2021-09-20T19:28:13","slug":"presentazione-di-un-mondo-nuovo-una-speranza-appena-nata-di-giorgio-pagano-e-maria-cristina-mirabello-domenica-19-settembre-ore-17-a-varese-ligure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/economia-societa-politica-anticorpi-alla-crisi\/presentazione-di-un-mondo-nuovo-una-speranza-appena-nata-di-giorgio-pagano-e-maria-cristina-mirabello-domenica-19-settembre-ore-17-a-varese-ligure\/","title":{"rendered":"Presentazione di &#8220;Un mondo nuovo, una speranza appena nata&#8221; di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello. Domenica 19 Settembre ore 17 a Varese Ligure"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15792\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-15792\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-15792\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure-1087x1536.jpg 1087w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Invito-Un-mondo-nuovo-II-Varese-Ligure.jpg 1228w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15792\" class=\"wp-caption-text\">Invito<\/p><\/div>\n<p class=\"testoCentrato\">Varese Ligure &#8211; <strong>Sala del Castello<\/strong><br \/>\nAlle ore 17.00<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Il secondo Volume del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia\u201d verr\u00e0 presentato domenica 19 settembre alle ore 17 a Varese Ligure, nella sala del Castello, per iniziativa del Comune e della Pro Loco di Varese Ligure. Dopo l\u2019introduzione del Sindaco di Varese Ligure Giancarlo Lucchetti, lo storico Getto Viarengo dialogher\u00e0 con gli autori.<br \/>\nIl secondo Volume, intitolato \u201cDalla Primavera di Praga all\u2019Autunno caldo\u201d, si sofferma sulla \u201cgrande occupazione\u201d delle scuole del dicembre 1968, che coinvolse tutto il litorale tirrenico, sulle lotte operaie e su tutti gli altri avvenimenti del biennio, dalla notte della Bussola alla strage di piazza Fontana, offrendo un ritratto compiuto della vita politica, sociale e culturale di tutta la provincia e anche, per molti aspetti, di tutto il Paese.<br \/>\nI testimoni che hanno collaborato al libro sono 341, a cui aggiungere i due autori.<br \/>\n\u201cCaratteristica dell\u2019opera -scrive lo storico Paolo Pezzino nella Prefazione- \u00e8 lo spettro veramente impressionante degli argomenti trattati: non ci si limita infatti agli aspetti pi\u00f9 evidenti delle lotte sindacali degli operai, del movimento degli studenti, dei rapidi mutamenti del mondo politico, ma si prendono in considerazione anche l\u2019evoluzione del costume, della cultura artistica e musicale, dei quadri ideologici, delle pratiche religiose. I due Volumi sono poi corredati da importanti apparati: una cronologia internazionale e nazionale, oltre che locale, appendici documentarie, le schede biografiche dei testimoni, e le fotografie, che fanno parte a pieno titolo dell\u2019interpretazione e della narrazione storiografica. In conclusione un\u2019opera monumentale che restituisce alla Spezia, importante citt\u00e0 industriale, il ruolo di primo piano che le spetta nel quadro dei sovvertimenti politico-sociali ed economici degli anni Sessanta\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Scrivono gli autori nel retro di copertina:<br \/>\n\u201cNegli anni Sessanta prese corpo, fino all\u2019esplosione nel 1968-1969, una \u2018rivolta etica\u2019: una lotta antiautoritaria contro autorit\u00e0 a cui non si riconosceva pi\u00f9 legittimit\u00e0. Una contestazione della grande razionalizzazione autoritaria che negava autonomia, autorealizzazione di s\u00e9 e dignit\u00e0 alla persona umana: allo studente della scuola nozionistica e gerarchica, che ossificava la cultura, come all\u2019operaio della fabbrica fordista, nella quale i calcoli ingegneristici applicati ai tempi di produzione si sposavano con un comando brutale affidato all\u2019onnipotenza ed alla prepotenza dei capi.<br \/>\nSi tratt\u00f2 di un movimento complesso, che aveva alle origini una miscela di sentimenti e di politica, un intreccio tra l\u2019affermarsi di una volont\u00e0 di autogoverno della propria vita e lo sviluppo di un\u2019azione collettiva ispirata ai valori della libert\u00e0, dell\u2019eguaglianza e della fratellanza. Protagoniste furono anche le giovani donne: all\u2019insegna, in questa fase, pi\u00f9 dell\u2019emancipazione e della parit\u00e0 che della liberazione e della differenza. E tuttavia anche tali caratteristiche segnavano, per l\u2019ampiezza delle ragazze coinvolte (che, in un certo senso, stimolavano la generazione delle madri), qualcosa di veramente nuovo.<br \/>\nNel libro si delineano i tratti, riguardanti la cultura -si pensi all\u2019importanza del linguaggio della musica- ma anche gli stili di consumo ed i comportamenti di vita, della comunit\u00e0 giovanile protagonista della \u2018rivolta\u2019. \u2018Dio \u00e8 morto\u2019 fu anche il manifesto di questa comunit\u00e0 e della frattura giovani-adulti che si verific\u00f2. Era emersa una generazione, per molti aspetti diversa dalla precedente e da essa distinta, insoddisfatta del presente ma anche delle proposte di cambiamento indicate sia dal centrosinistra che dalla \u2018sinistra storica\u2019.<br \/>\nIl tentativo di questa generazione di costituire una \u2018soggettivit\u00e0 politica\u2019 sub\u00ec uno scacco. Ma le sue pulsioni vitali hanno lasciato segni che ci riguardano ancora\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testoGiustificato\">Il secondo Volume del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia\u201d ha fatto tappa anche a Varese Ligure, per iniziativa del Comune e della Pro Loco. Il Sindaco Giancarlo Lucchetti e lo storico Getto Viarengo hanno dialogato a tutto campo con Giorgio Pagano: sulle lotte studentesche e su quelle operaie, sulle risposte delle due principali forze politiche del tempo, DC e PCI, alle istanze del Sessantotto, fino ai riflessi di quel movimento in una realt\u00e0 isolata com\u2019era allora la Val di Vara.<br \/>\n\u201cLa rivolta studentesca e la rivolta operaia ebbero una caratterizzazione analoga: l\u2019antiautoritarismo, la lotta per la giustizia sociale, la fratellanza, cio\u00e8 la voglia di essere liberi e la voglia di stare insieme. Furono rivolte contigue anche dal punto di vista comportamentale: partivano dalla soggettivit\u00e0 per approdare alla dimensione comunitaria, il collettivo era per esistere come persona nuova. Fu una \u201crivoluzione\u201d esistenziale, culturale, morale. Con aspirazioni profonde, quasi antropologiche. Forse proprio per questo non poteva durare a lungo. Ci furono comunque limiti sia del movimento che delle forze politiche che avrebbero dovuto interpretarlo. Nel movimento ci fu una ripresa dei vecchi strumenti organizzativi e delle vecchie nozioni: il Sessantotto riflu\u00ec nelle vecchie idee contro cui si era battuto. D\u2019altro lato le pulsioni vitali del movimento non riuscirono ad entrare nel patrimonio genetico delle varie forze politiche. Tutte le culture politiche, nel medio periodo, fallirono.  Nella DC e nel PCI la strategia di Moro e quella di Berlinguer furono due tentativi di comprensione delle novit\u00e0 del Sessantotto e di innovazione della politica dei rispettivi partiti: ma entrambi furono sconfitti alla fine degli anni Settanta. Cominci\u00f2 l\u2019egemonia di un altro pensiero, di un\u2019altra idea della modernizzazione: quella liberista\u201d.<br \/>\n\u201cAnche in Val di Vara -ha concluso Pagano- il Sessantotto lasci\u00f2 comunque segni difficili da cancellare. Un documento del 1\u00b0 gennaio 1969, firmato da cinque parroci della zona, Angelo Carabelli, Guido Corradini, Sandro Lagomarsini, Franco Martini e Mario Perinetti, denunci\u00f2 le bocciature e gli abbandoni nelle scuole elementari dell\u2019Alta Val di Vara. Nell\u2019estate del 1970 si tenne a Varese Ligure una manifestazione contro le bocciature nella scuola elementare, organizzata dal doposcuola di C\u00e0ssego, che fece epoca. La \u2018lunga marcia nelle istituzioni\u2019 teorizzata dall\u2019esponente del movimento studentesco tedesco Rudi Dutschke non si realizz\u00f2 come progetto politico, ma fu praticata ovunque da molte persone e associazioni: come per esempio la maestra Linda Merciari, il cui diario, che si dipana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta lungo tutta l\u2019alta Val di Vara, \u00e8 una preziosa testimonianza di \u2018militanza pedagogica\u2019 e di cambiamento della scuola dal basso\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Varese Ligure &#8211; Sala del Castello<br \/>\nAlle ore 17.00<br \/>\nIl secondo Volume del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello \u201cUn mondo nuovo, una speranza appena nata. 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