{"id":13825,"date":"2018-11-19T07:11:44","date_gmt":"2018-11-19T05:11:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=13825"},"modified":"2018-11-21T09:55:28","modified_gmt":"2018-11-21T07:55:28","slug":"la-bellezza-dei-colori-in-un-mondo-che-crolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/la-bellezza-dei-colori-in-un-mondo-che-crolla\/","title":{"rendered":"La bellezza dei colori in un mondo che crolla"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_13826\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/157elab2-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-13826\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/157elab2-BASSA-RIS-300x225.jpg\" alt=\"Palestina, Betlemme, graffiti di Banksy sul muro (2018) (foto di Giorgio Pagano)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-13826\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/157elab2-BASSA-RIS-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/157elab2-BASSA-RIS.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13826\" class=\"wp-caption-text\">Palestina, Betlemme, i mosaici restaurati della Basilica della Nativit\u00e0<br \/>(2018) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificatoFirst\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 11 novembre 2018 &#8211; <\/strong>Nei giorni scorsi -nell\u2019ambito del progetto sull\u2019acqua in Palestina che sto seguendo per la Water Right Foundation, un impegno che mi coinvolger\u00e0 per i prossimi due anni- ho passato una giornata a Betlemme. Mancavo da nove anni: l\u2019ultima volta venni nel 2009, per seguire il Piano Strategico della citt\u00e0. Abbiamo incontrato il Direttore Generale del Comune e visitato l\u2019azienda di gestione idrica. Immediatamente non ho notato grandi cambiamenti, a cominciare dalla \u201cCasa Nova\u201d dei francescani, nella piazza della Mangiatoia, dove alloggiavo e dove mi sono subito recato per un buon caff\u00e8. Betlemme \u00e8 un luogo in cui si respira un\u2019intensa atmosfera religiosa ma non \u00e8 solo un luogo santo, \u00e8 anche un punto di animazione turistica, pieno di negozi di souvenir, di ristoranti e di bar. A tutti chiedo come vanno le cose, e la critica all\u2019occupazione israeliana \u00e8 molto dura. Il turismo \u00e8 ancora in gran parte mordi e fuggi, di pellegrini che arrivano in pullman e poi tornano subito in Israele. Qualcuno mi dice che qualcosa si sta muovendo nella direzione di un turismo pi\u00f9 stanziale, altri mi forniscono un quadro pi\u00f9 critico, in Comune ma non solo. Nelle prossime missioni certamente capir\u00f2 meglio come si vive oggi in Cisgiordania. E a Gaza, anche se probabilmente non riusciremo a entrare: in ogni caso con i gazawi lavoreremo via skype, come abbiamo gi\u00e0 iniziato a fare.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>I MOSAICI DELLA BASILICA DELLA NATIVITA\u2019<\/strong><br \/>\nMa un grande, straordinario cambiamento \u00e8 gi\u00e0 avvenuto. Prima degli incontri, un rappresentante del Comune ci ha accompagnati nella visita della Basilica della Nativit\u00e0. La chiesa \u00e8 uno degli edifici cristiani pi\u00f9 antichi, costruita nel punto in cui gli storici individuarono la grotta in cui Maria dette alla luce Ges\u00f9. La basilica originale, eretta nel IV secolo dall\u2019imperatore Costantino, venne distrutta nel corso della rivolta dei Samaritani nel 529 d.C. Durante il regno di Giustiniano (527-565) fu sostituita, sullo stesso sito, da una basilica pi\u00f9 grande e di tracciato leggermente diverso, ma comprendente numerose parti della costruzione originale. La nuova basilica si \u00e8 praticamente conservata fino a oggi.<!--more--> Nell\u2019interno, le colonne in calcare furono dipinte in et\u00e0 medievale con affreschi raffiguranti gli apostoli. Ma erano quasi del tutto sbiaditi. Anche le pareti erano originariamente ricoperte da mosaici, di grande splendore, sulla vita di Ges\u00f9 e dei suoi discepoli, ma pure essi erano scomparsi. Sotto il pavimento di pietra si potevano scorgere resti di antichi mosaici pavimentali. Ma nulla di pi\u00f9. Il fascino della basilica era religioso pi\u00f9 che artistico: si entrava per accedere alla Grotta della Nativit\u00e0, il luogo in cui la tradizione vuole che sia nato Ges\u00f9. Ricordo che quando stavo a Betlemme ogni mattina, molto presto, andavo nella Grotta, senza quasi notare la chiesa. La meraviglia di questa visita \u00e8 avere rivisto gli interni dopo il restauro, in buona parte realizzato.<br \/>\nAd accompagnarci c\u2019era anche un rappresentante dell\u2019impresa Piacenti di Prato, che nel 2013 si aggiudic\u00f2 i lavori di restauro in una gara d\u2019appalto internazionale, a cui parteciparono dodici gruppi. La progettazione esecutiva e l\u2019intervento avrebbero dovuto riguardare solo il rinnovo della superficie esterna del tetto: pioveva dentro la chiesa, bisognava sostituire le travi e le tavole lignee, e le lastre in piombo. Ma poi le opere di restauro hanno interessato, grazie a trenta donatori e all\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, anche le aree della chiesa che manifestavano cattive condizioni conservative, estetiche e strutturali: le superfici interne ed esterne, gli intonaci e le pietre, le porte di ingresso,  gli architravi lignei. Fino ai mosaici. I restauratori -ci hanno spiegato le nostre guide- sono altamente specializzati e coordinati da una squadra di tecnici che vive a Betlemme. L&#8217;impresa Piacenti ha un\u2019impresa locale partner come importante aiuto e supporto per le operazioni di logistica e di reperimento materiali. Molti operatori locali e lavoratori palestinesi sono coinvolti nel cantiere, e il confronto tra differenti ruoli e nazionalit\u00e0 -ci raccontano- \u00e8  sempre pi\u00f9 positivamente sorprendente.<br \/>\nI mosaici delle colonne e delle pareti sono di una bellezza stupefacente. Le scene raffigurate si riferiscono ai momenti principali della vita di Ges\u00f9 e dei discepoli. Sono mosaici di epoca crociata, realizzati tra il 1165 e il 1169, che ricordano nello stile quelli di epoca bizantina che si trovano anche in Italia, e molti sono incredibilmente simili a quelli che si trovano a Gerusalemme, nella moschea della Cupola della Roccia. Le tessere dorate, originariamente, sono state volutamente inclinate, per riflettere la luce e trasmettere stupore e meraviglia ai pellegrini che arrivavano a Betlemme e entrando nella basilica volgevano il loro sguardo verso l\u2019alto. Potete ammirare uno dei mosaici nella foto in alto.<br \/>\nFa riflettere -ci siamo detti- che, mentre nel Medio Oriente sembra che tutto venga distrutto, qui a Betlemme qualcosa invece viene conservato, anzi riportato all\u2019antica bellezza. Ed \u00e8 naturale il nostro orgoglio nel vedere che \u00e8 un\u2019impresa italiana a fare questo miracolo. Ora si sta lavorando al recupero dei mosaici del pavimento. \u201cIl restauro dei mosaici \u00e8 un\u2019esperienza incredibile che ci ha trasformati\u201d, dice il tecnico della Piacenti. Lui si \u00e8 sposato in questi anni a Betlemme, si trova molto bene: \u201cBetlemme \u00e8 una citt\u00e0 bella e pacifica, dove convivono cristiani e musulmani\u2026 nella piazza della Mangiatoia, vicino alla basilica, c\u2019\u00e8 la moschea di Omar, e i pellegrini che vengono da noi sono anche musulmani\u201d.  Ora la speranza di tutti noi \u00e8 che si trovino le risorse anche per il restauro della Grotta, che fu vittima di un incendio nel lontano 1869 e non \u00e8 mai stata restaurata.<\/p>\n<div id=\"attachment_13827\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/135-elab-2-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-13827\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/135-elab-2-BASSA-RIS-300x225.jpg\" alt=\"Palestina, Betlemme, i mosaici restaurati della Basilica della Nativit\u00e0 (2018) (foto Giorgio Pagano)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-13827\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/135-elab-2-BASSA-RIS-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/135-elab-2-BASSA-RIS.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13827\" class=\"wp-caption-text\">Palestina, Betlemme, graffiti di Banksy sul muro<br \/>(2018) (foto di Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>BANKSY E IL MURO DI BETLEMME<\/strong><br \/>\nIn un mondo che crolla \u00e8 bello vedere i colori. Gli altri colori che mi hanno affascinato nella visita a Betlemme sono stati quelli dei graffiti di Banksy e di altri artisti di strada dipinti nel muro costruito da Israele per separare Israele e la Palestina, anche se occupata. Potete vederne alcuni nella foto in basso. Banksy ritrae qui, come in altre sue opere in giro per il mondo, il grande Muhammad Al\u00ec. Il muro \u00e8 un\u2019impenetrabile barriera di cemento e filo spinato alta pi\u00f9 di nove metri, dotata di torrette di guardia, che costeggia e attraversa le aree occupate della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. Penetra dentro Betlemme seguendo due strane curve a gomito, concepite per lasciare la tomba di Rachele, che \u00e8 a Betlemme, in territorio israeliano. Quanto il muro \u00e8 orribile, tanto i graffiti di Banksy sono splendidi.<br \/>\nCome ha scritto Jan Dalley sul Financial Times del 28 dicembre 2017, \u201cla presenza invisibile di Banksy in questa parte della Cisgiordania \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 importante\u201d. Intervistato via email (l\u2019unico modo per comunicare con questo artista noto per voler rimanere anonimo), Banksy ha dichiarato scherzosamente che la prima volta che si \u00e8 recato nella regione era \u201cattratto perlopi\u00f9 dal muro: la superficie sembrava in grado di assorbire molto bene la pittura\u201d. L\u2019artista britannico ha lavorato al muro in pi\u00f9 fasi, dal 2003 a oggi. \u201cA dirla tutta, sapevo pochissimo sul Medio Oriente quando sono venuto qui la prima volta, dalle notizie veniva fuori che qui abitano persone abituate ad ammazzarsi a vicenda\u201d, racconta. \u201cNel mio primo viaggio in Palestina sono arrivato di notte e mi hanno portato subito dietro il muro. E quindi ho immaginato che la povert\u00e0, gli asini, la mancanza d\u2019acqua e i blackout elettrici fossero un elemento della vita quotidiana in questa parte di mondo. Sono rimasto sconvolto quando, una settimana dopo, ho superato un posto di blocco e sono entrato in Israele dove, ad appena cinquecento metri, scintillavano dei ricchi centri commerciali, con rotonde piene di palme e suv nuovi di zecca dappertutto. Vedere le diseguaglianze tra le due parti \u00e8 stato scioccante, poich\u00e9 era chiaro che questa disparit\u00e0 era totalmente evitabile\u201d.<br \/>\nBanksy d\u00e0 prova di modestia quando risponde alla domanda sulla possibile efficacia pratica della sua arte, ma rimane ottimista. \u201cNon ci sono molte situazioni in cui un artista di strada possa essere di qualche utilit\u00e0\u201d, dice. \u201cLa maggior parte della mia attivit\u00e0 politica si limita a mostrare. Ma in Palestina esiste una piccola possibilit\u00e0 che l\u2019arte abbia qualcosa di utile da aggiungere. Qualsiasi cosa possa interessare i giovani, e in particolare i giovani israeliani, non pu\u00f2 che essere d\u2019aiuto\u201d. <\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\"><strong>Post scriptum:<br \/>\nSu Micromega ho iniziato un Diario dalla Palestina.<br \/>\nQuesto il link al primo articolo:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/diario-dalla-palestina-gerusalemme-appartiene-a-tutti\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/diario-dalla-palestina-gerusalemme-appartiene-a-tutti<\/a>\/<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><em><strong>lucidellacitta2011@gmail.com<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 11 novembre 2018 &#8211; Nei giorni scorsi -nell\u2019ambito del progetto sull\u2019acqua in Palestina che sto seguendo per la Water Right Foundation, un impegno che mi coinvolger\u00e0 per i prossimi due anni- ho &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[81],"tags":[98,69,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13825"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13825"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13833,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13825\/revisions\/13833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}