{"id":10803,"date":"2016-07-16T20:12:47","date_gmt":"2016-07-16T18:12:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=10803"},"modified":"2016-07-20T08:04:47","modified_gmt":"2016-07-20T06:04:47","slug":"a-ottantanni-dalla-guerra-di-spagna-il-ruolo-di-spezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/economia-societa-politica-anticorpi-alla-crisi\/a-ottantanni-dalla-guerra-di-spagna-il-ruolo-di-spezia\/","title":{"rendered":"A ottant&#8217;anni dalla guerra di Spagna. Il ruolo di Spezia"},"content":{"rendered":"<p class=\"testoGiustificato\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, Gazzetta della  Spezia, Cronaca4  16 luglio 2016 &#8211; <\/strong>Nel febbraio 1936 il Fronte Popolare vinse le elezioni in Spagna. Un successo che terrorizz\u00f2 i possidenti e tutta la destra conservatrice e fascista. Ottant\u2019anni fa, il 17 luglio, contingenti dell\u2019esercito guidati dal generale Francisco Franco si ribellarono e organizzarono un colpo di Stato. Il Governo repubblicano diede ordine di distribuire le armi al popolo. Cominciava cos\u00ec una guerra civile che sarebbe durata tre anni e che avrebbe fatto della Spagna un campo di battaglia, militare e ideologico, tra il fascismo e l\u2019antifascismo internazionali. La guerra di Spagna sald\u00f2, in modo definitivo, l\u2019alleanza tra la Germania e l\u2019Italia: Mussolini e Hitler decisero infatti di inviare consistenti aiuti militari all\u2019esercito franchista. Il corpo di spedizione italiana che oper\u00f2 sul territorio spagnolo arriv\u00f2 a comprendere 70.000 uomini. Per tre anni il porto e l\u2019Arsenale spezzini divennero il centro di partenza delle armi e delle truppe destinate, via nave, al sostegno agli insorti. Furono 300 gli spezzini che partirono inquadrati nei battaglioni fascisti: chi spinto dal miraggio di facili guadagni, chi per avversione al comunismo, altri perch\u00e9 costretti dalla dittatura. Tra essi ebbe un ruolo decisivo il generale Mario Berti. Altri due generali spezzini combatterono in Spagna: Attilio Teruzzi e Enrico Francisci. I caduti furono 30, 23 i dispersi. Alcuni, fatti prigionieri, rilasciarono dichiarazioni di pentimento che sconfessavano il regime: i loro familiari spezzini lo appresero dalle radio antifasciste estere.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">L\u2019esercito repubblicano fu sostenuto dall\u2019Urss e dalle \u201cbrigate internazionali\u201d, volontari provenienti da tutto il mondo: 15.000 uomini, 3800 italiani, 36 spezzini. In parte erano uomini esuli nei Paesi democratici, fuggiti alle persecuzioni politiche dopo l\u2019avvento del fascismo, in parte erano militanti politici nella clandestinit\u00e0, comunisti, socialisti, membri di Giustizia e Libert\u00e0, repubblicani, anarchici, cattolici, democratici senza partito. Tra i primi Benedetto Mori e Livio Bonani di Riomaggiore, Vittorio Ferrari di Ortonovo e gli spezzini Renato Chiappini e Alvaro Ghiara, provenienti dagli Usa; Amedeo Rossi di Follo, giunto in Spagna dall\u2019Argentina; Raffaele De Lucchi di Fezzano, Vittorio Orlandini di Santo Stefano, Settimo Grassi di Castelnuovo, Virgilio Bertola, Pietro Caleo e Pietro Montaresi di Sarzana, i calicesi Ildebrando Confusi e Emilio Venturotti, gli  arcolani Onorato e Sirio Biso e Renzo Picedi, gli spezzini Renato Bertolini, Carlo Della Croce, Carlo Pesco, Antonio Ricco e il calabrese cresciuto a Spezia Marco Perpiglia, che erano emigrati in Francia; il sarzanese Isopo Papirio, Ardito del popolo nella difesa di Sarzana nel luglio 1921, che era gi\u00e0 in Spagna; e altri ancora di cui sappiamo troppo poco. Il secondo gruppo, pi\u00f9 ristretto, era tutto arcolano: due dei pi\u00f9 importanti dirigenti comunisti espatriati all\u2019inizio del 1936, Ugo Muccini e Bruno Rolla, e un altro militante comunista, Eugenio Vignale. Quattro i caduti: Muccini, Pesco, Picedi e Rossi.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">L\u2019esercito repubblicano, nonostante l\u2019eroica vittoria di Guadalajara, non pot\u00e9 a lungo resistere alla preponderanza di uomini e mezzi nemici, alle difficolt\u00e0 determinate dalla eterogeneit\u00e0 delle forze politiche che componevano il governo, e alla larvata ostilit\u00e0 della Gran Bretagna, il cui conservatorismo coincise con una politica di grave autolesionismo della democrazia europea. Franco pot\u00e9 cos\u00ec conquistare il potere, al prezzo di 600.000 morti. La spinta aggressiva della Germania e dell\u2019Italia avrebbe portato qualche anno dopo allo scoppio della seconda guerra mondiale. Ma sul campo di battaglia spagnolo sorse anche l\u2019unit\u00e0 antifascista: la guerra di Spagna fu la prima occasione di riscossa dell\u2019antifascismo italiano, senza la quale la Resistenza sarebbe stata diversa. Nel 1943-45 si realizz\u00f2 quanto Carlo Rosselli aveva auspicato da radio Barcellona nel 1936: \u201cOggi in Spagna, domani in Italia\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong><em>Giorgio Pagano<\/em><\/strong><br \/>\nCopresidente del Comitato Unitario della Resistenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, Gazzetta della  Spezia, Cronaca4  16 luglio 2016 &#8211; Nel febbraio 1936 il Fronte Popolare vinse le elezioni in Spagna. 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