{"id":10314,"date":"2016-01-14T08:35:48","date_gmt":"2016-01-14T06:35:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/?p=10314"},"modified":"2016-01-14T08:35:48","modified_gmt":"2016-01-14T06:35:48","slug":"dal-dragaggio-alla-margaretcosi-soffre-il-nostro-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/citta-della-spezia\/rubrica-luci-della-citta-di-giorgio-pagano\/dal-dragaggio-alla-margaretcosi-soffre-il-nostro-mare\/","title":{"rendered":"Dal dragaggio alla Margaret,cos\u00ec soffre il nostro mare"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_10315\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/007elab-BASSA-RIS.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-10315\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/007elab-BASSA-RIS-300x225.jpg\" alt=\"Sao Tom\u00e8, visione della ro\u00e7a di Ponta Figo e del golfo di Neves dal monte Careca    (2015)    (foto Giorgio Pagano)\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-10315\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/007elab-BASSA-RIS-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/007elab-BASSA-RIS.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-10315\" class=\"wp-caption-text\">Sao Tom\u00e8, visione della ro\u00e7a di Ponta Figo e<br \/>del golfo di Neves dal monte Careca<br \/>(2015) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificatoFirst\"><strong>Citt\u00e0 della Spezia, 10 gennaio 2016 &#8211; <\/strong>La notizia pi\u00f9 importante di questi giorni riguardante il nostro mare non \u00e8 quella dello scontro tra Sindaco e Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale su crociere e waterfront (ne ho scritto ieri su Cds) ma quella dell\u2019inchiesta della magistratura sui lavori di dragaggio del porto, che si sarebbero svolti in pi\u00f9 circostanze violando le prescrizioni previste e quindi provocando la dispersione in mare di sedimenti inquinanti. Della questione si discusse a lungo all\u2019inizio degli anni Duemila. Il Comune, d\u2019intesa con le associazioni ambientaliste, si adoper\u00f2 per l\u2019inserimento del nostro golfo nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) per le bonifiche, un provvedimento sulla base del quale l\u2019Icram (oggi Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) elabor\u00f2 sia un piano di caratterizzazione dell\u2019inquinamento dei fondali sia un progetto preliminare di bonifica, risalente al 2004, a cui devono fare riferimento i progetti definitivi riguardanti le diverse zone, tra cui quelle oggetto dei dragaggi in corso. Un po\u2019 di storia non guasta, anche per ribadire la giustezza della scelta di inserire le colline di Pitelli e il Golfo tra i SIN: senza quella scelta non avremmo avuto i piani di caratterizzazione, non sapremmo cio\u00e8 in che cosa consiste l\u2019inquinamento e come operare per le bonifiche. E\u2019 vero, in questi anni le bonifiche non sono mai state finanziate dai vari Governi, ma questa loro colpa non inficia la bont\u00e0 della nostra scelta, che emerge anche da questa vicenda. Sulla base dei piani di Icram si pass\u00f2 infatti alla progettazione definitiva dei dragaggi, che furono di fatto trasformati in interventi di bonifica dei fondali interessati. <!--more-->Le diverse Conferenze dei Servizi approvarono progetti che prevedevano, in sostanza, di sigillare il tratto di acqua in cui operano le draghe, in modo da asportare i fanghi dei fondali senza dispersione; e di portare poi i fanghi in apposite discariche. Tutti i dragaggi precedenti venivano fatti, invece, senza queste precauzioni: i sedimenti si disperdevano e, una volta asportati, venivano scaricati nelle acque al largo. E\u2019 triste e preoccupante che l\u2019inchiesta della magistratura riveli che, almeno in alcune fasi, parrebbe essere stato ignorato questo lavoro progettuale durato anni -diventato atto amministrativo e quindi vincolante- procurando in tal modo danni ingenti al nostro mare. Uso il condizionale perch\u00e9 nella nostra Costituzione c\u2019\u00e8 la presunzione di innocenza. Ma ci\u00f2 che \u00e8 accaduto \u00e8 ormai chiaro: sono mesi che i mitilicultori e gli ambientalisti lo andavano denunciando, e la stessa Arpal era intervenuta per chiedere una modifica alle tecniche di dragaggio. La speranza \u00e8 che ci\u00f2 sia accaduto solo in alcune, limitate, fasi: sar\u00e0 la magistratura a dirlo. E che non accada mai pi\u00f9: ma a tal fine serve un mutamento di rotta delle istituzioni preposte. La domanda a cui rispondere non \u00e8 solo \u201cperch\u00e9 chi ha operato ha sbagliato?\u201d, ma anche \u201cperch\u00e9 chi doveva controllare non lo ha fatto?\u201d. Su questa questione il silenzio dei politici della citt\u00e0 e della regione, sempre pronti a dichiarare su ogni cosa alla stampa e ai social media, \u00e8 davvero assordante: \u00e8 una prova di mediocrit\u00e0 e di conformismo, di assenza di coraggio morale e di indipendenza di giudizio.<\/p>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ma c\u2019\u00e8 un altro punto di sofferenza per il nostro mare: la presenza, appoggiata sulla diga, del relitto della motonave Margaret, affondata dieci anni fa. Dispiace che nessuna istituzione lo abbia ricordato: eppure la ferita \u00e8 ancora aperta. Erano le 3 di notte del 3 dicembre 2005, una notte di tempesta nel golfo, con raffiche di libeccio fino  a 45 nodi. La Margaret, 85 metri di lunghezza, 2643 tonnellate di stazza lorda, battente bandiera georgiana, era partita da Genova e diretta a Varna, in Bulgaria. Cerc\u00f2 riparo avvicinandosi al nostro porto, ma la burrasca le strapp\u00f2 gli ancoraggi e la spinse contro la diga, facendola affondare a poco a poco. L\u2019equipaggio, in gran parte moldavo, era composto da 13 uomini. Un marinaio raggiunse la diga a nuoto, un altro fu recuperato in mare, cos\u00ec gli altri rimasti sulla nave, grazie a un\u2019azione di aerosoccorso compiuta al mattino dalla Guardia Costiera di Luni, con gli elicotteri. Un salvataggio che fece scuola. Cos\u00ec come fu da manuale la salvezza del golfo dalla \u201cbomba\u201d costituita da 85.000 litri di dieseloil e di gasolio nei serbatoi della nave: la dispersione fu minima, i liquidi inquinanti furono recuperati grazie alla Capitaneria di Porto, ai mezzi e agli uomini della nostra Sepor e alle unit\u00e0 speciali inviate dal Ministero dell\u2019Ambiente. Ci\u00f2 avvenne perch\u00e9 lo specchio acqueo fu sigillato: esattamente ci\u00f2 che, secondo la magistratura, non \u00e8 avvenuto con i dragaggi.<\/p>\n<div id=\"attachment_10316\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/003elab-BASSA-RIS-2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-10316\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/003elab-BASSA-RIS-2-225x300.jpg\" alt=\"Sao Tom\u00e8, ro\u00e7a di Ponta Figo: la grande pentola da cui mangiavano i lavoratori in epoca coloniale    (2015)    (foto Giorgio Pagano)\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-10316\" srcset=\"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/003elab-BASSA-RIS-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/003elab-BASSA-RIS-2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-10316\" class=\"wp-caption-text\">Sao Tom\u00e8, ro\u00e7a di Ponta Figo:<br \/>la grande pentola da cui mangiavano i<br \/>lavoratori in epoca coloniale<br \/>(2015) (foto Giorgio Pagano)<\/p><\/div>\n<p class=\"testoGiustificato\">Ricordo quelle ore e quei giorni di dieci anni fa come momenti di grande angoscia, e di grandi sospiri di sollievo: fu evitata prima una tragedia umana, poi una tragedia ambientale, grazie a un perfetto lavoro di squadra, coordinato dal Comandante della Capitaneria di Porto Giovanni Pettorino. Ho in mente la paura nel volto di quegli uomini, subito accolti nel Monastero delle Suore Benedettine di Santa Maria del Mare. E poi, dopo una decina di giorni di permanenza, il loro saluto e il loro ringraziamento alla citt\u00e0. Ogni anno, a Natale, vado a trovare le suore del Monastero: \u00e8 l\u2019unica abitudine della vita da Sindaco che non ho mai abbandonato. E ogni anno ricordo con loro quei momenti, che rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria. Soprattutto nella memoria delle suore, cos\u00ec poco abituate alla presenza di uomini, a cui dovevano assicurare il cibo, il dormire, il lavarsi\u2026  Anche loro furono straordinarie!<br \/>\nMa perch\u00e9, nonostante sia stata evitata la tragedia, ho scritto di una \u201cferita aperta\u201d? Perch\u00e9 il relitto della Margaret, adagiato su un fondale a dieci metri di profondit\u00e0, addossato alla diga, inquina l\u2019ambiente circostante, con i prodotti tossici prodotti dai lubrificanti, dalle pitture, e cos\u00ec via. Uno studio dell\u2019Ispra, commissionato dall\u2019Unione europea, ha censito anche il relitto della Margaret, considerandolo -quanto al rischio ambientale- di bassa valenza, ma aggiungendo che qualsiasi incidente che causa l\u2019affondamento di una nave causa inquinamento. Fu lo stesso Governo a riconoscerlo. Il Comune si batt\u00e9 subito perch\u00e9 fosse riconosciuto lo stato di emergenza nel golfo. Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, ci appoggi\u00f2, e ci garant\u00ec che prima di Pasqua 2006 il relitto sarebbe stato recuperato. La spesa, ci disse il 20 dicembre in un vertice in Prefettura dopo un sopralluogo, si aggirava sui due milioni di euro. Tallonai Bertolaso e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (fu la mia prima e unica occasione di contatto con lui), fino a ottenere il decreto, firmato appunto da Berlusconi, di \u201cdichiarazione dello stato di emergenza nel territorio circostante il golfo di La Spezia, in relazione all\u2019affondamento della nave mercantile Margaret\u201d. Era il 18 aprile del 2006. Il decreto era molto chiaro e motivava la dichiarazione dello stato di emergenza con \u201cl\u2019urgenza di porre in essere tutte le azioni necessarie volte alla completa rimozione del delitto\u201d. Continuai a pressare il Governo fino al 2007, quando terminai il mio secondo mandato. Bertolaso sfuggiva, rimandava\u2026 Lo rividi a un dibattito sull\u2019Africa organizzato da una ong a Genova, nel dicembre 2009, e mi disse che nessuno, da Spezia e dalla Liguria, lo aveva pi\u00f9 cercato. In un\u2019intervista alla \u201cNazione\u201d (10 marzo 2010) Bertolaso rispose alla domanda di Corrado Ricci \u201cDunque la Margaret rester\u00e0 l\u00ec?\u201d in questo modo: \u201cSe Regione, Provincia e Comune dovessero reiterare la richiesta di rimozione, ne terremo conto per assecondarla, nei limiti delle risorse disponibili\u201d. Abbiamo poi saputo come la Protezione Civile di Bertolaso spendesse le risorse disponibili&#8230; Dobbiamo, allora, \u201creiterare la richiesta\u201d. Negli ultimi tempi si \u00e8 affacciata la suggestione di usare il relitto come palestra per le immersioni subacquee: si pu\u00f2 fare, previo, per\u00f2, \u201cla rimozione di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 costituire pericolo per un percorso di visita\u201d, ha detto il sub recordman Vittorio Innocente. Francesco Chionna, ex comandante del Comsubin del Varignano, \u00e8 stato anche lui chiaro, parlando della possibilit\u00e0 di non demolire ma di affondare le navi militari dismesse e di realizzare un \u201cparco di relitti per le immersioni\u201d: serve prima \u201cla bonifica delle unit\u00e0\u201d. Rimozione o bonifica della Margaret: discutiamone, ma il nodo di un intervento risanatore resta. Spezia non pu\u00f2 rimuoverlo.<\/p>\n<p class=\"testoCentrato\"><strong><em>lucidellacitta2011@gmail.com<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 della Spezia, 10 gennaio 2016 &#8211; La notizia pi\u00f9 importante di questi giorni riguardante il nostro mare non \u00e8 quella dello scontro tra Sindaco e Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale su crociere e waterfront (ne ho &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[81],"tags":[98,69,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10314"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10314"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10314\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10317,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10314\/revisions\/10317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazioneculturalemediterraneo.com\/sp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}