Presentazione di “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, lunedì 15 dicembre ore 17 alla Spezia, Mediateca via Firenze
4 Dicembre 2025 – 23:23

Presentazione di
“Ennio Carando un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
lunedì 15 dicembre ore 17
La Spezia, Mediateca via Firenze
Il nuovo libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” sarà presentato lunedì 15 dicembre alle ore …

Leggi articolo intero »
Crisi climatica e nuove politiche energetiche

Economia, società, politica: anticorpi alla crisi

Quale scuola per l’Italia

Religioni e politica

Ripensare il Mediterraneo un compito dell’Europa

Home » Interventi La Nazione

La Vanni e la beffa di Ceparana. Feroci rappresaglie a Follo Alto

a cura di in data 10 Novembre 2025 – 06:25

La Nazione, 6 agosto 2024

Nel luglio 1944 le azioni delle bande partigiane sui nostri monti si svilupparono a ritmi accelerati. Tra le formazioni più attive c’era la banda garibaldina “Vanni”, comandata da Primo Battistini “Tullio”. L’azione forse più clamorosa – una vera e propria “beffa” – la compì un gruppo della Vanni, al comando di Eugenio Lenzi “Primula Rossa”. Una quindicina di partigiani scesero da Adelano di Zeri – sede del comando – a Ceparana per approvvigionarsi di viveri. Un tedesco che voleva catturarli fu disarmato e preso prigioniero. Il grano partì per Adelano, ma 11 partigiani si fermarono a Ceparana per condurre una trattativa con i tedeschi: il rilascio del prigioniero in cambio di quello di quattro partigiani. Altrimenti “tremila” (!) partigiani avrebbero attaccato i magazzini generali tedeschi a Ceparana. In mancanza di risposte, il gruppo della “Vanni” il 25 luglio attaccò, fece prigionieri 20 tedeschi e si impadronì di un ingente quantitativo di generi alimentari. Quando i tedeschi si accorsero che i partigiani erano solo un piccolo gruppo si scatenarono. Lo scambio si fece, con altrettanti prigionieri, ma i tedeschi furono autori di rappresaglie feroci.
La sera del 27 luglio i tedeschi cannoneggiarono Piana Battolla, Madrignano e l’area del monte Cornoviglio. A Piana Battolla furono incendiate dieci case e fermati diversi uomini. All’alba del 28 luglio i tedeschi circondarono e rastrellarono il paese di Follo Alto, riunendo la popolazione e obbligandola a scendere al piano. Il paese, in particolare l’abitato Castello, venne incendiato. Nell’operazione rimasero uccisi un bambino di sei anni, Maurizio Carattoni, colpito da un proiettile e una donna anziana, Luigia Tonelli, bruciata all’interno della sua casa. Una sessantina di uomini vennero fermati e inviati al lavoro obbligatorio.
I sopravvissuti hanno raccontato che i paesi vicini si dimostrarono prodighi in soccorso di viveri e vestiario verso la disgraziata popolazione di Follo Alto. La solidarietà fu commovente e contribuì a restituire agli abitanti la fiducia nell’avvenire.
I nazisti responsabili non furono mai identificati: anche in questo caso nessuno pagò per i crimini compiuti.

Giorgio Pagano
co-presidente del Comitato Unitario della Resistenza

Popularity: 2%