Presentazione di “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” di Giorgio Pagano, lunedì 15 dicembre ore 17 alla Spezia, Mediateca via Firenze
4 Dicembre 2025 – 23:23

Presentazione di
“Ennio Carando un filosofo nella Resistenza”
di Giorgio Pagano
lunedì 15 dicembre ore 17
La Spezia, Mediateca via Firenze
Il nuovo libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando un filosofo nella Resistenza” sarà presentato lunedì 15 dicembre alle ore …

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“Tutto quello che resta di te” al Nuovo, lunedì 10 novembre ore 21

a cura di in data 9 Novembre 2025 – 22:19

Locandina

TUTTO QUELLO CHE RESTA DI TE
al Nuovo
Lunedì 10 novembre ore 21
Un film sulla storia della Palestina attraverso un ritratto di famiglia
del regista giordano Chierin Cabis, candidato all’Oscar

L’Associazione Culturale Mediterraneo, in collaborazione con il Film Club Pietro Germi Cinema Il Nuovo e con la Rete spezzina Pace e Disarmo, organizza la rassegna cinematografica CINEMA PER UN MONDO DISARMATO: sette grandi film che saranno proiettati al Cinema Il Nuovo alla Spezia (via Colombo 99) da novembre 2025 a maggio 2026, o il lunedì alle ore 21 o il giovedì alle ore 17,30.
La rassegna intende mostrare la costante presenza della guerra nel mondo contemporaneo, con i lutti e le distruzioni che essa comporta, e stimolare nello spettatore la formazione di una coscienza critica che permetta la dissociazione dalle tante forme oggi presenti di acquiescenza e rassegnazione alla guerra, come preludio a un coerente impegno nonviolento, pacifista e antimilitarista.
Il primo film della rassegna, che sarà proiettato lunedì 10 novembre ore 21 è TUTTO QUELLO CHE RESTA DI TE di Cherien Dabis (2025)
Film giordano candidato ai Premi Oscar 2026, è una storia della Palestina attraverso un ritratto di famiglia che esamina il rapporto tra nonno, padre e figlio e l’eredità del trauma tramandato a ciascuno di loro. Nel 1988, durante la prima intifada, il giovane palestinese Nur rimane ferito da una pallottola israeliana. L’anziana madre sente la necessità di ripercorrere quanto capitato alla famiglia negli ultimi quarant’anni, dal 1948, in cui il nonno Sharif perde i propri possedimenti a Giaffa nella Nakba, fino al 1978, nel campo profughi in Cisgiordania dove Salim, padre di Nur, viene umiliato da un soldato israeliano di fronte al figlio piccolo, con conseguenze che si ripercuoteranno poi dieci anni più tardi.

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