Presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” – Martedì 23 Settembre a Ceparana
Presentazione di
“Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”
Martedì 23 Settembre ore 21
Ceparana, Biblioteca Comunale
Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” (ETS edizioni) sarà presentato martedì 23 settembre alle ore 21 a Ceparana, nella Biblioteca comunale (via Verdi),
Giorgio Pagano, curatore del libro, dialogherà con Luca Basile, storico del pensiero politico, coautore del libro.
L’iniziativa è organizzata dal Comune di Bolano e dall’Università del Tempo Libero di Bolano.
Il libro ospita scritti di: Giorgio Pagano, Marcello Flores, Luisa Passerini, Chiara Dogliotti, Giovanni Gozzini, Alessandro Santagata, Alfonso Maurizio Iacono, Massimo Cappitti, Luca Basile, Marcello Montanari, Guido Viale.
Sessant’anni fa, il 30 novembre 1964, iniziò l’occupazione di Sproul Hall, nel campus di Berkeley. Joan Baez intonò Blowin’ in the wind di Bob Dylan («Su quante strade deve camminare un uomo / Prima di essere chiamato tale?»). Mario Savio, leader del Free Speech Movement, tenne un brevissimo discorso agli studenti, basato sul concetto che «la storia non è finita» e che «è possibile una migliore società». Il Sessantotto fu la richiesta di un cambiamento di civiltà all’insegna della fratellanza: l’essere persone nuove e il sentirsi reciprocamente legati. Più che un movimento nato nelle sedi istituzionali della politica, un movimento “morale” che poi scoprì la politica ma non assunse una forma definita. E che volle rispondere alle sfide della secolarizzazione ricercando un nuovo senso della vita, intrecciando in questo tentativo spinte di provenienza marxista, cattolica, libertaria. Fu utopia, ma anche realismo, lotta per conquistare qui e ora una scuola e una fabbrica più libere e democratiche, una radicale riforma del sapere e della cultura, una maggiore giustizia sociale.
In questo libro storici, filosofi e studiosi di diversa provenienza riflettono e discutono ancora sugli anni Sessanta e sul Sessantotto. Forse perché l’utopia concreta di «una migliore società» non può esaurirsi, e la storia può e deve ricominciare. Quegli anni sono ormai molto lontani da noi, ma l’approccio umanistico contro un mondo disumanizzato è più che mai necessario.
Il libro “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto” ha suscitato molto interesse anche a Ceparana, dove è stato presentato nella Biblioteca comunale di via Verdi per iniziativa dell’Amministrazione Comunale e dell’Università del Tempo Libero di Bolano.
Giorgio Pagano, curatore del libro, ha dialogato con Luca Basile, storico del pensiero politico e coautore del libro, e con molti dei presenti. Si è discusso a tutto campo: delle radici del Sessantotto nella babele dei linguaggi e delle culture degli anni Sessanta – il Concilio Vaticano II, la Beat Generation, la “generazione del Vietnam” – all’esplosione nel biennio 1968-1969; dalle conquiste ottenute nei primi anni Settanta, come lo Statuto dei lavoratori e la legge sul divorzio, al riflusso della fine del decennio.
Molto resta di quegli anni, si è detto: la nuova centralità assunta dai temi del sapere e della cultura accanto a quelli del lavoro, la spinta alla liberazione insieme personale e collettiva, la partecipazione, il pacifismo.
“Oggi servirebbe un nuovo Sessantotto, ma non basterebbe – ha detto Pagano – per affrontare i drammi di un mondo sempre più disumanizzato. Bisognerebbe fare qualcosa di più e meglio di quanto si fece allora. Basti pensare al tema della distruzione della Natura, tema in quegli anni pressoché assente”.
Pagano e Basile, riferendosi all’attualità, hanno aggiunto che “è davvero sbagliato collegare l’omicidio di Kirk al Sessantotto, che fu un movimento nonviolento”. Poi ci furono anche “dottrinarismo e violenza in piccoli gruppi che tradirono lo spirito originario del Sessantotto e che avevano altre radici”, ma “chi oggi mette in guardia contro odio e violenza dovrebbe almeno ricordare le stragi neofasciste, da Piazza Fontana alla Stazione di Bologna”.
Infine, la discussione di tutti si è accentrata su quanto sta accadendo a Gaza. Pagano ha concluso:
“Su Gaza c’è una coscienza collettiva che vuole la pace contro il sopruso di un popolo contro un altro. E’ come per il Vietnam negli anni Sessanta. E’ presto per dire che ne nascerà un movimento più generale, ma c’è un sussulto nuovo tra i giovani, l’Italia si è risvegliata. Una ragazza ha detto: ‘Da due anni ci tenevamo dentro questo dolore, ognuno per conto proprio. Ora finalmente siamo insieme, possiamo condividerlo. E riscopriamo l’umanità’. Se questa condivisione crescerà allora sì, forse potrà nascere un nuovo Sessantotto, capace di superare i limiti di allora”.
La prossima presentazione di “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”, prevista per venerdì 26 settembre a Levanto, è stata annullata per impegni dell’Amministrazione Comunale
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